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Le caratteristiche di una dieta corretta

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Le caratteristiche di una dieta corretta

le caratteristiche di una dieta corretta

Dalla seconda metà del secolo scorso abbiamo assistito all’incremento nella popolazione mondiale del sovrappeso e dell'obesità e sono nati di conseguenza tantissimi metodi per cercare di risolvere il problema: le diete.
Esistono tuttavia diete che funzionano meglio di altre.

Perché queste diete funzionano?

Tutte le diete che funzionano fanno mangiare meno calorie.
Non esiste nessuna dieta perseguibile a lungo termine che faccia assumere al soggetto più calorie o la stessa quantità di calorie rispetto a quand'era in sovrappeso. Nessuno di chi lo afferma è mai stato in grado di dimostrarlo in modo preciso e inequivocabile.
Il nostro organismo è molto flessibile. Il nostro apparato digerente è in grado di funzionare perfettamente con un mix di carburante (il cibo che ingeriamo) molto variabile come composizione. Dunque, esistono mille metodi per assumere meno calorie, ma alcuni funzionano più di altri.

Perché?

Un metodo che funziona deve sconfiggere il senso di fame.
La fame è una sensazione molto spiacevole che spesso è la causa di abbandono delle diete.
Tutti i metodi che funzionano aumentano l'indice di sazietà e diminuiscono l'indice di appetibilità dei cibi che compongono la dieta. Entrambi questi indici dipendono soprattutto dalla densità calorica dei cibi: diminuendo le calorie per 100 g aumenta la sazietà e diminuisce l'appetibilità, così ci si sazia con meno calorie e si dimagrisce.
Qualunque dieta che funziona fa assumere una minor quantità di cibi ipercalorici, e li sostituisce con cibi meno calorici e quindi più sazianti. Anche in questo caso, esistono tanti modi per farlo.
Un metodo che funziona deve essere semplice da seguire.
È molto più semplice eliminare alcuni cibi o intere categorie di cibi dalla dieta per ridurre l'introito calorico senza far provare una fame eccessiva al soggetto. Smettere di mangiare un alimento è un consiglio molto semplice da seguire dal punto di vista pratico, ma può essere difficile farlo dal punto di vista psicologico.
Tantissime diete, funzionano esattamente in questo modo: demonizzano alcuni cibi e impongono vari paletti il cui scopo è quello di portarti a mangiare meno calorie eliminando cibi poco sazianti a favore di cibi più sazianti. In questo modo ottengono un discreto successo se vengono seguiti alla lettera.
Ma c'è un rovescio della medaglia: più la dieta è semplice da seguire, più i vincoli che impone sono psicologicamente difficili da "digerire".
Dunque, il problema di ideare una dieta che funziona non è tanto nella strategia alimentare (come si potrebbe pensare), visto che esistono mille modi per mangiare meno calorie e tutti funzionano se seguiti alla lettera. La chiave è nel rendere semplice al soggetto seguire questa strategia.

la semplificazione

Non  imporre limitazioni nella varietà dei cibi da poter assumere è gia un passo importante. Attraverso la consulenza nutrizionale e l’ascolto del soggetto, il nutrizionista cerca di tenere conto delle preferenze alimentari e di non imporre particolari restrizioni. In questo modo il soggetto si troverà più motivato a seguire la dieta nel tempo.
Una semplificazione ulteriore è rappresentata dalla possibilità di ricevere i piatti consigliati dal nutrizionista già pronti e cucinati per tutta la settimana.
In questo modo non viene dato spazio alla libera iniziativa che porta spesso a non rispettare dosi/ quantità/tempi adeguati. Il fallimento diventa così davvero poco probabile: mangi i cibi che ti piacciono senza incorrere in altre tentazioni e impari a mangiare le giuste quantità nei tempi corretti senza mai soffrire la fame.




proprietà e benefici dei polifenoli

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Proprietà e benefici dell'olio di oliva

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Colesterolo “buono”?Anche questo può essere dannoso...

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Colesterolo “buono”? Anche questo può essere dannoso

Enrico Fonticelli

Il colesterolo Hdl (High Density Lipoprotein), meglio conosciuto come il “colesterolo buono” per il ruolo positivo che svolge a livello cardiovascolare, è infatti associato a un aumento delle malattie legate a un’infezione. L’associazione riguarda sia i livelli bassi, sia i livelli alti di queste lipoproteine. Il dato arriva da un ampio studio prospettico condotto in Danimarca
Un nuovo studio prospettico ha infatti scoperto che sia livelli elevati, sia livelli bassi di lipoproteine ad alta densità (Hdl) sono associati ad un aumentato rischio di malattie causate da un’infezione. “L'Hdl è da tempo considerato come il colesterolo buono per il cuore, ma gli studi clinici sui farmaci che potenziano l'Hdl non hanno mostrato alcun beneficio per le malattie cardiovascolari,” dice Boerge Nordestgaard, dell'Ospedale universitario di Copenaghen, autore principale dello studio.
 
“I valori di Hdl precipitano quando una persona sviluppa una sepsi, con esiti peggiori nei pazienti che presentano ivelli più bassi di queste lipoproteine, inoltre, i pazienti che arrivano in ospedale con bassi livelli di Hdl sono a maggior rischio di complicanze infettive”, aggiungono Nordestgaard e i suoi colleghi.

La premessa
“Alcuni studi preclinici suggeriscono che l'Hdl può regolare l'immunità innata e adattativa, poiché queste lipoproteine partecipano alla regolazione della proliferazione delle cellule staminali ematopoietiche dal midollo osseo e sono anche in grado di modulare la maturazione e la funzione delle cellule immunitarie attraverso un effetto su recettori di superficie cellulare”, scrivono gli autori dello studio, illustrando gli obiettivi dello studio pubblicato dall’European Heart Journal lo scorso 8 dicembre.

Lo studio
Per dimostrare il legame tra Hdl e patologie legate a un’infenzione, i ricercatori hanno utilizzato i dati dello studio sulla popolazione generale di Copenaghen, composto da un campione di 97.000 persone, mentre i 9.387 pazienti del Copenaghen City Heart Study hanno costituito la coorte di validazione. Rispettivamente Il 9% e il 31% delle due coorti hanno sviluppato almeno un'infezione che ha richiesto il ricovero durante il follow-up.
Nello studio generale sulla popolazione, le persone con livelli di Hdl inferiori a 0,8 mmol / litro (31 mg / dL) avevano un Hazard Ratio (HR) di 1,75 (intervallo di confidenza del 95%, 1,31-2,34) per ospedalizzazione correlata all'infezione, rispetto a coloro che presentavano livelli di 2,2- 2,3 mmol / litro (85-95 mg / dL). L'Hr per l'ospedalizzazione correlata all'infezione associata a livelli di Hdl superiori a 2,6 mmol / litro (100 mg / dL) era 1,43 (intervallo di confidenza del 95%, 1,16-1,76).

Il 21% dei partecipanti allo studio aveva bassi livelli di Hdl, a fronte dell'8% con livelli alti. Nel Copenaghen City Heart Study l'HR per ogni infezione era pari a 2,00 (IC 95%, 1,13-3,43) con Hdl basso, e a 1,13 (IC 95%, 0,80-1,60) con Hdl alto.

Le conclusioni
“Le molecole di Hdl possono svolgere un ruolo importante nel neutralizzare ed eliminare le endotossine dal corpo. Alcune mutazioni genetiche portano a livelli di Hdl molto elevati e possono anche influenzare la suscettibilità alle malattie, giacché le molecole di Hdl, in elevata concentrazione, perdono la loro funzionalità”, ipotizzano Nordestgaard e colleghi.

“Sebbene gli autori non possano assolutamente dimostrare una relazione causale tra livelli di Hdl e infezioni, è altamente probabile che queste lipoproteine possano effettivamente modulare l'esito e la suscettibilità alle patologie infettive - scrivono Thimoteus Speer e Stephen Zewinger, del Centro Medico Universitario della Saarland a Homburg / Saar, nell’editoriale che accompagna lo studio - Tuttavia, nonostante le ampie dimensioni dello studio e le analisi di sensibilità fornite, la presenza di fattori di confondimento aggiuntivi o di causalità inversa non può essere completamente esclusa”.

Fonte: Eur Heart J, Dicembre 2017

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Pranzo di Natale, i consigli per non trovarsi con chili in più dopo le feste

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Pranzo di Natale, i consigli per non trovarsi con chili  in più dopo le feste

Dott Enrico Fonticelli

Natale e cibo sono una  sola parola : da tempo stiamo pensando al menu del giorno di festa o a quel piatto che normalmente non mangiamo. Così le feste diventano un attentato a linea e salute.
Attraverso il cibo cerchiamo l’appagamento di un desiderio, spesso di odori antichi ed affettivi. Questo significato emozionale così intimo e complesso riesce a mettere in difficoltà il fatto di rispettare un regime alimentare che ci permetta di non finire le feste con chili in più e ​appesantiti.
Per non far diventare il post-Natale un momento di abbattimento dopo la consueta tappa sulla bilancia, il consiglio è :godere di tutte le aspettative sia emotive che culinarie che normalmente vengono proiettate su questi eventi, senza la frustrazione del post-feste.

Ecco alcuni consigli  :

  • Prendiamo consapevolezza che quello che cerchiamo non è stramangiare ma calore, affetto, scambio

  • Arriviamo all'appuntamento qualche minuto prima e non buttiamoci sul buffet dell’aperitivo, ma salutiamo le persone, abbracciamole, fermiamoci ad ascoltarle, alcune di certo non le vediamo e sentiamo da tempo, ma se ci riuniamo per Natale esiste un grosso legame affettivo. Non diamolo per scontato: abbiamo bisogno di sentire uno scambio e lo possiamo fare solo se ci fermiamo ad ascoltare le nostre emozioni mentre ascoltiamo l’altro, ricordiamo magari an​eddoti​ di quando eravamo piccini.Questo riempirà la pancia più di un etto ​d​i salmone affumicato!!!.

  • Mentre parlate con le persone non mangiate, rischiate di non assaporare ma anche di non ascoltare appieno il vostro interlocutore e le vostre emozioni. Fate una cosa per volta.

  • E' ora di andare a tavola, sedetevi spostando il pensiero automatico dall'attesa del cibo a come state. Sedetevi, concentratevi attraverso una respirazione diaframmatica ripetuta almeno tre volte su come vi sentite: calmi, pieni, affamati? Respirate su queste sensazioni con calma con la mente svuotata dai pensieri e come magia l'attesa del cibo tanto sognato non sarà più la priorità.

  • La pietanza è in tavola, è proprio il piatto che da sempre ha caratterizzato il senso del Natale. Fermatevi, osservate, ascoltate le sensazioni e i ricordi di caldo e di amore, non mangiate voracemente, prima riempitevi dalle sensazioni positive dei vostri ricordi, annusate, fate il pieno di tanti momenti felici e poi si può cominciare.

  • Mangiate con calma, a piccoli bocconi, trattenete il cibo prima di deglutire. Non dobbiamo riempire il nostro stomaco ma ci dobbiamo riempire di sensazioni positive. Il cibo buono dà appagamento sia fisico che emotivo. Ma se non ci fermiamo ad ascoltare la sensazione di piacere gustandola, continueremo a rincorrerla!.

  • Limitatevi nelle quantità ma assaggiate tutti i vostri piatti preferiti, ognuno corrisponderà ad un momento, a una situazione. Usate il cibo per riattivare le vostre emozioni.

  • Mangiare in modo consapevole non è mangiare poco o tanto, non è fare il conto delle calorie, non è compensare correndo il giorno dopo per 2 ore. Mangiare in modo consapevole fa parte di un progetto più ampio che è quello di vivere in modo consapevole​!

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L' importanza dell'acqua

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Valori di riferimento dell'indice di massa corporea

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antiossidanti negli alimenti

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proprietà e benefici dell'ananas

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Le proprietà delle noci

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Castagne? Scopriamo le proprietà ed i benefici di questo frutto autunnale...

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Castagne? Scopriamo le proprietà ed i benefici di questo frutto autunnale...

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Le castagne sono un frutto tipico della stagione autunnale. Le possiamo raccogliere nei boschi e in zone lontane dall'inquinamento cittadino. Il nome scientifico della castagna è Castanea vulgaris. Le castagne che mangiamo normalmente sono il frutto del castagno e si differenziano dalle castagne dell'ippocastano, che sono invece dei semi.

Valori nutrizionali delle castagne

Sono un frutto particolarmente calorico (100 gr di castagne apportano 174 calorie) e per questo motivo andrebbero consumate con moderazione fuori pasto oppure sostituite ad altri alimenti nel pasto principale. Le castagne arrosto sono più caloriche rispetto a quelle bollite.
Sono inoltre molto sazianti, grazie alla gran quantità di carboidrati amidacei, ma al tempo stesso povero in grassi: 100 gr di castagne contengono solo 1,7 gr di grassi, di cui in parte polinsaturi appartenenti alla famiglia degli omega 3 e degli omega 6. Al tempo stesso sono ricche di diversi minerali e vitamine e in particolare di vitamine del gruppo B, vitamina E, vitamina K, potassio, fosforo, magnesio, zinco, rame e manganese.
Come gia detto in precedenza, le castagne sono un frutto piuttosto calorico e con un indice glicemico medio-alto, anche se più basso rispetto alla farina bianca o al riso brillato e analogo a quello della farina integrale. Allo stesso tempo però questi piccoli frutti contengono un elevata quantità di molti differenti minerali e vitamine.
Consumare 100 gr di castagne ci permetterebbe, infatti, di consumare il 9% del nostro fabbisogno giornaliero di ferro, il 10% di potassio, il 16% di zinco, il 14% di magnesio, il 200% di rame, il 20% di manganese, il 19% di riboflavina, il 26% di vitamina B6, il 16% di volati, il 10% di acido pantotenico e il 9% di vitamina E.
Sono inoltre, ricche di amminoacidi, tra cui acido aspartico, arginina, alanina, glicina, prolina, tronina e serina.

Vediamo insieme le proprietà e le funzioni di questi micronutrienti così abbondanti in questo frutto.

Magnesio: minerale dalle molteplici proprietà, fondamentale per il benessere del sistema nervoso, per la costruzione dello scheletro e per il metabolismo dei grassi; Potassio: le castagne sono discretamente ricche di questo minerale, implicato in diversi processi fisiologici come la contrazione muscolare, il mantenimento di un corretto equilibrio idro-salino e la regolazione della pressione arteriosa;
Fosforo: uno dei principali costituenti delle ossa e dei denti, costituisce un importante sistema tampone nel sangue, dove contribuisce al mantenimento del pH;
Zinco: le castagne hanno un buon contenuto di questo minerale che risulta importante per la maturazione delle gonadi e per il corretto funzionamento del sistema immunitario e della prostata. È inoltre costituente di diversi enzimi e interviene nel corretto funzionamento del gusto e dell’olfatto;
Rame: coinvolto in diverse reazioni cellulari e facente parte di alcune importanti proteine, è anche una molecola con attività ossidoriduttiva. Inoltre è un minerale fondamentale per la formazione degli eritrociti e per il benessere delle nostre ossa;
Manganese: minerale fondamentale per la crescita delle ossa e delle articolazioni, la sintesi del collagene e il corretto funzionamento del metabolismo;
Ferro: micronutriente facente parte di due proteine fondamentali per il trasporto dell’ossigeno: emoglobina e mioglobina;
Riboflavina: la riboflavina (o vitamina B2) risulta fondamentale per il metabolismo e il corretto funzionamento dei processi energetici;
Vitamina B6: altra vitamina idrosolubile la cui carenza è legata a disfunzioni del sistema nervoso. E’ necessaria per la sintesi della serotonina (o ormone del buon umore) e risulta quindi utile anche in caso di disturbi depressivi; Acido pantotenico: conosciuto anche come vitamina B5 è un componente fondamentale del coenzima A, una molecola coinvolta nel metabolismo dei nutrienti, e di una proteina responsabile della formazione degli acidi grassi;
Acido folico: le castagne sono una buona fonte di questo elemento, che risulta essenziale per la normale funzione cellulare e la crescita dei tessuti. È inoltre fondamentale in gravidanza per il corretto sviluppo del feto e per evitare gravi patologie come la spina bifida. È inoltre utile nel ridurre la stanchezza fisica e mentale;
Vitamina E: potentissimo antiossidante, protegge le cellule dalle tossine ambientali e dall’azione dei radicali liberi. Analisi ulteriori condotte sulle castagne hanno identificato, come maggiori polifenoli presenti in questo frutto, l’acido gallico e ellagico, entrambi con un forte potere antiossidante.

Proprietà e benefici delle castagne

Forse non sapete che le castagne nel Medioevo erano considerate un alimento afrodisiaco, soprattutto quando venivano lasciate macerare nel vino, oppure lessate nel vino stesso. Dal punto di vista nutrizionale le castagne hanno una composizione simile a quella dei cereali. Per questo per molto tempo le castagne sono state soprannominate "cereali che crescono sugli alberi".
Esse sono molto digeribili se sono ben cotte. Pur essendo simili a cereali come orzo o frumento a livello nutrizionale, le castagne non contengono glutine.
Vengono consigliate in caso di anemia e sono una fonte di acido folico, la cui assunzione viene raccomandata in particolar modo alle donne in gravidanza. Contengono fosforo, che le rende un alimento utile per il sistema nervoso. Sono utili in convalescenza, ad esempio per anziani e bambini dopo un'influenza.

Usi delle castagne in cucina

Per quanto riguarda gli usi delle castagne in cucina, innanzitutto dobbiamo nominare le caldarroste, che tradizionalmente vengono preparate grazie ad un caminetto a legna o ad una brace. Dalle castagne essiccate si ricava la farina di castagne, che viene utilizzata per la preparazione del tradizionale castagnaccio, da arricchire con uvetta e pinoli.
Con le castagne si possono preparare delle ottime zuppe. Ad esempio, potrete arrostire le castagne e poi cuocerle in un brodo di verdure erbe aromatiche insieme ai vostri ortaggi preferiti. Con le castagne lessate si può preparare una purea utile per farcire le verdure ripiene. Sia la farina di castagne che le castagne lessate sono ingredienti utili per la preparazione di torte e biscotti.

Usi tradizionali delle castagne

Nella tradizione popolare la castagna è stata utilizzata per molto tempo in rimedi terapeutici molto diffusi. Nel Medioevo si utilizzavano le castagne per combattere emicrania e gotta. L'acqua di lessatura delle foglie e delle bucce delle castagne veniva consigliata a chi soffriva di dolori cardiaci.
A chi soffriva di problemi alla milza si suggerivano le caldarroste, mentre le castagne lessate venivano somministrate ai malati di fegato. Con l'aggiunta di liquirizia e felce dolce le castagne diventavano un rimedio per chi soffriva di disturbi di stomaco.
La farina di castagne veniva utilizzata in caso di flusso mestruale abbondante, per i dolori renali in gravidanza e per prevenire il rischio di aborto. In caso di tosse la castagna veniva utilizzata per il suo effetto espettorante e antispasmodico.

Controindicazioni delle castagne

Non ci sono particolari controindicazioni al consumo di castagne per le persone in salute. Ma le castagne talvolta vengono sconsigliate a chi soffre di diabete, obesità, colite, aerofagia e patologie legate al fegato. In questo caso il consiglio è di approfondire l'argomento con il proprio medico per capire se il consumo anche soltanto occasionale di castagne potrebbe provocare effetti indesiderati

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Prugne: proprietà benefiche e amiche dell’intestino!

Prugne: proprietà benefiche e amiche dell’intestino!

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Famose per essere l'alimento anti-stitichezza per eccellenza, le prugne (o susine) sono un alimento alleato della nostra salute grazie alla grande quantità di Potassio, Vitamina A e fibre che esse contengono.
Le prugne, i frutti della pianta Prunus domestica, sono un alimento nutriente e saziante, ad alto contenuto di potassio, fosforo, calcio, magnesio, ferro, vitamina A, vitamina C e polifenoli. Le possiamo trovare in commercio sia fresche che disidratate e quest’ultime, grazie al processo di essiccazione che riduce drasticamente la presenza di acqua, contengono una maggiore concentrazione di sostanze nutritive, di zuccheri facilmente assimilabili, di molecole ad azione antiossidante e anche di calorie, per questo motivo è fondamentale non abusare con il consumo delle prugne secche.

Vediamo ora più da vicino tutte le proprietà delle prugne.

Valori nutrizionali per 100g di prugne:
  • Kcal\t45
  • Proteine\t0,5g
  • Carboidrati\t10,5g di cui zuccheri\t10,5g
  • Grassi\t0,1g di cui saturi\t0,01g
  • Fibre\t1,5g

Prugne: le proprietà benefiche

  • Azione drenante, disintossicante e regolatoria: con ben l’88% di acqua e una buona quantità di fibre (riscontrabili soprattutto nella qualità essiccata), le prugne sono un’ottima fonte idrica ma non solo, presentano un ottimo effetto saziante e sono capaci di migliorare il transito intestinale, fungendo quindi da rimedio contro la stitichezza;
  • Azione antiossidante e antinfiammatoria: grazie alla vitamina A e ai polifenoli (i più rappresentati sono la cianidina, la catechina, l’epicatechina e le proantocianidine), molecole bioattive ad azione antiossidante che agiscono proteggendoci dall’azione dei radicali liberi che causano danni irreparabili alle nostre cellule;
  • Azione anti-stanchezza e anti-spossatezza: tra le proprietà delle prugne troviamo anche questo beneficio, garantito dalla gran quantità di un minerale, il potassio, ben 190 mg su 100 g. Il potassio è infatti un utilissimo carditonico e muscolare, utile anche per prevenire i crampi muscolari che possono insorgere dopo un’intensa attività sportiva;
  • Prevenzione dell’osteoporosi: secondo una ricerca della Florida State University pubblicata sul British Journal of Nutrition, le prugne secche sarebbero in grado di prevenire fratture ossee e addirittura l’osteoporosi nelle donne in menopausa;
  • Prevenzione del tumore del colon: a suggerire questa proprietà benefica è uno studio della Texas A&M University e della University of North Carolina, secondo cui mangiare prugne secche può influenzare il microbiota intestinale, riducendo dunque il rischio di sviluppare cancro del colon.

Per garantirci tutti questi effetti preventivi e benefici delle prugne è consigliabile consumare 3-4 prugne fresche o secche al giorno già partendo dal pasto più importante della giornata, la prima colazione!


Controindicazioni delle prugne Attenzione che l’esagerato consumo di prugne può causare spiacevoli effetti indesiderati come diarrea, meteorismo e flatulenza, mentre è preferibile evitare del tutto questo frutto se soffrite di colite in quanto causereste un aumento del gonfiore e degli spasmi.

Fonte: http://www.viversano.net

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Benefici nutrizionali della carne di spigola? Vediamolo insieme...

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Benefici nutrizionali della carne di spigola? Vediamolo insieme...

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La spigola, chiamata anche branzino, è un pesce di mare che fa parte della famiglia dei Moronidi, il quale è molto diffuso nelle acque del territorio italiano. il suo nome scientifico è Dicentrarchus Labrax, ed è disponibile sia in qualità di specie ittica coltivata in allevamento che allo stato selvatico. In questo articolo ci occuperemo delle proprietà nutrizionali della sua carne, tanto gustosa quanto prelibata, e dei benefici che questa reca al nostro organismo.

Proprietà nutrizionali della carne di branzino

Nonostante la sua carne sia una delle più costose in pescheria, il branzino rappresenta un pesce estremamente pregiato, soprattutto per la composizione delle sue carni: infatti facendo riferimento ai valori relativi ad una porzione di 100 grammi di carne  di branzino, al suo interno sono presenti 21,3 grammi di proteine e solo 6,8 grammi di lipidi, i quali vanno divisi tra gli acidi grassi saturi e quelli polinsaturi, i quali ammontano a 2,56 grammi, contro i soli 1,44 dei primi. Gli acidi grassi monoinsaturi ammontano invece a 2,13 grammi su 100.
Dal punto di vista dell’apporto di sali minerali, la spigola è ricca di potassio, ferro (4 milligrammi su 100 grammi di porzione), ma soprattutto di fosforo, il quale si attesta attorno ai 1150 milligrammi.
Per quanto riguarda invece le vitamine, non mancano la Niacina e le vitamine A,C ed E. Nello specifico la presenza della vitamina A e di sali minerali, oltre alla qualità delle sostanze nutritive rendono la carne di branzino un alimento particolarmente salutare nel periodo estivo, dato che essa fornisce un congruo apporto di elementi nutritivi, senza tuttavia appesantire il nostro sistema digerente; inoltre la carne di branzino contribuisce a ripristinare i corretti livelli salini e di idratazione, grazie all’abbondanza di acqua, che sono di norma inficiati dall’abbondante sudorazione, la quale a sua volta è causata dalle elevate temperature.
La scarsa quantità di grassi rende la sua carne  apparentemente magra, anche se la maggior parte dei grassi in essa contenuti la si riduce notevolmente mediante l’eliminazione della pelle.
Questa sua magrezza la rende quindi di facile digeribilità e commestibilità, adatta quindi a persone con problemi di ipertensione e colesterolo, dato che il contenuto di quest’ultimo ammonta a soli 48 grammi su 100.
La carne di spigola è inoltre molto ricca, come del resto lo è tutto il pesce in generale, di Omega 3, acidi grassi dei quali il nostro organismo necessita per mantenere pulito ed efficiente il sistema cardiocircolatorio.
Per quanto riguarda invece i valori energetici, le calorie contenute in una porzione di 100 grammi di carne di branzino ammontano a solo 82 calorie, il che rende questo cibo edibile in qualunque regime di dieta, stando ovviamente attenti a non esagerare coi condimenti.
Dal punto di vista nutrizionale, vi è tuttavia da sottolineare una sostanziale differenza tra le cosiddette spigole d’allevamento e quelle allo stato selvatico, la quale risiede  in un contenuto di proteine e grassi più elevato da parte delle prime rispetto agli esemplari che si pescano regolarmente in mare aperto. Questa discrepanza è causata dal tipo diverso di alimentazione al quale vengono sottoposte le spigole di allevamento, il che fa lievitare i valori di grassi e le calorie rispetto ai loro corrispettivi selvatici.
Da sottolineare infine come ulteriore nota positiva della carne di branzino la sua quasi totale assenza di lische, che la rende appetibile anche da parte dei bambini, evitando così il rischio di ingestione accidentale di spine, che alle volte si rivela di particolare gravità, con il conseguente ricorso al più vicino pronto soccorso.

L’unica nota negativa di questo pesce in apparenza così salutare e ricco di benefici per la salute, è costituito, come dicevamo all’inizio della nostra disamina, dal suo elevato costo al dettaglio, specie se si desidera consumare una spigola pescata in mare.

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Noci: Proprietà e Benefici

Noci: Proprietà e Benefici

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Le noci sono il frutto dell’albero Juglans regia che appartiene al genere Juglans ed alla famiglia Juglandaceae. Nel suo genere questa pianta è la più conosciuta e la più importante da un punto di vista economico.
La pianta delle noci è imponente e maestosa con foglie molto voluminose.Oltre che per i suoi pregiati frutti, è una pianta molto apprezzata per la qualità e le proprietà del suo legno.
L’albero delle noci fiorisce in primavera con fiori di color verde a cui faranno seguito i frutti. Questi sono di forma ovale e ricoperti da una sorta di guscio verde compatto, chiamato mallo.
Quando le noci giungono a maturazione il mallo si secca e si apre lasciando cadere la noce al suolo. Prima di poter essere consumate le noci hanno bisogno di un periodo in cui devono essere lasciate asciugare. Questo a causa della forte umidità accumulata all’interno del mallo.
Il periodo di raccolta delle noci è l’ autunno, precisamente da metà settembre a fine ottobre. Prima di poter essere messe in commercio devono essere sottoposte alla privazione del mallo, così da evitare che il guscio si annerisca e al lavaggio per eliminare i residui del mallo.

Composizione Chimica

Le noci secche contengono il 64 % di grassi, carboidrati, il 15,5 % di proteine, il 6,7 % di fibre, l’1,1 % di zuccheri, il 4,5 % di acqua, 0,2 % di amido ed il 2,3 % di ceneri.

I minerali contenuti nelle noci sono:

  • Fosforo
  • Calcio
  • Ferro
  • Sodio
  • Magnesio
  • Zinco
  • Rame
  • Manganese
  • Selenio
  • Potassio

Le noci rappresentano  i frutti più ricchi in Zinco e Rame, elementi che solitamente attingiamo dalla carne. Per questo motivo sono particolarmente indicate in una dieta vegetariana.

Le vitamine contenute nelle noci sono:

Vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, B12, vitamina C, Vitamina E, K e J. Le noci contengono inoltre beta-carotene, luteina e zeaxantina.

Gli aminoacidi contenuti nelle noci sono:

acido aspartico, acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Ecco alcune proprietà e benefici delle noci :

  • Antitumorali

Secondo una ricerca americana le noci, oltre ad essere ipercaloriche, hanno proprietà antitumorali. In particolare il loro regolare consumo previene l’insorgere del tumore al seno. Questa proprietà è dovuta all’ abbondante presenza di acidi grassi omega 3, oltre ad un alto contenuto di antiossidanti.
Uno studio condotto sui topi ha rivelato che un consumo regolare di noci sarebbe in grado di ridurre i tumori alla prostata o rallentarne la crescita.

  • Abbassano il Colesterolo

Le noci sono un alimento molto interessante dal punto di vista del contenuto di grassi vegetali. Contengono acido oleico, un grasso monoinsaturo presente anche nell’olio di oliva, che si è rivelato molto efficace nelle riduzione dei livelli di colesterolo cattivo LDL.
Anche l’abbondanza di acidi grassi polinsaturi, acido linoleico ed alfa-linoleico, è molto importante per la salute. È infatti utile per abbassare il colesterolo nel sangue con conseguenti benefici per la salute del cuore e dell’apparato cardiocircolatorio. Mangiare regolarmente noci infatti è una buona abitudine che aiuta a prevenire malattie cardiovascolari come infarto ed ictus.

  • Radicali Liberi

Una ricerca condotta all’Università di Scranton in Pennsylvania, ha confermato l’altissimo potenziale antiossidante di questo frutto con guscio.
Le noci contengono alti livelli di antiossidanti polifenolici, più di qualsiasi altro tipo di frutta con guscio. Il loro consumo regolare contrasta l’attività dei radicali liberi. Si hanno così grandi benefici per la prevenzione di tumori, invecchiamento precoce, infiammazioni e malattie degenerative.
Sono inoltre ricche di vitamina E, un potente antiossidante liposolubile, essenziale per mantenere l’integrità della membrana cellulare delle mucose.

  • Pressione Arteriosa

Recenti studi hanno dimostrato che le proprietà benefiche dei grassi monoinsaturi non solo sono valide per abbassare il colesterolo LDL ma sono anche in grado di aumentare l’elasticità delle arterie, di impedire la formazione di coaguli (sangue più fluido) e ridurre la pressione arteriosa.

  • Salute del Cuore

Si è calcolato che mangiare noci 5 volte a settimana, in sostituzione ai grassi animali, è un buon metodo per prendersi cura della salute del proprio cuore.
Altri studi suggeriscono che il regolare consumo di questo frutto contribuirebbe ad abbassare il rischio di sviluppare una coronaropatia. Il loro consumo inoltre offre molteplici benefici vascolari a chi soffre di malattie cardiache.

  • Pelle e Capelli

Lo zinco, in abbinamento ai polifenoli ed alla vitamina E, apporta notevoli benefici alla pelle. In abbinamento con gli acidi grassi Omega 3 ed Omega 6, mantiene in salute i capelli.

  • Arteriosclerosi

Rilevante anche la presenza di un aminoacido essenziale, chiamato arginina, molto importante per la salute delle nostre arterie. L’arginina fornisce alle pareti delle arterie il nitrossido, una sostanza in grado di combattere e prevenire l’arteriosclerosi.

  • Prestazioni Fisiche

L’arginina ha anche ha la capacità di dilatare i vasi sanguigni che portano il sangue ricco di sostanze energetiche ai muscoli. In tal modo di conseguenza, aumentano anche le prestazioni fisiche.

  • Proprietà Digestive

Grazie alla presenza di acido alfa-linoleico, hanno anche proprietà digestive e diuretiche.

  • Diabete

Da un recente studio è emerso che il grasso contenuto nelle noci migliora i parametri metabolici delle persone affette da diabete di tipo 2.

  • Energetiche

Il loro elevato potere energetico da un lato rappresenta un fattore negativo per chi ha problemi di sovrappeso. Dall’altro invece può rappresentare un elemento molto interessante per chi svolge attività sportiva.

  • Salute delle Ossa

Il loro consumo migliora l’assorbimento del calcio. Allo stesso tempo ne riduce la quantità espulsa attraverso le urine a tutto beneficio della salute delle ossa.

  • Astringente

L’olio di noci, utilizzato in modiche quantità, ha proprietà astringenti. Si può utilizzare per condire l’insalata ma anche sulla carne e sul pesce.

  • Benefici al Cervello

Fino ad ora gli studi sono stati condotti solamente sugli animali. Vi sono però tutti i presupposti per dimostrare, in un prossimo futuro, che le noci hanno proprietà utili alla memoria ed alla funzione cognitiva in generale.

  • Protezione dai raggi Solari

L’olio del mallo di noce protegge la pelle dai raggi solari. Questa sua capacità è dovuta ad un composto aromatico che prende il nome di juglone.

  • Altre Proprietà

Oltre ai benefici sopra descritti, possiamo affermare che le noci hanno ulteriori proprietà.
Sono anti anemiche, drenanti, energetiche, lassative, nutrienti, rimineralizzanti, vermifughe.

  • Calorie

Le noci sono un frutto oleoso e di conseguenza ricco di sostanze nutrienti. Il loro potere calorico è molto alto, 100 grammi di noci forniscono 654 calorie.

  • Precauzioni e Controindicazioni

Le noci non possono essere conservate a lungo in quanto sono soggette ad irrancidimento. Inoltre con il passare del tempo tendono ad aumentare la loro oleosità.
Per questi motivi le noci devono essere consumate fresche al fine di non diminuire la loro digeribilità.
Possibilmente, visto il loro alto potere energetico e calorico, è sconsigliato consumarne troppe, soprattutto al termine di un pranzo abbondante. Per godere di tutte le loro proprietà e benefici ne bastano sette al giorno.
Se siete soggetti all’herpes, evitate o limitate il consumo di noci, in quanto i loro alti livelli di arginina possono innescare la comparsa dell’ herpes.
Vi sono persone che hanno sviluppato un’ipersensibilità nei confronti della frutta a guscio e che possono quindi essere allergici anche alle noci. In questo caso i sintomi si manifestano con vomito, dolore addominale, difficoltà di respirazione e labbra gonfie.

Curiosita

La noce è un frutto di cui si hanno testimonianze antiche, pare che provenga dall’Asia e sia stata introdotta in Italia dai greci. Le prime testimonianze del suo utilizzo risalgono addirittura a 9.000 anni fa! Le prime testimonianze scritte compaiono nell’opera Naturalis historia di Plinio il Vecchio. Qui, il naturalista romano scrive delle importazioni delle noci operate dai coloni greci che dall’Asia minore le trasportavano in Grecia.
Spesso, in ambito cosmetico, viene utilizzato l’olio estratto dal mallo delle noci. Con quest’olio si preparano creme solari protettive  e lozioni fortificanti per i capelli.
L’olio di noce è utilizzato come olio vettore in aromaterapia e per i massaggi ed anche nell’industria cosmetica e farmaceutica.
L’estratto di noce ha la proprietà di riuscire a penetrare in profondità la fibra capillare donandole un aspetto estetico più morbido e ostacolandone la caduta.
Vanno conservate in un contenitore ermetico, in frigorifero o nel congelatore.

Lo strato esterno delle noci sgusciate è amaro e spesso viene rimosso. È un grave errore perché si ritiene che fino al 90% dei potenti antiossidanti delle noci, risiedano proprio in quello strato che spesso viene buttato via.

Se non amate il sapore delle noci, potete godere delle loro proprietà e benefici semplicemente sbriciolandone qualcuno in un frullato di frutta e/o verdura.

Dott.Enrico Fonticelli
Biologo Nutrizionista
cell. 3887304549
mail. sapereconsapore@gmail.com

Le visite o i controlli successivi possono essere effettuati anche a domicilio!

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Effetto yo-yo e il problema delle diete troppo drastiche

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Effetto yo-yo e il problema delle diete troppo drastiche

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Siamo ormai a settembre, mese di nuovi inizi e di buoni propositi, e come tutti gli anni da che l’umanità ha memoria, siamo in piena fase da senso-di-colpa-post-estate. Questo tsunami socio-culturale diffuso attraverso internet, televisione e riviste varie, non fa altro pero' che che proporvi sempre nuove e più fantasiose proposte dietetiche detox che promettono purificazioni, benefici salutari miracolosi e perdite di peso in tempi ristretti.
Le diete ipocaloriche post-estate spuntano ovunque e sono inestricabili e imbattibili come l’erbaccia tra le piastrelle del giardino: appena ne viene sradicata una ne spunta un’altra. E’ una lotta impari.

Cosa c’è di sbagliato, concettualmente

Innanzitutto bisogna ricordare che la parola “dieta”, che deriva dal grego “diaita”, significa “stile di vita”, quindi già la parola stessa ci dovrebbe indicare il fatto che non si tratta di un momento passeggero atto ad ottenere un risultato numerico sulla bilancia e basta, ma di un’abitudine da adottare. Le classiche diete ipocaloriche che spuntano come funghi in questo periodo sono squilibrate, dannose e soprattutto false perché alla fine aggravano il problema che erano supposte risolvere! Quello che accade è che sebbene la perdita di peso iniziale sia notevole, purtroppo è a breve termine: soltanto una piccolissima percentuale di persone riesce a mantenere il peso ottenuto, mentre la stragrande maggioranza va incontro al famigerato “effetto yo-yo”.
Considerate che questo argomento è il punto chiave della questione dietetica: a perdere peso siamo tutti bravi, basta togliere qualcosa al giorno e il peso scende, ma è mantenerlo il problema.

Effetto yo-yo e il problema delle diete troppo drastiche

Quello che le diete ipocaloriche fanno fondamentalmente è cercare con molta ingenuità di ingannare il nostro corpo: riducendo drasticamente l’introito di cibo, lo costringono ad attingere alle riserve e quindi il peso scende, la bilancia ce lo mostra e siamo tutti contenti. Il corpo però è una macchina di straordinaria perfezione, che ha lavorato per millenni per favorire la sopravvivenza degli organismi e si è inventata vari sistemi per non farsi fregare.
Quando si perde peso velocemente con una dieta molto restrittiva, come quelle che vi propinano in questo momento dell’anno per tentare di salvare il salvabile, il corpo inizialmente ci casca e il peso scende facendo guadagnare punti alla dieta. La rimonta però è rapida ed inarrestabile: siamo fatti per sopravvivere e la massa grassa è la nostra riserva evolutiva di "lingotti" di energia pronta per i tempi duri, quindi oltre un certo limite il corpo inizierà a tutelare la massa grassa rimasta e a sacrificare il muscolo! Quindi il peso continuerà ancora a scendere, più lentamente, ma a perdere sarà la nostra preziosissima e sudatissima massa muscolare. Parallelamente il metabolismo rallenterà  ed  il corpo abbasserà le sue attività per tentare di risparmiare energia. È come se il nostro corpo facesse di tutto per risparmiare e non disperdere energie,conservandole, vista la carenza di cibo. Il cervello, che tutto comanda e tutto sa, ci spingerà anche a cercare alimenti grassi e densi di calorie per aumentare l’introito energetico, e questa è la classica smania di alimenti vietati dopo qualche settimana di dieta. Così Madre Natura torna a segnare punti e la partita ora è pari.
L’eccessiva restrizione alimentare, contribuisce a farci perdere chili in modo sbagliato: l’organismo tenderà a bruciare il tessuto muscolare magro ed il metabolismo ne uscirà compromesso con il risultato che, anche se ci sembrerà di dimagrire, in realtà ingrasseremo più facilmente. Tutto questo è frutto di un continuo riadattamento del nostro organismo allo stile alimentare.

Cosa fare, dunque, per scongiurare l’effetto yo-yo?

Il consiglio più importante di tutti: fatevi seguire da un professionista e non seguite diete trovate sui giornali o suggerite dalla vicina di casa! I professionisti della nutrizione sono tanti ma anche qui bisogna affidarsi alle persone serie: ad avere la competenza giusta e legalmente riconosciuta per elaborare diete sono il BIOLOGO NUTRIZIONISTA, il MEDICO DIETOLOGO e il DIETISTA.

Non fidatevi di coach, naturopati, personal trainer e così via che vi propongono regimi alimentari dai nomi strani o dall’utilizzo di sostituti del pasto e integratori inutili: sicuramente perderete peso (come avete visto, non ci vuole granchè: è matematica) ma avrete problemi a mantenerlo e probabilmente danneggerete la vostra composizione corporea e la vostra salute.

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Melagrana? Un frutto dalle molteplici proprietà e benefici!!!

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Melagrana? Un frutto dalle molteplici proprietà e benefici!

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Tra i frutti di stagione che ci offre l’autunno,ormai prossimo, il primo posto in termini di qualità e di benefici sull’intero organismo se lo merita sicuramente la melagrana. Questo frutto non può, infatti, mancare sulle tavole di chi ha scelto di alimentarsi in modo sano e preservare al meglio la propria salute ed il proprio benessere fisico in generale.
La melagrana, che è il frutto dell’albero di melograno, è stata fin dall’antichità considerata il simbolo della longevità e dell’abbondanza, le sue proprietà terapeutiche erano conosciute già dai tempi di Ippocrate (il padre della medicina) ,ma solo da pochi anni anche la medicina moderna, dopo una serie di studi dettagliati, ha riconosciuto gli effetti benefici e le proprietà terapeutiche della melagrana sulla salute dell’uomo.
Lotta al cancro, alle malattie cardiache e danni al cervello: questi sono solo alcuni dei benefici che possono essere ricollegati alla melagrana. Inoltre questo frutto contribuisce a nutrire e ringiovanire la pelle, aumentando la rigenerazione delle cellule, combattendo così i segni dell'invecchiamento .
Grazie al suo alto contenuto di polifenoli antiossidanti,la melagrana, frutto nativo dell’Iran, è stato a lungo considerato uno dei frutti più straordinari della natura grazie alle sua lotta contro i radicali liberi e all’invecchiamento.
Vediamo insieme alcuni benefici di questo frutto:

  • Sono ricchi di potenti antiossidanti

La prossima volta che avrete sete, provate a bere del succo di melagrana, grazie alle sostanze fitochimiche contenute in essa, quali tannini e antociani, entrambi noti per la lotta contro il cancro, riduce il rischio di aterosclerosi e contribuisce a rendere perfetta la vostra pelle.

  • Aiutano la rigenerazione cellulare

Non solo la melagrana è considerata come un antinfiammatorio naturale, essa ha anche un alto contenuto di acidi grassi essenziali, aiuta a promuovere la rigenerazione cellulare e la riparazione della pelle. Tutto ciò lo rende uno dei pochissimi ingredienti naturali che possono realmente fare la differenza per il nostro aspetto (in tanti modi).
E' stato dimostrato che la melagrana può stimolare le cellule "cheratinociti" della pelle,le quali sono coinvolte nella rigenerazione cellulare, rendendolo così un fantastico ingrediente anti-invecchiamento .

  • Aiuta a prevenire le malattie cardiache

Le proprietà della melagrana sono anche note per ridurre le probabilità di un attacco di cuore e dell'ictus, mantenendo i vasi sanguigni in condizioni perfette. L'acido ellaico, il principale ingrediente antiossidante presente nel succo di melograno, non si trova in nessun altro luogo in natura ed è pensato per abbassare il colesterolo cattivo, una delle principali cause dell'insufficienza cardiaca.


  • Può aiutare a ridurre il rischio di cancro al seno

Un alimento che può aiutare il cancro in stallo? Sembra che i melograni possono fare la cosa giusta...
Gli ellagitannini sono polifenoli bioattivi che si trovano nei melograni. Questi polifenoli possono aiutare a prevenire la formazione delle cellule del cancro al seno attraverso l'inibizione dell'aromatasi. Il melograno è anche un adattogeno naturale, aumentando i livelli di estrogeni quando il corpo ne necessita, ma bloccando gli estrogeni più forti quando i livelli sono troppo alti. Questa intelligenza innata di adattare la sua funzione per le esigenze del corpo è una delle caratteristiche di questo frutto straordinario.

  • Può risolvere i tuoi sbalzi d'umore

Siete emotivi, irritati e arrabbiati?Nel caso delle donne,se soffrite di sbalzi d'umore da sindrome premestruale o soffrite di diserbi legati alla menopausa, la  melagrana vi aiuterà.
I Melograni contengono vitamine E e C, selenio e beta-carotene, utile per alleviare o ridurre le vampate di calore (soprattutto durante la menopausa ) e gli sbalzi d'umore.

  • Aiuta a mantenere le ossa forti

Consumare la melograna regolarmente può contribuire ad aumentare il livello di calcio, una notizia eccellente per le ossa!
E' importante ottenere la giusta quantità di calcio al giorno, al fine di prevenire le malattie legate alla perdita di densità ossea come l'osteoporosi. Bere o mangiare melograni è particolarmente utile se la perdita ossea è dovuta ai cambiamenti dati dalla menopausa.
Questo perché i semi di melograno contengono estrogeni, l'ormone che durante la menopausa le donne perdono gradualmente a causa del depauperamento delle uova nelle loro ovaie .

  • Vi manterrete giovani!

Quando si tratta della cura della pelle, i melograni non mancano mai di stupire. Mentre aiutano a proteggere e a nutrire la pelle, i melograni aiutano anche a combattere i segni dell'invecchiamento con un pelle più giovane.
​Il derma (strato esterno della pelle) , è costituito da fibre di collagene ed elastiche. Le rughe che si verificano nel derma sono dovute alla degradazione di collagene ed elastina. La vitamina C è parte integrante della formazione del collagene permettendo alle proteine ​​di diventare più forti, e la buona notizia? Solo un melograno possiede il 48 per cento del valore giornaliero di vitamina C.

  • Può aiutare ad esfoliare la pelle

I semi di melograno schiacciati sono perfetti per l'esfoliazione! Perché non fare uno scrub fai da te per viso e corpo con un po' di zucchero? E 'molto più facile di quanto si pensi...
Per aiutare ad eliminare le cellule morte della pelle basterà unire una purea di semi di melograno con olio di cocco e zucchero .

  • Aiutano a proteggere contro i danni UV

Grazie alla presenza di antiossidanti, tra cui gallico e ellagico , questo frutto 'magico' aiuta a proteggere la pelle contro i danni UVB, proteggendo le cellule  dai danni dei radicali liberi .
Inoltre,la melagrana contribuisce ad evitare il cancro della pelle, gli effetti dell'invecchiamento cutaneo e anche  ad alleviare i sintomi delle scottature.

  • Protegge il tuo cervello

La melagrana aiuta il corpo e la pelle a neutralizzare i radicali liberi, prevenendo le malattie e nutrendo la pelle , ma può anche fare molto per il vostro cervello proteggendolo contro le diverse malattie come il morbo di Alzheimer

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Dipendenza dallo zucchero: ecco alcuni segnali da non sottovalutare!

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Dipendenza dallo zucchero: ecco alcuni segnali da non sottovalutare!

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Gradevole al palato, ma pericoloso per la salute: lo zucchero è una delle sostanze più utilizzate nell’alimentazione moderna, in una grande quantità di prodotti raffinati.
Eccessive quantità di zucchero possono causare problemi al nostro corpo, farci prendere peso e portare alla comparsa di carie o insonnia. Sono molti gli alimenti in cui si nasconde lo zucchero (anche salati) che quotidianamente rischiamo di mangiare aumentando l’introito di questa sostanza senza rendercene conto.
Ma quali sono i sintomi che possono farci capire che abbiamo fatto il pieno di zucchero e che ne siamo ormai dipendenti? Ecco alcuni segnali da non sottovalutare:


  • Problemi alla pelle

L’acne può essere un sintomo importante di una presenza eccessiva di zucchero nella propria dieta. Un  grande consumo di questa sostanza può contribuire ad uno squilibrio degli ormoni femminili e causare,come conseguenza, la comparsa di acne. Lo zucchero, dal potere infiammatorio, può anche provocare danni a lungo termine alla pelle, portando alla comparsa di rughe e invecchiamento precoce.   

  • Aumento delle carie

I dentisti e i genitori avvertono sempre i bambini piccoli che mangiare troppi dolci fa male ai denti. Ed è proprio così. I batteri presenti nella bocca si nutrono di zuccheri, creano acidi nocivi e distruggono lo smalto dei denti. Nelle cavità che si formano, poi, si può andare a generare un’infezione batterica con conseguente comparsa di carie.

  • Desiderio costante di zucchero

Una dipendenza da zucchero crea continuo desiderio di zuccheri e dolci. Il corpo reagisce a questa sostanza al pari di un farmaco e ne richiede sempre di più. Gli alimenti ad alto contenuto di zucchero, infatti,  hanno dimostrato di attivare il cosiddetto sistema di ricompensa nel cervello, liberando la dopamina, simile a quella rilasciata da alcuni farmaci. Spesso non ci rendiamo neppure conto di trovarci in questa situazione.

  • Scarsa energia

Se all’inizio l'assunzione di zucchero ci dà una sensazione di carica, subito dopo questa sostanza ha la conseguenza di scaricare il nostro corpo delle sue energie. Il glucosio è infatti essenziale per la produzione di energia in tutto il corpo ma è anche importante mantenere i livelli equilibrati. Mangiando zuccheri,quindi,si ha un susseguirsi di picchi di energie e successivi crolli che ci fanno sentire stanchi e spossati.

  • Flatulenza

Sarebbe soprattutto il fruttosio, secondo gli esperti, a portare alla comparsa di flatulenza e gonfiore in quanto è uno zucchero che il nostro corpo non assorbe facilmente. I batteri e i lieviti nel nostro intestino producono gas quando il cibo non è digerito nel colon e dunque fermenta.

  • Alterazione del gusto

Le papille gustative, se eccessivamente sollecitate dal gusto dolce, si adattano all'alta percentuale di zuccheri che il corpo sta consumando e piano piano ne richiedono sempre di più per soddisfare le proprie richieste. La conseguenza è che, mentre prima un determinato cibo o bevanda si avvertiva particolarmente dolce, dopo un po’ di tempo, se si continua a consumare, sembrerà invece dal sapore normale e magari si aggiungerà ancora più zucchero.

  • Calo della libido

Alti livelli di zucchero nel sangue vanno a bloccare un gene responsabile della produzione di ormoni sessuali, causando un calo della libido. Gli uomini che consumano troppo zucchero potrebbero anche iniziare a soffrire di disfunzione erettile. Si è visto tra l’altro che tra il 50 e il 75% degli uomini che soffrono di diabete soffre anche di problemi di erezione, una percentuale di 3 volte superiore rispetto agli uomini sani.

  • Sistema immunitario debole

Troppo zucchero indebolisce le cellule del sistema immunitario. Quindi, mangiare troppi dolci, ci espone ad un maggior rischio di essere preda di virus e batteri. Una grande percentuale delle difese del nostro corpo si trovano infatti proprio nell’intestino ma, se seguiamo una dieta ad alto contenuto di zucchero, andiamo ad alimentare i batteri e i lieviti sbagliati che influenzano negativamente le difese del nostro corpo.

  • Aumento di peso

L’aumento di peso è uno dei segnali più evidenti che è necessario virare verso un’alimentazione più sana. Quando il nostro corpo deve gestire troppo zucchero è programmato per mantenerlo e conservalo in modo da poterlo trasformare in energia quando vi è bisogno. Nel frattempo, quindi, lo zucchero si deposita sotto forma di grasso in aree come ad esempio quella dello stomaco, dove tra l’altro l’accumulo lipidico mette maggiormente a rischio della comparsa di alcune malattie.

  • Insonnia

Anche problemi di sonno possono indicare la necessità di ridurre il consumo di zucchero. Se si mangiano dolci prima di andare a dormire sarà più difficile addormentarsi perché il picco di sostanze all’interno del sangue non favorisce il buon riposo

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Aloe vera? Scopriamo insieme le proprietà, gli usi e le controindicazioni...

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Aloe vera? Scopriamo insieme le proprietà, gli usi e le controindicazioni...



L’Aloe vera (Aloe barbadensis Miller) è solo una tra le tante specie di aloe ma indubbiamente la più utilizzata sia in campo cosmetico e sia nel campo alimentare. Si tratta di una pianta nota fin dai tempi antichi per le sue interessanti proprietà e che ancora oggi torna utile in diverse situazioni. In particolare, è il gel che si estrae da questa pianta ad essere interessante per i benefici che può offrire. Con esso si realizza il succo di aloe da bere, pomate per uso esterno o altri prodotti di salute e bellezza. La ricchezza di proprietà della pianta di aloe è dovuta in particolare alla grande concentrazione nelle sue foglie di vitamine, sali minerali, aminoacidi, enzimi e altri principi attivi utili al benessere del nostro organismo.
Scopriamo adesso le principali proprietà terapeutiche dell’aloe vera.

Proprietà e benefici

Le proprietà dell’aloe vera sono numerose ed è per questo che la pianta viene utilizzata a scopi diversi e in varie modalità a seconda dei benefici che si vogliono ottenere.
  • L’aloe come depurativo. Tante persone scelgono di assumere succo di aloe visto il potere disintossicante di questa pianta che permette di depurare l’organismo dalle tossine accumulate. Con l’aloe vera il sistema immunitario è più forte. Altrettanto interessante è il potere immunomodulante dell’Aloe vera che consente, sempre se assunta per via interna, di migliorare la risposta immunitaria all’attacco di virus, batteri e altri microrganismi. Il principio attivo conosciuto come Acemannano in essa contenuto stimola infatti la produzioni di globuli bianchi, in particolare i macrofagi. L’aloe contro i batteri e i virus Oltre a rafforzare il sistema immunitario, l’aloe è anche efficace in maniera diretta contro i batteri, ecco perché spesso viene utilizzata ad esempio nei prodotti per l’igiene orale o intimo.
  • Aloe antitumorale. Un’altra importante proprietà riconosciuta all’aloe vera ma anche all’aloe arborescens è quella antitumorale soprattutto in fase preventiva della malattia. Si è visto poi come assumere questa pianta possa aiutare anche quando si seguono terapie antitumorali come chemioterapia e radioterapia per ridurre gli effetti collaterali.
  • L’Aloe aiuta la digestione. L’effetto positivo della pianta di aloe vera sul nostro organismo si esplica anche a livello del sistema digestivo: da una parte migliora la digestione dei cibi, dall’altra aiuta il loro corretto assorbimento nell’intestino grazie anche all’effetto benefico sulla flora batterica.
  • L’Aloe per la pelle. Tra le proprietà terapeutiche dell’aloe vera ve ne sono diverse che riguardano la salute della pelle. Il gel estratto da questa pianta aiuta a cicatrizzare le ferite,ad idratare la pelle, ad alleviare la sensazione di prurito o bruciore.

Aloe vera: consigli per l’uso

Innanzitutto bisogna specificare che l’aloe vera si utilizza principalmente sotto due forme: succo da bere o gel per uso esterno. Questa pianta è poi spesso presente all’interno di prodotti per l’igiene personale e la bellezza dunque creme, shampoo, bagnoschiuma, dentifricio, ecc. L’Aloe vera, sia sotto forma di succo che di gel per uso esterno, è un prodotto naturale davvero versatile che sarebbe bene tenere sempre in casa pronto da utilizzare al bisogno.

Ecco alcuni suggerimenti per usare correttamente l’aloe vera:

  • Per rafforzare il sistema immunitario Se volete essere più forti soprattutto in vista della stagione fredda quando è più facile contrarre raffreddore ed influenza, potete stimolare naturalmente le difese immunitarie assumendo succo di aloe. Scegliete un prodotto privo di aloina (sostanza irritante) ottenuto da 100% aloe vera e seguite il dosaggio consigliato sulla confezione o chiedete aiuto ad un esperto.
  • Per la digestione e la depurazione Uno o due misurini di succo di aloe vera puro possono essere assunti ogni giorno per aiutare il sistema digestivo ed intestinale nelle sue funzioni (può migliorare anche un’eventuale stitichezza). Allo stesso tempo l’aloe sostiene il lavoro del fegato e aiuta la depurazione dalle tossine, si può assumere dunque ciclicamente anche a questo scopo associandovi però una sana alimentazione e aumentando il quantitativo giornaliero di acqua.
  • Su scottature, punture di insetti, bolle, eritemi, ecc. Tenete a portata di mano un gel di aloe vera per fronteggiare le più comuni problematiche della pelle: punture di insetti, bolle, brufoli, scottature, eritemi, ecc. Il potere lenitivo e rigenerativo sui tessuti di questa pianta permetterà di risolvere fastidi e bruciori accelerando tra l’altro la guarigione.
  • Contro le mani secche Dato il potere idratante dell’aloe vera, il gel può essere utilizzato anche al posto della normale crema in caso di mani secche e screpolate. Lo stesso uso si può fare per la secchezza che compare in altre zone del corpo.
  • Per la salute del cavo orale Dato il suo potere antibatterico, il succo di aloe vera può essere utilizzato anche per fare sciacqui del cavo orale in caso di afte e gengiviti. Aiuta anche a contrastare la placca.
  • Per la cura dei capelli Anche i capelli possono beneficiare dell’utilizzo di aloe vera, soprattutto in caso di forfora. Un impacco a base di questa pianta da applicare un paio di volte a settimana può contribuire ad alleviare o risolvere il problema. Si può anche utilizzare al posto del balsamo per rendere i capelli più lucidi.

Dott.Enrico Fonticelli
Biologo Nutrizionista
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Conservare frutta e verdura? Vediamo insieme i 5 errori che si fanno spesso

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Conservare frutta e verdura? Vediamo insieme i  5 errori che si fanno spesso

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A chi non è capitato di aprire il frigorifero e trovarsi travolto da una improvvisa ondata di cattivo odore che lo ha colpito in pieno volto?
E dopo le cose sono andate anche peggio: dallo scomparto della frutta e verdura ci guardavano malignamente nell’ordine gli spicchi di aglio germogliati e l’insalata sfatta. Tristissimo spettacolo nonché spreco senza senso.
Col caldo oltretutto le cose peggiorano ancora di più, frigorifero e dispensa corrono il rischio di camminare da soli trasportati da orde di germi, batteri e muffette varie.
Come fare allora? Rinunciare ai nostri sani vegetali solo perché non siamo capaci di conservarli al meglio né di assicurare loro una vita libera da muffa e caldo, e soprattutto un po’ più lunga?
Ma no, basterà qualche attenzione, qualche errore da correggere per conservare e gustare le nostre verdure anche col caldo torrido dell’estate.

  • Non conoscere il proprio frigo

Consideriamo il frigorifero, questo sconosciuto: se all’interno la temperatura media è di 4°C. (sottolineo, MEDIA), consideriamo che non tutte le zone del frigo sono uguali. Ci sono variazioni di temperatura notevoli: si va dagli 8/10°C. del reparto verdure (quello chiuso, in basso) ai 2°C. circa delle zone più fredde.
Conoscere le temperature dei vari ripiani del frigo permette una conservazione migliore degli alimenti: infatti, se nelle zone più fredde sistemiamo quelli altamente deperibili come ad esempio la carne, è bene tenere il cibo delicato nelle zone meno fredde.
Prendete frutta e verdura: è vero che in teoria hanno uno scomparto dedicato, ma spesso è piccolo, non basta. Dove conserviamo allora, nel nostro frigo, gli alimenti appena comprati? In una zona fresca ma non troppo. E qual è questa zona?
Ci viene in aiuto la regoletta di fisica imparata alle medie: l’aria calda va in alto, ricordate? Succede lo stesso anche nel frigo.
Quindi, esaurita la capienza dello scomparto apposito sistemiamo i vegetali a partire dall’alto, la zona meno fredda, cercando di non arrivare allo scomparto in basso, quello proprio sopra al vano verdure, il più freddo.

  • Non dare del tu all'etilene

Guai a non conoscerlo. Guai a scambiarlo per un additivo chimico per vini “pregiati” o per un disinfettante da ospedali.
L’etilene è un ormone vegetale gassoso prodotto dalle piante responsabile della maturazione dei vegetali.
Tutti i vegetali producono etilene. Infatti tutti i vegetali maturano. Però non ne producono in ugual maniera. Qui sta l’importanza di conoscere un po’ di più questo ormone.
Infatti i vegetali come mele o banane che ne emettono parecchio (li chiameremo “climaterici”) maturano prima e fanno maturare più velocemente quelli collocati vicino.
I vegetali avari di etilene, invece (“non climaterici”), come le fragole, gli agrumi e i frutti di bosco, traggono sicuramente vantaggio dalla vicinanza con i loro "fratelli", i climaterici, perché li fanno maturare più in fretta.
Ecco spiegato come mai le nostre nonne per far maturare della frutta che proprio non ne voleva sapere la mettevano spesso vicino alle mele: le mele producono parecchio etilene e lo spargono nell’ambiente con dovizia, così come le banane.
E quindi, attenzione: se avete già della frutta quasi matura, in più la temperatura esterna è di trenta gradi all’ombra, mettere assieme banane e mele, magari fuori dal frigo, non è l’idea più giusta. Se invece avete delle arance sempre acerbe, lasciarle sole solette tra loro mentre nell’altra stanza sono presenti delle belle mele è un altro errore.
In pratica, una volta capito il ragionamento dell’etilene e dei frutti climaterici, nessuno vi ferma più: potete giocarvi le vostre carte per far maturare o, al contrario, per non agevolare la maturazione di tutto ciò che vi capita sotto tiro. Anche se solo di origine vegetale.

Per maggiore chiarezza ecco alcuni esempi di vegetali climaterici e non.

Climaterici: mela, albicocca, caco, avocado, banana, fico, kiwi, mango, nettarina, papaya, pesca, pera, prugna, cocomero, melone, pomodoro, broccoli, asparagi, spinaci, cavolfiore.
Essendo  questi vegetali a maturazione veloce sarebbe consigliabile tenerli in frigorifero, dove la bassa temperatura ne rallenta il metabolismo e la “respirazione”.

Non climaterici (essenzialmente uva, agrumi e frutti di bosco): mirtilli, more, lamponi, fragole, ciliege, cetrioli, uva, pompelmi, limoni, lime, olive, arance, peperoni, ananas, melanzana, zucca, melograno, patate.

  • Mettere in frigo i pomodori

Per i pomodori vale un discorso a parte: la bassa temperatura del frigo rompe le membrane esterne interrompendo il processo di maturazione a scapito (anche) della consistenza.
Oltretutto, il freddo riduce alcune sostanze chimiche che donano ai pomodori il tipico sapore. Avete presente i pomodori del supermercato? Ecco perché non sanno di nulla.
Anche se fa caldo, fuori dal frigo i pomodori riescono a resistere circa quattro o cinque giorni.

  • Mettere in frigo le patate

Con il freddo l’amido della patate si trasforma rapidamente in zucchero e accelera il processo di germogliazione favorendo la formazione di solanina, una sostanza tossica (avete tutti presente, vero, le patate quando diventano verdi? Ecco, quello è l’effetto della solanina).
Oltretutto quest'ultima dona alle patate un sapore sgradevole, in più causa un imbrunimento eccessivo una volta fritte, con maggior produzione di acrilamide, sostanza potenzialmente nociva. E non va bene, per nulla.
Va bene invece riporre le patate in un luogo fresco e possibilmente buio in quanto anche la luce fa aumentare la quantità di solanina. Tenerle al buio per un paio di settimane, lo zucchero si ri-trasforma in amido permettendovi di gustarle tranquillamente.

  • Mettere in frigo erbe aromatiche,aglio e cipolla

Ma allora ditelo! Pure il basilico, l’aglio e la cipolla mettete in frigo, ma cos’è un refugium peccatorum?
Aglio e cipolle non vanno perché l’umidità li fa germogliare  
mentre le erbe aromatiche si ossidano.
Mettete invece i primi due vegetali in una retìna impilandoli uno sopra l’altro.
Le erbe aromatiche? Quelle stanno bene in un vasetto colmo di acqua come se fossero fiori. I più industriosi invece possono tritarle, mescolarle, unire dell’olio e congelarle nel contenitore dei cubetti di ghiaccio: avranno così una scorta di sapore bella e pronta all’uso, solo da scongelare.
E ora che abbiamo finito con gli errori, ecco due consigli utili per l'estate.

  • Frutti di bosco : fragole,lamponi,mirtilli e more

Delicati oltremisura,la muffa per questi frutti è dietro l’angolo. Si evita lavandoli con una soluzione composta da dieci parti di acqua e una di aceto di mele, premurandosi di asciugarli prima di riporli in frigorifero.

  • Insalata moscia

Volete darle un po’ di vigore? Lasciatela sotto il getto dell’acqua fresca per qualche minuto.

  • Congelatore

Non di solo frigo vive l’uomo ma di ogni cosa che esce dalla porta del congelatore: se la frutta patisce troppo le bassissime temperature, potrete invece congelare la verdura dopo averla preferibilmente tagliata a quadretti e magari –passaggio non necessario– averla sbollentata per qualche minuto.
Messa poi negli appositi sacchetti freezer rappresenta il vostro personalissimo minestrone d’emergenza.

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