10/2016 - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

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Dieta e colesterolo

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Dieta e colesterolo

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Proprio in virtù del ruolo svolto nel metabolismo di un individuo, il colesterolo è un grasso importante per l’organismo e sarebbe impossibile farne a meno. Per distribuirsi ai vari tessuti il colesterolo circola nel sangue legato a diverse proteine con densità differente, quello legato alle HDL viene chiamato “colesterolo buono”, mentre quello legato alle LDL è conosciuto come “colesterolo cattivo”.
Il colesterolo cattivo presente in eccesso tende a depositarsi sulle pareti interne delle arterie formando a lungo andare delle placche che ostacolano in maniera più o meno importante il flusso sanguigno. L’effetto negativo del colesterolo LDL è controbilanciato da quello buono o HDL, vero e proprio spazzino che ripulisce le arterie impedendo che si formino depositi.
La dieta, e più in generale lo stile di vita, sono in grado di incidere positivamente o negativamente sui livelli di colesterolo nel sangue.

Per questo è importante:

  • limitare il consumo di grassi in generale
  • Per la scelta della carne è preferibile tagli magri sia di carne bianca sia di quella rossa evitando per il pollame di mangiare la pelle
  • Consentito il pesce 2-3 volte a settimana (molluschi e crostacei non piu’ di una volta a settimana). Diventa importante il metodo di cottura: preferibile la cottura alla griglia, al cartoccio e al vapore, sconsigliata la frittura
  • sostituire i grassi saturi (burro, formaggi, carne grassa, insaccati) con quelli polinsaturi (olio di semi) e monoinsaturi (olio di oliva)
  • aumentare il consumo di frutta, verdura e legumi
  • limitare il consumo di dolci
  • limitare il consumo di alcool
  • svolgere regolare attività fisica (possibilmente aerobica)
  • abolire il fumo
  • tenere sotto controllo la pressione arteriosa e dimagrire se si è in sovrappeso.



Come combattere la cellulite con i cibi giusti

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Come combattere la cellulite con i cibi giusti
    

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Alcuni alimenti non devono mancare nel piano alimentare quotidiano per contrastare la pelle a buccia di arancia.
Una delle migliori alleate nella lotta alla cellulite è una dieta corretta. Qualsiasi trattamento (da fare dal medico o al centro estetico) rischia di durare molto poco se non viene associato a un cambiamento delle abitudini alimentari che possono favorire la comparsa della cellulite.
Ecco, in ordine alfabetico, alcuni alimenti che ti sono amici nella lotta alla cellulite perché poveri di sodio e ricchi di potassio, in grado quindi di ridurre la ritenzione idrica.

ANANAS: mangiato a fine pasto, facilita la digestione e ha un effetto diuretico. Apporta soltanto 40 calorie per etto.

BANANA: è ricca di fibre idrosolubili come le pectine, che hanno la capacità di legare, intrappolare ed espellere le particelle tossiche che favoriscono la comparsa di cellulite. Contiene anche zolfo, che favorisce la depurazione, e potassio, che tiene a bada il livello di sodio nell’organismo, contrastando quindi la ritenzione idrica. Attenzione però a non esagerare perché le banane sono un frutto calorico.

CARCIOFO:  contiene la cinarina, una sostanza che facilita il flusso di bile, dunque migliora l’efficienza del fegato stimolandone il metabolismo dei grassi.

CAROTA: è ricca di principi attivi, primo tra tutti il carotene, precursore della vitamina A, elemento prezioso per la tonicità dei tessuti. Regolatrice della funzione intestinale ed epatica, ha anche proprietà diuretiche e depurative ed è utile nei casi di meteorismo.

CILIEGIE: forniscono soltanto 38 calorie per 100 grammi e sono ricche di vitamine, come la E, che contrastano l’invecchiamento cellulare. Contengono polifenoli, importanti antiossidanti, e pigmenti vegetali che combattono le infiammazioni a livello dei tessuti.

ERBE AROMATICHE: Timo, origano, maggiorana, così come le spezie, aiutano a insaporire i cibi senza aggiungere sale o intingoli vari. Le calorie del piatto sono le stesse e nel medesimo tempo si combatte la ritenzione idrica.

FORMAGGI FRESCHI:  Sì a mozzarella, ricotta, stracchino. Preferibili sempre al pecorino e agli altri formaggi stagionati, più ricchi di grassi e di calorie .

FRUTTI DI BOSCO: Mirtilli, more, lamponi e fragoline di bosco sono preziosi alleati della circolazione. Consumarli sempre con moderazione. Vanno bene anche i frutti surgelati, che hanno le stesse proprietà della frutta fresca.

KIWI: molto ricco di vitamina C, utile nel proteggere i vasi capillari che sono più a rischio di rottura in caso di cellulite, a causa della pressione esercitata dai liquidi in eccesso. Per questo motivo non far mancare le arance e gli altri agrumi.

LATTUGA: ricca in colina, una sostanza che ha scarso valore nutritivo ma un eccellente valore metabolico. Produce i componenti principali della membrana cellulare, come la lecitina, ed è responsabile del corretto assorbimento di grassi. Senza la colina, il fegato non riuscirebbe a smaltirli bene.

LEGUMI:  Sì a pranzo o a cena, due-tre volte a settimana. Ceci, fagioli, piselli e lenticchie sono leggeri, ricchi di proteine, vitamine, sali minerali e fibra, in particolare cellulosa, si digeriscono facilmente e saziano. I legumi sono un ottimo secondo al posto della carne o un piatto unico completo ed equilibrato se mangiati con pasta o riso.

MELA: è un concentrato di vitamine, ferro e potassio, ma soprattutto tannini e fitosteroli, in particolare la pectina, concentrata nella buccia. La pectina, una volta raggiunto lo stomaco, si trasforma in un gel che intrappola le sostanze tossiche e ostacola l’assorbimento dei grassi.

MELANZANA: stimola le funzioni del fegato e dell’intestino. È molto ricca di acqua, per questo è ideale per contrastare la ritenzione idrica.

OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA: E' un condimento privilegiato. Condire i piatti con 4/5 cucchiaini di olio extravergine di oliva al giorno. Evitare il burro.

PANE: non bisogna abolirlo del tutto dalla dieta ma mangiarlo con moderazione, privilegiando le varietà che contengono poco sale o che ne sono del tutto prive, come quello toscano.

PASTA E RISO: non vanno cancellati dalla dieta, semplicemente vanno controllate le porzioni. Si preferiscono pasta e riso integrali: sono più ricchi di fibra e aiutano a raggiungere più facilmente il senso di sazietà.

PESCE: Dato che la cellulite è il risultato dell’accumulo di scorie nei tessuti, eliminare le tossine è indispensabile. Quindi bisogna prediligere gli alimenti leggeri come il pesce, la carne bianca, i formaggi magri: tutti cibi che non costringono l’apparato digerente a un lavoro eccessivo, perché sono più facili da smaltire.

POMODORO: è ricco di licopene, un antiossidante che contrasta l’invecchiamento delle cellule e impedisce dunque al grasso di sedimentare e diventare cronico. Contiene anche acido malico e citrico, che agevolano la digestione e aiutano la regolarità intestinale.

SEDANO: una verdura con appena 20 calorie per 100 grammi, composta per circa il 90% di acqua e proprio per questo è considerata una sorta di diuretico naturale. Contiene anche buone dosi di potassio, il minerale che contrasta l’azione del sodio e aiuta quindi nella lotta contro la ritenzione idrica.

SALE INTEGRALE: è da preferire al classico sale da tavola, perché non è raffinato ed è caratterizzato dalla presenza di minerali importanti come iodio, rame, zinco. Il suo gusto più intenso al palato ne favorisce un consumo ridotto.

TÈ VERDE: contiene flavonoidi, sostanze che ostacolano l’assorbimento dei grassi, specie colesterolo e trigliceridi. Per questo il tè verde è un alleato nella lotta contro la buccia d’arancia.

TISANE: Quelle consigliate sono a base di ananas, mirtillo, ortica, betulla, tarassaco, gramigna, ippocastano: tutti gli infusi hanno un’azione diretta o indiretta sulle alterazioni che sono alla base della patologia cellulitica.

VERZA: è un ortaggio ricco di sali minerali, fibre e vitamina C. Ha proprietà antinfiammatorie e depurative e rappresenta un valido aiuto per la stitichezza.

ZUCCHINA: svolge un’azione diuretica e lassativa. È poco calorica e ha un alto contenuto di acqua: per questo motivo è particolarmente indicata per combattere la ritenzione idrica.





fonte : www.ok-salute.it



I minerali che eliminano la stanchezza

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I minerali che eliminano la stanchezza

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Se ti senti spesso stanco, probabilmente soffri di una carenza di minerali. La stanchezza cronica è una condizione che colpisce milioni di persone, e che può essere alleviata in modo naturale, facendo scelte coscienti sull’alimentazione e fornendo all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno. In questo articolo ti elenco la lista dei minerali che eliminano la stanchezza, rivitalizzando il corpo.

Zinco. Le persone che soffrono di una carenza di questo minerale sono più propense a sentirsi stanche, e ammalarsi di raffreddore. 10 mg di questo minerale al giorno possono darci l’energia di cui abbiamo bisogno, dimezzando il rischio di soffrire di raffreddore, secondo uno studio dell’Università della California. Lo zinco stimola i muscoli a bruciare più glucosio per ottenere energia, e aumenta la formazione di cellule immunitarie capaci di lottare contro i virus.

Magnesio. Se non riesci a dormire (e riposare) bene, probabilmente soffri di una carenza di magnesio. Questo minerale essenziale aumenta la produzione dell’enzima ATP e della melatonina, un ormone che stimola il sonno. Se presi prima di andare a dormire, 400 mg di magnesio possono farci sentire meno stanchi del 50%, migliorando la qualità del sonno, secondo uno studio della Duke University (Stati Uniti).

Ferro. La carenza di ferro è una delle più diffuse, sopratutto a causa di una alimentazione scorretta. Il ferro può ridurre del 50% la stanchezza sia fisica che mentale, migliorando le prestazioni cerebrali (memoria inclusa). La quantità consigliata di ferro è di 14 mg al giorno.

Iodio. Secondo una stima, circa il 20% delle persone soffre di carenza di iodio, causata sopratutto dalla riduzione del sale nella dieta. Secondo vari studi, lo iodio stimola la tiroide a produrre tiroxina, un ormone che regolano direttamente il famigerato metabolismo basale, eliminando la stanchezza. la quantità consigliata di iodio è di 150 microgrammi al giorno



Palpebre cadenti: rimedi naturali

Palpebre cadenti: rimedi naturali

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Le palpebre cadenti sono uno dei primi segni dell’età sul nostro viso. Questo comune inestetismo è particolarmente odiato a causa dell’aspetto stanco è un po’ triste che dona allo sguardo. E’ opinione comune che la chirurgia estetica rappresenti l’unica soluzione veramente valida al problema. In realtà esistono numerosi piccoli trucchi e rimedi naturali che con poco tempo, poca spesa ed una buona dose di costanza da parte vostra permetteranno di migliorare visibilmente la situazione.

Cosa sono le palpebre cadenti
La blefarocalasi è una condizione di lassità cutanea della palpebra superiore conosciuta con il nome comune di palpebre cadenti. La cute (che appare rilasciata ed in eccesso) scende e si ripiega su se stessa andando a coprire in misura variabile la rima palpebrale sottostante. Il difetto è causato da una distrofia dei tessuti molli palpebrali legata all’età. Non c’è invece nessuna alterazione funzionale della muscolatura palpebrale che mantiene le normali capacità di apertura e chiusura dell’occhio. La blefarocalasi tende a comparire intorno ai trentacinque anni d’età.

Cause delle palpebre cadenti
La lassità della palpebra dipende dalla perdita di elasticità delle strutture connettivali di cute e sottocute, associate o meno ad accumulo locale di acqua (edema) e tessuto adiposo.
Ma cosa causa questa perdita di elasticità?

Invecchiamento
Il naturale processo di invecchiamento cutaneo ossia i danni tessutali da stress ossidativo, generati dall’accumulo dei cataboliti ossidanti prodotti dal normale metabolismo cellulare. L’azione di queste sostanze sui capillari sanguigni e sulle strutture connettivali riduce la produzione di fibre collagene ed elastiche, con perdita di densità e tonicità dei tessuti. A tutto questo si aggiunge l’effetto inesorabile della forza di gravità .

Cattive abitudini
Anche le cattive abitudini però hanno un ruolo importante. L’esposizione alle radiazioni solari e al freddo senza adeguata protezione, il fumo di sigaretta, l’abuso di alcool, una cattiva alimentazione ed uno stile di vita poco salutare sono tutti fattori che accelerano i tempi di comparsa delle temute palpebre cadenti.

Traumi
Anche i traumi locali ripetuti possono danneggiare anatomicamente la palpebra favorendo la comparsa precoce del difetto. Evitate quindi di stropicciare o massaggiare aggressivamente gli occhi, attenzione durante le operazioni di pulizia della pelle, evitate il trucco troppo pesante e le cerette in questa zona tanto delicata.

Rimedi naturali
Nessun rimedio, nemmeno la chirurgia estetica, può risolvere definitivamente il problema delle palpebre cadenti, dal momento che con l’invecchiamento la perdita di elasticità dei tessuti è progressiva ed inarrestabile. Esistono però molti modi per rallentare ed addolcire il naturale cambiamento del nostro viso. Ognuno dei seguenti metodi agisce in modo diverso ed è quindi possibile utilizzarli tutti quanti insieme per sommare gli effetti benefici ed i risultati estetici. Vediamoli insieme.

Acqua fredda
Il rimedio più semplice ed anche uno dei più efficaci in presenza di edema.
Se avete il viso gonfio (specialmente al mattino) noterete subito come la pelle inspessita dall’acqua in eccesso renda molto più brutte ed evidenti le palpebre cadenti.
Il contatto con l’acqua fredda causa immediata vasocostrizione locale con riduzione quasi immediata dell’edema tessutale. Evitate il contatto prolungato, meglio una serie di “sciacquate” successive portando l’acqua al viso con le mani aperte. Quindi tamponate delicatamente con un asciugamano.

Idratazione
Attenti alla disidratazione. Sembra assurdo ma nella vita frenetica e sregolata alla quale ci siamo adattati può capitare di dimenticarsi di bere. La disidratazione causa perdita di elasticità e maggior fragilità tessutale. In condizioni di eccesso di sodio o tossine può paradossalmente favorire la ritenzione idrica.
Bere troppa acqua invece non farà altro che idratare eccessivamente la pelle favorendo edemi e gonfiori mattutini. Consumate la giusta quantità cioè da 1,5 a 2 litri di acqua al giorno.

Riposo
Dormire un sufficiente numero di ore in posizione comoda aiuta la pelle in molti modi.
Decontrae la muscolatura mimica facciale migliorando il drenaggio e la detossificazione dei tessuti. L’inattività ed il riposo permetteranno il corretto riequilibrio del sistema neurologico ed endocrino con miglioramento delle attività metaboliche e dei processi riparativi.
L’utilizzo di un buon cuscino aiuterà ad assumere la posizione migliore per favorire il deflusso venoso e linfatico lungo il collo ed evitare fenomeni di ristagno.

Fette di patata e cetriolo
Siamo arrivati ai rimedi della nonna, le classiche fettine sugli occhi.
Usate fresche o meglio ancora appena tolte dal frigo avranno lo stesso potere decongestionante dell’acqua fresca, potenziato dall’enzima catecolasi nel caso della patata e dagli acidi ascorbico e caffeico nel caso del cetriolo. Buona anche l’associazione con latte fresco che aggiunge un effetto emolliente.
L’applicazione ideale sembra essere l’utilizzo in sequenza con applicazione di patata per dieci minuti seguita da cetriolo inzuppato nel latte per altri dieci minuti.
Evitate invece la verdura congelata, riduce l’effetto delle sostanze attive e rischia di peggiorare ulteriormente il danno tessutale a causa del possibile di eritema da freddo.

Antiossidanti
Poiché buona parte del danno tessutale è causato dallo stress ossidativo una buona dose giornaliera di antiossidanti non può che migliorare la situazione. Aggiungete alla vostra dieta uva, mirtilli, more, kiwi, avocado, melograno, carote, te verde e cacao.
Potete associare l’applicazione locale di lozioni e creme a base di antiossidanti naturali come l’estratto di semi d’uva.

Ginnastica facciale
Gli esercizi di ginnastica facciale hanno lo scopo di migliorare il tono dei muscoli facciali garantendo un effetto riempitivo e liftante. Nel caso delle palpebre agiremo sui muscoli orbicolari che regolano l’apertura e la chiusura delle palpebre. Gli esercizi di contrazione favoriranno nell’immediato il drenaggio linfatico locale dall’interno e nel tempo permetteranno di ottenere un rafforzamento della struttura muscolare. L’effetto finale sarà quello di un occhio più aperto e di palpebre più asciutte.
Mettetevi di fronte allo specchio con la schiena bella dritta e la testa ben estesa sul collo in modo da favorire al massimo il drenaggio di sangue e linfa dalla testa al torace.
Come primo esercizio ruotate lentamente entrambi gli occhi per cinque volte in senso orario e poi per altre cinque in senso antiorario.
Quindi spostate lentamente lo sguardo a destra , a sinistra , in alto ed in basso sempre per cinque volte e mantenendo ben ferma la testa.
A questo punto aprite gli occhi più che potete, mantenete la posizione per cinque secondi e poi chiudeteli forte per altri cinque ripetendo per cinque volte.
Effettuate gli esercizi dopo aver lavato e rilassato il viso, la mattina prima di uscire o la sera prima di andare a dormire.

Massaggi e linfodrenaggi
Il linfodrenaggio manuale permette di facilitare il flusso linfatico e sanguigno locali riducendo il gonfiore e l’edema. La cosa più importante da tenere in considerazione è che dobbiamo agire su strutture vasali piccolissime e delicatissime, poste appena sotto la superficie cutanea. Il massaggio dovrà quindi essere molto gentile e delicato o rischiamo di causare ancora più danni di quelli ai quali vogliamo rimediare.
E meglio effettuare la manualità su pelle bagnata o trattata prima con crema idratante in modo da ridurre l’attrito sulla pelle.
Il massaggio va effettuato tramite digito pressione, cioè premendo delicatamente la punta delle dita sulla pelle.
Usate le dita alternativamente per lisciare la pelle e per tamburellarla avanzando lentamente ed esercitando una pressione simile a quella che utilizzate per digitare sulla tastiera di un computer. I movimenti vanno fatti sempre verso l’esterno e possono essere ripetuti un decina di volte. Partite dal centro della fronte e spostatevi lentamente verso le tempie prima lisciando e poi tamburellando. Quindi dall’attaccatura del naso spostatevi lungo l’arcata sopraccigliare sempre verso le tempie alternando i due movimenti.
Quindi dal naso alle orecchie lungo l’arcata zigomatica con entrambi i movimenti.
Evitate di agire direttamente sulle palpebre e di fare pressione sul globo oculare sempre per evitare di traumatizzare e danneggiare ulteriormente il tessuto.

Conclusione
Quelli che abbiamo visto sono tutti rimedi molto semplici che chiunque può praticare in casa propria. Basteranno questi pochi accorgimenti ed un po’ di costanza per poter godere di effetti immediati e di un progressivo miglioramento delle palpebre cadenti con il passare del tempo.



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