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VITAMINE PER LA PELLE: IN QUALI CIBI LI POSSIAMO TROVARE? SCOPRIAMOLO INSIEME...

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VITAMINE PER LA PELLE: IN QUALI CIBI LI POSSIAMO TROVARE? SCOPRIAMOLO INSIEME...

vitamine per la pelle

Diciamoci la verità, a tutti piace avere un pelle idratata, bella e giovane. Essa è un tessuto importante, che ci protegge dagli agenti atmosferici, da infezioni e aggressioni esterne, per cui prendersene cura è un gesto importante. Non voglio di  certo parlarvi di chirurgia estetica, ma, delle vitamine per la pelle, le alleate naturali e insostituibili che troviamo negli alimenti e che aiutano a mantenerci in salute!

Vitamine utili per la pelle

Le vitamine sono composti organici essenziali per il funzionamento del nostro organismo e dei suoi processi. A differenza di altre sostanze nutritive, sono necessarie in quantità piccolissime e sono molto fragili.
Questo significa che sbalzi di temperatura, deterioramento degli alimenti, metodi di cottura e altri fattori possono influire sulla loro resistenza, qualità ed efficacia.
Ma quali sono le migliori vitamine per la pelle?
Tra le alleate della nostra cute troviamo quelle del gruppo B, la A, la C, la D e la E.

Prendersi cura della propria pelle non è solo una questione di creme: il primo trattamento di bellezza che tutti possiamo concederci è il cibo, che grazie all’azione di vitamine, sali minerali, acqua, lipidi, carboidrati e proteine contribuisce a mantenere sano tutto il corpo. In particolare, le vitamine sono micronutrienti che possono aiutarci ad avere una pelle giovane, luminosa ed idratata. L’importante è consumare i cibi giusti e rispettare i dosaggi giornalieri raccomandati, consultabili sul sito della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu).

Vitamina A
La vitamina A, conosciuta soprattutto nella forma di retinolo utile per la salute degli occhi, ha buone proprietà benefiche per la pelle. Infatti, stimola la rigenerazione delle cellule cutanee, migliorandone la spessore e diminuendo, quindi, le rughe, inoltre è utile per mantenere la pelle elastica ed idratata. Gli alimenti ricchi di vitamina A sono la frutta e la verdura di colore giallo e arancione, tra cui troviamo peperoni, carote, zucca, ma anche arance, pompelmi e albicocche. Si trova, inoltre, nei latticini, nella verdura a foglia verde e in alcuni cibi di origine animale come uovo e fegato di bovino.

Vitamina B

Tra le vitamine per la pelle, quelle del gruppo B giocano un ruolo fondamentale nel contrasto dei radicali liberi. La B2 presente in latte, formaggio, interiora e vegetali a foglia verde, ha un potere protettivo, utile in caso di pelle secca. La B3 stimola la sintesi del collagene, contribuisce a mantenere la pelle idratata ed elastica e si trova prevalentemente nella carne bianca, ma anche nel farro e nel lievito di birra, mentre la B6 che regola la produzione di sebo, si trova nei legumi e nelle carni bianche. Infine, la B5 e la B8 sono fondamentali per l’idratazione della pelle e si trovano, rispettivamente, in frutta secca, carne, frattaglie e cereali integrali, latte, pesce, interiora e semi oleosi.

Vitamina C

Chi l’ha detto che la vitamina C sia utile solo in caso di raffreddore? Si tratta di una delle vitamine per la pelle che ne migliora l’aspetto, perché è un forte antiossidante, partecipa alla formazione del collagene, che mantiene tonificata la pelle e ha un’azione schiarente, utile contro le macchie cutanee. Per farne il pieno potete mangiare agrumi, ma anche peperoni,kiwi, fragole, broccoli, spinaci e  pomodori , ricordando sempre di evitare sovradosaggi e carenze, che possono provocare lo scorbuto.

Vitamina D

La vitamina D è conosciuta anche come “vitamina del sole” poiché viene sintetizzata stando all’aria aperta, quando la pelle è esposta ai raggi solari. Si tratta di una valida alleata in presenza di rughe e pelle secca, infatti contribuisce a mantenere una cute elastica e luminosa, evitando che si squami poiché controlla il rinnovamento cellulare della pelle, impedendo che si ripeta troppo in fretta.  È presente nei formaggi grassi e in alcuni pesci come aringa, sgombro e salmone.

Vitamina E

Tra le vitamine per la pelle la E è quella dal più alto potere antiossidante, utile nel contrastare secchezza, arrossamenti e macchie cutanee, soprattutto grazie alla sua capacità di limitare l’impatto dei raggi Ultravioletti. La sua azione è potenziata in sinergia con le vitamine A e C e si trova prevalentemente negli oli di semi, nei cereali integrali e nella frutta secca.

Sapevamo quanto questi micronutrienti fossero importanti per il benessere dell’organismo, ma ora possiamo considerarli anche naturali alleati di bellezza. Le vitamine per la pelle, infatti, sono un rimedio di cui possiamo usufruire tramite una corretta alimentazione, sempre ricordando di evitare carenze o eccessi e in base alle esigenze personali.

Dott.Enrico Fonticelli
Biologo Nutrizionista
cell. 3887304549
mail. sapereconsapore@gmail.com

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Le caratteristiche di una dieta corretta

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Le caratteristiche di una dieta corretta

le caratteristiche di una dieta corretta

Dalla seconda metà del secolo scorso abbiamo assistito all’incremento nella popolazione mondiale del sovrappeso e dell'obesità e sono nati di conseguenza tantissimi metodi per cercare di risolvere il problema: le diete.
Esistono tuttavia diete che funzionano meglio di altre.

Perché queste diete funzionano?

Tutte le diete che funzionano fanno mangiare meno calorie.
Non esiste nessuna dieta perseguibile a lungo termine che faccia assumere al soggetto più calorie o la stessa quantità di calorie rispetto a quand'era in sovrappeso. Nessuno di chi lo afferma è mai stato in grado di dimostrarlo in modo preciso e inequivocabile.
Il nostro organismo è molto flessibile. Il nostro apparato digerente è in grado di funzionare perfettamente con un mix di carburante (il cibo che ingeriamo) molto variabile come composizione. Dunque, esistono mille metodi per assumere meno calorie, ma alcuni funzionano più di altri.

Perché?

Un metodo che funziona deve sconfiggere il senso di fame.
La fame è una sensazione molto spiacevole che spesso è la causa di abbandono delle diete.
Tutti i metodi che funzionano aumentano l'indice di sazietà e diminuiscono l'indice di appetibilità dei cibi che compongono la dieta. Entrambi questi indici dipendono soprattutto dalla densità calorica dei cibi: diminuendo le calorie per 100 g aumenta la sazietà e diminuisce l'appetibilità, così ci si sazia con meno calorie e si dimagrisce.
Qualunque dieta che funziona fa assumere una minor quantità di cibi ipercalorici, e li sostituisce con cibi meno calorici e quindi più sazianti. Anche in questo caso, esistono tanti modi per farlo.
Un metodo che funziona deve essere semplice da seguire.
È molto più semplice eliminare alcuni cibi o intere categorie di cibi dalla dieta per ridurre l'introito calorico senza far provare una fame eccessiva al soggetto. Smettere di mangiare un alimento è un consiglio molto semplice da seguire dal punto di vista pratico, ma può essere difficile farlo dal punto di vista psicologico.
Tantissime diete, funzionano esattamente in questo modo: demonizzano alcuni cibi e impongono vari paletti il cui scopo è quello di portarti a mangiare meno calorie eliminando cibi poco sazianti a favore di cibi più sazianti. In questo modo ottengono un discreto successo se vengono seguiti alla lettera.
Ma c'è un rovescio della medaglia: più la dieta è semplice da seguire, più i vincoli che impone sono psicologicamente difficili da "digerire".
Dunque, il problema di ideare una dieta che funziona non è tanto nella strategia alimentare (come si potrebbe pensare), visto che esistono mille modi per mangiare meno calorie e tutti funzionano se seguiti alla lettera. La chiave è nel rendere semplice al soggetto seguire questa strategia.

la semplificazione

Non  imporre limitazioni nella varietà dei cibi da poter assumere è gia un passo importante. Attraverso la consulenza nutrizionale e l’ascolto del soggetto, il nutrizionista cerca di tenere conto delle preferenze alimentari e di non imporre particolari restrizioni. In questo modo il soggetto si troverà più motivato a seguire la dieta nel tempo.
Una semplificazione ulteriore è rappresentata dalla possibilità di ricevere i piatti consigliati dal nutrizionista già pronti e cucinati per tutta la settimana.
In questo modo non viene dato spazio alla libera iniziativa che porta spesso a non rispettare dosi/ quantità/tempi adeguati. Il fallimento diventa così davvero poco probabile: mangi i cibi che ti piacciono senza incorrere in altre tentazioni e impari a mangiare le giuste quantità nei tempi corretti senza mai soffrire la fame.




Digestione corretta: alcuni consigli per ottimizzarla

Digestione corretta: alcuni consigli per ottimizzarla

sapereconsapore

Una corretta digestione è importante  per mantenere un buon stato di salute, per la prevenzione di molte malattie e in generale per un buon livello di qualità di vita.
Ogni alimento è costituito da carboidrati, proteine e grassi. La digestione di questi nutrienti avviene utilizzando particolari sostanze chimiche, che agiscono in modo corretto solamente in un ambiente adeguato.
Rimandiamo agli articoli specifici per capire come funziona la digestione dei singoli macronutrienti: digestione dei carboidrati, digestione delle proteine e digestione dei grassi.
In questo articolo consideriamo invece il processo digestivo a fini pratici, cercando di stilare un decalogo per una corretta digestione.
Molti testi sulla digestione finiscono per cadere in contraddizioni anche molto evidenti: da un lato si invita all'equilibrio, senza prendere posizioni drastiche, dall'altro si forniscono consigli che, se seguiti alla lettera, rendono la dieta rigidissima.
Per non cadere in queste contraddizioni, siamo partiti da un principio ben preciso.
Una persona sana deve scegliere le combinazioni degli alimenti per garantire il corretto funzionamento del metabolismo e per il piacere di mangiare. Le funzioni digestive vengono in secondo piano: passano in primo piano solamente nel momento in cui ci sono dei problemi.
L'alimentazione serve per far funzionare correttamente il metabolismo tramite l'assunzione della corretta quantità e ripartizione dei macronutrienti. L'apparato digerente è progettato per questo scopo: non ha senso che una persona sana penalizzi il metabolismo per favorire la digestione.

Digestione

Studiando il funzionamento dell'apparato digerente si scopre che esistono combinazioni di alimenti favorevoli, la cui digestione simultanea non crea problemi, e altre combinazioni in qui questo non avviene.
Eliminando tutte le combinazioni sfavorevoli la dieta diventa impossibile. Abbiamo allora suddiviso tali combinazioni in due blocchi: il primo contiene le regole che possono essere seguite nell'alimentazione quotidiana, poiché non penalizzano la qualità della vita a tavola e consentono il soddisfacimento dei fabbisogni del metabolismo.
L'altro blocco comprende le regole che vanno seguite solamente in caso di problemi digestivi particolari, poiché seguirle sempre comporterebbe una inutile castrazione alimentare, oltre che un possibile malfunzionamento del metabolismo.

Regole di base per una corretta digestione

Le regole che seguono devono essere un punto di riferimento nella alimentazione di tutti i giorni.
Ovviamente è possibile trasgredire a queste regole, che andranno seguite più o meno alla lettera in base alla pianificazione degli impegni. È opportuno, comunque, non trasgredire a più di una regola per pasto.
Prima di una intensa sessione lavorativa, sarà bene seguirle alla lettera, come dopo una attività sportiva intensa o dopo una giornata stressante.

1 - Quante calorie?
È incredibile come nessuno parli di calorie per garantire una buona digestione. Un pasto da 1000 kcal ineccepibile come combinazione di alimenti sarà meno digeribile di un pasto da 500 kcal con 2 o 3 combinazioni sfavorevoli.
Per molti soggetti il vincolo delle calorie per pasto è automaticamente soddisfatto rispettando il vincolo del sovrappeso, ma per uno sportivo o un giovane questo potrebbe non bastare.
Quante calorie deve contenere un pasto "normale"? Dalle 400 alle 800. Con 3 pasti al giorno, si copre un fabbisogno dalle 1200 alle 2400 kcal. Con consumi calorici superiori, bisognerà introdurre degli spuntini, oppure adottare la seguente regola: maggiori sono le calorie di un pasto, maggiori sono le regole da seguire per quanto riguarda le combinazioni alimentari.

2 - Proteine di diversa provenienza
Ogni tipo di proteina necessita di particolari enzimi che vengono attivati in particolari condizioni di acidità.
Assumendo proteine di diversa natura (ad esempio carne e formaggio, uova e carne, uova e formaggio, ecc.) si rallenta la digestione di entrambe.
Particolarmente deleteria l'associazione di carne e latticini: la caseina del latte tende ad inglobare le proteine della carne rendendola indigeribile e dando luogo a fenomeni putrefattivi.

3 - Zuccheri e amidi o zuccheri e proteine
Le proteine e gli amidi vengono digeriti nello stomaco, mentre gli zuccheri semplici vengono digeriti nell'intestino. Se assunti insieme, gli zuccheri permangono nello stomaco il tempo necessario a smaltire gli amidi o le proteine, dando luogo a fermentazioni che ostacolano a loro volta la digestione di amidi e proteine.
Quindi è bene limitare l'abitudine del dolce a fine pasto.

4 - Vino o birra e amidi
Il vino e la birra sono sostanze che aumentano l'acidità e quindi rallentano la digestione degli amidi, che necessitano di un ambiente alcalino. È bene quindi limitare l'assunzione di queste bevande ai pasti prevalentemente proteici, soprattutto quelli a base di carne e pesce.

5 - Grassi cotti con alimenti proteici
I grassi sono gli alimenti più difficoltosi da digerire e quindi quelli che rallentano maggiormente la digestione degli altri nutrienti.
La quantità totale di grassi in una dieta equilibrata (cioè con una % di grassi non superiore al 40%) è automaticamente limitata grazie al vincolo del sovrappeso.
I grassi cotti, contenuti nei fritti, nelle carni grasse cotte, ma anche negli alimenti alla cui base c'è un soffritto, rallentano la digestione più di quelli crudi e quando associati a proteine ne determinano una lunga permanenza nell'intestino favorendone la putrefazione.
Nei pasti a base di sole proteine e grassi cotti è bene aggiungere molta verdura cruda, per limitare i danni causati dalla putrefazione delle proteine.

Regole secondarie per una digestione corretta
Le regole che seguono andrebbero seguite solo in subordine alle prime, e solamente quando è necessario garantire una digestione ottimale, per esempio prima di un evento sportivo o durante la convalescenza, quando il fisico è particolarmente debilitato.
Infatti, seguendo tali regole, diventa veramente difficile garantire la corretta ripartizione dei macronutrienti ad ogni pasto, inoltre l'alimentazione diventerebbe piuttosto monotona e poco soddisfacente.

6 - Proteine con amidi
Quando si ingerisce la carne c'è una precoce secrezione di succo fortemente acido nello stomaco che provoca un'inefficienza nella digestione degli amidi. Se a questa regola associamo quella che consiglia di evitare zuccheri e amidi, non si può più associare carboidrati e proteine e la dieta diventa dissociata.
Volendo ottimizzare al massimo la digestione, bisognerebbe evitare di associare carbidrati e proteine.

7 - Frutta con amidi e proteine
La frutta contiene acidi e quindi interferisce con la digestione degli amidi. Inoltre, la frutta contiene zuccheri e questi non vanno bene insieme alle proteine.

8 - Alimenti acidi con amidi o proteine
Cibi e bevande acide e cioè aceto, limone, succhi di frutta, frutta acida (mele, pere, agrumi), bevande zuccherate e acidule, non andrebbero assunti con gli amidi poiché questi hanno bisogno di un ambiente alcalino; ma nemmeno con le proteine perché inibiscono la secrezione acida.




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