biomagnificazione - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

Vai ai contenuti

Menu principale:

Mercurio negli alimenti: dove si trova e come difendersi

Pubblicato da in metalli pesanti ·
Tags: MercuriometallipesantibiomagnificazionepescelimentiEnricoFonticellisapereconsaporecibonutrienti
Mercurio negli alimenti: dove si trova e come difendersi

sapereconsapore

In questa pagina ci occupiamo di uno dei problemi più celebri relativi alla sicurezza alimentare. Parliamo del Mercurio negli alimenti,i quali questi ultimi rappresentano la via principale per l'ingestione di questo metallo e quindi per l'ingresso nel nostro organismo. Il Mercurio è un elemento chimico di per sé tossico per l'organismo, e se è improbabile mangiarne una quantità alta (tale da mostrare sintomi immediati) è più probabile invece ingerirne piccole dosi ma per un tempo molto prolungato, spesso anche per tutta la vita, cosa che potrebbe portare allo sviluppo di patologie croniche.
Cercheremo quindi di capire quanto effettivamente sia diffuso il problema e come possiamo difenderci, considerando anche il fatto che l'Unione Europea, e di conseguenza il nostro Ministero della Salute, tengono strettamente sotto controllo i livelli di mercurio negli alimenti, cosa che ne fa, ad oggi, uno dei rischi alimentari per i quali la sorveglianza è più attiva.

Mercurio: cos'è e dove si trova

Il mercurio è uno degli elementi di base della tavola periodica. Probabilmente la maggior parte di voi l'ha visto, in forma liquida (che è lo stato che mantiene a temperatura ambiente), nei termometri di qualche anno fa che sfruttavano la sua espansione in relazione al calore corporeo. Oggi questi termometri sono vietati, principalmente nell'ottica di non distribuire Mercurio nell'ambiente e di evitare l'ingestione, in quanto elemento tossico (è stato sostituito da una miscela di elementi detta galinstano).
Ma il Mercurio non è stato usato, in passato, solamente nei termometri ma anche, per esempio, nelle otturazioni dentali (di colore scuro che venivano fatte alcuni anni fa) e, più in larga scala, in insetticidi, pesticidi, farmaci, e poi vernici e catalizzatori per le componenti tecnologiche. Le particolarità fisiche e chimiche di questo elemento lo hanno reso molto celebre, e questo grande utilizzo del passato fa sì che, oggi, sia molto diffuso nell'ambiente in cui viviamo.
È infatti proprio questo rappresenta un problema, per noi: la diffusione del mercurio nell'ambiente. Perché se in passato questo elemento è stato immesso sul terreno in vari modi, le piogge, attraverso le falde acquifere, nel corso del tempo lo hanno portato al mare, dove si è accumulato. Se a questo aggiungiamo il fatto che in passato gli sversamenti in mare non erano regolamentati (o comunque sono continuati illegalmente anche quando sono uscite le leggi) e molto mercurio è stato gettato direttamente nei mari, capiamo quanto l'ambiente oggi possa essere inquinato, mettendo così a rischio noi attraverso l'alimentazione.

Mercurio negli alimenti

Si, perché in acqua vivono i pesci, che rappresentano oggi l'alimento più pericoloso dal punto di vista del mercurio.

Quali sono i rischi del Mercurio

La forma di mercurio più diffusa nell'ambiente, e quindi negli alimenti, è il metilmercurio, molecola composta da un atomo di mercurio (per questo si parla anche di "Mercurio" in senso generico) e altri quattro atomi molto comuni nell'ambiente, di idrogeno e carbonio; è anche la forma che, poiché somiglia ad un amminoacido essenziale utilizzato da tutti gli organismi, dal plancton all'uomo, è la più pericolosa per la nostra salute.
Le quantità di mercurio che si possono prendere dagli alimenti sono relativamente basse, così basse che è praticamente impossibile esserne intossicati subito dopo aver mangiato anche l'alimento più ricco in assoluto di mercurio; il problema, quindi, è la tossicità cronica, ovvero l'ingestione lenta ma costante di mercurio che porta nel corso del tempo a problemi dell'organismo da cui uscire è molto difficile.
Il mercurio rende infatti l'organismo incapace di provvedere alla detossificazione dei metalli pesanti, per cui favorisce di fatto l'accumulo di tutti gli altri metalli (rame, cadmio, piombo e altri metalli più o meno diffusi all'interno degli alimenti). Questi metalli si accumulano così nell'organismo, concentrandosi soprattutto nel sistema nervoso per cui si avrebbe un effetto neurotossico.
Il metilmercurio viene confuso dall'organismo, per la sua struttura chimica, con un amminoacido essenziale, per cui viene "fatto passare" da tutte le barriere difensive e arriva dappertutto, superando anche la barriera emato-encefalica (in cui non entra nemmeno il sangue) che è a protezione della parte più delicata dell'organismo (il cervello e il sistema nervoso); in questo modo apre la strada all'ingresso di tutti gli altri metalli nell'organismo.
I sintomi specifici dell'intossicazione da mercurio sono atassia, insonnia, parestesie, riduzione dell'udito e problemi nel muovere le articolazioni, che si manifestano soprattutto nelle persone anziane che hanno accumulato mercurio per tutta la vita. E che non sono la categoria più a rischio: ancora più pericoloso il metilmercurio è per i bambini, sia i neonati che i feti, quindi per le donne in gravidanza; entrando all'interno anche del loro sistema nervoso, ancora in sviluppo, rischia di farlo crescere in modo anomalo e il bambino potrebbe nascere con malformazioni oppure potrebbe avere problemi di crescita, fisica e cerebrale.

In quali alimenti si trova il Mercurio

Il metilmercurio si forma in ambienti acquosi a partire dal mercurio che ha una conformazione chimica diversa, perché l'acqua "scioglie" la precedente molecola e il mercurio ha modo di legarsi all'idrogeno e al carbonio. E' per questo motivo che l'elemento è molto legato all'acqua, dalla quale tra l'altro non può mai uscire se non in piccole quantità perché non evapora.
Per questo motivo, è inevitabile che gli organismi acquatici ne assumano, a partire dai più piccoli, ovvero i batteri.
Il metilmercurio è soggetto al fenomeno della biomagnificazione: visto che gli organismi non lo eliminano, il plancton (che si nutre di batteri) assume tutto quello che i batteri, prima di lui, avevano ingerito; a sua volta il pesce erbivoro, che si nutre di plancton, assume il suo mercurio, e poi il pesce carnivoro, e così sempre di più fin quando si arriva alla sommità della catena alimentare, ovvero ai grandi pesci predatori come squali e squaloidi, pesce spada, marlin e tonni che sono i pesci che contengono più mercurio in assoluto, e sono anche gli alimenti più pericolosi da questo punto di vista.
Inoltre, i pesci sono praticamente gli unici prodotti dai quali possiamo assumere il metilmercurio: infatti, il mercurio come elemento è ampiamente presente in tutti gli alimenti, sia di origine animale che vegetale, ma lo è in una forma non tossica, che non viene assorbita dall'organismo ed espulsa con le feci quando mangiamo questi prodotti.
Per i pesci, poi, non è possibile capire in quale parte del corpo c'è più mercurio e dove meno, perché viene distribuito uniformemente in tutte le parti del loro organismo.

Come possiamo difenderci dal mercurio?

Oggi esiste un limite di mercurio che ogni pesce può contenere, e tutte le aziende che commerciano i pesci sono obbligate ad eseguire delle analisi chimiche sui prodotti che vendono, mentre altre analisi vengono eseguite dalle ASL locali.
I limiti di mercurio legali variano in base alle specie di pesci, e sono stabiliti dal Reg. CE 1881/2006 in 0,5 mg/kg (tutti) e 1 mg/kg (squalo, pesce spada, tonno, rana pescatrice e altri pesci che, se dovessero rispettare l'altro limite, scomparirebbero dal mercato perché c'è troppo mercurio in queste specie). Tra l'altro, bisogna sottolineare che l'Unione Europea è intenzionata a raddoppiare il limite di mercurio consentito, nel corso del 2017, del 100%; non sappiamo se questo diventerà realtà, ma è una delle ipotesi al vaglio degli europarlamentari.
Questo, comunque, ci fa capire che è impossibile ridurre il mercurio totale nei prodotti ittici; tuttavia, se siamo tutti destinato ad assumerne, possiamo cercare di mangiarne il meno possibile, per evitare i problemi a cui potremmo venire incontro da anziani e, soprattutto, i problemi relativi alle donne in gravidanza e ai bambini, che sono più soggetti ai sintomi della tossicità del mercurio.
  • Variare le specie ittiche che mangiamo: abbiamo visto come il mercurio non interessi tutte le specie di pesci, ma solamente alcune. Questo significa che se limitiamo il consumo dei pesci che abbiamo nominato solamente ad una volta al mese, alternandoli con pesci meno a rischio (come il pesce azzurro), l'assunzione diminuisce. È sconsigliato invece rimuovere totalmente il pesce dalla dieta, perché si perdono molti elementi essenziali tra cui (omega 3 in primis).
  • Preferire il pesce oceanico a quello mediterraneo, se a rischio: potrebbe sembrare strano, ma statisticamente i grandi pesci del mediterraneo hanno più mercurio rispetto a quelli pescati nell'oceano (la zona di pesca si può leggere in etichetta). Questo perché il Mediterraneo è un mare chiuso, e il mercurio tende ad accumularsi molto più rispetto alle profondità oceaniche.
  • Se avete bambini di pochi anni o donne in gravidanza (di solito lo dicono pediatri e ginecologi) evitate il consumo dei pesci a rischio. Il pesce in gravidanza fa bene, ma sono da preferire pesci erbivori oppure pesci che accumulano poco mercurio perché sono piccoli e non stanno in alto nella catena alimentare.
  • Accompagnare l'assunzione di pesci contenenti mercurio con alimenti contenenti selenio aiuta a ridurre l'assorbimento, perché il selenio si lega con il mercurio prima che venga assorbito nell'intestino modificandone la struttura. Per questo motivo mangiare il pesce a rischio con i cereali, con i molluschi e con i crostacei (che non accumulano metilmercurio) è utile per ridurre l'assorbimento.
Dobbiamo specificare, però, un aspetto importante: i limiti di legge sono stabiliti considerando un consumo di pesce ricco di mercurio una volta a settimana, perché questo non abbia conseguenze a lungo termine. Mangiarne più di una volta è rischioso, mangiarne meno non lo è e possiamo farlo in tranquillità, proprio grazie ai controlli stabiliti dallo stato.
Viceversa, per le donne in gravidanza e per i bambini piccoli il problema è presente ed è importante: per questo motivo è essenziale che queste categorie di persone limitino il più possibile il consumo di questi pesci, perché i danni causati in questo caso dal mercurio sono più gravi rispetto a quanto accade nelle altre persone.



Nuvole
ricette frutto neuroni acido propoli osteopatia caffe toluene ayurveda caffeine duro aromi antitumorali confezionati calorie biologo tintura c patate batteri herpes donna solfiti inci olive tempo resveratrolo fisica bocca padano asparagi dentifricio autunno vitamine secche attività uva nervoso dolore HDL Na parabeni congelare sali cellulite energizzante cancerogeni gluten dietetici ginnastica polifenoli biliari more macrobiotica congestione cellule salmonella dieta DHA bambini semi noradrenalina colite essenziale pelle zinco metabolismo lavaggio coal metodi agave quercetina organi frigo sapereconspore stagione bambino Thailandia yogurt pancia idrica massa albume tumori astaxantina furano aspartame tummori #nutrizionista selenio Monterusciello visita colore aminoacidi lamponi cannella benefici meteorismo età tossiche UVA calcio ritenzione farina oligoelementi antibiotici antocianine endometriosi ossidasi tumore vitamina vera antiossidanti digiuno verza bivalvi infezioni India melone sovrappeso zucchina dimagrire cipollina 6 naturale policistico caldo glucagone wellness zafferano hdl cutanee antidepressivo carotenoide cetriolo brufoli 3 quinoa antiossidante patologie vegetali integrali mare stracchino educazione spigola acidi limenti Lucifero IGF parmiggiano soia allergeni massaggi batterio frutti prugne cattive stabilizzante artemisia mani iperacidità Calcio semola Vera antidolorifico patatine urico patologia A ultravioletti Dott.Enrico a cervello controlli Germania intero obesità perdite fisico albicocche estrogeni libido pollo verde stracci disidratazione addensante succo latte equilibrio fresca fragole istamina pane pera uricemia galateo fredda ipocalorico connettivo manganese A. cibi dott.Enrico fisia lisina alimenti nutrizione invecchiamento aceto dolci BHA anticorpi diuresi seno antociani timo fortificanti peperoni zanzare antiossitanti Varcaturo microsfere microrganismi.Lugdunin cucina forma alcol carote disbiosi diabete noci lattosio raffinati bulgaricus inositolo fagiolini cure cadenti progesterone nutrienti branzino addensanti surgelare quaternium fumo difesa fruttosio umore linfodrenaggio sanguigno Giugliano di olio melanoma sapore molecole Enrico allattamento fosforo caseina nutrition centrifugati luteina Iodio igiene sdorazione minerali formaldeide iodio apoptosi sapere visite idrosolubile pesanti alimentare orale propilenico tessuti intestino sostanze C papille reumatismo pomodori pasti nutrizionale junk gonfia con proteine sodio endorfine benessere Giappone buoni degradazione vegan intolleranze mattina spiaggia alimentazione foto pomodoro nutrizionista gruppo nutriente rame prurito scaduto sapereconsaporee UVB allergia aureus alluminio frigorifero carotenoidi caldarroste immunitaria 1 rimedi insonnia oligoelemento microbioma Quarto macchie vasetti calore yo Napoli piatto glutammato conduzione banana cotto 15 microminerali freschezza anemia massaggio cottura grana frittura #nutrizione Cina uova vitaminaA listeria glucosio Staphylococcus creme broccoletti torcicollo aborto avocado secca termophilus depressione marroni dietanolammina betacarotene avena sciroppo liberi tar licopene lattoferrina calda ossidazione grassi internazionale insulina colostro primi oliva sindrome kiwi spuntino feste pancreatite arance pesce antispossatezza immunitario allium artrite capsicum temperatura saturi estate greco corpo tocoferolo reumatoide GIugliano glutine Mercurio vasi oxybenzone bollitura Berrino iperglicemia solari birra funghi + salsa sterilizzare yang antibiotico Aloe digestione studio allergie mestruo freezer umami agrumi Pozzuoli fitosteroli sale nitriti melanina fermenti omeostasi antinfiammatoria ascelle mandorla cellula usanze tossine Caserta diet sviluppo dolori salute mediterranea influenza palato triclorosan neurologico malattie crostacei balsamo verdura secchezza raffreddore prodotti fitoterapia anguria solare adinopectina Fonticelli fico piante cuore domicilio convezionne sapereconapore anice gonfiore abitudini inquinamento immunità mais catechine Francia integratori lactobacillus peperoncino pistacchi insaturi sapone paziente prevenzione gym curcuma crusca antitumorale etichette nutrire idrico dormire conserve irritabile sangue cortisolo bilancia frutta colesterolo tiroide psicologia palma probiotici flatulenza radicali sapereconsapore.blogspot.it colazione premestruale alta naturali clorofilla odori lievito gas digerente fichi risotto lecitina carie cancro ovaio saraceno cereali extravergine Vomero pressione pangrattato Licola sudorazione addome integratore Qualiano E141 Additivi cioccolato glicemico additivi emulsionante D antitraspiranti afrodisiaco combinazioni sanguigni sapereconsapore glicole adipose solfato mirtillo idratazione sole cacao gestazione frullati crostata crescita gram glutamina cake Villaricca gerani latticini iatale aloe adolescenti carcinoma streptococcus fame palpebre cavo lattici laurilsolfato raffermo cistite ananas ortaggi Pianura respiro amilopectina protezione clorogenico zirconio brucia gravidanza dadi sintomi ciliegie feci irraggiamento zuccheri enzimi lipoproteine fluoruro diagnosi metionina alimento mangiare tuorlo concentrazione pepe nitrati yin spezie indice aglio tenero carboidrati ustione in Fuorigrotta Sant'Antimo sensibità E amilosio veg melagrana micronutrienti ulcera cipolla erba tradizioni correttori ombretti corretta food omogenizzati macedonie polinsaturi shampoo ferro mate glicemia contaminanti sedano ipertensione free rossetti stagionatura tiroidei PET elasticità biberon chiampagne natale B potassio bassa celiachia estrusione osteoporosi microbi pulizia grano serotonina nespole Dott aerobico pesche complessi sogliola gelificante biscotti Posillipo formaggio amminoacidi articolazioni acidità liposolubile amido torte integrale dolcificanti ceci alimentari stomaco negozio oli cosmetici fibre limone alimentazzione ossa ribes lipidi acqua ipocaloriche carne gusto brodo merendine centrifugato azoto corporeo gel polmoni erbe psiche folico truffe crema creatinina bosco pancreas rucola esercizio energia menta INCI peso cosmesi facciale radicchio microonde comfort capelli stitichezza castagne caglio ossido cicatelli utero apparato gassate danni sistema fegato raggi carota monoammino conservanti forno cheese minerale costipazione Vitamina scottature reflusso duodeno consigli vegetariano contraffazione malto epiderma sapereconsapore.blogspot.com calcoli insalate sport buccia antinfiammatorio cibo secondi asma glucidi mondo ossidativo deodoranti idrogenati magnesio bevande zucchero carbidrati bio addominale crudo stress emulsionanti omega miele triptofano bevanda vongole ormone punture modificato molluschi pasta fibra riposo nocciole primavera legumi essenziali ernia personale proprietà ostriche circolazione botulino coloranti stabilizzanti sano casa 31 bifidobatteri prostata riso metalli ciclo piatti epigenetica flavonoidi infanzia colorante menopausa donne cisteina tensioattivi diarrea grasso ricotta burro conservazione primo ormoni maggio campylobacter LDL insalata stanchezza biomagnificazione verdure zucca idrochinone amaranto
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu