conservanti - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

Vai ai contenuti

Menu principale:

Conservanti innocui e nocivi

Pubblicato da in conservanti ·
Tags: conservantiadditivisapereconsaporeEnricoFonticellicibonutrientibenessere
Conservanti innocui e nocivi

Enrico Fonticelli

I conservanti sono sostanze, naturali o di sintesi, che prolungano il periodo di validità di prodotti alimentari proteggendoli dal deterioramento provocato dai microorganismi.
I conservanti sono tra gli additivi più critici: da un lato sono importantissimi per evitare intossicazioni anche molto gravi (per esempio da botulino o da listeria), dall'altra spesso si tratta di sostanze nocive per l'organismo, e quindi da evitare, o limitare fortemente.
Vale quindi la pena di capire quali siano i conservanti nocivi e quali quelli accettabili.

Conservanti nocivi

Acido benzoico e suoi sali (E210, E211, E212, E213): sono usati da soli o insieme all'acido sorbico e ai PHB. Non sono ammessi in alcuni paesi per la loro potenziale tossicità, inoltre gli alimenti ai quali vengono aggiunti sono soprattutto le confetture, le gelatine, le marmellate, le gomme da masticare e le bevande analcoliche, tutti prodotti che non necessitano di conservanti.
Anche gli esteri dell'acido p-Idrossibenzoico (E214, E215, E216, E217, E218, E219), indicati con la siglia PHB, sono vietati in alcuni paesi. Vengono addizionati ai patè, ai rivestimenti di gelatina dei prodotti a base di carne, alla frutta in guscio ricoperta.

Conservanti

I derivati dell'anidride solforosa (E220, E221, E222, E223, E224, E226, E227, E228), detti anche solfiti, sono irritanti e hanno una tossicità acuta e cronica, per esempio interagiscono con gli enzimi cellulari e distruggono alcune vitamine (per esempio la tiamina). Vengono usati nel vino, nella birra (anche per questo bisogna moderarne il consumo, non solo per l'alcol) e in altre bevande come i succhi di frutta, nella senape e in altri condimenti. La quantità giornaliera ammissibile (ADI) per i solfiti è pari a 0,7 mg al giorno per kg di peso corporeo, ovvero circa 50 mg per un soggetto di 70 kg, pari a 500 ml di vino che contiene una quantità normale (100 mg per litro) di solfiti.
I derivati fenolici e il tiabendazolo (E230, E231, E232 , E233) sono dotati di una certa tossicità, infatti sono proibiti in Australia. Vengono utilizzati per il trattamento superficiale degli agrumi e delle banane (per questo bisognerebbe usare solo la scorza delle arance non trattate).
La netamicina (E235), un antibiotico utilizzato sulla superficie dei formaggi (soprattutto dei provoloni), provoca problemi intestinali.
I nitriti (E249 ed E250) e i nitrati (E251 ed E252) sono utilizzati nei salumi e nelle carni conservate, e meritano un discorso a parte.

Conservanti innocui

Sono i sorbati (E 200, E202, E203), l'acido acetico e i suoi sali di potassio (E260, E261, E262, E263), l'acido lattico e i suoi sali di sodio (E270, E325, E326, E327), l'acido propionico e i suoi sali (E280, E281, E282, E283), l'anidride carbonica (E 290).



Gli ingredienti più tossici contenuti nei cosmetici

Pubblicato da in cosmetici ·
Tags: cosmeticicancerogenisostanzetossichesapereconsaporesaponeshampoobalsamoincirossettiombrettibenesseresaluteparabeniconservantiformaldeidequaternium15tensioattivitolueneidrochinonecoaltar
Gli ingredienti più tossici contenuti nei cosmetici

sapereconsapore


Ogni giorno utilizziamo sapone e detergenti per lavarci, creme per il viso e per il corpo per rendere la nostra pelle morbida, shampoo e balsamo per avere chiome setose, per non parlare poi dell’innumerevole quantità di prodotti cosmetici che spesso le donne hanno nel loro beauty-case: rossetti, ombretti, matite per occhi e labbra, kajal, smalti e mascara di ogni colore. Ma vi siete mai chiesti cosa c’è all’interno dei prodotti che si utilizzano quotidianamente?

Qualche anno fa aveva fatto scalpore una ricerca in cui si affermava che una donna si spalma ogni giorno 515 tipi di addittivi chimici. Nonostante lo studio sia stato prontamente smentito da Unipro, basta soffermarsi almeno una volta a leggere le etichette dei più comuni cosmetici e detergenti, per incontrare termini e sigle talvolta difficili da pronunciare che molto spesso si rivelano dannose per la pelle e causa di fenomeni allergici, di sensibilizzazione o di irritazione.

Ecco  una breve lista degli ingredienti nocivi più usati nei cosmetici

I CONSERVANTI ovvero tutte quelle sostanze che devono essere addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. Tra i più comuni troviamo:

FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune e purtroppo viene largamente usata anche nella conservazione dei cosmetici. Prodotti come fondotinta, shampoo e smalti contengono formaldeide che oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.
PARABENI: i sei principali parabeni che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sono methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben e benzylparaben e vengono usati come conservanti nelle creme idratanti, solari, nei dentifrici, negli shampoo, nei detergenti intimi, nei deodoranti, nei gel da barba, insomma in tantissimi cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici” . E’ stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, anche i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni.
QUATERNIUM 15: fa sempre parte dei conservanti. E’ presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme solari. E’ nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione.
KATHON CG: è un altro conservante, un antimicrobico ad ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Dal punto di vista tossicologico, il Kathon CG, è stato classificato come irritante primario nonostante abbia un grandissimo utilizzo. E’ possibile trovarlo sulle etichette con dei sinonimi come GROTAN, EUXIL o ISOTIAZOLINA.
Altre sostanze impiegate comunemente nei cosmetici che ognuno di noi ha in casa sono:
MEA-DEA-TEA: non sono i nomi di tre simpatiche sorelle ma rispettivamente le sigle di monoethanolamine, diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma e danno luogo a nitrati e nitrosamine ovvero agenti cancerogeni.
PARAFENILENDIAMINA(PFD): questa sostanza, dal nome difficile da pronunciare, la incontriamo spesso quando si va dal parrucchiere, infatti è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli. Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei.
FTALATI: una tra le sostanze più incriminate, trova ampio utilizzo anche in campo cosmetico. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici.
TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati e soprattutto limitarne l’uso.
TOLUENE: leggi toluene e pensi subito ai prodotti per le unghie e in effetti il toluene è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto si sgretolerà più velocemente, ma avremo la certezza di non avvelenarci.
PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.
IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo, irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse.
COAL TAR: spesso in dermatologia per curare la psoriasi vengono utilizzati i catrami terapeutici. Tra questi, il più efficace è il Coal Tar ovvero il catrame minerale che, per la sua attività riducente e antiseborroica, trova impiego in molte creme antri prurito e nei trattamenti per il cuoio capelluto ma può dar luogo a fenomeni di fotosensibilizzazione.
ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in particolar modo deodoranti e antitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose.
Con questa lista di prodotti nocivi per la salute e l’ambiente, non ho intenzione di spaventarvi o convincervi a svuotare il beauty-case! Semplicemente vorrei cercare di farvi capire quali sono i prodotti più sicuri da usare e spingervi verso un consumo consapevole dei cosmetici, preferendo quelli biologici (in cui per legge non possono contenere tali sostanze) e che non siano stati testati su animali. Ma soprattutto di leggere bene l'etichetta: conoscere l'INCI è l'unica arma per scegliere bene.





fonte : http://www.greenme.it/



Etichette alimentari

Etichette alimentari



IMPARIAMO A LEGGERE LE ETICHETTE ALIMENTARI

Avere la lista della spesa non sempre è sufficiente ad evitare l’acquisto di prodotti in più, magari superflui, ma che sembrano richiamare la nostra attenzione tra gli scaffali del supermercato.
Sicuramente con la vita frenetica dei nostri giorni è utile avere una dispensa ben fornita, ma siamo sicuri di acquistare sempre i prodotti migliori prestando attenzione alla loro composizione?
Semplicemente, siamo in grado di leggere un’etichetta alimentare?
Purtroppo molte volte la risposta è …No!
Leggere l’etichetta è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per conoscere le caratteristiche di un prodotto; il suo scopo è quello di informare e tutelare l’acquirente in modo corretto e più possibile trasparente.
In realtà alcune informazioni sono obbligatorie e regolamentate per legge, mentre altre sono facoltative o complementari.
Dal 1982 per legge l’etichetta deve riportare l’elenco degli ingredienti con nome specifico leggibile. Il governo ha poi emanato il D lgs 27/01/92 n. 109 che è il testo vigente secondo il quale devono essere riportate le seguenti indicazioni:

GLI INGREDIENTI
L‘ordine con cui appaiono gli ingredienti nell’etichetta non è casuale, ma è regolato per legge. In particolare gli ingredienti devono comparire in ordine decrescente di quantità, in altre parole il primo ingrediente è più abbondante del secondo che a sua volta è più abbondante del terzo e così via.
Controllando l’ordine degli ingredienti tra due prodotti simili possiamo quindi farci un’idea di quale dei due è qualitativamente migliore.
Tra gli ingredienti non dobbiamo dimenticare gli “ADDITIVI” che di solito compaiono alla fine dell’elenco. Evitarli è quasi impossibile, essi sono presenti nella maggior parte degli alimenti che si acquistano al supermercato e sono utilizzati sia per conservare i prodotti sia per renderli più invitanti.
La legge stabilisce come e quando, ma soprattutto quali additivi possono essere usati.
Gli additivi sono sostanze che sono utilizzate dall'industria alimentare per migliorare alcune caratteristiche del prodotto come:

tempo di conservazione (conservanti)
aspetto e colore (coloranti, emulsionanti, ecc.)
sapore (esaltatori di sapidità, correttori di acidità, ecc.)
Gli additivi non hanno alcun valore nutrizionale e non sono sempre così innocui.
Il loro impiego è regolamentato a livello nazionale e comunitario e sulle etichette sono spesso indicati con la lettera E seguita da un numero. La lettera E indica che l’additivo in questione è permesso in tutti i paesi dell’Unione Europea, mentre il numero che segue ne definisce la categoria d’appartenenza.
Coloranti (da E100 ad E199)

Conservanti (da E200 ad E299)
la loro funzione e quella di rallentare il processo di deterioramento del cibo causato da muffe, batteri e lieviti.

Antiossidanti (E300 ad E322) evitano il processo d’ossidazione dell’alimento.

Correttori di acidità (da E325 ad E385) danno all’alimento un gusto acidulo

Addensanti, emulsionanti e stabilizzanti (da E400 ad E495).
Aromatizzanti, conferiscono agli alimenti specifici odori e sapori. La legge italiana prevede la loro indicazione in etichetta in modo generico come “aromi”. Possono essere naturali o artificiali. Alla prima categoria appartengono aceto, limone, zucchero e derivati, alcool, olio e sale.

ATTENZIONE!!! Il produttore può affiancare agli additivi registrati con la sigla europea altri additivi scritti con il nome per esteso. In questo caso il consumatore è tratto in inganno poiché portato a pensare che gli additivi impiegati siano solo quelli contrassegnati con la sigla E….
I dubbi sulla dannosità di alcuni additivi sono ancora molti. Nonostante la legge fissi i livelli massimi consentiti, questi fanno riferimento ad un consumo moderato di alimenti, cioè non considerano la somma di tutti i cibi consumati in un pasto o in un giorno.
Infatti, è difficile valutare l’interazione tra diverse tipologie di additivi e valutare gli effetti da accumulo nell’organismo di piccole quantità di additivi differenti, inoltre non vi è alcuna prova sui loro effetti a lungo termine.
Di molti additivi non è stata provata alcuna conseguenza sulla salute, ma non si ha nemmeno la certezza che con il tempo non siano nocivi. Ancora non è chiaro se queste sostanze possano sviluppare reazioni allergiche, ma di sicuro contribuiscono all’insorgenza delle intolleranze alimentari.
E’ davvero molto difficile esprimere un giudizio unitario, non è possibile affermare che gli additivi alimentari sono innocui, ma nemmeno condannarli ingiustamente.
Vediamo alcuni esempi di additivi alimentari:

Nitrati (E249, E250) Nitriti ( E251, E252)
Sono conservanti utilizzati nei salumi, insaccati e carni lavorate, impediscono lo sviluppo del batterio Clostridium botulinum, il batterio che produce una tossina mortale, il botulino. Inoltre mantengono vivace il colore della carne e ne migliorano il sapore.
I nitrati in piccole dosi non sono pericolosi, mentre i nitriti legandosi alle ammine presenti in altri cibi formano le nitrosammine, considerate potenzialmente cancerogene.

Polifosfati (E450)
Si trovano principalmente negli insaccati cotti, il prosciutto cotto, la spalla cotta e nei formaggi fusi, per renderli più morbidi e succosi.
Possono dare problemi digestivi e poiché forniscono all’organismo dosi massicce di fosforo, per poter essere eliminato, questo minerale è legato agli atomi di calcio e poi eliminato insieme. In pratica, un eccesso di fosforo si traduce in una perdita di calcio, a danno di ossa e denti.
Sarebbe bene evitarli, soprattutto nell’alimentazione dei bambini; proprio per questi aspetti le nuove norme sul prosciutto cotto vietano l’uso di questi additivi nei prosciutti cotti di alta qualità.

Solfiti (da E220 ad E227)
Evita la fermentazione della frutta secca evitandone l’imbrunimento naturale.
Questi additivi sono irritanti per il tubo digerente e distruggono la vit. B1 fondamentale per il sistema nervoso.
Inoltre, possono dare reazioni allergiche e sono sospettati di essere legati all’iperattivismo infantile.

Glutammato (E620, E621)
Rafforza il gusto degli alimenti, lo troviamo in quasi tutti i piatti pronti, nel dado, nelle salse, nelle patatine e snacks, ecc.
Oggi si ritiene che possa causare mal di testa e problemi a livello del sistema nervoso, ma solo nelle persone predisposte.

Acido alginico e arginati (da E400 ad E405) carragenine (E406, E407).
Sono addensanti  presenti soprattutto nelle salse e conferiscono loro la cremosità.
Possono provocare reazioni allergiche e, se ingerite in grandi quantità, alterano il metabolismo.

Mono e digliceridi degli acidi grassi (E471).
Li ritroviamo molto spesso nelle merendine e  nei biscotti. Hanno la funzione di emulsionare, addensare e conservare. L’organismo li utilizza come grassi.

Lecitina di soia (E322), Butilidrossianisolo (E320), Acido L-ascorbico (E300-E304).
Li ritroviamo nei prodotti da forno, cereali, biscotti e merendine. Sono antiossidanti, impediscono che i grassi si ossidino, irracidendosi.
La lecitina di soia non è considerata tossica, ma favorisce la metabolizzazione e il trasporto degli acidi grassi dal fegato alla periferia. In dosi elevate può influire sull’assorbimento intestinale.
Per quanto riguarda l’E320, secondo alcuni, potrebbe distruggere la vitamina D, aumentare i livelli di colesterolo e causare allergia.
L’acido L-ascorbico altro non è che la vit. C, è innocuo anche se in forti dosi può avere un effetto lassativo.

Sorbitolo (E420), Mannitolo (E421)
Sono dolcificanti che possono causare problemi allo stomaco.

Coloranti gialli (da E101 ad E110)
E102 ed E110 sono controindicati per chi è allergico all’acido acetilsalicilico e per gli asmatici.
Questi sono soltanto alcuni degli additivi presenti nei prodotti commerciali, per approfondire l’argomento si rimanda a https://it.wikipedia.org/wiki/Additivo_alimentare dia.

Per la legge italiana ci sono prodotti che non possono contenere additivi:
acqua minerale;
burro;
caffè;
latte;
miele,
olio di oliva;
pasta secca;
the in foglie;
yogurt bianco;
legumi e verdura fresca.

QUANTITATIVO
Molte volte appare il termine “peso sgocciolato”, ciò indica che il prodotto è immerso in un liquido, quindi deve esserne indicata la quantità “peso sgocciolato” oltre al peso netto.
Attenzione a non farsi trarre in inganno dal prezzo, comparare sempre il peso dei due prodotti.

TERMINE DI SCADENZA
Occorre avere un occhio di riguardo per quanto riguarda la data di scadenza, perché è un elemento fondamentale.
Vediamo alcuni esempi:
“da consumarsi preferibilmente entro….” = fino a quella data il prodotto garantisce le sue proprietà, ma può essere consumato anche per un breve periodo successivo alla data indicata (pasta e riso).
“da consumarsi entro…” = va consumato assolutamente entro quella data e non oltre (yogurt, latte, formaggi freschi).
La data può essere indicata:
gg/mese = per i prodotti che si conservano per meno di tre mesi (latte,formaggi freschi, yogurt)
mese/anno = per i prodotti che si conservano più di tre mesi ma meno di 18 mesi (pasta all’uovo, biscotti, merendine, salse).
Anno = per prodotti che si conservano per almeno 18 mesi (scatolame).
Molto spesso il consumatore è portato molte volte a scegliere un prodotto anziché un altro per il periodo di conservazione più lungo. In realtà (ma non sempre) un periodo di conservazione minore indica un minor utilizzo di conservanti o la presenza d’ingredienti più pregiati.

AZIENDA PRODUTTRICE
Ultimamente sì da molta importanza alla provenienza dell’alimento per garantirne la sicurezza,
ad esempio nel settore ortofrutticolo dal 15/02/2003 è entrata in vigore un decreto legislativo (dlgs/306/02) che dispone l’applicazione di una carta di identità da applicare alla frutta e alla verdura, in cui sono indicati: natura del prodotto, sua origine, varietà, categoria.
Purtroppo sono ancora tanti i commercianti a non applicare la legge.

CODICE A BARRE
Il codice a barre, composto di un insieme di barre e numeri, permette di risalire alla provenienza nazionale. Ad esempio: 80 Italia, 30 Francia, 400 Germania, 57 Danimarca, 45/49 Giappone….

MATERIALE DELLA CONFEZIONE
Sulle confezioni troviamo infine indicazioni sul materiale utilizzato per le confezioni:
CA = cartone; AL = alluminio, PVC = polivinilcloruro, ACC = banda stagnata.
Tutte queste indicazioni sono utili per il corretto differenziamento e smaltimento dei rifiuti.

CONSIGLI PER UN CORRETTO ACQUISTO
Etichette ricche di indicazioni alimentari sono sinonimo di qualità.
Più indicazioni troviamo sull’etichetta, tanto migliore sarà il giudizio alimentare sul quel prodotto. La qualità dell’alimento è esaltata dalle sue proprietà nutrizionali e pubblicizzando la natura e l’origine dei suoi ingredienti. Il produttore è obbligato, per legge, a rispettare la veridicità delle informazioni riportate sull’etichetta. La descrizione del metodo di produzione, certificazione di qualità, ricette e numero verde d’assistenza clienti contribuiscono ad elevare ulteriormente la qualità del prodotto.
Non fare troppo affidamento all’immagine riportata sulla confezione.
Sotto l’immagine rappresentativa del prodotto ritroviamo, anche se in caratteri minuscoli, la dicitura “l’immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto”, quindi non facciamoci ingannare dall’illustrazione perché essa non è legata necessariamente al reale aspetto del prodotto. Non dimentichiamoci di verificare l’integrità della confezione.
Attenzione agli slogan “ Senza……”
“Senza zucchero”, se nell’etichetta troviamo riportato le seguenti diciture “ sciroppo di glucosio”, “sciroppo di fruttosio”, “maltosio, “amido di mais”, “sciroppo di vegetali” vuol dire che l’alimento contiene indirettamente dello zucchero; queste sostanze hanno, infatti, un indice glicemico simile al saccarosio. Preferire prodotti dolcificati con succo di uva o succo di mela o fruttosio puro.
“Senza grassi”, se nell’etichetta troviamo la dicitura “mono e digliceridi degli acidi grassi” essi sono metabolizzati dall’organismo come grassi. Preferire gli alimenti contenenti grassi mono- polinsaturi.
“Senza calorie” o “Dietetico”, molte volte in questi prodotti troviamo come dolcificante l’aspartame. Il mio consiglio è quello di evitare questi prodotti perché l’aspartame, è stato scientificamente provato, è un composto potenzialmente cancerogeno.
Occhio al prezzo!!!
Molte volte capita di scegliere il prodotto in base al prezzo, pensando di risparmiare, ma in realtà se confrontiamo i due prodotti ci possiamo rendere conto che non sempre è così. Impariamo a confrontare il peso, sia intero che sgocciolato: mole volte quello che costa di meno e perché contiene meno prodotto. Impariamo a verificare la qualità: spesso l’uso massiccio di additivi sottolinea la scarsa qualità dell’alimento, perché queste sostanze molte volte vengono usate per mascherare l’assenza di alcuni ingredienti troppo costosi o per compensare la scarsa qualità delle materie prime. • I prodotti freschi. E’ una buona regola acquistare prodotti confezionati il meno possibile. Impariamo a servirci dei prodotti di stagione, sia freschi che surgelati, evitando i cibi precotti e confezionati nei quali l’uso di additivi è spesso importante. Riscopriamo la cucina tradizionale, utilizzando ingredienti naturali di prima qualità, cucinati in modo semplice e leggero. Quando si fa la spesa utilizzare anche il cervello e non solo gli occhi, facciamoci guidare dal buon senso, molte volte è meglio acquistare di meno ma prodotti di qualità che riempire la dispensa di prodotti scadenti, che danneggiano la salute. Sicuramente in questo modo risparmieremo sulle spese per la salute.



Nuvole
metalli autunno zucca pelle gusto chiampagne antinfiammatorio colesterolo etichette Vitamina extravergine solari free polifenoli nervoso micronutrienti stress 15 fagiolini apoptosi colorante glicole zirconio sapereconsapore uva antidepressivo lattoferrina sano cancro carie seno agrumi sport antiossidante patologia padano birra a biscotti gestazione microbi caldo circolazione laurilsolfato propilenico microbioma adolescenti tempo salsa Vera donne macrobiotica alcol lattosio albume stabilizzanti aureus dolori formaldeide Quarto coal #nutrizionista creme obesità selenio polmoni pancia grano allium palato integrale cipolla noci usanze epigenetica sapore acidi comfort crusca stabilizzante antitraspiranti ananas greco alimenti clorofilla HDL gas LDL scaduto calda ciliegie anemia inquinamento neurologico batterio Villaricca amilopectina sale neuroni sali dentifricio polinsaturi rame gluten nutrienti avocado semi radicali amminoacidi digiuno bambino salmonella diagnosi antitumorali melone metodi iodio lievito ovaio elasticità conserve fruttosio meteorismo ortaggi gram abitudini truffe microminerali metionina foto cuore allattamento zuccheri carota cotto succo stracci clorogenico cosmesi branzino cosmetici B calcio reumatoide natale carote molluschi IGF grana stagione lavaggio banana Iodio torte flavonoidi oli secca ricotta iperacidità legumi sapereconapore paziente melanina spuntino fresca pasta mangiare carbidrati Posillipo mate frutti stomaco patate domicilio amilosio conduzione zafferano cipollina esercizio gonfiore azoto fame Na oxybenzone farina dolci Giappone immunità batteri olio centrifugati articolazioni Staphylococcus olive Pianura ulcera depressione cervello linfodrenaggio donna degradazione lattici ustione yang buoni cortisolo streptococcus Additivi naturale c lipidi cisteina funghi afrodisiaco stracchino glutamina #nutrizione cereali feci Fuorigrotta Francia sedano mondo alimentari agave galateo BHA estrusione deodoranti amaranto anguria glucosio cadenti benessere menta massaggi castagne dott.Enrico food 1 propoli duodeno ipocalorico mandorla pesche sudorazione ayurveda essenziali monoammino papille sapere crudo limenti alta Giugliano estate Varcaturo combinazioni nutrizionale parmiggiano tintura infanzia vitamina proteine menopausa herpes albicocche corretta buccia naturali miele intestino visite riposo digestione D astaxantina complessi raffermo spigola crostacei antidolorifico E tar digerente potassio yin secchezza cioccolato peso kiwi rucola rossetti yo intero A concentrazione magnesio cutanee disbiosi brodo essenziale uricemia cannella sodio Dott.Enrico gruppo cibo libido crescita biologo alimentare antibiotici latte aromi tummori capelli controlli saraceno glicemia indice fisico erba omogenizzati idrico Licola energia educazione perdite urico carcinoma inci parabeni gassate inositolo carboidrati consigli progesterone frutta grasso nespole luteina antitumorale frullati iperglicemia GIugliano patatine patologie addominale primavera sistema peperoni fegato pancreas secche fisica nutrizionista sapereconsapore.blogspot.com curcuma sapereconspore respiro premestruale contaminanti Berrino pesanti ciclo sviluppo macchie aloe bosco alimento acqua artrite more caglio gelificante marroni liposolubile idrochinone botulino fumo UVB bassa tradizioni insalate Thailandia vitaminaA mare idrosolubile coloranti cicatelli età artemisia colazione prostata tessuti Caserta pressione calore torcicollo cistite ricette pistacchi diuresi umami radicchio omega diabete scottature solfiti cheese stitichezza ultravioletti frigo policistico sovrappeso manganese nutrition PET endometriosi pasti biberon ipocaloriche fosforo sostanze prodotti latticini ossidativo vegetali dieta caffe Dott zinco triclorosan integrali termophilus fitoterapia microonde epiderma fluoruro tiroide gravidanza lamponi allergia tenero E141 semola carotenoide fibre protezione 3 dimagrire yogurt stagionatura correttori umore saturi sindrome grassi palma bilancia anice aglio massaggio rimedi vera avena orale maggio peperoncino caseina casa licopene cacao microsfere connettivo benefici corpo immunitario addome glicemico ceci ferro Cina gel UVA Lucifero integratori antinfiammatoria modificato in surgelare glutammato sdorazione arance fico forno amido ossa ipertensione verdure cottura Germania India idrogenati resveratrolo 31 triptofano alluminio pepe ormone visita cavo Fonticelli cellula sapereconsaporee erbe oligoelementi equilibrio colore cetriolo + mirtillo primo vasi reumatismo frutto proprietà idratazione salute cellulite tensioattivi crostata addensanti Qualiano internazionale calorie hdl lisina colite pollo tossine sterilizzare adinopectina stanchezza antibiotico bollitura calcoli nitrati enzimi mani sanguigni caldarroste raggi addensante sanguigno primi C malto oligoelemento vasetti gerani capsicum uova allergie sapereconsapore.blogspot.it ossidazione igiene influenza aceto quercetina secondi melagrana vegan gonfia malattie melanoma pulizia iatale asma prugne forma integratore facciale fermenti fragole immunitaria pancreatite zucchina cure piante invecchiamento catechine sole pomodori emulsionanti feste antiossidanti bio fichi ernia asparagi aborto mestruo ossido antocianine estrogeni timo fitosteroli macedonie formaggio 6 tuorlo zanzare spezie limone liberi Monterusciello balsamo riso bevande Sant'Antimo fortificanti minerale contraffazione verde osteoporosi pesce convezionne diet insonnia sangue attività ascelle campylobacter lecitina caffeine vitamine creatinina studio aspartame organi energizzante additivi punture insulina antispossatezza bivalvi lactobacillus burro soia disidratazione irraggiamento difesa sogliola ginnastica Napoli centrifugato sensibità A. shampoo INCI nutriente dietanolammina di mediterranea glucagone palpebre carne ossidasi massa diarrea insaturi istamina fredda merendine tumori solfato glucidi danni vegetariano insalata raffreddore bevanda pane flatulenza betacarotene veg nitriti congestione wellness temperatura endorfine negozio molecole acido tocoferolo raffinati furano sciroppo biliari quinoa broccoletti listeria osteopatia aminoacidi folico lipoproteine cake solare tumore verza allergeni brufoli cibi prurito colostro psicologia piatto con nocciole freschezza dolore conservazione glutine tossiche Pozzuoli duro risotto dolcificanti toluene prevenzione intolleranze personale gym verdura omeostasi costipazione psiche junk utero spiaggia sapone fibra celiachia Enrico Mercurio dietetici serotonina antociani mattina pomodoro Aloe bocca ribes aerobico crema nutrizione brucia congelare freezer oliva apparato conservanti odori biomagnificazione cucina vongole dadi minerali Calcio ostriche pangrattato ombretti metabolismo carotenoidi DHA nutrire irritabile microrganismi.Lugdunin Vomero emulsionante probiotici mais piatti frigorifero bulgaricus cancerogeni zucchero pera acidità anticorpi cattive dormire antiossitanti reflusso alimentazzione fisia infezioni bifidobatteri bambini quaternium sintomi frittura alimentazione
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu