quinoa - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

Vai ai contenuti

Menu principale:

Mettersi a dieta: cosa mangiare per dimagrire

Pubblicato da in cibi per dimagrire ·
Tags: cibodimagrirenutrientialimentialimentazionegrassicolesteroloproteinesapereconsaporequinoacalciolatticinimielecacao
Mettersi a dieta: cosa mangiare per dimagrire



Cosa mangiare per dimagrire? I cibi che ti permettono il dimagrimento dovrebbero essere tutti molto buoni al gusto, sani e nutrienti: ebbene, esistono!
Cosa mangiare per dimagrire è il segreto che tutti noi, soprattutto quelli con qualche chiletto di troppo, vorrebbero conoscere. Beh, non è un sogno, ma realtà: vediamo insieme quali sono questi cibi buoni, nutrienti e… dimagranti!

LA VITAMINA C

Di sicuro siete a conoscenza del fatto che questa vitamina è un valido ausilio nel perdere i grassi. Se non abbiamo l’apporto di qualche micronutriente come, appunto, la vitamina C, potrebbero non vedere mai la luce i risultati dei nostri sforzi per ridurre il girovita e bruciare i grassi.
Dove si trova la vitamina c: verdure, pomodori, patate dolci, zucca, spinaci, piselli, cipolle, cavoli rapa, aglio, scarola, cime di rapa, foglie di senape, cavolfiori, cavoli, cavoletti di Bruxelles, cime di rapa, broccoli, peperoni ed asparagi. Si trova anche nella frutta, ed in particolare in: fragole, lamponi, ananas, papaya, arance, mango, lime, limoni, kiwi, pompelmi e meloni.

IL CALCIO ED I LATTICINI

Che il calcio sia un toccasana per il tessuto osseo è cosa ormai risaputa, ma che fosse un sostegno validissimo anche per controllare l’appetito forse è cosa meno nota. Le ricerche hanno dimostrato che gli individui che soffrano di carenza di calcio hanno masse grasse superiori alla norma e non riescono ad avere un buon controllo della fame. Ma non finisce qui: altre ricerche hanno dimostrato anche che le fonti di calcio dei derivati del latte hanno una maggior efficacia nell’accelerazione dello smaltimento del grasso se paragonate ad altre fonti e questi ricercatori sono già nella fase di studio per trovare qualche altro ingrediente che possa essere somministrato sinergicamente con il calcio.
Dove si trova il calcio: nei latticini, ad esempio i formaggi ricotta, provolone, parmigiano, mozzarella, groviera, feta e cheddar. Anche nei semi e nelle noci (mandorle, semi di sesamo e noci brasiliane), ed in alcune verdure, quali i crescioni, gli spinaci, le cime di rapa, le foglie di senape, i cavoli ed i broccoli.

LA QUINOA

Si tratta di una tipologia di grano molto antica ed è un prodotto estremamente nutriente, ricchissimo in proteine, ma anche in aminoacidi, vitamina E e fitosteroli. Anche solo per i suoi valori nutrizionali la quinoa dovrebbe esser sempre presente nella nostra dieta, ma recenti studi confermano che è uno dei principali inibitori dei grassi.

LE PROTEINE

Questo genere di micronutrienti hanno una grande influenza su tutto ciò che riguarda alimentazione e dieta. Ma non solo, enzimi, ormoni per la generazione del tessuto nelle guarigioni da una ferita. Per quanto concerne il dimagrimento, studi ormai consolidati hanno dimostrato che tutte le proteine influenzano notevolmente il senso di sazietà (generando la sensazione di esser pieni, quindi inibendo la voglia di mangiare ulteriormente). Ingerire cibi ricchi di proteine anziché carboidrati spinge ad avere meno fame ed a bruciare meglio i grassi.

Dove si trovano le proteine: nel pesce, innanzitutto (merluzzi, acciughe, aragoste, sardine, salmoni, tonno e gamberetti), poi nel taglio magro di alcune carni (carne bovina, pollo, carni di maiale, vitello e tacchino), ancora nei semi e nelle noci (arachidi nocciole, semi di zucca e pistacchi), nel grano (avena, pane integrale ed orzo), nei latticini (cheddar, ricotte, mozzarella, parmigiano, yogurth, latte e groviera) e, infine, nei legumi (lenticchie, fagiolini, fagioli bianchi e soia).

IL MIELE

Viene annoverato ormai tra le “grandi promesse” per la salute ed il dimagrimento: riduce l’adipe (in qualità di sostituto dello zucchero), ha un valore nutritivo elevato e fa bene a moltissime funzioni di un organismo. Rientra tra gli antivirali, antibatterici, equilibra il contenuto di zuccheri ematici, calma la tosse ed è un sostegno per la difesa immunitaria.

IL CACAO

Rispetto alla media degli altri alimenti il cacao contiene molti più antiossidanti. Di non molto tempo fa una ricerca in cui venivano messe in luce le qualità benefiche sui diabetici delle epicatechine, sostanze contenute, appunto nel cacao. Stante la minore attesa di vita di un diabetico (circa sette anni meno della media), si è scoperto che questi flavonoidi hanno allungato la vita di alcuni soggetti da laboratorio. E’ ottimo per la prevenzione dei processi degenerativi arteriosi, “smussando” ogni deposito di grassi. Il cioccolato fondente da una mano al cuore, è ottimo per la giovinezza della pelle e, notoriamente, aiuta ad avere un umore migliore!

IL GRASSO “BUONO”, IL GRASSO SANO

Le diete ricche di acidi grassi monoinsaturi, i grassi “buoni”, che si ritrovano nell’oliva, nel suo olio, nei semi e nelle noci, come anche nel cioccolato fondente ed anche nell’avocado, non solo contribuiscono a darvi una sferzata di energia, ma anche ad avere pance piatte e girovita piacevoli. Anche alcuni acidi grassi polinsaturi, però, possono apportare benefici, quelli, ad esempio, che si trovano nei pesci e negli oli derivati, nei semi e nelle noci (ivi comprese le arachidi, i semi di girasole, i semi di sesamo e di lino).
Dove si trovano gli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi: nell’olio di semi di girasole, in quello di soia, nella soia direttamente, nei semi di lino, nell’avocado. Nelle noci e nel loro burro, nell’olio e nel latte di cocco, come anche nelle sardine e nel salmone.



Differenza tra Farine: Farina 00, 0, 1, 2, Integrale

Pubblicato da in differenze tra farine ·
Tags: farinaintegralecruscaglutinemineralisalutebenesseresapereconsaporesemolagranotenerogranodurocerealiglutenfreeamarantoquinoagranosaracenociboalimentazionenutrizione
Differenza tra Farine: Farina 00, 0, 1, 2, Integrale

sapereconsapore

A tutti noi è capitato di vedere sui banchi degli ipermercati diversi tipi di farine come ad esempio la farina 00, la 0, oppure la farina integrale.
Ovviamente esiste una differenza tra le farine, questa è dovuta principalmente al tipo di materia prima ed al metodo di lavorazione.
In questa pagina vediamo quindi di spiegare in modo semplice la differenza tra farine ed il loro impiego in cucina. La farina classica, quella bianca che tutti per tradizione conosciamo, si ottiene dalla macinazione dei cereali ma esistono anche altri tipi di farina che si ricavano da altri tipi di vegetali.
Quando si parla di differenza tra farine la prima distinzione va fatta tra quella di grano tenero e quella di grano duro: questi infatti sono i prodotti più utilizzati al mondo per la preparazione della pasta e del pane.

Tipi di Farina

Farina di grano tenero: si ottiene dalla macinazione dei chicchi della pianta del grano Triticum Aestivum, prende il nome di tenero in quanto i suoi chicchi si rompono facilmente. Ha una consistenza soffice e polverosa, si utilizza per la preparazione del pane, dei dolci e anche per la pasta fresca.
Si differenzia con quella di grano duro per la sua maggior elasticità negli impasti, per un minor contenuto di proteine e glutine e per un minor assorbimento d’acqua.

Farina di Grano duro: si ottiene dalla macinazione dei chicchi della pianta Triticum durum che, come si intuisce dal nome della pianta, presenta chicchi più duri rispetto al grano tenero.
La farina che si ottiene da questo tipo di grano contiene più proteine, assorbe quantità maggiori di acqua durante la sua lavorazione mentre l’impasto ha una minor elasticità rispetto al grano tenero. Si utilizza prevalentemente per la panificazione e per la produzione di pasta.

Differenza tra Farina e Semola

La farina si ottiene dalla macinazione del grano tenero, è di colore bianco e la sua consistenza è molto fine e impalpabile. Viene utilizzata per la preparazione di pane, biscotti, brioches, torte etc.
La semola è il risultato della macinazione del grano duro, è caratterizzata da un colore tendente al giallognolo e da grani più grossi che le conferiscono una consistenza quasi “sabbiosa”. Si utilizza principalmente per la produzione della pasta.

Differenza tra Farine
Prima di passare in rassegna quali sono le principali differenze tra le farine che si trovano in commercio è necessario chiarire cosa stabilisce la legge italiana in termini di farine.
La differenza tra farine è definita da una legge del 2001 (DPR 9 febbraio 2001, n° 187) che stabilisce i vari contenuti di ceneri residue per tipo di farina. Le ceneri sono il residuo che rimane bruciando le farine a 55o°. Per esempio la farina integrale di grano tenero deve avere un residuo massimo di ceneri pari all’1,70 % mentre la farina di grano tenero tipo 00 deve avere un residuo massimo di ceneri pari allo 0,55 %.

Differenze
Farina 00: è la farina bianca che si acquista normalmente al supermercato ma forse non tutti sanno che è anche quella più raffinata, quella che in pratica viene privata di tutte le parti più nutrienti del grano come ad esempio la crusca che contiene le fibre alimentari, il germe di grano che contiene i minerali e le vitamine.
Tutto questo ha come risultato un prodotto bianchissimo ma quasi nullo dal punto di vista nutrizionale, quello che resta sono l’amido ed il glutine. Questo prodotto si utilizza molto per la preparazione dei dolci ed ha tempi di lievitazione più brevi rispetto alle farine meno raffinate.

Farina 0: è un po’ meno raffinata della precedente, ha un colore che tende leggermente al giallino ma ha comunque perso gran parte dei suoi nutrienti. Si utilizza molto per la preparazione del pane, delle pizze e delle focacce.

Tipo 1: rappresenta un buon compromesso tra i prodotti raffinati e quelli integrali. Ha un buon contenuto di fibre alimentari, vitamine e sali minerali, in pratica questo prodotto, a differenza delle farine raffinate, contiene un quantitativo maggiore di crusca e di germe di grano. È consigliata per la preparazione della pizza e delle piadine.

Tipo 2: è anche conosciuta come farina semi-integrale, ha grani più grossi rispetto alle precedenti e la differenza sta nel contenuto ancora maggiore di crusca e germe di grano. La sua lavorazione è più facile rispetto all’integrale, ideale per la panificazione.

Integrale: è sul gradino più alto per quanto riguarda il profilo nutrizionale e contiene tutte le parti del chicco di grano cioè le vitamine, i sali minerali, l’amido, la crusca e gli aminoacidi, ed è quindi un prodotto molto più completo rispetto ai precedenti. Questa farina è l’ideale per la panificazione, per ottenere prodotti sani e nutrienti.

Differenza tra Farine: Resistenza
Un altro fattore importante di cui bisogna tenere conto nella differenza tra farine è la forza, ovvero la sua resistenza misurata nel tempo alla lavorazione. La forza della farina è direttamente proporzionale alla qualità del grano utilizzato per produrla, per essere più precisi, dal suo contenuto di proteine e quindi di glutine, la sostanza che costituisce la struttura portante dell’impasto.
La forza di una farina viene espressa con la lettera W, dove un valore alto sta ad indicare un alto contenuto di glutine e quindi la capacità della farina di assorbire molta acqua e di formare un impasto resistente a lenta lievitazione.
Un valore basso invece indica che la farina assorbirà poca acqua e la lievitazione sarà veloce ma con un prodotto finale leggero.
Qui di seguito sono indicati i valori e le relative caratteristiche:

Valore\tIdeale per:
170 W                   Dolci friabili
da 170 W a 260 W  Pane, pizza e Pasta
da 260 W a 350 W  Pane, pizza e prodotti da pasticceria

Dobbiamo però segnalare che purtroppo non tutti i produttori inseriscono questo valore sulla confezione, per cui non sempre è possibile accertare la differenza tra farine da questo punto di vista.

Differenza tra Farine: Non Cereali
Come accennato in precedenza esistono anche tipi di farina che vengono prodotte da vegetali non cereali, qui di seguito le principali:

Amaranto: si produce da una pianta che oggi viene coltivata in tutto il mondo, anche a scopo ornamentale. L’amaranto non contiene glutine.

Quinoa: si produce dalla quinoa, una pianta erbacea originaria del Sud America, anche questa farina non contiene glutine.

Grano saraceno: dai semi del grano saraceno si ricava una farina che non contiene glutine e che viene utilizzata per la preparazione dei pizzoccheri.

La differenza tra queste farine e le altre sopra menzionate è l’assenza di glutine che le rendono idonee per essere consumate dai celiaci.
Oltre a queste esistono altri tipi di farine che vengono preparate con alcuni tipi di legumi, le più note sono quella di soia, di fagioli, di ceci e di fave.
In ultimo, in questa pagina dedicata alla differenza tra farine, citiamo quella di castagne, una farina abbastanza diffusa nel nostro paese che viene utilizzata per la preparazione di alcuni dolci tra cui il famoso castagnaccio.



Nuvole
microrganismi.Lugdunin mangiare noradrenalina iperglicemia fisia ormone #nutrizionista secca banana amaranto broccoletti melanoma quercetina esercizio stagionatura colite fluoruro reumatismo zuccheri free Dott.Enrico addensante anguria Posillipo A. tiroidei vitamina a riso ciliegie integrale addensanti crescita tempo oliva insonnia glicemico resveratrolo termophilus cortisolo food primo fisico C molecole Qualiano surgelare campylobacter amilopectina ulcera yang contaminanti fibre crusca prostata fagiolini diabete ossido fredda addome prugne lievito bilancia metalli macedonie pepe palpebre antitraspiranti gonfiore abitudini gerani integrali microsfere mirtillo oxybenzone torte insaturi kiwi tradizioni Mercurio zanzare estate apparato antibiotico attività IGF #nutrizione cibi ginnastica in mestruo dolori adolescenti idrogenati pane Cina visita aloe calcio serotonina fico ceci personale balsamo congestione lactobacillus bocca costipazione catechine uva reumatoide cutanee dott.Enrico Giugliano gel artrite macrobiotica verdura pancreas ostriche idrica etichette aerobico Fuorigrotta coal mandorla inquinamento enzimi antiossitanti seno corretta tuorlo cisteina latte yogurt pasti epiderma dimagrire veg mondo colorante triptofano saturi gram freschezza polinsaturi batterio Calcio sindrome premestruale Licola liberi hdl bosco reflusso lipoproteine creatinina stanchezza antibiotici irraggiamento peperoncino limenti stracchino astaxantina cervello lamponi stress infezioni latticini betacarotene alimentazione emulsionanti celiachia mais grano saraceno parmiggiano controlli pesche Sant'Antimo liposolubile fitosteroli prurito zucca selenio allergie Dott scaduto curcuma ribes coloranti cetriolo aceto Vera truffe deodoranti amminoacidi uricemia sogliola cioccolato correttori sovrappeso iodio nervoso intero 15 Pozzuoli dieta licopene papille disbiosi organi GIugliano cavo 3 diet lisina fermenti primi estrogeni bifidobatteri ricotta usanze uova umore ricette ossidativo timo natale India 1 calda vegan spezie forma infanzia vasi tar Varcaturo insalata psicologia microonde peperoni gusto adinopectina raffinati lattosio Giappone comfort sensibità menopausa essenziale bevanda bulgaricus allattamento arance PET alimento intestino età sdorazione frigo gestazione Monterusciello ananas stabilizzante aromi benefici feci nitriti radicali cipolla centrifugato Vomero formaggio depressione policistico visite Additivi HDL immunità sapore psiche carota cellule malattie padano crostacei antidolorifico artemisia frittura combinazioni Na bambino nutrizionale alimentazzione caldo more cotto congelare sali oligoelementi nocciole integratori modificato studio vera pelle B dietetici tumori cancerogeni ritenzione pasta colostro cereali tossiche iperacidità caffeine utero ascelle peso sintomi mare alimenti domicilio carbidrati marroni diarrea melone toluene contraffazione agrumi insulina essenziali diagnosi batteri emulsionante piatti ormoni magnesio ustione internazionale bollitura lecitina soia carcinoma melagrana ultravioletti cadenti oligoelemento pomodori birra degradazione fresca carotenoidi alluminio maggio zirconio tenero stracci quaternium massaggi casa primavera galateo cellula botulino nutrire cosmetici nitrati mate fosforo elasticità albicocche bassa digestione ciclo insalate gravidanza donne neurologico meteorismo sterilizzare pomodoro sapereconsaporee sapereconsapore.blogspot.it ipertensione dolore endometriosi capsicum frigorifero tiroide pera complessi rimedi D fortificanti sistema legumi olio buoni glicemia melanina stabilizzanti Napoli E141 clorogenico perdite digerente antiossidante radicchio convezionne pancreatite gonfia salsa respiro fame stagione influenza miele anice intolleranze antinfiammatorio osteopatia proprietà allium Pianura biliari listeria prodotti fruttosio sviluppo Lucifero semola ossa salute sport irritabile cacao metionina probiotici DHA corpo ossidazione cake spigola spiaggia gluten sostanze clorofilla carboidrati fumo flavonoidi propoli acidità E istamina indice vegetali microbi neuroni ferro avena sale antinfiammatoria afrodisiaco creme aborto colesterolo cistite ossidasi salmonella pressione raffermo idratazione gas cosmesi glicole connettivo manganese farina sapone colazione grasso foto asparagi furano colore Quarto biscotti naturale vasetti zinco gym stitichezza tumore mani sedano rame verdure con patate vegetariano sciroppo brucia frutti spuntino luteina extravergine Iodio rossetti glucagone paziente acidi osteoporosi INCI polmoni feste alimentari torcicollo buccia pulizia minerali acqua fibra carote nespole A piatto metodi solari azoto fichi funghi chiampagne cucina folico lattoferrina tensioattivi sano sapereconsapore.blogspot.com benessere carne conduzione quinoa amido orale integratore antispossatezza Enrico tossine odori bevande herpes prevenzione gruppo sapereconapore gelificante sanguigni streptococcus verza sanguigno centrifugati dadi biberon carotenoide massa brufoli pollo difesa lipidi menta piante noci erbe stomaco rucola semi raffreddore alimentare conservanti olive linfodrenaggio secchezza energia massaggio nutrienti Vitamina crudo antitumorale calorie limone immunitario yin punture Thailandia bambini riposo addominale cure fragole patologie Berrino malto freezer zafferano igiene caldarroste solfato LDL ipocaloriche anticorpi iatale biomagnificazione vitaminaA tocoferolo Fonticelli equilibrio monoammino ombretti tessuti articolazioni Staphylococcus verde acido temperatura di inci anemia albume micronutrienti metabolismo pesce facciale idrochinone frutta ernia + cibo additivi fitoterapia glucosio cuore sangue carie aminoacidi cellulite Francia concentrazione ortaggi antiossidanti allergeni brodo omogenizzati immunitaria caseina agave sapereconsapore capelli dolci aspartame 31 asma obesità negozio antidepressivo confezionati epigenetica solfiti oli bio consigli dietanolammina glutine vitamine glutammato lavaggio nutrition laurilsolfato invecchiamento BHA umami sodio cattive corporeo naturali forno molluschi nutrizionista sapere omeostasi raggi UVA donna energizzante conserve lattici castagne palma polifenoli dormire antitumorali mediterranea duro UVB nutrizione nutriente Villaricca grassi dentifricio flatulenza aureus cipollina endorfine cottura circolazione dolcificanti erba parabeni alta zucchina Germania progesterone avocado triclorosan minerale apoptosi frullati antocianine cannella junk propilenico educazione patologia glutamina omega tintura Aloe calcoli urico danni tummori pesanti gassate proteine formaldeide glucidi burro caglio merendine sole pangrattato pistacchi cicatelli antociani potassio fegato vongole conservazione secche duodeno caffe inositolo pancia estrusione crema branzino 6 mattina solare cancro shampoo zucchero biologo adipose grana alcol autunno digiuno bivalvi microbioma microminerali macchie aglio risotto allergia cheese libido scottature c idrico fisica crostata calore protezione Caserta greco diuresi wellness ipocalorico frutto disidratazione patatine ayurveda secondi succo ovaio idrosolubile yo palato amilosio sapereconspore sudorazione
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu