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Igiene in cucina, ecco gli errori più comuni.

Igiene in cucina, ecco gli errori più comuni.



Le abitudini stanno cambiano, si ha sempre meno tempo per cucinare e di conseguenza si cerca di comprare alimenti che richiedono meno tempo per la preparazione e cuociono in fretta, ma tutto ciò comporta un maggiore rispetto delle norme igieniche.
In Italia, come nel resto del mondo, la Salmonella è la causa principale delle infezioni alimentari seguita da Listeria, capace di riprodursi anche all’interno del frigorifero, e Campylobacter.
I motivi principali sono: il trasferimento dei batteri dal cibo crudo a quello cotto, errati metodi di conservazione, igiene scarsa in cucina ed una serie di comportamenti sbagliati.


Vediamo ora gli errori più comuni.

Nel frigorifero.
Tutti i cibi devono essere conservati in un contenitore di vetro o di plastica coperto, oppure nei sacchetti di plastica appositamente realizzati.
L’incidente classico si ha con le fettine di carne conservate in un piatto senza coperchio; Il liquido esterno ricco di sangue è un substrato ottimale per la crescita batterica e basta infatti un contatto occasionale con gusci di uova, che ospitano sulla superficie colonie di Salmonelle, per infettare le bistecche.

Cosa fare allora?
Asciugare bene la carne o il pesce con carta assorbente e conservarli in contenitori appositi; Inoltre è bene separare gli alimenti crudi da quelli cotti, evitando così qualsiasi contatto in grado di scatenare reciproche contaminazioni.

Insalata e verdura cosa fare?
Togliere la carta umida, la quale è destinata a diventare un ricettacolo di microbi, ed eliminare le foglie esterne sporche di terriccio.
Conservare la verdura in sacchetti speciali dotati di microfori che garantiscono una conservazione ottimale per 5-6 giorni.
Sono invece sconsigliati i sacchetti di plastica utilizzati per fare la spesa perché le foglie non respirano e marciscono prima.
La frutta può andare nei cassetti.

In caso di preparazione anticipata.
Altra abitudine è quella di preparare in anticipo il pasto del pranzo o della cena e magari uscire con i figli o con gli amici.
Il progetto è comprensibile ma bisogna prestare attenzione.
Quando il cibo ancora caldo viene tenuto sul ripiano della cucina per diverse ore, nel periodo in cui la temperatura supera i 30° C, i microrganismi si sviluppano a una velocità incredibile, è c’è il rischio di una rapida contaminazione.

Cosa fare?
Fare raffreddare per 20-30 minuti il cibo cotto al mattino, e poi conservarlo in frigorifero e riscaldarlo prima del pranzo. L’alternativa è tenere la pietanza al caldo, ad una temperatura superiore ai 65°C, fino al momento del consumo.

Cottura inadeguata.
Ancora in molti decidono di cucinare hamburger o polpettone lasciando la parte centrale cruda: il rischio è di consentire ai batteri patogeni di riprodursi con facilità proprio nella parte centrale dove la carne resta poco cotta e la temperatura varia da 30° ai 50°C.

Cosa fare?
Al centro della preparazione bisogna raggiungere almeno 65°C.
I più meticolosi possono comprare un termometro e controllare la temperatura, anche se è sufficiente lasciare sul fuoco qualche minuto in più la pietanza ed evitare la cottura al sangue; Stesso discorso vale anche per il pollo.

Scongelamento, nota dolente per molti.
L’abitudine di scongelare in fretta il cibo con METODI ATIPICI come, il sacchetto immerso nell’acqua calda, il forno tiepido, il calorifero è vivamente sconsigliato.
Lo scongelamento a temperatura ambiente è rischiosa perché la parte più esterna dopo qualche ora sgela e sulla superficie si creano le condizioni favorevoli alla proliferazione batterica.
Per correttezza va detto che una cottura lunga permette di eliminare i microrganismi inquinanti.

Cosa fare?
Scongelare sempre in frigorifero, è sufficiente un giorno per i pezzi più grandi e una notte negli altri casi.
Cucinare gli alimenti scongelati nell’arco delle 24 ore e non mettere in freezer la carne o il pesce una seconda volta, operazione possibile con le pietanze cotte (arrosto, brasato, spezzatino) anche se ottenute da carne scongelata.

Biberon.
Preparare 3-4 biberon, come fanno molte mamme prima di recarsi al lavoro non presenta problemi, ma bisogna rispettare alcune regole;
sterilizzare con cura i biberon e avere l’accortezza di conservarli sempre in frigorifero fino al momento della poppata.
Se per un motivo qualsiasi il piccolo non vuole il latte appena scaldato, conviene raffreddarlo sotto l’acqua fredda e rimetterlo in frigo.

Brodo.
Prima di metterlo in un contenitore di vetro coperto , da depositare nella parte bassa del frigorifero, è bene aspettare che si raffreddi.
Alternativa consiste nel congelare le porzioni di brodo già pronte e scongelarle quando occorre.
SI può conservare 2-3 giorni in frigorifero.

Conservazione della carne.
Le fettine vanno cucinate entro max 2-3 giorni;
I tagli più grossi resistono anche una settimana;
L’hamburger deve finire in padella entro 24 ore;
La carne trita destinata al ragù resiste due giorni perché viene cotta a lungo;
Le fettine di carpaccio sono in assoluto le più delicate, vanno conservate in frigorifero e servite a tavola al massimo entro 12-24 ore.
La carne cotta dopo la preparazione resiste 3-4 giorni nel frigorifero.

Stracci ed affini.
La paglietta, le spugnette e lo spazzolino per rimuovere gli avanzi di cibo dai piatti devono essere sanitizzati,  il sistema migliore è metterli in lavastoviglie durante un lavaggio a 65°C, per eliminare i batteri.



Zucca: perché fa bene? Proprietà, usi e ricetta

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Zucca: perché fa bene? Proprietà, usi e ricetta

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La  “zucca” è un  frutto appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae originaria dell’America e oggi coltivata in tutti i climi caldi e temperati.
Le  proprietà  e  gli  impieghi  della  zucca  sono  molteplici:  fitoterapia,  cosmesi,  alimentazione  e cucina. Vediamoli meglio.

Principi nutritivi della Zucca

Della  zucca  si  possono  consumare  sia  la  polpa  che  i semi  ed  entrambi  possiedono  buone proprietà nutrizionali.
La  polpa  di  zucca  è  ricca  di  sali  minerali,  fibre  e carotenoidi,  i  precursori  della  vitamina  A; questa  è  utilizzata  dal  nostro  organismo  per  la  formazione  di  cute  e  mucose  e  per  mantenerne l’integrità contro infezioni o scottature. La vitamina A è anche uno dei componenti dei pigmenti visivi,  pertanto  promuove  il  buon  funzionamento  della  retina  e  il  mantenimento  di  una  buona visione.
Ha  proprietà  antiossidanti,  favorisce  lo  sviluppo  dello  scheletro,  ha  effetti  diuretici  e  calmanti contro  ansia,  nervosismo  e  insonnia  e  favorisce  la digestione.  E’  utilizzata  per  le  proprietà  date dal colore giallo-arancio nella Medicina Cinese e nella Cromoterapia.
Apporta  infine  fibre  che  promuovono  la  depurazione intestinale  e  principi  che  regolano  gli zuccheri nel sangue. I  semi  di  zucca  contengono sali  minerali  come  Zinco,  Manganese  e  Selenio  che,  insieme  alla vitamina E presente, svolge un’azione  antiossidante. Contengono inoltre principi attivi utili per disturbi  dell’apparato  urinario  come  cistiti  ed  infiammazioni  della  vescica  e  sostanze  come  le curcubitine utilizzate in fitoterapia contro i vermi e la tenia intestinale .

Proprietà in fitoterapia della Zucca

Il  principio  attivo  utilizzato  dalla  fitoterapia  è la  curcubitina  contenuta  nei  semi  di  zucca, somministrato  come  estratto,  che  ha  proprietà  antielmintiche,  cioè  nei  confronti  di  parassiti intestinali  tra  cui  vermi  e  tenia  in  particolare.  La  funzione  della  curcubitna  è  quella  di immobilizzare  i  parassiti  che  poi  dovranno  essere  allontanati  dall’intestino  con  gli  opportuni lassativi.  Sono  state  evidenziate  anche  attività  nei  confronti  dei  disturbi  correlati  all’ipertrofia prostatica, alle infiammazioni della vescica, all’i
ncontinenza e all’enuresi notturna.  
Per ottenere questi effetti occorre assumere un’adeguata quantità di semi o di estratto secco.

Proprietà cosmetiche della Zucca

La polpa possiede ottime proprietà lenitive in caso di scottature ed infiammazioni della pelle. Con  la  polpa  si  possono  poi  preparare  maschere  per il  viso  in  grado  di  idratare  e  pulire profondamente la pelle. Consumata come alimento, i carotenoidi contenuti sono utili per fissare l’abbronzatura.

Come preparare una maschera per il viso?  

Schiacciare  insieme  alcuni  semi  e  un  pezzetto  di  polpa,  poi  mescolare  con  un  po’  di  miele  ed applicare sul viso per alcuni minuti.

Il  colore  giallo  e  arancio  della  Zucca  nella  Medicina  Cinese,  nella Cromoterapia e nella Medicina Indiana dello Yoga edell'Ayurveda

Ultimi  studi  hanno  verificato  che  i  pigmenti  che  colorano  frutta  e  verdura  non  hanno  solo  un aspetto estetico, ma svolgono azioni differenti con effetti benefici in funzione del loro colore. In  particolare  il  colore  giallo-arancio,  come  quello  della  zucca,  rinforza  la  vista,  il  cuore  ed  il sistema immunitario grazie ad elevate presenze di vitamina A o carotenoidi.
Nella  Medicina  Cinese  il  colore  giallo  è  associato all’elemento  Terra  a  cui  sono  associati  gli organi  stomaco,  pancreas  e  milza  con  funzioni  digestive,  pertanto  tutti  gli  alimenti  di  questo colore  stimolano  e  sostengono  le  funzioni  di  assimilazione  e  digestive.  Dal  punto  di  vista emozionale  il  movimento  Terra  è  legato  alla  riflessione  che,  nello  stato  di  squilibrio  porta  al rimuginìo  mentale  ed  alla  eccessiva  preoccupazione; l’assunzione  di  questa  qualità  di  alimenti riporta allo stato di equilibrio e quindi al rilassamento in caso di ansia, nervosismo, insonnia.
Nella  Medicina  Ayurvedica  e  nello  Yoga  l’arancione è  il  colore  associato  al  chakra  intestinale, anch’esso legato, dal punto di vista fisico, alla digestione ed assimilazione.
Nella  Cromoterapia  il  giallo  aiuta  la  digestione  stimolando  la  produzione  di  succhi  gastrici  e aiuta   nell’autoaffermazione   migliorando   l’autostima.   E’   legato   al   3°   chakra   che   governa
stomaco, fegato e pancreas.


Risotto alla zucca gialla

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Tempo totale di preparazione: 45 minuti

Risotto alla zucca gialla preparato in maniera molto semplice. Il risotto spesso mette d’accordo un po’ tutti proprio perché può essere utilizzato con diversi alimenti, dai funghi al pesce, dalla carne, alle verdure, per creare gustosi piatti. Il risotto preparato con la zucca gialla seguendo questa ricetta è davvero ottimo, tutti gli ingredienti trovano un giusto equilibrio di sapore, dove nessuno predomina sull’altro.

Ingredienti per4 persone:

400g di riso
500g di zucca gialla
1 cipolla
3 foglie di salvia
1 spicchio d’aglio
Olio extra vergine di oliva
Burro
Parmigiano grattugiato
Sale
Pepe

Preparazione:

1 Riscaldare 1 litro e mezzo di acqua salata (potete sostituire l’acqua con il brodo vegetale, se lo avete)
2 Tritare la cipolla e pulire la zucca dai semi e dalla buccia.
3 Tagliare la zucca e metterla in una casseruola insieme alle foglie di salvia, all’aglio e 3 cucchiai di olio.
4 Coprire e lasciare che le verdure si ammorbidiscano su fiamma bassa per circa 15 minuti (se  attacca aggiungere un bicchiere di acqua).
5 con un cucchiaio spappolare la zucca fino ad ottenere una purea (togliete l’aglio se non vi piace trovarlo nel piatto).
6 Versare 1 litro e mezzo di acqua salata bollente .
7 Alzare la fiamma e attendere che ritorni a bollire.
8 Versare il riso e mescolare.
9 Toglere dal fuoco quando, assaggiando il riso,sembra ben cotto.
10 Condire con una noce di burro, pepe, Parmigiano grattugiato.
11 Lascia riposare a pentola coperta un paio di minuti prima di servirlo a tavola.





Galateo a tavola: ecco le buone maniere in cinque paesi del mondo

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Galateo a tavola: ecco le buone maniere in cinque paesi del mondo

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Paese che vai usanze che trovi… anche a tavola! Se siete appassionati di cucina internazionale allora è bene ricordare che ogni paese del mondo a tavola ha le sue "buone maniere" che servono a non far sfigurare gli ospiti e soprattutto a evitare brutte figure.

Ecco alcune dritte su come comportarsi a tavola in alcuni paesi del mondo.

Francia

Se state per accomodarvi in un romantico ristorante parigino per una cena a lume di candela, ricordatevi che è obbligatorio tenere le mani e i polsi in bella vista appoggiati al tavolo e non sulle ginocchia.

Assolutamente vietato poi appoggiare il pane nel piatto e tagliare le foglie di lattuga con il coltello!


Thailandia

Qui la parola d'ordine è condivisione: le pietanze vengono servite tutte assieme e ogni commensale può prendere quanto cibo vuole. L'unica cosa è non prelevare l'ultima porzione dal piatto comune senza essersi prima assicurati che gli altri commensali siano d'accordo.
Il solo utensile che si può usare inoltre è il cucchiaio, la forchetta serve ad accompagnare il cibo ma non a portarlo alla bocca.


Giappone

Totalmente vietate forchette o cucchiai, l'unico modo per assaporare un piatto della cucina giapponese è con le bacchette che non vanno però né incrociate né leccate.
Se poi state mangiando una zuppa o una ciotola di spaghetti è bene sorseggiarla in modo palesemente rumoroso, solo così dimostrerete di apprezzare veramente la pietanza.


India

Per un pranzo in puro stile indiano le mani sono fondamentali, in particolare infatti si mangia con la mano destra (la sinistra è simbolo di impurità) e le dita vengono usate per mescolare il cibo nel piatto.
Attenzione poi a finire tutto quello che vi viene servito, lasciare un po' di cibo per gli indiani infatti significa sprecarlo e mancare di rispetto al cuoco.


Cina

Al contrario invece in Cina lasciare un po' di cibo nel piatto significa essere educati e sottolineare come il padrone di casa sia stato generoso a donarne più del necessario.
Evitate però di prendere del cibo dal piatto degli altri commensali o di mangiare troppo velocemente. Il miglior complimento che potete fare al cuoco? Un bel rutto, solo così dimostrerete di aver realmente apprezzato la cena!



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