uova - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

Vai ai contenuti

Menu principale:

Quante uova alla settimana? Scopriamolo insieme...

Pubblicato da in uova ·
Tags: uovanutrientisapereconsaporeEnricoFonticellibenessereproteinecolesterolotuorlocibofood
Quante uova alla settimana? Scopriamolo insieme...

Enrico Fonticelli

Uno dei miti sull’alimentazione più duri a morire è quante uova si possono mangiare alla settimana, a causa dell’alto contenuto di colesterolo presente nel tuorlo. La medicina tradizionale, infatti, ha sempre proposto un limitato consumo di uova, massimo tre alla settimana.

Colesterolo nell’uovo

Un uovo di medie dimensioni contiene nel tuorlo circa 200 mg di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, una quantità molto alta rispetto ai cibi tradizionali, ed è molto soprattutto considerato il massimo consigliato dall’Organizzazione mondiale della Sanità, che si attesta a circa 300 mg al giorno. Oggi, per questo motivo i medici di famiglia tendono a consigliare solamente un uovo alla settimana, proprio per studi mal interpretati nel passato che hanno continuato a mantenere intatta la demonizzazione verso le uova.

Quello che dobbiamo sapere sul colesterolo

Quello che è emerso da nuovi studi è che la quantità di colesterolo nei cibi non ha influenza sulla colesterolemia, ossia il livello di colesterolo nel sangue. Questo perché il corpo ha importanti sistemi di feedback, che bloccano la produzione endogena di colesterolo quando il livello si alza, soprattutto se viene aumentato l’apporto del colesterolo dall’esterno attraverso cibi. Non solo questo, infatti circa il 70% del livello di colesterolo nel sangue dipende dalla produzione interna, e solo il 30% dipende invece dall’apporto esterno di colesterolo. Questo ci fa capire infatti, che l’alimentazione non ha un ruolo predominante sul controllo del colesterolo, a meno che non ci siano problemi nei meccanismi interni di controllo.Un modesto consumo di uova tende inoltre ad aumentare il livello di colesterolo HDL, quello definito “buono”, perché permette di effettuare il trasporto inverso del colesterolo, dai tessuti in periferia al fegato, proteggendoli da eventuali eccessi. Una metanalisi del 2013 ha inoltre dimostrato che il consumo di uova non ha effetti associati ad un aumentato rischio cardiovascolare, quindi di infarti ed ictus.

Informazioni Nutrizionali delle uova

Le uova contengono molti nutrienti importanti per le funzioni vitali, a partire dalla presenza di proteine di qualità, di valore biologico 100, che sono prese come riferimento per classificare le fonti proteiche. Contengono infatti uno spettro amminoacidico pressochè completo che le rende tra le migliori proteine che si possano trovare. Poi abbiamo la presenza di  vitamine del gruppo A, E e D. Soprattutto l’ultima è contenuta in maniera importante dall’uovo tanto che rappresenta forse la più cospicua fonte di vitamina la vitamina D3 (colecalciferolo), la variante presente nei tessuti dei mammiferi con una biodisponibilità 100 volte superiore rispetto alla D2 ( il cosiddetto calciferolo) caratteristico dei vegetali.
E’ presente inoltre un’ottima fonte di ferro non-eme di ottima biodisponibilità, migliore di quella di qualsiasi altro alimento contenente ferro non-eme (vegetali, legumi, cereali). La presenza di zinco, che è presente in molti enzimi indispensabili per i meccanismi energetici, essenziali nel funzionamento immunitario e quindi la risposta contro le specie reattive dell’ossigeno, i cosiddetti radicali liberi. E’poi molto ricco in fosfolipidi (30%), soprattutto la lecitina, che gli permettono di avere proprietà salutistiche (sono costituenti delle lipoproteine, della mielina, coinvolti nei processi di coagulazione del sangue e nella risposta infiammatoria) ma anche tecnologiche (leganti, emulsionanti).


Conclusione

In conclusione si può dire che tutti gli studi hanno dimostrato che le uova possono essere consumate quotidianamente negli individui sani, con molti benefici a livello della salute e possono essere una fonte molto importante per completare la dieta di tutti gli elementi macro e micro-nutrienti.

Dott.Enrico Fonticelli Biologo Nutrizionista
cell. 3887304549
mail. sapereconsapore@gmail.com

ricevo per appuntamento in:
-Via Fortunata del Forno 19 Giugliano(Na)
-Via degli innamorati 143 Giugliano(Na)
-Viale Augusto 101/109 Fuorigrotta(Na)
-Via Domenico Padula 127/d Pianura(Na)
Le visite o i controlli successivi possono essere effettuati anche a domicilio!



Freschezza delle uova: Ecco come riconoscerla!

Pubblicato da in freschezza uova ·
Tags: uovafreschezzaEnricoFonticellialbumetuorlocibofoodalimentisapereconsaporebenessere
Freschezza delle uova: Ecco come riconoscerla!

Enrico Fonticelli

La freschezza delle uova è sicuramente un fattore importante sia dal punto di vista del potere nutritivo che da quello organolettico. Un uovo fresco risulta essere più adatto per tutte le preparazioni, e non solo dal punto di vista gustativo: per esempio, l'albume di un uovo fresco si monta meglio e la maionese riesce più facilmente se il tuorlo è fresco.

I test di freschezza delle uova

L'unico fattore importante per valutare la freschezza di un uovo è la dimensione della camera d'aria che si forma all'interno del guscio, in corrispondenza del polo più grande dell'uovo. Questo cuscinetto di aria si forma quando l'uovo passa dai 40 gradi del corpo della gallina alla temperatura ambiente: il contenuto dell'uovo si contrae con conseguente ingresso di aria dall'esterno attraverso i pori. Durante la conservazione delle uova la camera d'aria continua ad aumentare di volume: i test più semplici ed efficaci di freschezza delle uova si basano sulla misurazione dell'ampiezza della camera d'aria.
Il test più semplice prevede di agitare l'uovo e sentire se l'albume "sbatte" contro il guscio, facendo un tipico rumore "ciac ciac". Se si avverte questo rumore, la camera d'aria è già sviluppata e l'uovo non è molto fresco.
Un test più accurato è quello di immergere l'uovo in acqua e verificare il suo comportamento. Le uova molto fresche rimangono sul fondo, quelle di circa 7 giorni rimangono in piedi, con la punta verso l'alto, mentre quelle di oltre 21 giorni galleggiano.

Il test della luce e il test di consistenza

Il test di consistenza prevede di rompere l'uovo su un piatto e verificare che il tuorlo rimanga bombato, a cupola, senza rompersi. Se premuto con un dito, deve offrire una certa resistenza e risultare elastico senza rompersi.
L'albume non deve essere acquso e spargersi sul piatto, altrimenti l'uovo non è molto fresco.
Un uovo fresco, se guardato controluce con una luce piuttosto intensa, deve presentarsi con il tuorlo perfettamente al centro, che non si sposta quando l'uovo viene girato sottosopra.



Alimenti che contengono vitamina D

Pubblicato da in alimenti con vitamina D ·
Tags: vitaminaDalimentisapereconsaporeossasistemaimmunitarioalimentazionenutrizionepesceuovalatteburrocerealiverdurebenesserepressionealtasalutecibofoodEnricoFonticelli
Alimenti che contengono vitamina D

sapereconsapore

La vitamina D è una vitamina molto importante per l'intero organismo perchè aiuta a proteggere le ossa e a rinforzare il sistema immunitario. Scopriamola meglio.

Proprietà e benefici della Vitamina D

La vitamina D migliora la salute generale del corpo. Il colecalciferolo (vitamina D3), derivante dal colesterolo, è sintetizzato negli organismi animali, mentre l'ergocalciferolo (vitamina D2) è di provenienza vegetale.
Tra le funzioni fondamentali della vitamina D vi sono la protezione e il rafforzamento delle ossa e del sistema immunitario. La vitamina D contribuisce all’assorbimento del calcio, fondamentale per le ossa e le strutture portanti dell’organismo, e al mantenimento dei corretti livelli di fosforo nel sangue. La sua azione è fondamentale anche per la prevenzione del cancro e della sclerosi multipla.
La vitamina D cura ugualmente l’osteoporosi, i dolori muscolari, l’ipertensione, il diabete, la psoriasi e la debolezza muscolare. Si è dimostrato che le persone sofferenti di pressione alta e di malattie autoimmuni traggono beneficio dall’assunzione di vitamina D.

La vitamina D negli alimenti

Buone fonti alimentari di vitamina D sono: il pesce e gli oli che esso contiene, in particolare trota, sogliola, sgombro, salmone, pesce spada, storione, tonno e sardine; le uova, soprattutto il tuorlo; il latte, il burro; il fegato e i grassi animali, come quelli contenuti nelle carni di pollo, di anatra e di tacchino; corn flakes e cereali e le verdure verdi ne sono ugualmente ricchi.

Fabbisogno giornaliero di Vitamina D

Il dosaggio di vitamina D giornaliero varia da persona a persona e dipende anche dall'esposizione ai raggi solari, che ne incrementa la sintesi e l'assorbimento attraverso il colesterolo.
Se una persona segue già di per sé una dieta ricca di vitamina D ed espone la pelle a circa un quarto d’ora di raggi solari al giorni, circa 400 UI quotidiani sono sufficienti.
In altri casi, ovvero patologie, carenze, impossibilità di esporsi al sole, la dose di vitamina D da assumere potrebbe anche essere maggiore, compresa cioè tra 1.000 e 2.000 UI.


I 10 alimenti più ricchi di Vitamina D

  • Olio di fegato di merluzzo
  • Sgombro
  • Anguilla
  • Trota
  • Salmone affumicato
  • Pesce spada
  • Sgombro o maccarello
  • Storione, affumicato
  • Uova di pesce
  • Uovo



Cheese cake ai frutti di bosco e cioccolato

Pubblicato da in dolci e dessert ·
Tags: dolcicheesecakefruttidiboscocioccolatoformaggioricottayogurtzuccherouovalimonenocciole
Cheese cake ai frutti di bosco e cioccolato


sapere con sapore




   TEMPO DI PREPARAZIONE: 40 MIN
   TEMPO DI COTTURA: 20 MIN













INGREDIENTI

- 350 g di crema formaggio
- 350 g di ricotta di pecora
- 150g di yogurt compatto naturale
- 2 uova
- 100 g di zucchero semolato di canna grezzo
- 1 cucchiaio di zucchero a velo
- 5g di agar-agar

Per il biscotto di base per la torta:

- 125 g di burro
- 250 g di farina
- 1 uovo
- 100 g di zucchero di canna integrale
- La scorza di un limone grattugiata
- 1 pizzico di sale
- 60g di nocciole tostate tritate

Per la salsa:

- Tre cucchiai pieni di zucchero semolato di canna grezzo
- Il succo di mezzo limone
- 500g di Frutti di bosco, scaglie di cioccolato amaro




PREPARAZIONE

Dividete gli albumi dai tuorli, montate i tuorli a spuma con 50 g dello zucchero, a questo punto aggiungete la crema di formaggio, unite lo yogurt il quale dovrà essere incorporato con delicatezza e uniformemente.

La ricotta andrà emulsionata con un frullino o pimer insieme allo zucchero restante, una volta pronta unite al composto della crema formaggio. Girate per bene il tutto, unendo l’agar-aga (già disciolto e portato a ebollizione in 4 cucchiai di latte caldo) e lo zucchero a velo. A questo punto andranno aggiunte gli albumi montati a neve amalgamate il tutto e mettete in uno stampo unico o singoli monoporzione, coprite la superficie con della carta da forno e conservate per almeno tre/quattro ore in frigo.


Per la base:

In una ciotola unite il burro ammorbidito naturalmente a temperatura ambiente con lo zucchero e l’uovo, amalgamate il tutto. Unite alla farina setacciata, le nocciole tritate, il pizzico di sale e la scorza di limone grattugiata. Con l’aiuto di una forchetta o con le dita rendete a fiocchi l’impasto, unificatelo in unica palla e copritelo con della pellicola, riponetelo in frigo per un’ora circa.

Passata l’ora riprendete l’impasto e ammorbiditelo, schiacciate su di un piano e stendetelo fino ad uno spessore di circa 3/4 mm. Tagliate al diametro del semifreddo preparato e cuocete in forno caldo per 20 minuti circa a 180 °C.


Per la salsa:

In un frullatore unite i frutti di bosco caramellati per 10 minuti precedentemente con lo zucchero e il succo di limone. Mettete in un pentolino a scaldate fino a 80° per altri 5 minuti circa.




Cibi scaduti :fino a quando si possono consumare oltre la data di scadenza

Pubblicato da in cibi scaduti ·
Tags: ciboscadutoformaggiouovalatteconservetempoetichettesalutesapereconsaporesaperesaporefruttaverdurafreschezza
Cibi scaduti :fino a quando si possono consumare oltre la data di scadenza

sapere con sapore


Quanto durano dopo la data di scadenza i cibi confezionati? Si possono consumare anche dopo tale data? Quante volte ce lo siamo chiesto, ma soprattutto in tempo di crisi piange il cuore dover buttare un cibo scaduto. In realtà non sempre è necessario buttarlo immediatamente, ma questo dipende dal tipo di alimento e da come è stato conservato.

Cosa dice la legge

Dal momento in cui la data di scadenza viene superata, il consumo dell’alimento può essere pericoloso per la salute a causa della proliferazione di batteri. La legge pone degli obblighi di scadenza a seconda della tipologia di prodotto alimentare.

Scadenza per prodotti freschi

La data di scadenza riportata sulle confezioni di prodotti alimentari indica la data fino alla quale il prodotto è idoneo a essere consumato rispettando le regole di conservazione suggerite dal produttore. Tutte le confezioni di prodotti alimentari come come per carni e formaggi freschi, latte e prodotti lattieri freschi, pasta fresca ecc., devono per legge riportare la dicitura “da consumarsi entro” seguita dalla data e dalle condizioni di conservazione. La legge inoltre vieta la vendita di prodotti alimentari la cui data di scadenza sia stata oltrepassata.

Scadenza per prodotti non soggetti a rapida deperibilità

In questo caso la dicitura “da consumarsi entro” viene sostituita dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” seguita dal cosiddetto TMC, termine minimo di conservazione, cioè il tempo necessario affiché un alimento mantenga, sempre se conservato in maniera corretta, le sue caratteristiche specifiche.

Scadenza per prodotti conservabili dai 3 ai 18 mesi

Per i prodotti che si conservano per 3 mesi è sufficiente indicare il giorno e il mese di scadenza; per i prodotti alimentari conservabili da 3 ai 18 mesi, è sufficiente indicare mese e anno di scadenza; infine, per i prodotti conservabili per un periodo superiore ai 18 mesi, è sufficiente indicare l’anno.

Scadenza per frutta e verdura fresca

Se integre, cioè non sbucciate o tagliate, l'indicazione del termine minimo di conservazione non è obbligatorio così come per vino, aceto, sale e zucchero allo stato solido, pane, focacce, prodotti di pasticceria fresca, bevande alcoliche con percentuale di alcool non superiore al 10%, chewingum ecc.

È scaduto! Lo butto o non lo butto?

Come si diceva non tutti i cibi scaduti vanno buttati immediatamente nella spazzatura, di seguito alcune dritte per sapere come comportarsi. Attenzione però! Queste regole valgono se il prodotto è stato conservato correttamente e comunque è sempre bene annusarlo o fare un piccolo assaggio prima di darlo;per esempio, ad un bambino e comunque è sempre buona norma usare il buon senso.
Yogurt scaduto
Gli yogurt possono essere consumati fino a 6 o 7 giorni dopo la data di scadenza; si tenga però presente che le loro proprietà nutritive risulteranno ridotte; per quanto riguarda invece le proprietà organolettiche, la perdita è praticamente irrilevante.
Latte fresco scaduto
La data di scadenza del latte fresco pastorizzato e del latte fresco pastorizzato di alta qualità sono determinate, per legge, nel sesto giorno successivo a quello del trattamento termico. La data di scadenza del latte microfiltrato fresco pastorizzato è invece stabilita nel decimo giorno successivo a quello del trattamento termico. Oltrepassate queste scadenze è consigliabile astenersi dal consumo di questi prodotti, anche se alcuni affermano che un superamento della data di scadenza di uno o due giorni non dovrebbe creare problemi.
Formaggio scaduto
Formaggi freschi: è meglio attenersi alla data di scadenza indicata sulla confezione.
Formaggi stagionati e a pasta dura: oltrepassata la data di scadenza hanno la tendenza a mettere su un po’ di muffa; è sufficiente però rimuoverla accuratamente per poterli consumare senza alcun problema. Vedi La muffa del formaggio e Come conservare il formaggio.
Conserve scadute
Conserve sottaceto: hanno scadenze variabili da 2 a 3 anni; non vi sono problemi se tali alimenti vengono portati in tavola entro due mesi dalla scadenza.
Conserve pomodoro: hanno scadenze variabili dai 12 ai 20 mesi; il consumo entro due mesi dalla scadenza non crea alcun problema.
Salumi affettati scaduti
I salumi affettati e confezionati vanno consumati entro la data di scadenza indicata sulla confezione. Andare oltre è pericoloso perché si rischiano tossinfezioni.
Succhi di frutta scaduti
Queste bevande hanno scadenza variabile dai 6 ai 12 mesi. Meglio rispettare la data di scadenza per non perderne il gusto.
Olio scaduto
Se è di ottima qualità può essere consumato anche dopo 8 mesi dalla data di scadenza riportata sull'etichetta. Al massimo potrebbe perdere una minima quantità di proprietà organolettiche.
Pesce e surgelati scaduti
Pesce e piatti surgelati: se conservati correttamente il loro consumo può essere effettuato fino a 2 mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione. Se per esempio si devono consumare gamberetti surgelati crudi è meglio rispettare il termine di scadenza per evitare il rischio di listeriosi. Se invece prevede la cottura, si può andare oltre il tempo minimo di conservazione.
Pesce in scatola: con una corretta conservazione il pesce in scatola può essere consumato tranquillamente entro uno o due mesi dalla data di scadenza.
Pasta e biscotti scaduti
Pasta secca e riso: hanno solitamente una scadenza che varia dai 2 ai 2 anni e mezzo; anche se consumati dopo qualche mese non creano alcun tipo di problema, ma devono essere stati conservati correttamente come riportato dalla confezione.
Biscotti secchi e cracker: come la pasta e il riso anche se può avvenire un peggioramento delle caratteristiche organolettiche e una minima perdita di consistenza.
Uova scadute
Le uova crude o alla coque dovrebbero essere consumate al massimo 3 giorni dopo la data di scadenza; se fritte si possono consumare al massimo entro una settimana dalla data di scadenza. Oltrepassare questi limiti espone a un inutile rischio alimentare.
Panettoni, pandori e colombe scaduti
Questi tradizionali dolci legati alle festività natalizie e pasquali hanno scadenze di circa 4-5 mesi. Possono essere consumati tranquillamente fino a due settimane dopo la loro scadenza, anche se perderanno un po' di fragranza e morbidezza.

Alimenti senza la data di scadenza

Molti alimenti rientrano in questa categoria come per esempio bevande alcoliche, aceto, sale, zucchero ecc.

Intossicazioni da cibi scaduti

Se si ingerisce del cibo scaduto rispetto all’indicazione dell'etichetta, possono manifestarsi alcuni sintomi, da fastidiosi, ma altrettanto innocui e passeggeri, come mal di pancia e malessere, fino a quelli più seri, che compaiono in caso di intossicazioni e tossinfezioni alimentari. Sintomi più gravi come vomito, dissenteria, nausea e febbre possono manifestarsi dopo aver ingerito alimenti scaduti o contaminati da microrganismi pericolosi, come virus, batteri ofunghi.

Accortezze e consigli

Nel caso di confezioni aperte si deve verificare che sull’alimento non siano presenti muffe e che abbia un bel colore, nonchè un buon odore. Nel caso di confezioni sigillate si deve far attenzione a cattivi odori o rigonfiamenti della confezione. Nei mesi più caldi gli alimenti tendono a deperire più velocemente. È quindi utile consumarli senza attendere la data di scadenza. Alimentipedia non si assume alcuna responsabilità per possibili intossicazioni da cibo scaduto in quanto non può garantire la buona conservazione dello stesso.





fonte : www.alimentipedia.it




Nuvole
farina flatulenza massaggi dolcificanti #nutrizione pesanti parabeni selenio in pancreatite cibo diet anticorpi frullati punture casa cure ortaggi mandorla artemisia infanzia macedonie Sant'Antimo endometriosi prevenzione magnesio maggio microsfere rucola riso oligoelementi cosmesi Thailandia depressione caseina intestino molecole crostacei riposo energizzante + integrale legumi Vera cheese psicologia forma nitrati Additivi cake cervello lamponi equilibrio molluschi raggi biberon connettivo C confezionati ossidazione antocianine shampoo amaranto carbidrati corpo fichi estate massaggio termophilus esercizio yogurt E nutrizionale stabilizzante Calcio merendine vitaminaA pane addensanti cosmetici radicali dolci stabilizzanti tocoferolo spezie Pianura glutamina veg pepe ostriche temperatura paziente iperacidità metionina solfiti meteorismo pomodori listeria antiossitanti attività verza broccoletti agrumi alimentazione grassi limenti parmiggiano free conservazione degradazione catechine kiwi adolescenti caffeine India addominale conduzione Cina pressione A. internazionale domicilio oligoelemento nutrizionista melone adipose licopene yang primo UVA tintura junk padano palpebre premestruale corporeo burro batterio piatti crema olio serotonina secca fitoterapia antidepressivo negozio solare calcoli antibiotici freschezza chiampagne aceto torte bambini foto vera lattici combinazioni olive microbi cavo antitumorale caldarroste ernia c etichette frigo psiche gusto nocciole bevanda zuccheri epiderma omega latte obesità ipertensione saraceno glicemia ultravioletti laurilsolfato convezionne dieta cancro manganese comfort antinfiammatoria glutammato antispossatezza yo creatinina sano fisico tempo sovrappeso massa ossidativo perdite piatto capsicum asparagi truffe INCI nervoso stress osteopatia Francia batteri patatine gelificante naturali tenero aborto Posillipo stracchino glicole idrochinone primi gestazione emulsionanti melagrana rimedi salsa Berrino integratori Dott frutti congestione pelle micronutrienti Licola cannella spigola scottature insaturi sapereconsapore ovaio mais invecchiamento alimentari addensante sapereconsaporee Iodio bio apparato vitamine calcio carote benefici diarrea ormone artrite crusca formaldeide alimentare Lucifero flavonoidi propoli PET carotenoidi buccia dietanolammina cellula amido Caserta dolori biliari Staphylococcus zucchero albume Aloe pomodoro congelare aminoacidi acqua fermenti tumori immunità dormire antociani noradrenalina extravergine 31 lecitina ombretti benessere vongole avocado erbe alcol B disidratazione Na D aureus Dott.Enrico ceci contraffazione duodeno lavaggio frigorifero mate consigli alta idrico conservanti more pasti osteoporosi nutrition Giappone colite insalata oliva reflusso sapere tensioattivi hdl sudorazione iodio protezione vasi acido clorogenico nutrire fitosteroli Mercurio sostanze quaternium folico donna furano bivalvi tummori addome cipollina irritabile reumatoide limone papille food verde bambino formaggio ossa antiossidanti pesce quercetina brucia spiaggia azoto caglio lipidi lievito Quarto integrali IGF cellule palato fagiolini polifenoli galateo gonfiore donne carboidrati fico iatale cereali gram sapone betacarotene uova pancia cacao iperglicemia emulsionante idrogenati pollo erba carie brodo calda frutta fibra peso ciliegie stomaco castagne greco anice autunno carotenoide bocca pancreas campylobacter allattamento gruppo banana prugne enzimi vegan Qualiano ginnastica gravidanza raffreddore essenziale herpes mattina sapereconsapore.blogspot.it soia crostata biscotti reumatismo luteina insulina zafferano cancerogeni centrifugati agave botulino pistacchi buoni integratore bilancia colazione risotto biologo sdorazione ipocaloriche glicemico orale ossido grana insonnia lattosio mondo balsamo ulcera monoammino ascelle contaminanti polmoni fruttosio antidolorifico ananas arance neurologico anguria irraggiamento prurito tossiche feci dadi menta sanguigni grano carne stracci cattive E141 microonde metalli deodoranti cipolla sciroppo intolleranze cioccolato immunitario microbioma visita aglio albicocche digestione aspartame articolazioni ferro Giugliano epigenetica fredda melanina ricette naturale carota metodi Pozzuoli ayurveda secondi amminoacidi fortificanti cortisolo idrica sedano stagionatura studio tar diagnosi cucina fibre potassio sintomi ribes calore Germania saturi radicchio sapereconapore zucca alimento costipazione noci yin odori sapore succo toluene funghi circolazione uva vitamina danni disbiosi dentifricio fame branzino proprietà latticini antitraspiranti gym gonfia tuorlo rame cadenti infezioni respiro cicatelli sodio patologie Fuorigrotta alluminio gluten corretta fisica coloranti Monterusciello bulgaricus visite omeostasi amilosio a cotto timo istamina mare piante tiroidei Napoli Varcaturo umami gassate endorfine ormoni secchezza difesa elasticità facciale antiossidante BHA #nutrizionista proteine nespole caffe 3 spuntino avena concentrazione triptofano tradizioni glutine mediterranea alimenti brufoli antibiotico ustione natale sviluppo colore minerale apoptosi pasta immunitaria UVB bifidobatteri aloe lisina tiroide conserve sanguigno abitudini salmonella glucidi età torcicollo clorofilla cuore dolore primavera controlli stanchezza glucagone digiuno cetriolo ritenzione sapereconspore inquinamento mestruo macrobiotica quinoa aromi uricemia HDL pangrattato Vomero solari pesche stitichezza essenziali 15 celiachia educazione ciclo verdure macchie diuresi capelli semola biomagnificazione salute bosco polinsaturi progesterone secche sindrome vegetali utero digerente streptococcus zinco complessi carcinoma peperoncino prodotti usanze glucosio probiotici ossidasi feste melanoma modificato gas sali cellulite centrifugato triclorosan prostata palma fresca asma allium raffinati tessuti allergia metabolismo frutto lipoproteine fumo frittura cisteina antitumorali lattoferrina anemia adinopectina 1 LDL urico calorie patate insalate A Vitamina ipocalorico pera 6 verdura solfato cistite malattie intero grasso colesterolo mangiare zucchina libido caldo allergie bassa organi fragole umore antinfiammatorio estrusione dott.Enrico alimentazzione sapereconsapore.blogspot.com nutrizione crescita indice rossetti duro con tossine sale curcuma inci zirconio forno influenza cottura estrogeni microminerali wellness nutrienti Villaricca fluoruro freezer gel fosforo resveratrolo aerobico vasetti nutriente lactobacillus semi correttori scaduto sole malto neuroni sogliola ricotta inositolo fisia cutanee colostro Enrico raffermo acidità liposolubile zanzare personale idrosolubile oli GIugliano Fonticelli vegetariano stagione surgelare colorante igiene cibi liberi amilopectina peperoni astaxantina nitriti fegato birra minerali additivi acidi menopausa gerani sensibità mirtillo sport pulizia policistico di bollitura diabete tumore idratazione afrodisiaco sistema patologia microrganismi.Lugdunin mani DHA marroni dietetici sterilizzare miele seno coal creme sangue omogenizzati linfodrenaggio propilenico crudo allergeni bevande oxybenzone energia dimagrire
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu