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Le creme solari: luci ed ombre

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Le creme solari: luci ed ombre

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Le indagini della American Academy of Dermatology hanno dimostrato che molte persone non sono consapevoli del corretto utilizzo delle protezioni solari.Tuttavia, anche se usati correttamente, non tutti i prodotti solari contengono ciò che è pubblicizzato sulla confezione.
In un test, i ricercatori hanno valutato il valore SPF di 65 prodotti disponibili sul mercato e hanno trovato che il 43 per cento aveva meno SPF di quanto indicato in etichetta. La protezione solare blocca anche la capacità del corpo di produrre vitamina D, nonostante che diversi studi abbiano dimostrato come la maggior parte delle persone non usino adeguate quantità di crema solare tali da influenzare negativamente i loro livelli di vitamina D. Questo è certamente un problema, soprattutto se si mantiene la protezione solare per tutto il tempo di esposizione al sole.
In tal caso, si consiglia di sottoporsi al controllo del livello di vitamina D con opportuni test e, nel caso che i valori risultino al di sotto del livello clinicamente rilevante di 40 nanogrammi per millilitro, sarebbe bene considerare l'assunzione di un supplemento di vitamina D. Anche se gli integratori non possono fornire i benefici al pari dell'esposizione al sole.
Aumentando la quantità di crema solare necessaria per proteggere la pelle dalle scottature aumenta anche la quantità di sostanze chimiche tossiche che si mettono sulla pelle.
Gli studi dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), dimostrano come il 97 per cento delle persone che vivono negli Stati Uniti siano contaminati con un ingrediente tossico ampiamente utilizzato nelle creme solari, chiamato oxybenzone.
L'oxybenzone si trova comunemente nelle creme solari e altri prodotti per la cura personale. L'EWG ha identificato quasi 600 diversi prodotti solari contenenti oxybenzone. Le mamme con alti livelli di questa sostanza chimica hanno un rischio maggiore di dare alla luce bambini a basso peso, un fattore di rischio importante legato a malattie cardiovascolari, diabete , ipertensione e altre patologie.

Le protezioni solari sono una truffa?


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Fino al 1960, il melanoma era raramente diagnosticato. I numeri sono aumentati dopo l'introduzione  nel mercato delle "creme abbronzanti". L'idea dietro la crema solare è stata quella di poter rimanere più a lungo al sole senza scottarsi ed ottenere una bella abbronzatura.
Dopo gli anni '70 più melanomi vengono diagnosticati ogni anno anche se è aumentata la tendenza a far uso di protezioni solari.
È interessante notare che la prognosi o il risultato di una diagnosi di melanoma possono essere collegati ai livelli di vitamina D. In uno studio innovativo, i ricercatori hanno dimostrato un legame tra i livelli di questa vitamina e i risultati nei soggetti con diagnosi di melanoma dopo l'aggiustamento dei livelli di proteina C-reattiva. sapereconsapore
Studi precedenti hanno esaminato l'associazione tra la vitamina D, la risposta infiammatoria e la proteina C- reattiva in un campione di oltre 1.000 pazienti. L'indagine su diversi biomarcatori ha trovato che l'aumento dei livelli di vitamina D può migliorare i tassi di sopravvivenza a cinque anni.

Protezione dall'interno

È possibile aumentare la propria capacità interna di compensare i raggi UVA e UVB attraverso i nutrienti che si assumono giornalmente. Gli antiossidanti presenti nella frutta colorata, nella verdura, nel te verde e in molti altri alimenti hanno dimostrato di avere effetti protettivi. La vera "superstar" è il carotenoide astaxantina liposolubile, che conferisce al salmone, ai gamberi e ai fenicotteri il loro colore rosa.
L'astaxantina viene prodotta dalle microalghe Haematococcus pluvialis quando l'acqua in cui vivono si prosciuga, costringendole a proteggersi dalle radiazioni ultraviolette. E 'questo meccanismo di "scudo" che aiuta a spiegare come l'astaxantina, in modo simile, possa aiutare a proteggere l'uomo dalle radiazioni solari.
Quando si assume questo pigmento, essenzialmente ci si crea il proprio "schermo protettivo interno per il sole." La ricerca ha confermato che è un potente ammortizzatore per gli UVB che aiuta a ridurre il danno al DNA.
In realtà è uno dei più potenti antiossidanti noti che agisce contro l'infiammazione, lo stress ossidativo e i danni dei radicali liberi in tutto il corpo.
Queste funzioni migliorano la capacità della pelle di gestire sole senza scottature, con il vantaggio della produzione di vitamina D. Ciò non significa che si può trascorrere tutto il giorno al sole senza alcuna protezione fisica, tipo il cappello e l'abbigliamento con manica lunga, ma rappresenta una opzione più sana rispetto all'utilizzo di sostanze chimiche.





fonte :


Research indicates that many are using sunscreen incorrectly | American Academy of Dermatology. (2016). Aad.org. Retrieved 30 May 2016
Carina Storrs, S. (2016). Many sunscreens have lower SPF than labels claim. CNN. Retrieved 30 May 2016
Worried suncream blocks vitamin D? Here's good news.... (2013).Mail Online. Retrieved 30 May 2016
Does sunscreen block vitamin D?. The Sydney Morning Herald. Retrieved 30 May 2016
Does Chronic Sunscreen use Reduce Vitamin D Production to Insufficient Levels?. (2016). Medscape.
O’Connor, A. (2009). The Claim: Sunscreen Prevents Vitamin D Production. Nytimes.com. Retrieved 30 May 2016
CDC: Americans Carry Body Burden of Toxic Sunscreen Chemical. (2016). EWG. Retrieved 30 May 2016
Journal Of Clinical Oncology, 34(15), 1741-1747
Biological Activities and Its Commercial Applications—A Review. Marine Drugs, 12(1), 128-152.



Tumore della pelle,sintomi e prevenzione

Pubblicato da in tumore della pelle ·
Tags: pelletumoremelanomaepidermasoleraggiultravioletticarcinoma
Tumore della pelle


Cos'è
Numerosi tumori possono colpire la pelle, che rappresenta l'organo più esteso del nostro corpo ed è formata da tre strati: l'epidermide (strato superficiale), il derma (strato intermedio) e il tessuto sottocutaneo (strato profondo).
L'epidermide, a sua volta, è formata da diverse cellule: i melanociti, che hanno il compito di produrre la melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari, e i cheratinociti che rappresentano le cellule più numerose di questo strato.
I cheratinociti presenti nello strato più esterno dell'epidermide prendono il nome di cellule squamose e, quando vanno incontro a trasformazione tumorale, prendono il nome di carcinomi spinocellulari. I cheratinociti dello strato più profondo sono invece chiamati cellule basali e possono dare origine ai carcinomi basocellulari. Entrambi sono tumori cutanei non melanomatosi, cioè tumori della pelle diversi dai melanomi, che invece originano dai melanociti.

Quanto è diffuso

I tumori cutanei non melanomatosi sono tra i tumori più diffusi in assoluto: secondo i registri AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) sono infatti al primo posto tra gli uomini (15,2% di tutti i tumori) e al secondo tra le donne dopo il tumore della mammella (14,8% di tutti i tumori).
Detto in altri termini, in media ogni anno si registrano circa 120 casi di tumore cutaneo non melanomatoso ogni 100.000 uomini e circa 90 casi ogni 100.000 donne.
Escludendo i melanomi, 8 tumori della pelle su 10 sono carcinomi a cellule basali, mentre i rimanenti 2 sono carcinomi spinocellulari.

Chi è a rischio

I carcinomi basocellulari e spinocellulari si sviluppano soprattutto a livello delle parti del corpo più esposte al sole: viso, orecchie, collo, cuoio capelluto, spalle e dorso. Uno dei principali fattori di rischio è l'esposizione a raggi ultravioletti (UVA e UVB) che derivano principalmente dal sole, ma anche da lettini e lampade solari che devono quindi essere utilizzati con estrema attenzione. Sono stati identificati come fattori di rischio anche il contatto con l'arsenico e l'esposizione a radiazioni ionizzanti, alcune anomalie genetiche e un'insufficienza del sistema immunitario dovuta a precedenti terapie, a trapianti oppure all'AIDS. Inoltre, il fumo e alcuni trattamenti per la psoriasi possono aumentare il rischio di sviluppare un carcinoma spinocellulare (soprattutto a livello delle labbra nei fumatori).
Avere la pelle molto chiara, un'età avanzata ed essere uomini sono inclusi tra i cosiddetti fattori di rischio non modificabili, sui quali cioè non è possibile intervenire.

Tipologie

I tumori della pelle diversi dal melanoma sono classificati in base alle cellule da cui hanno origine.
I carcinomi basocellulari (o basaliomi) originano dalle cellule basali, nello strato più profondo dell'epidermide, mentre i carcinomi spinocellulari (o a cellule squamose) dalle cellule più superficiali dell'epidermide. Carcinomi spinocellulari e basocellulari rappresentano la quasi totalità (oltre il 99%) dei tumori della pelle non melanomatosi, ma esistono anche altre rare tipologie di tumore cutaneo come per esempio il carcinoma a cellule di Merkel, il sarcoma di Kaposi e il linfoma cutaneo.

Sintomi

Questi tumori cutanei causano solo raramente sintomi nelle fasi iniziali. In alcuni casi, quando diventano abbastanza grandi e in stadio più avanzato, possono sanguinare o provocare prurito e dolore.
In genere, quindi, i sintomi sono legati soprattutto alla comparsa o al cambiamento di aspetto di qualche lesione o macchia sulla pelle. I carcinomi spinocellulari appaiono come noduli o aree con bordi più alti e una depressione centrale, talvolta sono ulcerati, sanguinano raramente e, di solito, hanno margini poco definiti. I carcinomi basocellulari appaiono invece come piccoli noduli di aspetto perlaceo oppure come chiazze di colore rosa, aumentano lentamente di dimensione e qualche volta possono essere pigmentati e venire scambiati per melanomi.
In presenza di questi segni, è sempre consigliato rivolgersi allo specialista (dermatologo)

Prevenzione

La strategia di prevenzione più efficace per ridurre il rischio di carcinomi basocellulari e spinocellulari consiste senza dubbio nel proteggersi dai raggi ultravioletti. Ciò significa evitare di esporsi al sole nelle ore più calde (tra le 10 e le 16) e, quando ci si espone, indossare sempre cappello e occhiali scuri e utilizzare una protezione solare adeguata per il proprio tipo di pelle, applicandola più volte per garantire una copertura completa e continua. Tutti questi accorgimenti valgono soprattutto per i bambini la cui pelle è molto più sensibile ai danni prodotti dal sole.
Ai fini della prevenzione è importante evitare sostanze chimiche dannose come l'arsenico. Inoltre, è molto utile controllare periodicamente l'aspetto della propria pelle, idealmente in una stanza ben illuminata, di fronte a uno specchio e facendosi aiutare da altri per controllare le aree non raggiungibili con il proprio sguardo.

Diagnosi

Il dermatologo, nel corso di una visita completa, valuta,la storia personale e familiare del paziente ed effettua un accurato esame visivo della pelle grazie all'uso dell'epiluminescenza, una speciale tecnica di ingrandimento e illuminazione della pelle. La diagnosi certa di tumore viene effettuata però solo con una biopsia, una procedura durante la quale si preleva una porzione di tessuto che viene poi analizzata al microscopio.

Evoluzione

Lo stadio di un tumore indica quanto la malattia è diffusa nell'organismo ed è un parametro molto importante per determinare la prognosi e decidere il tipo di trattamento da intraprendere. I carcinomi basocellulari e spinocellulari, a differenza di altri tumori cutanei come il melanoma, danno metastasi solo in rari casi e dopo molti anni dalla loro comparsa. Di conseguenza, vengono di solito rimossi quando sono ancora localizzati.
In caso di problemi al sistema immunitario, i carcinomi spinocellulari possono essere ad alto rischio di metastasi e si procede con la stadiazione che segue il sistema TNM. Secondo questo metodo i tumori sono suddivisi in 4 stadi (I, II, III e IV) in base alla dimensione e alla posizione della malattia (T), al coinvolgimento dei linfonodi (N) e alla presenza di metastasi (M).




fonte : www.airc.it



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