06/2017 - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

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Verdure: meglio crude o cotte? Scopriamolo insieme...

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Verdure: meglio crude o cotte? Scopriamolo insieme...

verdure e ortaggi

Che cosa gustare al naturale e che cosa passare in padella o bollire. Ecco alcuni consigli da seguire per  non disperdere i nutrienti di insalate e pomodori.

Fare il pieno di verdura tutti i giorni fa bene alla salute. I prodotti dell’orto sono ricchi di preziose sostanze, a partire dalle vitamine fino ad arrivare alle fibre e ai sali minerali. Ma è meglio consumarli crudi o cotti? Non c’è una regola assoluta, l’importante è mangiarne in abbondanza, preferendo le verdure di stagione e variandole. Il tutto tenendo presente che ci sono dei nutrienti, come le fibre e i sali minerali – come calcio o ferro – che rimangono sostanzialmente inalterati dopo la cottura e altri, come le vitamine, che invece possono subire dei cambiamenti. Per esempio la vitamina C e l’acido folico, di cui sono ricchi diversi ortaggi, sono molto termolabili per cui durante la cottura, specie se prolungata, si disperdono. Lo stesso vale per gli antociani, i pigmenti che danno il colore rosso-viola ad alcune verdure, come le melanzane e il cavolo rosso.
Al contrario i carotenoidi si assimilano meglio quando le verdure vengono cotte e condite con un filo d’olio. Insomma, va sfatato il mito secondo cui il crudo è sempre meglio. Inoltre, non bisogna dimenticare che, quando si mangia la verdura cotta, si tende ad assumerne di più di quanta se ne mangerebbe cruda, il che è senz’altro positivo e in parte compensa la parziale perdita di alcuni nutrienti. Pensiamo agli spinaci: cotti ne consumiamo almeno 250 grammi, crudi ne mangeremmo solo 50-80 grammi. Se poi quelli cotti li condiamo con un po’ di limone, o meglio ancora la sua scorza, recuperiamo un bel po’ di vitamina C, che oltretutto aiuta ad assorbire meglio il ferro contenuto negli spinaci.
Partendo dal presupposto che la strategia migliore è alternare il modo di magiare le verdure, ecco qualche indicazione pratica.

I meglio cotti: zucca, carote e pomodori

Se si vuole fare il pieno di carotenoidi le verdure che in assoluto sarebbe meglio consumare cotte sono la zucca, le carote e i pomodori. La zucca e le carote sono ricche di betacarotene, mentre il pomodoro è una fonte di licopene, un altro carotenoide dalle molteplici proprietà benefiche. Come già accennato è importante anche il modo di condirle: un filo di olio extra vergine di oliva aiuta ad assimilare meglio queste sostanze liposolubili (solubili nei grassi).

I meglio crudi: insalata, cavolo rosso e peperoni

Le insalatine varie, il radicchio rosso, la rucola, i cetrioli, il cavolo rosso, gli spinaci novelli, la cipolla di Tropea e i peperoni sono tutte verdure ottime da consumare al naturale. In questo modo ci si garantisce un apporto perfetto di vitamina C, acido folico e antociani.

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Estate? Vediamo cosa mangiare e cosa evitare!

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Estate? Vediamo cosa mangiare e cosa evitare!

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Curare l'alimentazione è sempre importante ma durante l'estate, quando il caldo si fa sentire, alimentarsi in modo appropriato e corretto è fondamentale per conservare un buono stato di salute. Innanzitutto, per contrastare la perdita di acqua e di sali minerali dovuta alla sudorazione particolarmente abbondante, quando la temperatura e l'umidità sono elevate è indispensabile introdurre molti liquidi, in particolare acqua che, come è noto, è anche ricca di sali minerali quanto mai importanti per l'organismo. Quindi,in estate è necessario bere limitando però il consumo di bibite gasate o molto zuccherate,evitando anche  l’assunzione di bevande molto fredde che potrebbero causare la comparsa di una congestione anche grave. E’ buona norma evitare le bevande alcoliche che aumentano la sudorazione e la sensazione di calore e limitare anche i caffè.
Si consiglia di non assumere integratori salini senza avere preventivamente consultato un medico.
Attenzione alle persone anziane che rischiano più facilmente la disidratazione perché con l'età avanzata diminuisce lo stimolo della sete: è quindi necessario aiutarle a comprendere quanto sia importante per la loro salute bere frequentemente acqua durante la giornata anche se non ne sentono il bisogno.
Con il caldo anche i processi digestivi sono meno efficienti per cui si raccomanda il consumo di cibi leggeri. E’ opportuno diminuire l’apporto di grassi, carni e fritti, evitare i condimenti troppo elaborati ed i cibi piccanti e dare invece la preferenza al pesce per l’alta digeribilità ed il minor apporto calorico.
Una dieta sana e ben bilanciata deve prevedere il consumo regolare di frutta e verdura, alimenti che in particolar modo in estate dovrebbero essere consumati in grandi quantità: contengono molti liquidi e sono ricchissimi di sali minerali e di vitamine contrastando efficacemente la disidratazione causata da una sudorazione eccessiva. Inoltre il loro contenuto in fibre favorisce il buon funzionamento dell’apparato gastrointestinale.
Con l’arrivo del caldo aumentano notevolmente i rischi di contaminazione degli alimenti da parte di microrganismi patogeni per cui è consigliabile porre la massima attenzione all’acquisto, alla conservazione ed al trattamento dei cibi:
  • controllare sempre la data di scadenza prima di consumare un alimento
  • programmare la spesa immediatamente prima di far ritorno a casa per evitare di lasciare gli alimenti deperibili troppo a lungo fuori dal frigorifero
  • cuocere la quantità di cibo che si prevede di consumare al momento
  • evitare agli alimenti lunghe permanenze a temperatura ambiente
  • non consumare pesci e frutti di mare crudi o poco cotti,
  • evitare dolci con panne e creme.

Se durante l’estate si prevede di trascorrere un periodo all’estero, magari in un Paese esotico dove le condizioni ambientali e le condizioni igieniche potrebbero favorire l’insorgenza di qualche malattia trasmessa da acqua o alimenti contaminati ricordarsi alcune fondamentali regole di comportamento:
  • bere solamente acqua o bevande da bottiglie assolutamente sigillate
  • evitare il consumo di ghiaccio e quindi di granite, ghiaccioli e cocktail
  • non bere latte di dubbia provenienza evitando naturalmente di mangiare gelati sfusi, frullati, creme e yogurt
  • non mangiare verdura cruda e sbucciare sempre la frutta dopo averla lavata, consumare solamente cibi cotti
  • non mangiare uova poco cotte e quindi evitare anche il consumo di maionese.

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Quante uova alla settimana? Scopriamolo insieme...

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Quante uova alla settimana? Scopriamolo insieme...

Enrico Fonticelli

Uno dei miti sull’alimentazione più duri a morire è quante uova si possono mangiare alla settimana, a causa dell’alto contenuto di colesterolo presente nel tuorlo. La medicina tradizionale, infatti, ha sempre proposto un limitato consumo di uova, massimo tre alla settimana.

Colesterolo nell’uovo

Un uovo di medie dimensioni contiene nel tuorlo circa 200 mg di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, una quantità molto alta rispetto ai cibi tradizionali, ed è molto soprattutto considerato il massimo consigliato dall’Organizzazione mondiale della Sanità, che si attesta a circa 300 mg al giorno. Oggi, per questo motivo i medici di famiglia tendono a consigliare solamente un uovo alla settimana, proprio per studi mal interpretati nel passato che hanno continuato a mantenere intatta la demonizzazione verso le uova.

Quello che dobbiamo sapere sul colesterolo

Quello che è emerso da nuovi studi è che la quantità di colesterolo nei cibi non ha influenza sulla colesterolemia, ossia il livello di colesterolo nel sangue. Questo perché il corpo ha importanti sistemi di feedback, che bloccano la produzione endogena di colesterolo quando il livello si alza, soprattutto se viene aumentato l’apporto del colesterolo dall’esterno attraverso cibi. Non solo questo, infatti circa il 70% del livello di colesterolo nel sangue dipende dalla produzione interna, e solo il 30% dipende invece dall’apporto esterno di colesterolo. Questo ci fa capire infatti, che l’alimentazione non ha un ruolo predominante sul controllo del colesterolo, a meno che non ci siano problemi nei meccanismi interni di controllo.Un modesto consumo di uova tende inoltre ad aumentare il livello di colesterolo HDL, quello definito “buono”, perché permette di effettuare il trasporto inverso del colesterolo, dai tessuti in periferia al fegato, proteggendoli da eventuali eccessi. Una metanalisi del 2013 ha inoltre dimostrato che il consumo di uova non ha effetti associati ad un aumentato rischio cardiovascolare, quindi di infarti ed ictus.

Informazioni Nutrizionali delle uova

Le uova contengono molti nutrienti importanti per le funzioni vitali, a partire dalla presenza di proteine di qualità, di valore biologico 100, che sono prese come riferimento per classificare le fonti proteiche. Contengono infatti uno spettro amminoacidico pressochè completo che le rende tra le migliori proteine che si possano trovare. Poi abbiamo la presenza di  vitamine del gruppo A, E e D. Soprattutto l’ultima è contenuta in maniera importante dall’uovo tanto che rappresenta forse la più cospicua fonte di vitamina la vitamina D3 (colecalciferolo), la variante presente nei tessuti dei mammiferi con una biodisponibilità 100 volte superiore rispetto alla D2 ( il cosiddetto calciferolo) caratteristico dei vegetali.
E’ presente inoltre un’ottima fonte di ferro non-eme di ottima biodisponibilità, migliore di quella di qualsiasi altro alimento contenente ferro non-eme (vegetali, legumi, cereali). La presenza di zinco, che è presente in molti enzimi indispensabili per i meccanismi energetici, essenziali nel funzionamento immunitario e quindi la risposta contro le specie reattive dell’ossigeno, i cosiddetti radicali liberi. E’poi molto ricco in fosfolipidi (30%), soprattutto la lecitina, che gli permettono di avere proprietà salutistiche (sono costituenti delle lipoproteine, della mielina, coinvolti nei processi di coagulazione del sangue e nella risposta infiammatoria) ma anche tecnologiche (leganti, emulsionanti).


Conclusione

In conclusione si può dire che tutti gli studi hanno dimostrato che le uova possono essere consumate quotidianamente negli individui sani, con molti benefici a livello della salute e possono essere una fonte molto importante per completare la dieta di tutti gli elementi macro e micro-nutrienti.

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Per crescere sani? Bisogna nutrirsi bene!

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Per crescere sani? Bisogna nutrirsi bene!

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Perché è importante mangiare?

Le macchine hanno bisogno del carburante per andare, così anche noi abbiamo bisogno di un "carburante" ma quello giusto che ci fa star bene, che rende le nostre prestazioni migliori, che ci permette di essere attivi, tonici, non flaccidi e stanchi. Questo carburante è il cibo, noi mangiamo perché abbiamo bisogno di energia per muoverci,lavorare e studiare, ma non tutto il cibo è uguale e da le stesse prestazioni. Oggi giorno ci soffermiamo sempre meno a valutare la qualità degli alimenti che assumiamo, vuoi perché abbiamo tante cose da fare e a volte poco tempo per mangiare, questo ci porta ad assumere tanti prodotti confezionati: merendine, patatine, bibite gasate, succhi di frutta, chi fa più spremute?
Queste sono fonti qualitativamente scarse che danno tanti zuccheri, anche troppi rispetto a quello di cui abbiamo bisogno, e che ci riempono poco e dopo un po’ abbiamo di nuovo fame.
Inoltre sono ricchi di conservanti,coloranti e grassi idrogenati che non vanno bene,questi infatti sono grassi solidi a T ambiente, che rendono le nostre membrane più rigide con meno scambi cellulari, di conseguenza trasmissioni neuronali più lente ( l’aterosclerosi comincia così !).
Facciamo degli esempi pratici : Un happy meal del McDonald’s al di là del discorso calorico contiene 42 % di grassi saturi, 107% di zuccheri e sale 37 %. Alla faccia del panino! Meglio la merenda della nonna con pane e salame.
L'attore Morgan Spurlock di 33 anni per girare il film SUPER SIZE ME si è sottoposto ad un importante esperimento scientifico : per 30 giorni ha sempre e solo mangiato al McDonald’s, 3 pasti al di. Seguito da una equipe di medici hanno rilevato i seguenti parametri: è ingrassato 10 kili il suo colesterolo da 165 è salito a 230 e ha manifestato mal di testa, depressione, calo della concentrazione e sonnolenza. Questo è un esempio per dirvi solo che tutti gli alimenti vanno valutati, queste non erano certo calorie vuote, al contrario piene di schifezze: tanti zuccheri raffinati, grassi con poco valore biologico, cioè con basso valore nutritivo. Anche il ghiacciolo che mangiate d’estate che sembra essere una "cosa" leggera in realtà è come mangiare 7 zollette di zucchero, voi le mangereste?, ma sotto forma di ghiacciolo si! è meglio un bel gelato artigianale, anche alle creme che ha sicuramente un valore nutritivo più elevato perché contiene uova e latte quindi un apporto proteico maggiore che conferisce una sazietà più duratura.

Concetto di dieta

Concetto di dieta: qualcuno sa cosa vuol dire? Dal greco si intende modo di vivere armonioso, pertanto dovrebbe indicare l’insieme dei cibi e delle bevande che per qualità e quantità devono essere assunti in modo equilibrato per soddisfare il fabbisogno energetico, plastico e regolatore dell’organismo. Il fabbisogno calorico che si ricava dai principi nutritivi varia col sesso, l’età, il peso, l’altezza, il clima, lo stato di salute, e l’attività svolta. Oggi purtroppo questa parola è ben lungi dal significare tutto questo…..Una dieta a base di alimenti biologici, ricca e sufficientemente variegata, assicura all’organismo ciò di cui ha bisogno. Nel nostro piatto però finiscono sempre più spesso cibi che non nutrono. Bere una spremuta di arancia non è equivalente a bere un succo di arancia in tetrapack !
Mangiare un cibo confezionato significa che stiamo assumendo conservanti, coloranti, stabilizzanti, gelificanti, addensanti, esaltatori di sapidità, sostanze aromatizzanti artificiali, agenti di rivestimento, acidificanti, polveri lievitanti, antischiumogeni, sali di fusione, agenti di trattamento delle farine….. Basta leggere le etichette !
TUTTE QUESTE SOSTANZE NON SONO INNOCUE, CARICANO IL NOSTRO ORGANISMO DI TOSSINE: CONCETTO DI BODY BURDER che letteralmente vuol dire zavorra corporea, che trasportiamo senza rendercene conto ! Sono sostanze che accumuliamo giorno dopo giorno nel nostro tessuto adiposo, nel nostro sangue e nelle terminazioni nervose goccia a goccia, quando queste sostanze inquinanti presenti nell’aria, nel cibo nell’acqua, raggiungono concentrazioni tali per cui possono dare problemi insorgono sintomi quali : disturbi nervosi, malattie ormonali, cardiovascolari, sterilità, caduta delle difese immunitarie. Un esempio: Charlotte Brody è una famosa ambientalista che da vent’anni segue una alimentazione a base di prodotti agro-biologici da lei stessa coltivati. Nonostante le sue attenzioni i medici del Mount Sinai Hospital le hanno catalogato nel sangue e nelle urine 85 veleni di origine industriale.
Sono stati contati 5 kili di conservanti in un organismo umano di circa 70 kili dopo 80 anni di vita con una alimentazione definita sana ed equilibrata. Lascio a voi pensare quanti kili di conservanti può avere addosso una persona che mangia cose conservate tutti i giorni. Avete mai letto una etichetta al supermercato? Le notizie interessanti sono sempre scritte in piccolo, facciamo l’esempio di un grissino che sembrerebbe essere più leggero del pane. La composizione di un grissino a caso dice:farina di grano tenero tipo 00, acqua, olio extravergine, sale, strutto emulsionato, lievito di birra, farina di frumento maltata, zucchero. Vi sembra leggero?
Il pane semplice fatto da farina lievito di pasta madre e acqua mi sembra meglio, che dite? Mangiate a tavola con i vostri genitori o sul divano a guardare la tv? Se il pasto avesse un ruolo centrale nella vita di ognuno di noi ne trarrebbe più vantaggio anche la nostra digestione.
Mangiare velocemente davanti alla tv senza assaporare i gusti degli alimenti fa si che mangiare un panino o un brasato abbia lo stesso sapore, anzi il brasato diventa scomodo perché ci fa perdere tempo e diventa scomodo gestire la forchetta e il coltello sul divano. L’ultimo segnale che vi voglio mandare è questo: non siamo in carcere la pizza è buona e piace a tutti nessuno la vieta, ma va gustata, vissuta come premio di una settimana passata bene e dopo avere fatto il proprio dovere! Niente è scontato! In più sapendo che è un carboidrato ad alto indice glicemico se facessimo più movimento ce lo potremmo meritare di più! Vi lascio con questo motto che spero ora possa avere un po’ più di significato: MANGIAMO MENO MERENDINE E FACCIAMO PIU’ ATTIVITA’ FISICA!


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Colite o sindrome dell'intestino irritabile

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Colite o sindrome dell'intestino irritabile

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La colite, o Sindrome dell'Intestino Irritabile (SIL), o sindrome del colon irritabile, è una patolgia che interessa l'ultimo tratto dell'intestino, detto colon.
Viene comunemente chiamata colite, termine generico per indicare una infiammazione del colon.
La SIL è il tipo di colite più diffusa ed è in fortissimo aumento, si calcola infatti che i malati siano più del doppio rispetto a 15 anni fa.

Le cause della SIL

Ad oggi non sono ancora del tutto chiare le cause che possono provocare la sindrome dell'intestino irritabile, anche se dai risultati di molte ricerche scientifiche sembra ormai certa una correlazione diretta tra la malattia e il ripetersi nel tempo di condizioni di stress psicologico, di ansia e di agitazione. Queste condizioni psicologiche agirebbero più facilmente in un contesto di sedentarietà, alimentazione disordinata e povera di fibre, situazioni molto comuni nella società moderna.

I sintomi della SIL

Tra i sintomi, molto vari, della SIL dominano i fastidi addominali come il meteorismo (sensazione di gonfiore per presenza di aria nell'intestino), la flatulenza e la tensione addominale, spesso associati a nausea, cefalea, depressione, ansia, stanchezza, difficoltà nella concentrazione o nello svolgimento delle normali attività quotidiane.
È sempre presente la frequenza variabile dell'attività intestinale con alterazione nella consistenza delle feci, dalla stitichezza ostinata, alla diarrea alternata a stitichezza e alla diarrea cronica.
Proprio in base ai sintomi avvertiti, si distinguono grossolanamente due tipi di sindrome: quella definita da colon spastico e quella da diarrea non dolorosa.
Nella sindrome del colon spastico si hanno movimenti intestinali molto variabili. Di solito i soggetti colpiti avvertono un forte dolore alternato a remissione, associato a stitichezza o a periodi di forte diarrea.
Il dolore, in genere, si risolve con l'evacuazione e molte volte viene innescato dall'ingestione di particolari cibi variabili da paziente a paziente.
Nella forma chiamata diarrea non dolorosa si presenta una diarrea "urgente", che nella gran parte dei casi si verifica durante o appena dopo i pasti. Nelle forme più gravi e persistenti può presentarsi anche incontinenza fecale e, raramente, anche diarrea notturna.

La diagnosi del tipo di colite

Come accade per molte malattie i cui sintomi possono essere molto diversi da persona a persona, anche nella colite la diagnosi non è sempre facile.
Gli stessi sintomi, infatti, potrebbero essere presenti, oltre che nella SIL, in altre malattie infiammatorie quali il Morbo di Crohn, la colite ulcerosa, la diverticolite.
Tutte queste sono pure malattie infiammatorie intestinali, ma ben diverse dalla sindrome dell'intestino irritabile, non fosse altro perché vi si riscontrano lesioni intestinali caratteristiche che non si presentano nella SIL.
Tuttavia, il primo passo da fare per chi soffre di questi sintomi è uguale per tutti: con l'aiuto del proprio medico di famiglia occorre recarsi dal gastroenterologo, che tramite vari esami potrà fare una diagnosi corretta del disturbo.

Terapia della SIL

Il trattamento della sindrome dell'intestino irritabile è volta al miglioramento dei sintomi.
L'arma più efficace è il miglioramento delle condizioni psicologiche, con una riduzione dello stress e la conduzione di una vita più tranquilla e rilassata.
Per quanto riguarda la dieta per la colite, in genere questa patologia è aggravata o innescata da particolari alimenti che possono essere molto diversi da paziente a paziente: le indicazioni generali spesso non funzionano ed è il paziente stesso, con l'aiuto del medico, che deve capire quali alimenti evitare e quali preferire.
Gli alimenti a rischio sono il latte, i formaggi stagionati, gli insaccati, i cibi molto grassi ed elaborati, la frutta secca, alcuni tipi di frutta (kiwi, melone, ciliegie, ribes, frutti di bosco, fichi, prugne fresche, banane, albicocche, uva, agrumi, anguria) e verdura (radicchio, indivia, sedano, funghi, peperoni, fave, melanzane, prezzemolo, porri, aglio, carciofi, asparagi, zucca, cipolla) fresca, bibite gassate e alimenti contenenti caffeina.
I farmaci (antispastici, antidiarroici e agenti che aumentano la massa fecale) vanno usati il meno possibile e non devono mai essere usati troppo a lungo poiché causano assuefazione (soprattutto i lassativi).


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Anguria: benefici e proprietà nutritive del frutto simbolo dell’estate

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Anguria: benefici e proprietà nutritive del frutto simbolo dell’estate

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Effetti benefici Anguria

L’estate è prossima  e con essa anche il caldo con temperature altissime. Se vi sentite stanchi e spossati, un soluzione c’è, oltretutto priva di qualsiasi controindicazione e che vi permette di vincere questo tipo di sensazioni, tipiche dei mesi estivi in un modo semplicissimo. Stiamo parlando dell’anguria: mangiandola possibilmente fresca o perfino fredda, vi permetterà in pochi minuti di recuperare i sali minerali che avete perso con l’inevitabile sudorazione. Uno dei tanti benefici che arrivano da questo frutto voluminoso quanto prezioso, composto per il 92 per cento di acqua, combinata con il licopene, antiossidante tipico del pomodoro, in grado di conferire alla polpa dell’anguria la colorazione rossa. Questo frutto rinforza il sistema immunitario, ha proprietà antinfiammatorie, depura l’organismo, migliora l’aspetto della pelle e dei capelli, aiuta la circolazione e la solidità delle ossa.
E' molto povera di calorie :150 g contengono solo 48 calorie,ma è ricca di vitamina , betacaroteni,licopene(150 g forniscono il 19,5% del fabbisogno giornaliero di vitamina C e,attraverso i betacaroteni,il 13,9% del fabbisogno giornaliero di vitamina A. L'anguria è anche una buona fonte di vitamine B1 e B6,di acido pantotenico,di biotina,di magnesio,di potassio e di fibre. La presenza di vitamina C e potassio in particolare avrebbe un’azione depurativa e detossificante che rende l’anguria un frutto ideale per contrastare in maniera naturale la ritenzione dei liquidi, il gonfiore alle gambe e l’ipertensione.

Tutte le proprietà nutritive dell'anguria

L’anguria è inoltre ricca di carotenoidi in grado di combattere l’azione dei radicali liberi e quindi l’invecchiamento delle cellule. Tra questi, come già detto, il licopene, un nutriente importante in quanto sarebbe in grado di ridurre il rischio di ammalarsi di diversi tipi di cancro.
E ancora: l’anguria è ricca di citrullina, un amminoacido che assicura l’equilibrio della pressione e mantiene elastiche le pareti arteriose e sarebbe quindi in grado di prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache. Secondo alcune ricerche, una fetta di anguria al giorno sarebbe addirittura in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Infine, essendo ricca di acqua e quindi povera di calorie, l’anguria è infine un frutto perfetto per chi segue una dieta ipocalorica.

Le controindicazioni

Dato che le angurie sono tra i frutti su cui si trovano più frequentemente residui di pesticidi, si raccomanda di acquistare prodotti di coltivazione biologica.

Come si sceglie e si conserva

L'anguria si batte con le nocche della mano per verificare se suona vuoto(ed è quindi matura ) anche se questa tecnica non sempre funziona.Preferite le angurie che abbiano una superficie liscia e la parte inferiore color crema.Nonostante tutte le precauzioni,è tuttavia difficile giudicare le qualità di un anguria se non la si taglia a metà.Quando è tagliata,indici di bontà sono una polpa soda  e succosa e semi marrone scuro o neri. La presenza di zone bianche o semi bianchi indica che non è matura.
Per mantenere freschezza e sapore, va conservata al fresco. Se non entra nel frigorifero,tagliatela a pezzi(il meno possibile),che manterrete coperti per evitare che si asciughino e che assorbano gli odori di altri cibi.

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Non sempre c’è il tempo per una visita dal nutrizionista, un appuntamento; i bambini sono a casa, bisogna preparare la cena o aspettare che qualcuno arrivi.
Allora risolviamo tutti questi problemi: vengo io da voi.

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Fissiamo un appuntamento per il primo colloquio in cui parleremo anche delle abitudini alimentari e, perché no, sbirceremo la dispensa.

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Decidiamo insieme giorno ed ora e io arrivo da voi. Più facile di così…

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Per il resto ci penso io! Vi preparo il piano di educazione alimentare, la dieta e i consigli adatti a voi, ve li spedisco e poi vengo a trovarvi periodicamente per verificare l’andamento della dieta aiutandovi anche nelle scelte dei prodotti da acquistare.

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Mangiare o Nutrirsi?

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Mangiare o Nutrirsi?

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Al giorno d'oggi, spinti dalla corrente consumistica della società in cui viviamo, spesso tendiamo a considerare poco il senso del termine "mangiare" e ad ignorare del tutto quello del termine "nutrirsi", due aspetti della vita che potrebbero sembrare la stessa cosa ma che, in realtà, esprimono concetti profondamente diversi.
"Mangiare" significa assumere cibo per placare lo stimolo della fame. Uno dei problemi dei nostri giorni, a livello nutrizionale, è proprio il fatto che tendiamo a mangiare non più semplicemente per soddisfare il senso della fame, ma spesso e volentieri lo facciamo per golosità nei momenti più vari della giornata, per passare il tempo, magari davanti a un film, durante lo studio, o ancora nei locali serali, trovando nell' atto di mangiare un'ottima scusa per creare l'occasione di socializzare. Mangiare è un atto edonistico, l'Uomo trae piacere dal cibo ma spesso ne abusa, cercando in esso sfoghi o consolazioni. E' a questo punto che subentra l'importanza del termine "nutrirsi".
Anche se oggi, nel nostro paese, praticamente tutti mangiano, sono relativamente pochi coloro che si "nutrono" in maniera corretta.
"Nutrirsi" significa fornire al nostro organismo le sostanze di cui ha bisogno, nelle giuste proporzioni e quantità, per funzionare in maniera corretta, in termini di macronutrienti (proteine, carboidrati e lipidi) e micronutrienti (vitamine, minerali ed altri elementi). Quindi, in altri termini, nutrirsi significa mangiare gli alimenti che, in base alle nostre condizioni fisiologiche, possono darci quei nutrienti di cui abbiamo bisogno per mantenere al meglio uno stato di benessere.
Dalla mancanza o dagli eccessi dei nutrienti nella dieta scaturisce una condizione di malnutrizione, detta rispettivamente "per difetto" e "per eccesso" che potrebbe portare, con grande probabilità, all'insorgenza di seri disturbi o patologie, come l'ipertensione, il rischio di infarto, le dislipidemie (alti valori di grassi nel sangue), la steatosi epatica (fegato grasso) l'obesità e molte altre.
La nutrizione presuppone quindi che ci sia alla base una corretta educazione alimentare, senza togliere comunque il piacere di mangiare, ed uno stile di vita possibilmente salutare nel quale trovi spazio anche l'attività fisica.
Alimentarsi in modo corretto + dedicarsi con una certa regolarità all'attività fisica + coltivare interessi o passioni ed evitare il consumo abituale di alcool e fumo, è sicuramente un'ottima ricetta per raggiungere più facilmente uno stato di benessere.
Il concetto di "nutrire" dovrebbe però essere caricato di un senso più ampio che non si estingua nel solo campo dell'alimentazione.
Dovremmo dare alla parola "nutrire" il senso di "coltivare" qualcosa di importante con sentimento e passione, dedicare le nostre cure e le nostre attenzioni alla crescita di ciò che per noi è importante. Possiamo nutrire il nostro rapporto con persone care, possiamo nutrire un interesse dedicandoci intensamente ad esso, possiamo nutrire un fiore curandoci di lui per farlo germogliare. Possiamo nutrire noi stessi.
Non dobbiamo pensare di essere macchine che rispondono a leggi fisiche e programmazioni. Chiaramente i processi fisiologici che avvengono nel nostro organismo sono il risultato di interazioni cellulari, reazioni chimiche, equilibri e disequilibri tra sostanze che, cambiando, possono alterare le nostre condizioni psico-fisiche, però siamo anche i custodi di un'interiorità che non ha ancora rivelato alla scienza la propria natura, un qualcosa che, per quanto possa essere anch'essa governata dalla biochimica della vita, non si fa conoscere del tutto da chi la studia e non rivela la sua più intima natura. E' importante nutrire anche questa parte di noi, attraverso gli interessi, le passioni, l'arte, cercando di sensibilizzarci e di riscoprire le buone cose della vita, che spesso sono le più semplici e le più naturali.
Alcune persone si chiudono nella monotonia di una vita priva di interessi, stimolando poco sia la mente che il corpo. A livello nutrizionale questo si traduce in un minor consumo di calorie, dato anche dalla sedentarietà di uno stile di vita poco attivo e dinamico, ed in una maggiore assunzione di cibo per il fatto che non  si concentra l' attenzione su qualcos'altro: spesso si mangia perchè non si sa che cosa fare o perchè non siamo impegnati in nessuna attività. Coltivare una passione concentra la mente ed il corpo in un'attività che occupa tempo, sottraendolo al cibo, e ci permette di consumare più calorie. Ma non è soltanto una questione nutrizionale: coltivare sè stessi attraverso una passione o meglio ancora attraverso una qualsiasi forma d'arte, ci educa ad uno stile di vita più introspettivo e profondo, ci porta ad espandere la nostra sensibilità facendoci riscoprire quelle piccole meravigliose cose della vita che troppo spesso non consideriamo e donandoci una rinnovata e maggiore stima di noi stessi. Spesso è proprio la mancanza di autostima che ci spinge verso comportamenti alimentari poco corretti, o che ci priva della forza per alimentarsi seguendo una dieta o un regime alimentare  più adatto alle nostre necessità
Per questo è importante non limitarsi a “mangiare bene” o seguire semplicemente un dieta, ma dedicarsi per quanto possibile all’attività fisica ed alla coltivazione di sé stessi, in maniera completa.

                                                
                                                     Dr.Enrico Fonticelli



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