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VITAMINE PER LA PELLE: IN QUALI CIBI LI POSSIAMO TROVARE? SCOPRIAMOLO INSIEME...

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VITAMINE PER LA PELLE: IN QUALI CIBI LI POSSIAMO TROVARE? SCOPRIAMOLO INSIEME...

vitamine per la pelle

Diciamoci la verità, a tutti piace avere un pelle idratata, bella e giovane. Essa è un tessuto importante, che ci protegge dagli agenti atmosferici, da infezioni e aggressioni esterne, per cui prendersene cura è un gesto importante. Non voglio di  certo parlarvi di chirurgia estetica, ma, delle vitamine per la pelle, le alleate naturali e insostituibili che troviamo negli alimenti e che aiutano a mantenerci in salute!

Vitamine utili per la pelle

Le vitamine sono composti organici essenziali per il funzionamento del nostro organismo e dei suoi processi. A differenza di altre sostanze nutritive, sono necessarie in quantità piccolissime e sono molto fragili.
Questo significa che sbalzi di temperatura, deterioramento degli alimenti, metodi di cottura e altri fattori possono influire sulla loro resistenza, qualità ed efficacia.
Ma quali sono le migliori vitamine per la pelle?
Tra le alleate della nostra cute troviamo quelle del gruppo B, la A, la C, la D e la E.

Prendersi cura della propria pelle non è solo una questione di creme: il primo trattamento di bellezza che tutti possiamo concederci è il cibo, che grazie all’azione di vitamine, sali minerali, acqua, lipidi, carboidrati e proteine contribuisce a mantenere sano tutto il corpo. In particolare, le vitamine sono micronutrienti che possono aiutarci ad avere una pelle giovane, luminosa ed idratata. L’importante è consumare i cibi giusti e rispettare i dosaggi giornalieri raccomandati, consultabili sul sito della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu).

Vitamina A
La vitamina A, conosciuta soprattutto nella forma di retinolo utile per la salute degli occhi, ha buone proprietà benefiche per la pelle. Infatti, stimola la rigenerazione delle cellule cutanee, migliorandone la spessore e diminuendo, quindi, le rughe, inoltre è utile per mantenere la pelle elastica ed idratata. Gli alimenti ricchi di vitamina A sono la frutta e la verdura di colore giallo e arancione, tra cui troviamo peperoni, carote, zucca, ma anche arance, pompelmi e albicocche. Si trova, inoltre, nei latticini, nella verdura a foglia verde e in alcuni cibi di origine animale come uovo e fegato di bovino.

Vitamina B

Tra le vitamine per la pelle, quelle del gruppo B giocano un ruolo fondamentale nel contrasto dei radicali liberi. La B2 presente in latte, formaggio, interiora e vegetali a foglia verde, ha un potere protettivo, utile in caso di pelle secca. La B3 stimola la sintesi del collagene, contribuisce a mantenere la pelle idratata ed elastica e si trova prevalentemente nella carne bianca, ma anche nel farro e nel lievito di birra, mentre la B6 che regola la produzione di sebo, si trova nei legumi e nelle carni bianche. Infine, la B5 e la B8 sono fondamentali per l’idratazione della pelle e si trovano, rispettivamente, in frutta secca, carne, frattaglie e cereali integrali, latte, pesce, interiora e semi oleosi.

Vitamina C

Chi l’ha detto che la vitamina C sia utile solo in caso di raffreddore? Si tratta di una delle vitamine per la pelle che ne migliora l’aspetto, perché è un forte antiossidante, partecipa alla formazione del collagene, che mantiene tonificata la pelle e ha un’azione schiarente, utile contro le macchie cutanee. Per farne il pieno potete mangiare agrumi, ma anche peperoni,kiwi, fragole, broccoli, spinaci e  pomodori , ricordando sempre di evitare sovradosaggi e carenze, che possono provocare lo scorbuto.

Vitamina D

La vitamina D è conosciuta anche come “vitamina del sole” poiché viene sintetizzata stando all’aria aperta, quando la pelle è esposta ai raggi solari. Si tratta di una valida alleata in presenza di rughe e pelle secca, infatti contribuisce a mantenere una cute elastica e luminosa, evitando che si squami poiché controlla il rinnovamento cellulare della pelle, impedendo che si ripeta troppo in fretta.  È presente nei formaggi grassi e in alcuni pesci come aringa, sgombro e salmone.

Vitamina E

Tra le vitamine per la pelle la E è quella dal più alto potere antiossidante, utile nel contrastare secchezza, arrossamenti e macchie cutanee, soprattutto grazie alla sua capacità di limitare l’impatto dei raggi Ultravioletti. La sua azione è potenziata in sinergia con le vitamine A e C e si trova prevalentemente negli oli di semi, nei cereali integrali e nella frutta secca.

Sapevamo quanto questi micronutrienti fossero importanti per il benessere dell’organismo, ma ora possiamo considerarli anche naturali alleati di bellezza. Le vitamine per la pelle, infatti, sono un rimedio di cui possiamo usufruire tramite una corretta alimentazione, sempre ricordando di evitare carenze o eccessi e in base alle esigenze personali.

Dott.Enrico Fonticelli
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Biscotti? Vediamo insieme come scegliere quelli giusti...

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Biscotti? Vediamo insieme come scegliere quelli giusti...

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I biscotti sono prodotti da forno molto diffusi, basta guardare l'enorme mole di pubblicità televisiva alla quale siamo sottoposti durante la giornata. Verosimilmente una larga fetta della popolazione fa uso di questi prodotti comodi da usare, relativamente economici e molto appetibili.

Sicurezza

I biscotti non presentano rischi di alcun tipo, grazie al fatto che vengono cotti ad alta temperatura e grazie al basso contenuto di acqua che impedisce lo sviuppo di muffe e agenti patogeni.

Qualità nutrizionali

I biscotti sono prodotti ipercalorici per natura, infatti è difficilissimo trovare in commercio biscotti con meno di 400 kcal, mentre è facile arrivare a più di 500 kcal per 100 gr. Questa caratteristica deve subito mettere in guardia di fronte a diciture ingannevoli come "ZERO GRASSI", "LEGGERI" ecc. Di fronte a questi messaggi bisogna sempre essere critici e verificarne la veridicità: leggete sempre l'etichetta nutrizionale!
I biscotti sono prodotti, la cui assunzione va valutata opportunamente, in particolare in un regime ipocalorico durante il quale sarebbe meglio evitare di assumerli, o farlo solo saltuariamente.
Quando si acquistano bisogna fare attenzione innanzitutto alla qualità degli ingredienti: un biscotto di qualità non dovrebbe contenere in etichetta margarina o oli/grassi idrogenati e preferibilmente nemmeno oli o grassi vegetali, ma solamente burro, burro di cacao, olio extravergine di oliva o oli di semi di qualità.
Due caratteristiche molto importanti sono l'appetibilità e la sazietà: alcuni prodotti industriali sono progettati per essere delle vere e proprie droghe, un biscotto tira l'altro e non si riesce più a smettere di mangiarli.
Alcuni prodotti artigianali, invece, risultano più duri e croccanti, sono meno dolci o più leggeri a parità di volume: costringono a masticare di più e quindi saziano di più. In generale, purtroppo, l'indice di sazietà dei biscotti è piuttosto basso.

Qualità organolettiche

I biscotti sono tutti molto appetibili, anche se prodotti con ingredienti di scarsa qualità. Vale il principio che un prodotto non andrebbe scelto solo perche piace, ma anche in base alle sue caratteristiche nutrizionali. D'altronde è vero anche il contrario: non ha senso mangiare un prodotto che non piace solo perché ha caratteristiche nutrizionali notevoli.

Come scegliere

Da quanto detto si evince che chi fa fatica a mantenere il peso forma sarebbe meglio che utilizzasse i biscotti saltuariamente, come dolce occasionale e non come alimento principale della colazione o degli spuntini.
I biscotti prodotti senza grassi aggiunti, e in formati particolarmente "leggeri", come i pavesini o i biscotti per l'infanzia, garantiscono un rapporto tra appetibilità e calorie che li rende molto validi come spuntini, anche quotidiani.

Riassumendo, ecco le indicazioni di carattere generale da seguire:
  • È bene acquistare prodotti artigianali o semi artigianali piuttosto che quelli delle grandi marche, ma è bene evitare i prodotti sfusi se non è possibile un controllo degli ingredienti.
  • Leggere sempre l'etichetta nutrizionale ed evitare i prodotti contenenti margarina e oli/grassi idrogenati. Se contengono oli/grassi vegetali, accertarsi che questo ingrediente sia tra gli ultimi della lista (e quindi presente in minor quantità).
  • Orientarsi su biscotti che non causino l'effetto "uno tira l'altro", soprattutto se non riusciamo a dire basta.

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Frutti di bosco? Ottimi contro tumori e depressione...

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Frutti di bosco? Ottimi contro tumori e depressione...

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Prevengono l’insorgere di tumori, hanno un’efficace azione antidepressiva, difendono dalle malattie cardiovascolari, e seppure dolci aiutano a combattere il diabete: sono alcune delle sorprese che ci riservano le proprietà dei frutti di bosco. Sorprese documentate da numerosi studi scientifici.

Contro depressione e Alzheimer

Fragole, mirtilli e lamponi possiedono sostanze simili all’acido valproico, utilizzato in antidepressivi e in farmaci che curano i disturbi dell’ansia. La ricerca che ce lo rivela è stata condotta due anni fa dal “Torrey Pines Institute for Molecular Studies”. Oltre 1700 sostanze contenute in questi alimenti sono state messe a confronto con quelle impiegate nei farmaci che contrastano alcuni disturbi psicopatologici. Il risultato? I frutti di bosco aiutano il buon umore,migliorano la memoria e l’attenzione.
A supporto di quest’ultima affermazione, se non fosse abbastanza, intervengono i risultati di un’altra ricerca americana, condotta dalla Tufts University, che ci rassicura su un altro punto: questi alimenti aiutano anche a contrastare il declino cognitivo. Ciò vuol dire che sono un’arma contro patologie come la demenza e l’Alzheimer.

Per colesterolo e malattie cardiovascolari? Arrivano le fragole

Che fanno bene alla pelle lo sapevamo già: schiacciate e cosparse sul in volto aiutano a prevenire le rughe, tonificare la pelle, curare le scottature. E questo perchè contengono tanta vitamina C, che combatte l’azione dei radicali liberi.
Ciò che forse non sospettavamo è che le fragole sono un toccasana per il colesterolo, e stavolta a dircelo sono i risultati di studi nostrani, condotti da un gruppo di ricercatori italiani e spagnoli e coordinati da Maurizio Battino, ricercatore dell’Università Politecnica delle Marche. Scopriamo così che, oltre a ridurre i livelli di colesterolo totale nel sangue, il consumo di questo frutto aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari riducendo il rischio d’infarto, e migliora la funzionalità delle piastrine.

Mirtilli neri: alleati dei vasi sanguigni

Proteggono dalla sindrome metabolica, l’insieme di una serie di squilibri metabolici che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari e di diabete, e questo perché fanno veramente miracoli alla salute dei vasi sanguigni.
La presenza di polifenoli, contenuti in questi frutti, ne aumenta infatti la capacità di contrazione e rilassamento: un dato interessante soprattutto per chi, affetto da obesità, vede compromesse le prestazioni dei vasi.
Anche stavolta la fonte è autorevole: si tratta di uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’Università del Maine sulla rivista Applied Physiology, Nutrition, and Metabolism.

Lamponi: attivi nella lotta ai tumori

Oltre a prevenire infiammazioni, malattie cardiovasciolari, diabete e obesità, “vegliano” sulla salute dell’intestino grazie all’alta concentrazione di acqua e fibre in essa contenuta. Ma sono soprattutto uno scudo antitumorale grazie all’abbondante presenza di antiossidanti, che difendono le cellule dallo stress ossidativo e inibiscono la crescita di cellule neoplastiche. Quanto detto vale soprattutto per i lamponi neri che di antiossidanti sono ancora più ricchi, informazione che riceviamo da uno studio condotto dal team di ricerca dell’Ohio State University Comprehensive Cancer Center.
Vi state chiedendo se basta un cestino di lamponi al mese a prevenire i tumori? Se lo sono chiesto anche altri ricercatori americani, che in seguito ai risultati rilasciati dal Cancer Center hanno pensato di ideare delle caramelle al lampone che, mantenendo inalterate le qualità del frutto, ne conservano gli effetti benefici.

More schierate in difesa dello stomaco

Vale per le more ma vale in realtà anche per i lamponi: contengono gli ellagitannini, molecole che svolgono una funzione antinfiammatoria per lo stomaco.
Uno studio condotto dall’Università di Milano e il Centro Ricerca e Innovazione di San Michele all’Adige ci dice a chiare lettere che questi frutti aiutano a contrastare ulcere e gastriti.

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Cereali per la colazione: diamo uno sguardo a cosa c'e' veramente dentro...

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CEREALI PER LA COLAZIONE: DIAMO UNO SGUARDO A COSA C'E' VERAMENTE DENTRO...

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Cereali per la colazione. Prodotti buoni, golosi e dalle confezioni accattivanti soprattutto per i bambini. Ma si tratta di una soluzione davvero sana come le pubblicità vogliono far credere? Cosa c’è veramente nella colazione dei più piccoli?
Vi sarà sicuramente capitato al supermercato di trovarvi nel reparto dei cereali per la colazione. Lunghi scaffali che racchiudono una grande varietà di prodotti di diversi formati, colori e gusti in grado di accontentare un po’ tutti e da unire a latte o yogurt per una colazione buona e veloce da preparare.
La parola cereale spesso viene associata a qualcosa di estremamente sano e utile al nostro organismo. Il problema però è che del cereale originario questi prodotti non hanno praticamente più nulla. Ma allora cosa c’è realmente dentro queste coloratissime confezioni? Vediamo di tenere d’occhio l'etichetta:

ZUCCHERI

La gran parte dei cereali per la colazione hanno un alto contenuto di zucchero utilizzato per renderli più appetibili ai bambini. A volte si tratta di sciroppo di mais o fruttosio ma il risultato non cambia. Tra l’altro spesso non è chiara l’origine di questi dolcificanti e se, ad esempio nel caso del mais, siano realizzati con prodotti OGM.

OLI IDROGENATI

Alcuni prodotti per la colazione contengono oli vegetali come quello di palma, non certo benefici per la salute. In alcuni casi si tratta di oli idrogenati ricchi di grassi saturi che diverse ricerche scientifiche hanno collegato alla comparsa di malattie cardiache, problemi immunitari e tumori. Nelle etichette si parla genericamente di “oli idrogenati” e non si può essere sicuri se ci siano o meno grassi trans nel prodotto. Tra l'altro se questi sono inferiori a 0,5 grammi per porzione, le aziende sono autorizzate a scrivere "0 grammi di grassi trans ".

BHA

Il BHA (butilidrossianisolo) è un additivo alimentare utilizzato anche in alcuni cereali per la colazione. Degli studi hanno collegato questo additivo al cancro e per questo il National Institutes ed il National Toxicology Program degli Stati Uniti sono arrivati a dichiarare che: "è ragionevole ritenere che il BHA sia cancerogeno per l'uomo".

LECITINA DI SOIA

Il problema della lecitina di soia è che potrebbe essere di origine transgenica e secondo il Cornucopia Institute (che effettua ricerche ed indagini su prodotti agricoli ed alimentari) potrebbe contenere tossine. La lavorazione della lecitina di soia spesso implica l'uso di esano, sostanza che è stata registrata dall’organizzazione mondiale della sanità come potenziale cancerogeno e neurotossico. E' possibile che tracce o residui di esano rimangano all’interno del prodotto.

ESTRUSIONE

La maggior parte dei cereali da colazione utilizzano un processo chiamato "estrusione" esponendo i grani ad alti livelli di calore e pressione, cambiando quindi la loro natura chimica, rendendoli alimenti trasformati e distruggendo la maggior parte delle sostanze nutritive in essi contenuti. Per questo motivo, molti cereali sono fortificati con vitamine e minerali.

FORTIFICAZIONI

Alcuni produttori di cereali cercano di nascondere l’elevato contenuto di zucchero attraverso la fortificazione, ovvero l’aggiunta di vitamine e minerali di sintesi. In alcuni casi questi prodotti possono addirittura risultare tossici in quanto troppo arricchiti. Una normale porzione di cereali per la colazione potrebbe infatti arrivare a contenere zinco, niacina e vitamina A in dosi molto superiori alla RDA (dose giornaliera raccomandata) per un bambino.

COLORANTI

Molti cereali per la prima colazione contengono coloranti artificiali riportati in etichetta con un codice incomprensibile ai più. Uno studio del 2014 condotto dalla Purdue University suggerisce che i bambini probabilmente stanno consumando molti più coloranti alimentari di ciò che si pensa. Bisogna unire infatti quelli contenuti nei cereali a quelli che si consumano attraverso altri alimenti e bevande poco sane.

AROMI

Dietro la dicitura aromi si nasconde una grande quantità di sostanze più o meno naturali. Alcuni aromi possono anche contenere ftalati ma le aziende non sono tenute a segnalarlo in etichetta. Anche in questo caso si possono trovare dei codici o una generica scritta “aromi naturali”, ovvero non è ben dato sapere cosa diamo da mangiare ai nostri bambini. Questo infatti potrebbe voler dire che è presente una sostanza naturalmente aromatica o invece una miscela composta da decine di altre sostanze.

Conclusione? Come sempre vi consiglio di scegliere per i vostri figli colazioni decisamente più sane anche se magari meno rapide da preparare. Potete ad esempio unire a dei fiocchi di cereali integrali biologici e non zuccherati, del latte vegetale, dello yogurt (anche di soia), frutta fresca o secca, semi, ecc.




fonte :www.greenme.it



Deodoranti bio senza parabeni alluminio e antitraspiranti

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Deodoranti bio senza parabeni alluminio e antitraspiranti

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Elenco deodoranti 2016 senza parabeni, alluminio e antitraspiranti, sostanze tossiche e nocive per la salute, a rischio tumori al seno con buon INCI


Il deodorante è uno dei prodotti per l'igiene personale più utilizzato sia in estate che in inverno.
Lo usiamo tutti i giorni dopo la doccia, prima di uscire e affrontare la giornata, una passata di roll on o una spruzzata, e via al lavoro, a scuola o all'università, fiduciosi che per tutto il giorno le nostre ascelle saranno protette dal cattivo odore e dal sudore.
Ma siamo proprio sicuri che il nostro deodorante preferito, quello che ci protegge da figuracce in pubblico e del quale non potremmo mai farne a meno, è anche quello che non fa male alla salute?
Ecco perché ho voluto redigere un elenco di deodoranti BIO senza parabeni, alluminio e antitraspiranti da comprare al supermercato, in erboristeria, in farmacia, nei negozi BIO o online, sui siti specializzati.
Quali deodoranti sono rischiosi per la salute?
I deodoranti rischiosi per la salute sono quelli che contengono nell'INCI, ossia, l'elenco ingredienti, sostanze che a lungo andare, possono risultare nocive per la pelle ma anche per l'organismo, visto che possono penetrare nel corpo attraverso l'epidermide o per inalazione, pensiamo in questo caso ai deodoranti spray.
Prima di vedere quali sono questi ingredienti tossici, è importante fare una premessa, la frase che sempre più spesso, troviamo scritta sulla confezione dei prodotti cosmetici "clinicamente testato" o "dermatologicamente testato" non significa affatto che il prodotto è sicuro e certificato, ma solo che il deodorante o la crema, sono stati testati sulla pelle di alcuni volontari. STOP!
Questo perché in Italia, ma anche in Europa, non c'è una legge che impone un protocollo comune, e rigido, per le case di produzione, e l'industria cosmetica in generale, su come e quando effettuare i patch-test e la sperimentazione sul prodotto finito, al fine di garantire la sicurezza al 100%.
Detto ciò vediamo quali deodoranti sono rischiosi per la salute?  Sono quelli che contengono un INCI elenco ingredienti a base di parabeni, sali di alluminio e antritraspiranti ossia, ingredienti come l'alluminio cloridrati, alluminio-zirconio cloroidrati capaci di ridurre la formazione di sudore sulla pelle.
Deodoranti con sali di alluminio sono cancerogeni?
Nei deodoranti oltre ai parabeni ci sono altre 2 sostanze che possono essere nocive per la salute, sono l'alluminio e lo zirconio. Tali sostanze, presenti nella maggior parte di questi prodotti, possono intatti causare alcuni problemi per la salute come ad esempio il morbo di Alzheimer, cancro al seno, granulomi e patologie del Sistema nervoso centrale. Perché? Perché nei prodotti per l'igiene della persona ci sono le più alte concentrazioni di sali di alluminio, che non possono superare le seguenti quantità:
Cloridrato di alluminio fino al 25%;
Cloruro di alluminio fino al 15%
Cloridrato di alluminio-zirconio fino al 20%.
La concentrazione di alluminio consigliata invece dall'Agenzia francese per la sicurezza dei prodotti sanitari (Afssaps), è dello 0,6% mentre in Italia, non c'è ancora un parere circa la questione degli antitraspiranti.
Effetti collaterali alluminio nei deodoranti: In particolare è stato osservato che i sali di alluminio e zirconio, possono ostruire i canali sudoripari ed impedire la traspirazione della pelle. Tali sostanze antitraspiranti, sono infatti aggiunte alla preparazione dei deodoranti proprio per bloccare la sudorazione ed impedire la formazione del cattivo odore. Inoltre, questi sali essendo molto molto piccoli, possono essere assorbiti più facilmente dal corpo ed accumularsi nell'organismo, e con il tempo potrebbero addirittura a) attaccare il DNA danneggiando per sempre la sua capacità di autoripararsi e b) di favorire la formazione cancerogene.
Pertanto, I deodoranti con sali di allumimio sono cancerogeni, perché l'alluminio è in grado di attaccare, cambiare e modificare il DNA e la crescita delle cellule. Ciò sarebbe avallato, anche da uno studio del 2003, che ha ipotizzato come l'utilizzo di sali di alluminio nei deodoranti, potrebbe favorire la comparsa di tumori al seno, perché tale sostanza chimica oltre che bloccare la sudorazione per la sua azione antitraspirante, potrebbe farlo anche sui condotti vicini al seno, e favorire la nascita e crescita di cisti benigne o maligne.
Infine è importante evidenziare che sebbene le sostanze impiegate per la preparazione dei deodoranti, rispondano alle linee guida sulla sicurezza dei farmaci, esse non presentano indicazioni specifiche circa la quantità da utilizzare o alla frequenza delle applicazioni, come accade invece per i prodotti da farmacia. Ciò fa sì che, la gente pensi erroneamente che, queste sostanze, e i deodoranti, possano essere usati più volte al giorno e in grandi quantità, senza sapere che potrebbero essere nocivi per la salute.
Deodoranti antitraspiranti alluminio e parabeni precauzioni d'uso:
Nel 1989 e nel settembre 2005, il Comitato Scientifico Europeo di Cosmetologia, ha dichiarato nuovamente che i sali d'alluminio e i parabeni, sono sostanze non tossiche e non nocive per la salute, e di essere quindi a favore del loro impiego, purché in determinate e specifiche concentrazioni. Per cui anche i deodoranti che contengono parabeni, sali d'alluminio, zirconio e sostanze antitraspiranti, sono considerati innocui, anche quelli in cui sono presenti delle medio-alte concentrazioni.
Come capire se la concentrazione di sostanze tossiche come i sali di alluminio o parabeni nel deodorante è molta alta?
1) Guardare l'INCI, se questi ingredienti sono ai primi posti dell'elenco, vuol dire che quell'ingrediente è utilizzato in quantità maggiore rispetto a quello elencato per ultimo;
2) se sulla confezione del prodotto è riportata la frase "AVVERTENZE: non usare prodotto in eccesso" o "AVVERTENZE: non applicare su pelle lesa o irritata", o efficace per 48h o dopo l'applicazione è sconsigliata l'esposizione al sole, vuol dire che la concentrazione di alluminio, antitraspiranti nel deodorante è medio alta.
Precauzione d'uso: se si usano deodoranti antitraspiranti, con alluminio e parabeni, leggere e dare retta alle avvertenze, per cui:
non esporsi al sole dopo l'applicazione, perché le sostanze potrebbero essere fotosensibilizzanti e quindi attivarsi con il calore, lasciare macchie scure sulla pelle ecc;
applicarli almeno dopo 24-48 h dalla depilazione delle ascelle, per evitare che l'alluminio e i parabeni, possano penetrare nella pelle, attraverso le microlesioni post depilatorie;
non eccedere nelle applicazioni: se sul prodotto è riportato efficace per 24 ore o per 48 ore, applicare al massimo una volta al giorno.
Deodorante con Parabeni e tumori al seno?
In una pubblicazione del Dipartimento di Farmacologia Sperimentale, Facoltà di Farmacia, Università di Napoli Federico II, di Loredana Gambardella e Lidia Sautebin si parla di Deodoranti e cancro al seno, facendo riferimento ad uno studio condotto dall’Università di Reading (Regno Unito) e pubblicato nel gennaio 2004 sul Journal of Applied Toxicology (Darbre P.D. et al.). In base a tale studio, ci sarebbero alcune sostanze chimiche contenute nei deodoranti, ad esempio i parabeni che potrebbero a lungo andare, favorire l'insorgere del tumore al seno.
Cosa sono i parabeni? Sono sostanze chimiche derivate dall’acido para-idrossi benzoico, molto usate nella preparazione di prodotti per l'igiene della persona in quanto assai efficaci contro la formazione di batteri e perché fino adesso, sono state considerate innocue e ben tollerate dalla pelle e dal corpo.
L'allarme circa una possibile tossicità dei parabeni sul corpo, è stato lanciato con la pubblicazione dello studio dell'Università di Reading nel 2004, che ha evidenziato come su 20 campioni di donne colpite dal tumore al seno, ben 18 presentavano elevate quantità di parabeni, nello specifico metilparabeni e ben 4 una concentrazione di parabeni circa il doppio della media delle 20 pazienti. Ciò ha posto l'accento sul fatto che, i parabeni si comportano come gli estrogeni, gli ormoni prodotti dalla donna in modo naturale dalla pubertà alla menopausa, e quindi se assunti in eccessiva quantità, possono risultare cancerogeni.
La correlazione tra deodoranti, parabeni e cancro al seno, inoltre sembrerebbe avallata dal fatto che:
i parabeni rinvenuti sulle 20 donne, sono sotto forma esterea, e ciò significa che sono penetrati nell'organismo non perché sono stati assunti per via orale
dato che nell'essere umano, l'espulsione delle sostanze tossiche contenute nei prodotti cosmetici avviene attraverso la traspirazione, l'uso di antitraspiranti contenuti nei deodoranti, ne impedisce il meccanismo, riducendo così l'eliminazione delle tossine attraverso le ascelle.
La ridotta transipirazione, provoca un accumulo eccessivo di tossine nelle ghiandole linfatiche sotto il braccio e di conseguenza aumenta la possibilità che si formino cellule tumorali.
Tali considerazioni, sempre secondo lo studio dell'università, sarebbero state poi confermate da ulteriori osservazioni cliniche condotte nei successivi 10 anni, che hanno mostrato come la maggior parte dei tumori si sia sviluppato nella zona superiore del seno proprio vicino alle ascelle, e cioè dove si applica comunemente il deodorante.
Altri studi hanno invece dimostrato come i parabeni non siano sostanze mutageni, altri come sia elevata la loro capacità di distruggere le funzioni delle cellule o come il deodorante applicato sotto l'ascella rimanga poi sui peli ascellari. Per tutti questi motivi, i deodoranti non dovrebbero mai essere usati subito dopo aver depilato le ascelle, perché i parabeni potrebbero penetrare direttamente nel corpo attraverso le microlesioni della pelle, ossia, piccoli sanguinamenti che sia hanno nel post depilazione.
CONCLUSIONI: sebbene nel corso degli anni, vi siano stati molti studi clinici che hanno cercato di dimostrare il legame tra parabeni e tumore al seno, nessuno è stato ancora in grado di dimostrare il loro legame diretto e tantomeno la possibilità che l'organismo possa assorbire in modo diretto queste sostanze chimiche, anche se alcuni studi condotti sugli animali hanno dimostrato il contrario. Va comunque sottolineato che in Austrialia, l'unico paese al mondo dotato di una normativa molto rigida sui prodotti cosmetici, tra cui anche i deodoranti, ha inserito i parabeni tra le sostanze pericolose per la salute.

Elenco deodoranti 2016 naturali bio buon INCI senza sostanze tossiche:

Elenco deodoranti naturali:
Aloe vera: è un efficace rimedio naturale contro la sudorazione;
Allume di rocca:  rimedio naturale contro la sudorazione e la formazione di cattivi odori;
Bicarbonato: per le sue fantastiche proprietà può essere usato come deodorante naturale molto efficace, nasconde i cattivi odori senza bloccare la traspirazione della pelle. Va utilizzato in modiche quantità, in quanto puà macchiare i vestiti e a lungo andare anche la pelle delle ascelle.
Oli essenziali: vengono di solito aggiunti ai deodoranti fai da te;
Olio Tea tree: olio dall'azione battericida e funghicida, spesso utilizzato per trattare infezioni e lesioni della pelle, come rimedio naturale contro capelli secchi, rovinati e crespi, ma è ottimo anche come deodorante naturale per contrastare i cattivi odori.

Elenco Deodoranti BIO 2016 buon INCI da supermercato, in erboristeria, in farmacia, nei negozi BIO o online, sui siti specializzati:

Deodorante delicato Vapo Vivaverde Coop : ingredienti di natura biologica, adatto alle pelli più sensibili e non brucia dopo la depilazione, INCI verde e non contiene alcol.
Deodorante roll on Viviverde Coop: efficace contro i cattivi odori, buon INCI.
Deodorante Antos: lozione analcolica antibatterica, con estratti vegetali e propoli per un'azione antibatterica e allume di rocca rimedio naturale contro la sudorazione.
Deodorante roll on Farfalla: sali d'alluminio free, ottimo INCI verde, con estratti naturali, e olio di mandorle.
Deodorante bionova: buon INCI acquistabile in vari supermercati con Auchan;
Deodorante Lavera: Ecobio e buon INCI ma con grande concentrazione di alcol, non è quindi consigliato a chi ha la pelle delle ascelle molto sensibile e per il post depilazione.
Eqilibra - Aloe deostick: INCI verde senza parabeni, SLS, SLES e PEG, sali di alluminio, allergeni, no gas e non alcol, contiene però propilene e PPG-14 un antistatico.
Biofficina toscana - Deo crema fragranza fiorita: è privo di sali di allumino, pietra di allume e alcool, contiene estratti di piante officinali toscane.
Lush - Vanilla pizzi polverina per il corpo: contiene ingredienti naturali e sintetici sicuri.
Tea natura - Cloris acqua aromatica antiodorante: senza profumi sintetici, allume di potassio, conservanti, prodotti di derivazione petrolchimica o animale. Contiene alcol.



Diabete, la "dieta del contadino" può essere utile

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Diabete, la "dieta del contadino" può essere utile

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Qual è l'alimentazione migliore da seguire in caso di diabete? Non ci sono dubbi, la cosiddetta "dieta del contadino", che coincide con la pluripremiata dieta mediterranea, sarebbe la più consigliata. A dirlo è uno studo italiano presentato al Congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd).
Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia, spiega che lo studio dimostra appunto gli effetti riparatori della dieta mediterranea sui vasi sanguigni, con un conseguente effetto preventivo di complicanze cardiovascolari nei diabetici.
Cosa mangiare? Sì all'olio di oliva, che ha benefici sui vasi sanguigni e stimola il processo di protezione dall'aterosclerosi. Anche le fibre sono utili (legumi, ortaggi, insalata), da consumare prima dei pasti.
Da un lato rallentano l'assorbimento degli zuccheri semplici, contenuti ad esempio in dolci, pasta e pane, e dall'altro rallentano l'assorbimento dei grassi con un effetto anticolesterolo.
Promossi il pesce azzurro e i polifenoli che controllano la glicemia, da assumere con la buccia della mela, il tè verde e anche nel caffè. Sì alla pasta, in quantità limitata, meglio se integrale. E occhio alla frutta. No a carne rossa, burro e formaggi stagionati, ma anche no ai dolci, alle patate, alla pizza e alle bevande zuccherate.



Truffe alimentari: le olive “verniciate”

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Truffe alimentari: le olive “verniciate”

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Le truffe alimentari sono sempre più dietro l’angolo. Ora tra i prodotti contraffatti non c’è solo l’olio, ma persino le olive. Cosa possiamo fare come consumatori? Ecco alcune dritte.


IL CASO DELLE OLIVE “VERNICIATE”

In pratica, per rendere più appetibili le olive, alcuni produttori poco onesti le “verniciano”, come si dice in gergo, con solfato di rame o con il colorante E141: in questo modo si riesce anche a restituire un aspetto fresco a un prodotto ormai vecchio.
«L’E141 è un complesso di clorofille e rame. Per ottenerlo, si aggiunge un sale del rame alla clorofilla estratta con solventi dalle piante. Il suo uso è ammesso per alcuni alimenti come le conserve di frutti rossi, ma non nelle olive.
Tra l’altro, lo scorso anno l’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha chiarito che i complessi rameici delle clorofille sono ottenuti da fonti vegetali che non possono essere considerate commestibili per l’uomo, come l’erba e l’erba medica e che mancano informazioni serie su tossicità e cancerogenicità di questa sostanza. «Quanto al solfato di rame, si tratta di una sostanza tossica per la maggior parte delle piante e di un inquinante ambientale non biodegradabile, che si accumula nelle falde e nel terreno, per il quale sono previsti limiti massimi di residuo molto rigidi, che spesso vengono ampiamente superati. Per di più, il suo uso è ammesso solo per difendere le piante dall’attacco di parassiti e infestanti, ma non come colorante».

LA FALSA INDICAZIONE DI ORIGINE

Ma le truffe che riguardano le olive non finiscono qui. Sebbene la legge punisca chi spaccia per Made in Italy un prodotto alimentare che arriva dall’estero, capita che olive estere vengano spacciate come locali e perfino che si utilizzi un falso marchio a denominazione d’origine (Dop o Igp).
Così, pensi di comprare un prodotto del territorio e, invece, ti porti a casa olive che arrivano da lontano e che molto spesso non rispondono ai requisiti di qualità del cibo nostrano, oltre a non rispettare i disciplinari di produzione.



Tumore: possiamo scegliere di non nutrirlo… Possiamo scegliere la via della Prevenzione

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Tumore: possiamo scegliere di non nutrirlo… Possiamo scegliere la via della Prevenzione

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Fin dal secolo scorso è noto  che le cellule tumorali si nutrono di glucosio.
Alcuni medici continuano a sostenere: “Ma cosa c’entra lo zucchero o l’alimentazione con il cancro o con le malattie in genere?”
Purtroppo, l’informazione popolare, come anche quella dei medici (non avendo un background in campo alimentare) si basa sulla disinformazione mediatica, a sua volta pilotata dall’industria alimentare.
Tra le altre, anche expo, che si prefiggeva di nutrire il Pianeta (qualcosa comunque ha nutrito!) aveva organizzato un incontro (28 settembre 2015) sul tema “Lo zucchero: un ingrediente fondamentale e valido nutriente per una dieta sana e bilanciata“.
Tale propaganda si è resa necessaria a causa di un calo nella produzione e consumo di zucchero. Qualcosa bisognava fare. Si è pensato bene di promuovere come principale nutriente un alimento dietro il quale si nascondono le cause principali di molte patologie, tra cui i tumori.

“Mangiare senza giudizio quando si è sani, significa costruire la propria malattia.
Mangiare senza giudizio quando si è ammalati, significa nutrire la propria malattia.”
Ippocrate (400 a.C.)

Lo zucchero qualcosa nutre. Ma non certamente il Pianeta, tanto meno la nostra salute.
Nel 1931, un certo Otto Heinrich Warburg vinse il premio Nobel per la medicina per aver individuato uno strano meccanismo che riguardava le nostre cellule. Warburg si rese conto che mettendo a confronto una cellula sana ed una cancerosa, quest’ultima consuma più velocemente lo zucchero, di una sana.
Non è un caso che la PET sfrutti proprio questo principio: infatti questo sistema di diagnosi non fa altro che rilevare le zone del corpo dove c’è un maggiore consumo di zuccheri per individuare le cellule tumorali. E se possiamo utilizzare questa conoscenza per un sistema di diagnosi, perché non usarla per la prevenzione‪‬?
Le cellule tumorali, per crescere, hanno bisogno di molto zucchero, di molta insulina e di ormoni simili a essa (come l’insulin-like growth factor 1 o Igf1).
Glicemia (livello di glucosio nel sangue), insulina, livelli di infiammazione, fattori di crescita. “Si tratta di fattori che con diversi meccanismi stimolano la proliferazione cellulare” riporta Franco Berrino, nel documento I 4 Pilastri alimentari nelle recidive del cancro.
Lo zucchero, come anche i prodotti raffinati (farina 00, ecc), fanno aumentare la glicemia. Tenere bassa la glicemia, aiuta a tener bassa l’insulina, e quindi i fattori di crescita. Anche un eccesso di fruttosio interferisce con il buon funzionamento dell’insulina, favorendo l’incremento dei fattori di crescita: sarebbe bene, quindi evitare fruttosio, sciroppo di glucosio e fruttosio, sciroppo di agave. E’ prudente, inoltre, anche non esagerare con la frutta, specie quella molto zuccherina (come la frutta tropicale!).
Anche “le proteine favoriscono la crescita del cancro… Stando alle evidenze scientifiche il consumo di proteine dovrebbe aggirarsi intorno ai 0,6-0,7 grammi pro Kg al giorno. Il 10% di calorie totali della dieta energia giornaliera consigliate dal WHO, World Health Organization, è troppo…” riferisce Massimo Bonucci, medico oncologo presidente di una associazione di ricerca integrata che in Italia collabora da anni con gli USA.
Le proteine sono importanti: sono il materiale per costruire il corpo, le cellule. “Ma quando si assumono troppe proteine”,  chiarisce Franco Berrino (medico epidemiologo, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano), “i fattori di crescita nel nostro sangue sono più alti, e chi ha questi fattori di crescita più alti, si ammala di più di cancro”.
Per questo si raccomanda un uso moderato di proteine, privilegiando quelle di origine vegetale, come ad esempio i legumi.
Anche il latte fa aumentare i fattori di crescita. “Ogni bicchiere di latte di mucca raddoppia la quantità dell’ormone IGF-1 (uno dei più importanti fattori di crescita) nel corpo umano, sostanza che sostiene l’aumento di dimensioni del cancro” riporta Robert Cohen, nel suo libro Milk, A-Z.
“Il 30% del cancro è imputabile a fattori alimentari e il 20% allo stile di vita. Solo un 5% arriva dai nostri geni.” (Stefano Magno medico chirurgo e senologo del Policlinico Gemelli).
Come ci suggerisce il Prof. Franco Berrino: “Possiamo cambiare l’alimentazione al fine di cambiare il nostro ambiente interno, in modo che le eventuali cellule tumorali non si riproducano”. Franco, al fine di diffondere la cultura della prevenzione tumori-cibo e condividere le conoscenze che ha sviluppato nel corso della sua vita professionale, ha fondato  l’associazione La Grande Via.
Le raccomandazioni ci vengono dal Fondo Mondiale per la ricerca sul cancro: basiamo la nostra alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinate, verdure (non amidacee, quindi non le patate!) – meglio se di stagione -, un po’ di legumi e un po’ di frutta (meglio se di stagione e del nostro clima!).
Sono indicazioni analoghe a quelle che ci suggerisce la Macrobiotica che, attraverso la semplice e naturale visione dello Yin e Yang, aveva definito alcuni cibi (in particolare lo zucchero, ma anche i cibi raffinati e trattati, il latte) particolarmente espansivi. E il tumore è una forma di espansione.
Ecco che possiamo scegliere la Via della Prevenzione…. possiamo scegliere di non nutrire la malattia, conservando la salute.



L' Herpes, sintomi e cure naturali

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L' Herpes, sintomi e cure naturali

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Sole e acqua salata hanno molti effetti benefici sul nostro fisico ma a volte contribuiscono a scatenare l'Herpes Labiale.

Caratteristica dell’infezione da Herpes Labialis é la recidiva , più o meno frequente, dovuta al fatto che questo tipo di virus dopo la prima infezione non viene eliminato ma va ad annidarsi in alcune strutture nervose che gli fanno da "nido" e che si chiamano gangli.

Qui il virus rimane quiescente per un lungo periodo di tempo, ma tale latenza può essere interrotta da numerose circostanze che in qualche modo alterano il suo equilibrio.
In corrispondenza di determinati eventi (una malattia per cui le difese dell'organismo sono inefficaci, un periodo di stress prolungato, l'eccessiva esposizione al sole o alle lampade abbronzanti, la somministrazione di farmaci che tendono ad abbassare le difese naturali), il virus si "riattiva" e, a partire dal ganglio in cui si trova, discende lungo la fibra nervosa, raggiunge l'area di pelle che tale fibra nervosa rende sensibile e proprio in questo punto da' origine alla comparsa delle vescicole.

In qualsiasi momento, dunque, lo stato di "sonno" del virus può essere interrotto ed esso é in grado di colonizzare di nuovo la sede dove ha avuto luogo l’infezione primaria.

Per quanto riguarda le donne, l'herpes puo' manifestarsi piu' facilmente in concomitanza del ciclo mestruale, che puo' provocare alcune alterazioni ormonali in grado di favorire, seppure indirettamente, la comparsa del virus.

Come si manifesta

Il risveglio del virus ha come effetto la comparsa dell'herpes labiale, preceduta pero' da alcuni sintomi localizzati al labbro, quali:

- sensazione di tensione,
- formicolii,
- alterazioni della sensibilita che riguardano soprattutto il labbro inferiore.

Subito dopo, fioriscono alcune bollicine colme di un liquido limpido e trasparente, che si i raggruppano a grappolo sul bordo del labbro.
La lesione é generalmente unica, sotto forma di una chiazza eritemato-edematosa di modeste dimensioni, che in breve tempo si ricopre di vescicole tese, emisferiche, del diametro di 2-3 millimetri , raccolte a grappolo.
Le vescicole se lasciate stare, nel corso di una settimana , si rompono con evoluzione in fastidiose croste.
Da queste si possono sviluppare delle infezioni.

Come si cura l'Herpes labiale

I medici o i farmacisti di solito consigliano l'applicazione di Acyclovir pomata o altri farmaci topici per il trattamento di focolai di herpes. ma nuove ricerche mostrano che la natura ha una soluzione migliore.
Il miele è stato a lungo considerato come uno dei migliori metodi naturali per guarire le ferite e combattere le infezioni.
In una ricerca, a sedici soggetti adulti con una storia di attacchi ricorrenti di herpes labiale e genitale è stato utilizzato il miele per il trattamento di un attacco, e un farmaco comunemente prescritto come antivirale, crema di aciclovir, nel corso di un'altro. (E' importante rendersi conto che né il farmaco né il miele sono in grado effettivamente di curare l'herpes. Essi si limitano a trattare i sintomi).
È interessante notare che il miele ha fornito risultati significativamente migliori come trattamento: per l'herpes labiale, il tempo di guarigione medio è stato del 43 per cento migliore, e per l'herpes genitale, del 59 per cento migliore dell' Aciclovir.
Il dolore e la formazione di croste è stata ridotta significativamente in modo più consistente con il miele, rispetto al farmaco.
Due casi di herpes labiale e un caso di herpes genitale hanno portato alla completa guarigione con il trattamento al miele, mentre nessuna guarigione si è verificata con l'utilizzo di Aciclovir.
Il modo migliore per utilizzare questo trattamento è quello di assicurarsi prima di avere a disposizione del miele grezzo che funziona molto meglio del miele elaborato.
Tutto quello che si deve fare è applicare un po di miele direttamente sulla ferita aperta.
Occorrono almeno quattro applicazioni al giorno, ma probabilmente sarebbe ancora meglio mantenere costantemente le parti colpite bagnate con il miele.
Il miele è un rimedio che funziona più velocemente di qualsiasi altro trattamento tradizionale, e con minori effetti collaterali.
I ricercatori hanno concluso che "l'applicazione di miele è sicura ed efficace nel trattamento dei sintomi e delle lesioni ricorrenti da herpes labiale e genitale."

Secondo Nutrition and Healing:
"Nessuno dei volontari ha manifestato effetti collaterali con ripetute applicazioni di miele, mentre tre pazienti hanno sviluppato prurito locale con     l' Acyclovir."


Cose da conoscere sul miele

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Il miele - che era una terapia convenzionale per le infezioni fino al ventesimo secolo quando la penicillina è stata protagonista - ha recentemente iniziato la sua marcia sulla via del ritorno nella comunità medica tradizionale, ma è importante rendersi conto che non tutti i mieli sono uguali.


Alcuni tipi di miele non dovrebbero essere applicati sulle ferite aperte, e l'attività antibatterica di alcuni mieli è 100 volte più potente di altri.
I prodotti trasformati o il miele raffinato che solitamente si trovano nei negozi alimentari non sono appropriati per l'utilizzo nella cura delle ferite e vi è il rischio che possano aumentare l'infezione.
Inoltre, non offrono gli stessi benefici per la salute del miele grezzo.
Il miele di buona qualità offre diversi benefici per la cura delle ferite il che può spiegare i suoi successi come rimedio per l'Herpes:

  1. Estrae il liquido dalla ferita
  2. Sopprime la crescita di microrganismi per l'elevato contenuto di zucchero
  3. Le api operaie secernono un enzima (glucosio ossidasi) nel miele, che poi rilascia bassi livelli di perossido di idrogeno quando il miele viene in contatto con la ferita

Nei test, il miele ha dimostrato di avere anche una forte attività antibatterica.
Con la minaccia crescente di infezioni antibiotico-resistenti per l'uso eccessivo di farmaci, il ritorno al miele come naturale terapia di guarigione è certamente una valida alternativa.


Altri rimedi contro l'Herpes


Oltre al miele, ci sono alcuni altri rimedi che si sono dimostrati anche efficaci nel trattamento di infezioni da herpes:

-Tintura di propoli

-Lisina (un amminoacido essenziale)

-Vitamina C

-Aloe Vera

-Melissa (Melissa officinalis)

-Resveratrolo (un antiossidante molto potente da semi  d'uva)

-Aglio

-Lattoferrina (una proteina potente antimicrobico trovato  nel colostro)

   Preparati omeopatici Herpes simplex – che possono essere sorprendentemente efficaci. Sono anche atossici quindi sono molto sicuri e senza effetti collaterali.



Cheese cake ai frutti di bosco e cioccolato

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Cheese cake ai frutti di bosco e cioccolato


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   TEMPO DI PREPARAZIONE: 40 MIN
   TEMPO DI COTTURA: 20 MIN













INGREDIENTI

- 350 g di crema formaggio
- 350 g di ricotta di pecora
- 150g di yogurt compatto naturale
- 2 uova
- 100 g di zucchero semolato di canna grezzo
- 1 cucchiaio di zucchero a velo
- 5g di agar-agar

Per il biscotto di base per la torta:

- 125 g di burro
- 250 g di farina
- 1 uovo
- 100 g di zucchero di canna integrale
- La scorza di un limone grattugiata
- 1 pizzico di sale
- 60g di nocciole tostate tritate

Per la salsa:

- Tre cucchiai pieni di zucchero semolato di canna grezzo
- Il succo di mezzo limone
- 500g di Frutti di bosco, scaglie di cioccolato amaro




PREPARAZIONE

Dividete gli albumi dai tuorli, montate i tuorli a spuma con 50 g dello zucchero, a questo punto aggiungete la crema di formaggio, unite lo yogurt il quale dovrà essere incorporato con delicatezza e uniformemente.

La ricotta andrà emulsionata con un frullino o pimer insieme allo zucchero restante, una volta pronta unite al composto della crema formaggio. Girate per bene il tutto, unendo l’agar-aga (già disciolto e portato a ebollizione in 4 cucchiai di latte caldo) e lo zucchero a velo. A questo punto andranno aggiunte gli albumi montati a neve amalgamate il tutto e mettete in uno stampo unico o singoli monoporzione, coprite la superficie con della carta da forno e conservate per almeno tre/quattro ore in frigo.


Per la base:

In una ciotola unite il burro ammorbidito naturalmente a temperatura ambiente con lo zucchero e l’uovo, amalgamate il tutto. Unite alla farina setacciata, le nocciole tritate, il pizzico di sale e la scorza di limone grattugiata. Con l’aiuto di una forchetta o con le dita rendete a fiocchi l’impasto, unificatelo in unica palla e copritelo con della pellicola, riponetelo in frigo per un’ora circa.

Passata l’ora riprendete l’impasto e ammorbiditelo, schiacciate su di un piano e stendetelo fino ad uno spessore di circa 3/4 mm. Tagliate al diametro del semifreddo preparato e cuocete in forno caldo per 20 minuti circa a 180 °C.


Per la salsa:

In un frullatore unite i frutti di bosco caramellati per 10 minuti precedentemente con lo zucchero e il succo di limone. Mettete in un pentolino a scaldate fino a 80° per altri 5 minuti circa.




Insalata di pollo

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Insalata di pollo





Ingredienti

   Pollo: 600 gr
   Rucola: 80 gr
   Radicchio: 1 cespo
   Mais: 150 gr
   Olive: 50 gr
   Salsa di soia: 2 cucchiai
   Yogurt: 125 ml
   Menta: 1 ciuffo
   Erba cipollina: 1 ciuffo
   Sale: q.b.
   Aglio: 1 pizzico
   Olio: 1 cucchiaio


Ricetta e preparazione

Ecco le istruzioni.

  • Piastrate il petto di pollo su una piastra antiaderente. Salate, tagliate il petto di pollo a listine e lasciatelo raffreddare. Nel frattempo lavate la rucola e il radicchio, tagliate quest’ultimo a listine e mescolarli in una ciotola insieme alla salsa di soia.

  • In un’altra ciotola disporre il mais e le olive tagliate a rondelline. Andiamo ora ad assemblare l’insalata di pollo.Su un piatto da portata stendere un letto di radicchio e rucola. Adagiate ora il pollo mescolato insieme al mais e alle olive.

  • Far riposare l’insalata di pollo in frigo per un’ora. Nel frattempo preparate la salsa allo yogurt mescolando lo yogurt insieme alle erbe tritate, l’aglio liofilizzato, un pizzico di sale e l’olio. Una volta raffreddata, riprendete l’insalata di pollo e versateci sopra la salsa allo yogurt prima di servirla in tavola.





Inquinamento atmosferico : maggiore sensibilizzazione allergica nei bambini durante i primi 8 anni di vita

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Inquinamento atmosferico : maggiore sensibilizzazione allergica nei bambini durante i primi 8 anni di vita

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Il ruolo della esposizione all'inquinamento atmosferico nello sviluppo della sensibilizzazione allergica non è chiaro. Si è cercato di valutare lo sviluppo di sensibilizzazione fino all'età scolare correlato alla esposizione longitudinale all'inquinamento atmosferico da traffico stradale.

Più di 2.500 bambini nella coorte di nascita BAMSE ( Children, Allergy, Milieu, Stockholm, Epidemiological Survey ) di Stoccolma, in Svezia, sono stati seguiti con questionari ripetuti e prelievi di sangue fino agli 8 anni di età.

Le concentrazioni esterne di ossidi di azoto, come marcatori delle particelle dei gas di scarico, e le particelle con un diametro aerodinamico inferiore a 10 micron ( PM10 ), prevalentemente in rappresentanza dell'inquinamento stradale, sono state collegate agli indirizzi di residenza, dei centri di cura e della scuola utilizzando modelli di dispersione.

Le esposizioni medie ponderate nel tempo sono state collegate ai livelli di IgE contro comuni allergeni inalanti e alimentari a 4 e 8 anni di età.

L'esposizione ad inquinanti ambientali durante il primo anno di vita era associata a un aumentato rischio di sensibilizzazione al polline a 4 anni di età ( odds ratio, OR=1.83 ) per una differenza di esposizione agli ossidi di azoto nel range dal 5° al 95° percentile.

A 8 anni, non c'è stato un aumento generalizzato del rischio di sensibilizzazione; tuttavia, il rischio di sensibilizzazione alimentare è aumentato, in particolare tra i bambini non-sensibilizzati a 4 anni di età ( OR=2.30 ).

I risultati sono stati simili utilizzando PM10. Nessuna associazione tra l'esposizione all'inquinamento atmosferico dopo il primo anno di vita e la sensibilizzazione è stata notata.

In conclusione, l'inquinamento atmosferico legato al traffico non sembra aumentare il rischio complessivo di sensibilizzazione per comuni allergeni inalatori e alimentari fino all'età scolare, ma una sensibilizzazione ad alcuni allergeni potrebbe essere correlata alla esposizione durante l'infanzia.

Gruzieva O et al, J Allergy Clin Immunol 2012; 129: 240-246




fonte :allergieOnline.net



Piatto vegetariano : pomodori alla provenzale

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Piatto vegetariano : pomodori alla provenzale



Secondo piatto
Pomodori alla provenzale
Ingredienti per 4
8 pomodori di media grandezza
5 cucchiai di pangrattato
15 olive nere snocciolate
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino di prezzemolo tritato
6 cucchiai d’olio d’oliva
1/2 tazza di brodo vegetale,
sale, pepe

procedimento :
Lavate e asciugate i pomodori, tagliateli a metà orizzontalmente e privateli dei semi. Salateli leggermente all’interno, capovolgeteli e lasciateli riposare per circa 15′. Sbucciate l’aglio e tritatelo finemente. In una ciotola mettete il pangrattato e il brodo. Mescolate in una terrina il
prezzemolo, l’aglio, sale e pepe, quindi aggiungete il pangrattato ben strizzato. Amalgamate bene con un cucchiaio di legno. Disponete sul fondo di ogni mezzo pomodoro un’oliva, poi riempite con un cucchiaio il composto di pangrattato. Ungete una pirofila, disponetevi i pomodori ben allineati, irrorateli , e con l’olio rimasto e cuocete a forno caldo a 220° per 15′. Servire i pomodori caldi o tiepidi.








Curarsi con frutta e verdura

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Curarsi con frutta e verdura



Frutta e verdura dovrebbero essere una componente costante nella nostra alimentazione. Anche la moderna scienza dietetica infatti raccomanda di inserire regolarmente verdura nei due pasti principali e frutta almeno in tre occasioni giornaliere. Che questi cibi siano le fonti privilegiate di vitamine e minerali è ormai noto.
Ma oltre a garantirci un apporto adeguato di questi nutrienti, le numerose specie di vegetali che compaiono sulla nostra tavola possono essere utilizzati come dei veri e propri rimedi terapeutici, ognuno con le sue peculiarità.
Prendiamo in considerazione alcuni esempi.




Se soffrite di dolori reumatici
Potete trarre giovamento dalle ciliegie: possono essere infuse nella grappa (se ne beve un sorso tutti i giorni), oppure centrifugate intere con i piccioli. Ma anche la fragola, la prugna e il ribes sono dei buoni rimedi. Il ribes nero in particolare è efficace anche nel trattamento della gotta per la sua azione antiuricemica e può essere usato anche sotto forma di tintura madre. Una discreta azione antireumatica è propria anche dell'uva. Fra le verdure, in tema di dolori articolari, la più indicata è il sedano, specialmente come centrifugato da solo o con il pomodoro. In caso di articolazioni infiammate, un rimedio topico molto noto è costituito dalle foglie di verza o dalla cipolla bollite e usate come impacco.

Se dovete curare la tosse
Poniamo il caso che dobbiate curare una tosse secca e stizzosa: una ricetta semplice e gradevole potrebbe essere una macedonia ben zuccherata con anguria, fragola, pera e melone. Può funzionare anche una insalata di kiwi e cetriolo (quest'ultima dotata anche di proprietà lassative) o del succo di crescione. Se invece la tosse è accompagnata da catarro abbondante, si può ricorrere ad un centrifugato di rapa bianca o di ravanello, con poco miele. In tutti i casi di tosse specialmente se cronica e secca, la pera è sempre indicata.

La carota\tCruda e con la sua buccia, la carota è un eccellente rimedio per i disturbi visivi, tratta le anemie, ed ha un'azione disinfiammante sull'intestino e sulla pelle. Associata a sedano o a rapa bianca, è utile nel trattare i disturbi del fegato. Per le sue proprietà antinfiammatorie la troviamo in una ricetta per la cistite, in forma di centrifugato associata alla stessa quantità di sedano e di cetriolo.
Le verdure in foglia verde\tHanno, in generale, proprietà calmanti. In particolare la lattuga e la valeriana sono utili per chi soffre di insonnia e di irrequietezza. Per l'insonnia è un buon rimedio anche un infuso di sedano e cime di barbabietola.
I frutti di bosco\tAlcuni frutti di bosco, specialmente bevendone il succo un po' diluito con acqua, sono consigliati come febbrifughi. Fra questi in particolare il lampone ed il ribes rosso. Il succo del mirtillo può essere usato per fare degli sciacqui in caso di stomatite e anche nel mughetto (candidasi del cavo orale). Lo stesso succo o quello della mora del gelso sono utili per trattare le afte buccali e in caso di faringite o mal di gola (gargarismi col succo diluito).
Il sedano\tIn caso di gola molto infiammata, si può ricorrere a sciacqui con centrifugato di sedano. Il sedano infatti è molto efficace come antinfiammatorio e anche come sedativo. Viene usato per trattare l'ipertensione arteriosa (centrifugato), per le caldane della menopausa (centrifugato di sedano e uva). Un decotto di sedano (400 g in 1 litro d'acqua) è un efficace rimedio per le cistiti e per le prostatiti.

Alcuni utilizzi per medicazioni o applicazioni locali.

La lattuga fresca, schiacciata sino a ottenere una poltiglia viene usata per disinfiammare ascessi, foruncoli e anche nella terapia dell'acne.
Per calmare una dermatite o come impacco su un'ustione non grave possiamo applicare una fetta di patata cruda.
La fecola di patate dà buoni risultati nel trattamento di piaghe agli arti inferiori e apporta beneficio alla pelle screpolata.
Frutta e verdura quindi non solo rallegrano la nostra tavola, ma sono anche preziosi alleati nella cura della nostra salute. Non dobbiamo certo aspettarci effetti immediati e miracolosi dai rimedi citati, ma l'uso regolare e costante ottiene dei risultati degni di nota.





fonte : www.benessere.com



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