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Effetto yo-yo e il problema delle diete troppo drastiche

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Effetto yo-yo e il problema delle diete troppo drastiche

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Siamo ormai a settembre, mese di nuovi inizi e di buoni propositi, e come tutti gli anni da che l’umanità ha memoria, siamo in piena fase da senso-di-colpa-post-estate. Questo tsunami socio-culturale diffuso attraverso internet, televisione e riviste varie, non fa altro pero' che che proporvi sempre nuove e più fantasiose proposte dietetiche detox che promettono purificazioni, benefici salutari miracolosi e perdite di peso in tempi ristretti.
Le diete ipocaloriche post-estate spuntano ovunque e sono inestricabili e imbattibili come l’erbaccia tra le piastrelle del giardino: appena ne viene sradicata una ne spunta un’altra. E’ una lotta impari.

Cosa c’è di sbagliato, concettualmente

Innanzitutto bisogna ricordare che la parola “dieta”, che deriva dal grego “diaita”, significa “stile di vita”, quindi già la parola stessa ci dovrebbe indicare il fatto che non si tratta di un momento passeggero atto ad ottenere un risultato numerico sulla bilancia e basta, ma di un’abitudine da adottare. Le classiche diete ipocaloriche che spuntano come funghi in questo periodo sono squilibrate, dannose e soprattutto false perché alla fine aggravano il problema che erano supposte risolvere! Quello che accade è che sebbene la perdita di peso iniziale sia notevole, purtroppo è a breve termine: soltanto una piccolissima percentuale di persone riesce a mantenere il peso ottenuto, mentre la stragrande maggioranza va incontro al famigerato “effetto yo-yo”.
Considerate che questo argomento è il punto chiave della questione dietetica: a perdere peso siamo tutti bravi, basta togliere qualcosa al giorno e il peso scende, ma è mantenerlo il problema.

Effetto yo-yo e il problema delle diete troppo drastiche

Quello che le diete ipocaloriche fanno fondamentalmente è cercare con molta ingenuità di ingannare il nostro corpo: riducendo drasticamente l’introito di cibo, lo costringono ad attingere alle riserve e quindi il peso scende, la bilancia ce lo mostra e siamo tutti contenti. Il corpo però è una macchina di straordinaria perfezione, che ha lavorato per millenni per favorire la sopravvivenza degli organismi e si è inventata vari sistemi per non farsi fregare.
Quando si perde peso velocemente con una dieta molto restrittiva, come quelle che vi propinano in questo momento dell’anno per tentare di salvare il salvabile, il corpo inizialmente ci casca e il peso scende facendo guadagnare punti alla dieta. La rimonta però è rapida ed inarrestabile: siamo fatti per sopravvivere e la massa grassa è la nostra riserva evolutiva di "lingotti" di energia pronta per i tempi duri, quindi oltre un certo limite il corpo inizierà a tutelare la massa grassa rimasta e a sacrificare il muscolo! Quindi il peso continuerà ancora a scendere, più lentamente, ma a perdere sarà la nostra preziosissima e sudatissima massa muscolare. Parallelamente il metabolismo rallenterà  ed  il corpo abbasserà le sue attività per tentare di risparmiare energia. È come se il nostro corpo facesse di tutto per risparmiare e non disperdere energie,conservandole, vista la carenza di cibo. Il cervello, che tutto comanda e tutto sa, ci spingerà anche a cercare alimenti grassi e densi di calorie per aumentare l’introito energetico, e questa è la classica smania di alimenti vietati dopo qualche settimana di dieta. Così Madre Natura torna a segnare punti e la partita ora è pari.
L’eccessiva restrizione alimentare, contribuisce a farci perdere chili in modo sbagliato: l’organismo tenderà a bruciare il tessuto muscolare magro ed il metabolismo ne uscirà compromesso con il risultato che, anche se ci sembrerà di dimagrire, in realtà ingrasseremo più facilmente. Tutto questo è frutto di un continuo riadattamento del nostro organismo allo stile alimentare.

Cosa fare, dunque, per scongiurare l’effetto yo-yo?

Il consiglio più importante di tutti: fatevi seguire da un professionista e non seguite diete trovate sui giornali o suggerite dalla vicina di casa! I professionisti della nutrizione sono tanti ma anche qui bisogna affidarsi alle persone serie: ad avere la competenza giusta e legalmente riconosciuta per elaborare diete sono il BIOLOGO NUTRIZIONISTA, il MEDICO DIETOLOGO e il DIETISTA.

Non fidatevi di coach, naturopati, personal trainer e così via che vi propongono regimi alimentari dai nomi strani o dall’utilizzo di sostituti del pasto e integratori inutili: sicuramente perderete peso (come avete visto, non ci vuole granchè: è matematica) ma avrete problemi a mantenerlo e probabilmente danneggerete la vostra composizione corporea e la vostra salute.

Dott.Enrico Fonticelli
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Cibi e cattive abitudini alimentari?Ecco alcuni consigli...

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Cibi e cattive abitudini alimentari?Ecco alcuni consigli...

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Mangiamo tante verdure, facciamo attività fisica tutti i giorni e abbiamo anche rinunciato a quel dolce di troppo che ci concedevamo insieme al caffè, eppure la bilancia, inevitabilmente, non ci restituisce il peso che vorremmo. Stiamo sbagliando qualcosa, ma cosa?
L’errore sta probabilmente nell’eccessivo consumo di cibi che ci fanno ingrassare, come carni grasse, insaccati, latticini, formaggi e cibi confezionati, ma anche nel mantenere alcune cattive abitudini che remano contro la nostra forma fisica, talvolta senza che nemmeno ce ne rendiamo conto.

Come riconoscere alimenti e abitudini che ci fanno perdere peso

Per capire se un alimento sia poco salutare è importante prestare attenzione ai suoi valori nutrizionali e tenere sempre a mente che tutto ciò che non è fresco e che contiene molte sostanze utili alla conservazione non è esattamente un toccasana per il nostro organismo, né per la linea.
Meglio dunque stare lontani da cibi ipercalorici e ricchi di additivi, che hanno un impatto sulla nostra forma fisica e rappresentano un fattore di rischio per sovrappeso e obesità, ma anche da verdure surgelate o piatti di pasta già pronti da riscaldare, ricchi di sostanze che rallentano il nostro metabolismo e, di conseguenza, l’assorbimento delle sostanze nutritive attraverso gli alimenti. Il risultato, infatti, è che il corpo riceve una quantità minore di sostanze utili e accumula una maggior quantità di grassi.

Le cattive abitudini che ci fanno ingrassare

Al contrario di quanto spesso si pensi, gli alimenti che assumiamo non sono gli unici responsabili del sovrappeso: parte della colpa dei chili di troppo è in parte imputabile, infatti, alle consuetudini talvolta errate che costituiscono la nostra quotidianità e che, giorno dopo giorno, minano la nostra salute e forma fisica.
Vediamo, nello specifico, quali sono queste cattive abitudini in cui molti cadono<.

  • Saltare la colazione

Tra gli errori più sottovalutati c’è quello di saltare la colazione. Non fornendo al nostro organismo le sostanze necessarie ad avviare la giornata, stimoliamo l’attivazione di una condizione di “emergenza” per cui tutto ciò che verrà ingerito e assorbito durante il giorno sarà assimilato dal nostro organismo come riserva, e non come nutrimento vero e proprio. Il metabolismo, in questi casi, rallenta come se si trovasse in una condizione di “risparmio di energia”, perché non ne riceve a sufficienza.

  • Consumiamo troppi cibi "light"

Quando, invece, acquistiamo e consumiamo cibi “light” spesso ci sembra di comportarci in maniera corretta, tuttavia è bene sapere che non si tratta di alimenti dietetici,in quanto se da un cibo vengono eliminati i grassi, probabilmente verranno aggiunte altre sostanze per bilanciare la carenza. Inoltre, mangiare "light" ci stimola spesso a mangiare di più”. Il risultato è che riduciamo l’apporto di grassi, ma aumentiamo quello di tutte le altre componenti, sbilanciando l’equilibrio nutrizionale di proteine, vitamine e carboidrati che dovremmo tenere in considerazione durante ogni pasto.

  • Mangiare troppo velocemente

Un’altra cattiva abitudine è quella di non ritagliarsi abbastanza tempo per mangiare: nulla di più sbagliato, perché ci vogliono circa 30 minuti per fa sì che la digestione si attivi in tempi ottimali. Inoltre, mangiando troppo velocemente ingeriamo anche molta aria, causa di una condizione di gonfiore addominale che può diventare addirittura cronica.

  • Abbuffata a cena

Che dire poi della tendenza a mangiare di più a cena? Anche in questo caso stiamo commettendo un errore, perché un eccessivo senso di pesantezza e sazietà potrebbe avere delle ripercussioni sui pasti del giorno successivo (ad esempio, causandoci una totale assenza di fame a colazione), ma anche sul sonno, disturbato a causa delle difficoltà della digestione: ne consegue un ulteriore rallentamento del metabolismo.
Ancor peggio facciamo se, dopo cena, ci concediamo una tazza di latte con i biscotti: si tratta infatti di uno spuntino non necessario che potrebbe contribuire a farci ingrassare.

  • Disidratazione e abbondanza di sale

Infine, tendiamo a sottovalutare i problemi connessi alla ritenzione idrica che è legata al nostro metabolismo. In primo luogo, quindi, è fondamentale assumere acqua e liquidi a sufficienza durante la giornata. Per valutare quanta acqua bere, gli esperti consigliano di seguire alcune regole: non aspettare la sete, non bere solo durante i pasti e integrare la dieta con tisane ed infusi. In questo modo sapremo sostenere il nostro organismo nelle sue funzioni di purificazione e disintossicazione, evitando un rallentamento del metabolismo.
In secondo luogo, molti studi sottolineano l’eccesso di consumo di sale nella dieta quotidiana. Anche questo fattore va a favorire la ritenzione idrica e l’aumento di peso. “Bisogna piuttosto ampliare la prospettiva: il sale spesso è contenuto già negli alimenti, soprattutto in quelli ricchi di conservanti e confezionati.” Quindi l’ideale è ridurre l’integrazione salina nei cibi che prepariamo e prediligere alimenti freschi.

Restare in forma: i consigli del nutrizionista

Esistono anche alcune piccole strategie che possiamo mettere in atto tutti i giorni per mantenerci in forma e poterci sedere a tavola in salute, vediamo quali sono:

Curare la prima colazione

Per correggere le cattive abitudini possiamo cominciare sempre con una prima colazione bilanciata e salutare. L’importante è che non ci siano solo zuccheri, ma anche proteine (yogurt magro, latte o frutta secca), carboidrati (fette biscottate integrali) e magari una marmellata senza o con poco zucchero.

Fare uno spuntino

Un’abitudine salutare è quella di ritagliarci il tempo per fare uno spuntino a metà mattinata o a metà pomeriggio: l’obiettivo è mantenere la digestione attiva, facilitando il metabolismo.
Inoltre, è importante che i pasti principali siano preparati con attenzione ai parametri nutritivi, mantenendo il corretto bilanciamento tra carboidrati, proteine e fibre.

Prestare attenzione a cotture e condimenti

Scegliere la modalità di cottura e il condimento più adatto assume un ruolo importante per permetterci di mantenere una corretta forma fisica. Alla frittura è meglio preferire la cottura a vapore o la bollitura, mentre per la carne la soluzione più sana è la piastra.
Per quanto riguarda il condimento, invece, è consigliato scegliere l’olio extravergine di oliva (EVO) perché, da un punto di vista nutrizionale è migliore degli altri. Inoltre, per insaporire i cibi senza abbondare con il sale,si  consiglia di impiegare spezie ed erbe aromatiche che hanno più benefici.

Diffidare delle diete "fai da te"

Infine, per dimagrire è indicato affidarsi ad un professionista e diffidare delle molte “diete fai da te” che promettono di farci perdere peso troppo in fretta. La conseguenza è, invece, spesso l’ “effetto yo-yo”, per cui i chili perduti vengono ripresi molto in fretta, aumentando anche il senso di stress e frustrazione. Un meccanismo che, secondo alcuni recenti studi scientifici, è di per sé un fattore di rischio per sovrappeso e obesità, poiché lo stress blocca il metabolismo anche nei soggetti più consapevoli.
Particolare attenzione devono prestare, poi, tutti coloro i quali sono soggetti a problemi cardiovascolari, disfunzioni metaboliche ed eccessivo colesterolo nel sangue. In questo caso, i cibi che fanno ingrassare hanno un duplice effetto negativo, sulla forma fisica e sull’organismo a 360 gradi. Per questo motivo, potrebbe essere utile seguire un vero e proprio programma alimentare in modo da affrontare con serenità questo tipo di rischi senza dover rinunciare ad un’alimentazione gustosa.

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Dieta della Primavera: perdi peso e torna in forma

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Dieta della Primavera: perdi peso e torna in forma

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Dieta di Primavera : perdi peso e torna in forma con i giusti consigli a tavola

Il cambio stagione ci rende tutti un po’ vulnerabili e stanchi, è normale perché il nostro corpo si sta abituando alle nuove temperature. Durante questo periodo diventa fondamentale ripristinare un equilibrio nutrizionale al fine di aumentarne anche le difese immunitarie . Il cambio stagione lo definirei come una “rinascita” per il nostro corpo, ma anche per il nostro umore. Infatti, la primavera secondo alcuni studi scientifici, stimolerebbe anche la produzione dei cosiddetti “ormoni del buon umore” come serotonina,  che contribuirebbero al benessere pisco-fisico.
Durante il lungo inverno, spesso si tende ad essere più sedentari, a bere poco , con conseguente aumento della ritenzione dei liquidi corporei , si tende ad avere anche una cattiva digestione spesso i pazienti con questa condizione , soffrono di stitichezza. Inoltre, la ritenzione a lungo termine può dare i cossidetti effetti “pelle a buccia d’arancia”  localizzati soprattutto sul “lato B”. Alla base di tutto , resta senza altro un’alimentazione scorretta , povera di fibra alimentare, stress e stili di vita non corretti.
Questo periodo è  il migliore per “depurare” il nostro organismo da tutte le tossine accumulate durante il lungo inverno, lavorando principalmente sul fegato , organo deputato a metabolizzare  sostanze di rifiuto, ma anche  a riequilibrare l'eco-sistema intestinale, permettendo di avere una migliore regolarità intestinale, ma non solo. Infatti, avere una flora batterica sana , significa anche contribuire a rinforzare le difese immunitarie . Saremo quindi in grado anche di fronteggiare meglio le allergie tipiche di stagione.
Per una dieta “detox” preferire ricette poco eleborate, alimenti ricchi di fibra, quali ad esempio i cereali integrali meglio in chicci, o ancora cereali alternativi quali amaranto, riso, grano saraceno, miglio, mais, quinoa che sono ricchi anche di minerali e privi di glutine,quindi largamente conosciuti tra i celiaci.
La fibra alimentare, non è un nutriente, bensi un componente essenziale presente nei cereali integrali,la quale si trova in grandi quantità nella vastissima varietà di frutta e verdura di stagione. Questi alimenti oltre ad essere carattrizzati da una buona quantita' di acqua di vegetazione, sono anche ricchi di antiossidanti, vitamine e minerali.Sicuramente sono meglio conosciute con proprietà detox, tutte le radici cosiddette “amare” come carciofo, cicoria, tarassaco, radicchio. Esistono però, oltre a queste radici “amare”, tantissimi altri alimenti con effetto detox e di eliminazione del ristagno dei liquidi corporei , come ad esempio gambo di ananas, finocchio, sedano, carote . Mi piace molto avvicinare i pazienti a privilegiare non solo verdura cruda che contiene tanta acqua, ma preferire ottimi estratti di frutta e/o verdura con gli alimenti sopra citati. Infatti gli estratti sono alternative fresche e gustose che possono essere consumate a colazione oppure durante spuntini.
Scegliere poi, i condimenti giusti è importante,infatti limitare il sale e quindi il sodio presente in esso, significa anche ridurre la ritenzione, infatti esso è responsabile del ristagno  dei liquidi, quindi limitare il consumo eccessivo di sale classico da cucina e moderare gli alimenti che lo contengono come conservante (es.formaggi, salumi), sarà fondamentale. Al posto del comune sale da cucina,quindi, imparare  ad usare spezie naturali quali: prezzemolo, origano, salvia, timo, ecc. che oltre a dare un gradevole profumo alle nostre ricette, contribuiscono ad arricchire il valore nutrizionale di un pasto.Tali spezie hanno tanti effetti positivi per la salute, ricche di antiossidanti con effetti anti-tumorali. Preferire poi, il succo di limone all’aceto per condire ad esempio carni e verdura,il quale renderà il piatto più gustoso. Un discorso a parte spetta sicuramente al prodotto principe della Dieta Mediterranea, l’olio extra vergine di oliva (evo) , ricco di acido oleico, acido grasso mono-insaturo, vitamina E, antiossidanti naturali con effetti preventivi su molte forme tumorali come ad esempio colon retto- mammella.
Per un corretto percorso detox da fare per qualche settimana, è necessario bere molta acqua, essa infatti svolge numerose funzioni nel nostro corpo, l’acqua partecipa a molte reazioni biochimiche che avvengono nelle cellule, trasporta il cibo lungo il canale digerente, e tra le sue più importanti funzioni, c’è anche quella di allontanare tutte le sostanze di rifiuto, quali esempio tossine accumulate da abuso farmaci, cattiva alimentazione.
Associare quindi i giusti consigli a tavola e fare moderata attività fisica , come quella di camminare almeno 2 volte a settimana 15 / 20 min , meglio se avviene durante una bella giornata di sole, il quale migliorerà, non solo i livelli di vitamina D, ma anche  il nostro benessere psico-fisico.
Per ripristinare anche una certa “fiacca” tipica di stagione, è utile consumare alimenti ricchi di magnesio, potassio, vitamina B , ferro, che contribuiscono ad attenuare la stanchezza tipica del periodo.
In questo periodo si tende ad iniziare diete fai da te drastiche e dannose per salute oppure ad affidarsi a NON esperti in campo della Nutrizione. Vi invito a rivolgervi a Professionisti laureati e competenti che dopo attenta anamnesi saranno in grado di fornirvi tutte le più corrette informazioni.
Per intraprendere un percorso detox mirato , raggiungere un peso ideale e  migliorare l'equilibrio mente–corpo , è possibile prenotare un appuntamento con il dott. Enrico Fonticelli chiamando cell 3887304549

Si riceve nelle sedi di Giugliano  / Pozzuoli



La pasta?Utile per mantenere una buona forma fisica.

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La pasta?Utile per mantenere una buona forma fisica.

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Uno studio condotto presso l’IRCCS Neuromed di Pozzilli dimostra che seguire una dieta che contempla la pasta aiuta a mantenere la silhouette e a proteggere la salute oltre che la forma fisica.
C’è chi bandisce la pasta dalla dieta e chi, invece, non sa rinunciare a un buon primo piatto. In questa contrapposizione tutta italiana, a uscirne vincitore è chi mangia ogni giorno la pasta in quantità non superiore ai 50 grammi o comunque in quantità adeguata al proprio fabbisogno energetico.
Lo stabilisce l’esito di uno studio condotto dall’IRCC Neuromed di Pozzilli sfruttando i dati di due progetti di ricerca – Moli-sani e INHES (Italian Nutrition & HEalth Survey). A oltre 23mila persone è stato misurato l’indice di massa corporea, il peso, l’altezza, il girovita, il rapporto vita/fianchi e, in base alle risposte date a un questionario, è emerso che chi contempla la pasta nella propria dieta quotidiana ha una buona forma fisica ed è più in salute.
Perché mangiare pasta fa bene? Perché è fonte di carboidrati – zuccheri complessi – a indice glicemico moderato. L’indice glicemico è l’indicatore di velocità con cui l’organismo trasforma l’alimento in glucosio, zucchero semplice: minore è la velocità più salubre è l’alimento.
Restare fedeli alla dieta mediterranea è il monito dei nutrizionisti e di chi può testimoniare i benefici di un sano regime alimentare. Abolire la pasta dalla dieta, infatti, spinge a sostituirla con altri alimenti grassi e calorici, come affettati e formaggi che appesantiscono l’organismo e la linea.
L’ideale sarebbe mangiare ogni giorno 50 grammi di pasta al dente condita con ingredienti semplici come le verdure insaporite con olio extravergine d’oliva a crudo: la pasta al dente evita che i carboidrati di cui è composta si sciolgano in zuccheri semplici, e i grassi dell’olio crudo rallentano l’assorbimento dei carboidrati riducendo l’indice glicemico della pasta.
Insomma, sulla tavola italiana un buon piatto di pasta assicura la linea, la salute e la soddisfazione del palato.


I risultati dello studio dell’IRCC sono tema di un articolo pubblicato sulla rivista Nutrition e Diabetes.



Dieta e colesterolo

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Dieta e colesterolo

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Proprio in virtù del ruolo svolto nel metabolismo di un individuo, il colesterolo è un grasso importante per l’organismo e sarebbe impossibile farne a meno. Per distribuirsi ai vari tessuti il colesterolo circola nel sangue legato a diverse proteine con densità differente, quello legato alle HDL viene chiamato “colesterolo buono”, mentre quello legato alle LDL è conosciuto come “colesterolo cattivo”.
Il colesterolo cattivo presente in eccesso tende a depositarsi sulle pareti interne delle arterie formando a lungo andare delle placche che ostacolano in maniera più o meno importante il flusso sanguigno. L’effetto negativo del colesterolo LDL è controbilanciato da quello buono o HDL, vero e proprio spazzino che ripulisce le arterie impedendo che si formino depositi.
La dieta, e più in generale lo stile di vita, sono in grado di incidere positivamente o negativamente sui livelli di colesterolo nel sangue.

Per questo è importante:

  • limitare il consumo di grassi in generale
  • Per la scelta della carne è preferibile tagli magri sia di carne bianca sia di quella rossa evitando per il pollame di mangiare la pelle
  • Consentito il pesce 2-3 volte a settimana (molluschi e crostacei non piu’ di una volta a settimana). Diventa importante il metodo di cottura: preferibile la cottura alla griglia, al cartoccio e al vapore, sconsigliata la frittura
  • sostituire i grassi saturi (burro, formaggi, carne grassa, insaccati) con quelli polinsaturi (olio di semi) e monoinsaturi (olio di oliva)
  • aumentare il consumo di frutta, verdura e legumi
  • limitare il consumo di dolci
  • limitare il consumo di alcool
  • svolgere regolare attività fisica (possibilmente aerobica)
  • abolire il fumo
  • tenere sotto controllo la pressione arteriosa e dimagrire se si è in sovrappeso.



Diabete, la "dieta del contadino" può essere utile

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Diabete, la "dieta del contadino" può essere utile

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Qual è l'alimentazione migliore da seguire in caso di diabete? Non ci sono dubbi, la cosiddetta "dieta del contadino", che coincide con la pluripremiata dieta mediterranea, sarebbe la più consigliata. A dirlo è uno studo italiano presentato al Congresso dell'Associazione europea per lo studio del diabete (Easd).
Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia, spiega che lo studio dimostra appunto gli effetti riparatori della dieta mediterranea sui vasi sanguigni, con un conseguente effetto preventivo di complicanze cardiovascolari nei diabetici.
Cosa mangiare? Sì all'olio di oliva, che ha benefici sui vasi sanguigni e stimola il processo di protezione dall'aterosclerosi. Anche le fibre sono utili (legumi, ortaggi, insalata), da consumare prima dei pasti.
Da un lato rallentano l'assorbimento degli zuccheri semplici, contenuti ad esempio in dolci, pasta e pane, e dall'altro rallentano l'assorbimento dei grassi con un effetto anticolesterolo.
Promossi il pesce azzurro e i polifenoli che controllano la glicemia, da assumere con la buccia della mela, il tè verde e anche nel caffè. Sì alla pasta, in quantità limitata, meglio se integrale. E occhio alla frutta. No a carne rossa, burro e formaggi stagionati, ma anche no ai dolci, alle patate, alla pizza e alle bevande zuccherate.



Verdure: sai come è meglio cuocerle?

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Verdure: sai come è meglio cuocerle?

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Sono una miniera di salute, ma con la cottura sbagliata si rischia di vanificare il loro potere. Ecco alcuni consigli  per scegliere la miglior cottura dei cibi

Vitamine, sali minerali, fibre.
Tutto questo è contenuto nelle verdure, fondamentali per il nostro organismo perché aiutano a svolgere funzioni fondamentali: per esempio rafforzano il sistema immunitario, regolarizzano l’intestino, combattono i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare. Per mantenere tutte queste proprietà è fondamentale non solo sceglierle fresche e di stagione, ma anche mangiarle nel modo giusto: crude o cotte in un certo modo a seconda dei casi.
La cottura consente l’eliminazione di microrganismi e tossine, e può rendere un alimento più digeribile, ma ogni ortaggio è diverso: ciascuno contiene determinate vitamine e sali minerali che possono essere più o meno sensibili a un determinato modo di cucinarli.

LE VERDURE CHE TEMONO IL CALDO

Le vitamine A, D, E, K sono liposolubili e resistono discretamente ad alte temperature. Al contrario vitamine idrosolubili come quelle del gruppo B o la vitamina C, sono termosensibili, perciò non bisognerebbe sottoporre ad alte temperature le verdure che le contengono, altrimenti si rischia di distruggere tutto il loro potere».

LE COTTURE

In linea generale a meno che non si possano mangiare crude, meglio preferire una cottura a bagnomaria o al vapore anziché la bollitura, perché quest’ultima disperde quasi tutte le sostanze nell’acqua privando le verdure delle loro proprietà. Oppure una veloce stufatura: ovvero la cottura in padella (con un filo d’olio e senza aggiunta di acqua) che, se fatta in tempi rapidi, non ne altera eccessivamente la qualità.

In certi casi, poi, una frittura in un olio vergine (cioè mai usato prima) è meglio di una cottura al forno: perché se è vero che aumenta l’apporto calorico dell’alimento, non rischia (come può succedere in forno con una teglia scoperta) di carbonizzare superficialmente i cibi producendo sostanze tossiche. Non rinunciate alla comodità del forno? Allora optate per il cartoccio: gli alimenti cuociono nel loro liquido ed essendo sigillati non perdono nemmeno il profumo.





Alimenti ricchi di potassio: quali possono essere utili per il nostro benessere?

Alimenti ricchi di potassio: quali possono essere utili per il nostro benessere?

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Gli alimenti ricchi di potassio rivestono un ruolo molto importante per il nostro organismo, infatti il potassio è considerato come uno dei principali alleati del nostro benessere.

Alimenti ricchi di potassio

Dei recenti studi condotti in Italia, e precisamente nella gloriosa Università di Napoli, hanno evidenziato come gli alimenti ricchi di potassio siano fondamentali per la protezione della salute dell’apparato cardiocircolatorio e nella prevenzione delle malattie cardiache. Il potassio presente in questi alimenti, oltretutto, previene anche la comparsa dei crampi nei muscoli.

PERCHÉ GLI ALIMENTI RICCHI DI POTASSIO SONO IMPORTANTI PER L’ORGANISMO UMANO

Una delle principali funzioni del potassio è la regolazione dell’equilibrio idrico dell’organismo umano ed è quindi, fondamentale per una crescita regolare e sana, per la stimolazione degli impulsi nervosi ai muscoli e la relativa contrazione delle fibre muscolari.
Oltre a quelle esposte, il potassio presiede anche ad altre funzioni molto importanti per il corpo umano: regola il pH del nostro sangue (il grado di acidità), la pressione nell’apparato circolatorio ed il battito cardiaco. Presiede alla stimolazione dei reni nella produzione di urina e, con questa funzione, contribuisce allo smaltimento dei liquidi e, dunque, all’equilibrio idrico. Ecco perché gli alimenti ricchi di potassio sono importanti nel combattere il gonfiore e la ritenzione idrica generata da eccessi di sali nella dieta.

Il potassio presiede anche alla sintesi proteica ed al processo che trasforma in glicogeno lo zucchero, poi stimola la produzione di insulina ed attiva una moltitudine di enzimi, soprattutto quelli deputati a produrre l’energia di cui necessita il nostro organismo.Questa è anche la spiegazione del perché nella sintomatologia da carenza di questo elemento siano presenti tanto l’ipertensione arteriosa quanto l’astenia.

QUALI SONO GLI ALIMENTI RICCHI DI POTASSIO?

Alimenti ricchi di potassio

Il principale veicolo “esterno” di potassio sono le banane, che infatti vengono anche annoverate tra i principali rimedi naturali contro l’ipertensione. Ma anche più in generale verdura e frutta sono importanti veicoli di potassio all’interno del corpo umano, e, oltre le banane, soprattutto il cocco e l’avocado tra i frutti tropicali e l’uva, tra i frutti “nostrani”.
Gli ortaggi, o, almeno, alcuni di essi, sono una buona fonte di potassio e, in particolare, ricordiamo la zucca e le patate. Il finocchio è un’ulteriore buona fonte di approvvigionamento di potassio.

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La frutta secca è un’altra sicura fonte di approvvigionamento di questo elemento così importante per il nostro organismo e, infatti, essa è considerata uno degli alimenti più efficaci per l’uomo nella prevenzione all’infarto.

Tra la frutta secca, ricordiamo un particolare tipo in assoluto ricchissimo di potassio, e cioè i pistacchi, che non dovrebbero mai essere assenti o scarseggiare nella nostra dieta perché, oltre ai meriti già menzionati, aiutano anche l’organismo a combattere il colesterolo “cattivo”. Infatti i pistacchi contengono dei grassi di un particolare tipo, i “grassi monoinsaturi”, la cui proprietà più nota è proprio quella di ridurre la quantità di colesterolo “cattivo” contenuto nel nostro apparato cardiocircolatorio.

Anche i pomodori secchi sono una inesauribile fonte di potassio e, in aggiunta, anche una preziosa fonte di energia. Le banane secche, oltre a quelle “normali”, sono portatrici di notevoli capacità terapeutiche.

Esse, difatti, sono a buona ragione considerate un ottimo rimedio nel combattere l’ipertensione, costituiscono una difesa per il muscolo cardiaco e per lo stomaco e presiedono anche al rafforzamento delle difese immunitarie del corpo umano.
Chi di voi abbia una particolare predilezione per i legumi potrà inserire nella propria dieta i fagioli neri secchi che, anch’essi, costituiscono una abbondante miniera di potassio per il nostro organismo. E, anzi, non solo contengono il potassio, ma anche molti oligominerali, vitamine e sali minerali. Una vera “farmacia” naturale a disposizione del nostro organismo e del suo benessere!

Le lenticchie (secche) rappresentano un altro legume particolarmente ricco in potassio e, essendo anche ricchissime di ferro e possedendo un valore nutrizionale molto importante, non dovrebbero mai mancare nella nostra dieta.

I ceci li nominiamo per ultimi, ma non sono certamente ultimi per importanza nell’approvvigionamento del potassio, e, oltretutto, sono un veicolo di omega 3 all’interno del nostro organismo, per cui, anch’essi, dovrebbero essere una nostra buona abitudine alimentare. Il loro apporto in vitamine B6, B5, B3, B2 e B1 sono fondamentali per la salute del nostro apparato cardiocircolatorio e del cuore in particolare.alimenti ricchi di potassio

CONCLUSIONE

Scegliere di consumare spesso alimenti ricchi di potassio è estremamente importante per il nostro benessere, e, come in ogni azione, soprattutto quelle riguardanti il nostro benessere psicofisico, è importante che questa scelta sia regolata dal buon senso. Per esempio il fatto che una buona costoletta di maiale sia anch’essa ricca di potassio, non deve farla preferire alle carni bianche che, certamente, sono meno ricche in grassi e sono molto meno caloriche.



Stomaco gonfio e gonfiore addominale: 10 suggerimenti

Stomaco gonfio e gonfiore addominale: 10 suggerimenti

sapereconsapore.it

Vi piacerebbe avere una pancia piatta per la festa? Solo che a causa di tutte le bevande gassate che avete bevuto e di tutte le patatine che avete mangiato, zippare i pantaloni è una vera e propria impresa! Il gonfiore addominale non solo è brutto da vedere, ma può anche causare un disagio fisico.
Non si sta parlando di chili di grasso accumulati nella pancia, ma di una temporanea distensione addominale che affligge la maggior parte delle persone. A meno che il gonfiore allo stomaco non sia causa di una patologia, come un problema al fegato o malattie del cuore, l’unica causa vera è rappresentata dai gas intestinali e non da ritenzione idrica, come afferma Michael Jensen, un endocrinologo e studioso di obesità presso la Mayo Clinic.
“E’ ormai un mito che il gonfiore allo stomaco sia dato nelle persone adulte e sane da un accumulo di liquidi, infatti l’addome non è un luogo dove primariamente si accumulano i fluidi,” sostiene Jensen. “Dovreste invece fare attenzione a gambe e piedi, è lì che si accumulano, e ve ne accorgete soprattutto se siete in piedi. “

Allora, quali sono le cause che permettono di accumulare gas e che possono influire negativamente sullo stato di salute di una persona?Secondo gli esperti si possono individuare diverse cause, dalle intolleranze alimentari alla costipazione.

1. Evitate la costipazione

Troppe poche fibre, scarsa idratazione ed insufficiente attività fisica possono portare alla stipsi, che può provocare gonfiore,sostiene Jensen.
Per evitare questo cercate di seguire una dieta ricca di fibre (25 grammi al giorno per le donne e 38 per gli uomini) composta da cereali integrali, frutta, verdura, legumi, noci e semi. Cercate poi di bere molti liquidi (l’ideale sarebbe 6-8 bicchieri al giorno) e cercate di fare attività fisica per almeno 30 minuti per cinque volte la settimana.
Se state seguendo una dieta povera di fibre, aumentate gradualmente la quantità,assicurandovi intanto di bere molti liquidi per una migliore tolleranza.

2. Adeguate la vostra dieta se soffrite di celiachia o di intolleranza al lattosio

Le allergie e le intolleranze alimentari possono causare gas e gonfiore, ma questi devono essere confermati dal medico. Molte persone si auto-diagnosticano allergie e intolleranze e non necessariamente eliminano il latte e i cereali integrali dalle loro diete. Se si sospetta di esserne colpiti è bene consultare il medico per un esame.
Si possono trarre benefici riducendo la quantità degli alimenti sospetti e/o mangiate con altri alimenti. Nel caso dei prodotti lattiero-caseari può aiutare il consumo di formaggi stagionati e yogurt, che contengono quantità inferiori di lattosio.

3. Non mangiate troppo in fretta

Mangiare rapidamente e non masticare il cibo può causare la deglutizione dell’aria che porta al gonfiore addominale, afferma Dawn Jackson Blatner, un portavoce dell’ American Dietetic Association.
Mangiate quindi lentamente ed assaporate i cibi. I vostri pasti dovrebbero durare almeno 30 minuti, tenete inoltre presente che la digestione inizia in bocca e si può diminuire il gonfiore soltanto masticando di più il cibo, afferma Blatner.
Mangiando lentamente si può ottenere un altro vantaggio: prendendovi del tempo per masticare bene e gustare il cibo, il vostro spuntino o il pasto diventerà più soddisfacente. E alcuni studi hanno dimostrato che se si mangia più lentamente, si può arrivare a mangiare di meno.

4. Non esagerate con le bevande gassate

L’effervescenza nelle bevande gassate (anche quelle dietetiche) può causare un accumulo di gas nella pancia, afferma Blatner.
Preferite invece dell’acqua aromatizzata al limone o all’arancia. Oppure semplicemente riducete il numero di bevande gassate che si consumano ogni giorno e provare bevande alternative come alcuni tè alla menta e tisane digestive che possano ulteriormente ridurre il gonfiore.

5. Non esagerate con le gomme da masticare

Anche le gomme da masticare possono portare a inghiottire aria, il che può provocare il gonfiore.
Se avete l’abitudine di masticare la gomma, alternatele con uno snack sano e con molte fibre come frutta, verdura, o popcorn con pochi grassi.

6. preferite gli alimenti senza zucchero

“Molti dei miei pazienti soffrono di gonfiore addominale perché consumano alcolici, cibi troppo zuccherati e bevande dolcificate artificialmente “, che possono portare al gonfiore addominale, sostiene Blatner.
Gli esperti raccomandano di non consumare più di 2-3 porzioni al giorno di cibi e bevande dolcificati artificialmente.

7. Limitate il sodio

Gli alimenti altamente trasformati tendono a contenere molto sodio e poche fibre, ed entrambi questi aspetti possono contribuire a determinare una sensazione di gonfiore.
Prendete l’abitudine di leggere le etichette degli alimenti, consiglia Blatner. Quando acquistate alimenti trasformati, in scatola o surgelati, assicuratevi di non superare i 500 mg di sodio per porzione in qualsiasi prodotto , o comunque un totale di 2.300 mg di sodio al giorno.

8. Andateci piano con fagioli e verdure gassose

Se non siete abituati a mangiare fagioli, è facile che possano provocarvi una sensazione di gonfiore. Preferiste invece le verdure della famiglia delle crocifere, come i broccoli, i cavolini di Bruxelles e cavolfiori.
Ciò non significa che dovrete rinunciare alle verdure super-nutrienti e con elevato contenuto di fibre.
“Non vi preoccupate per i fagioli”, dice Blatner. “Cercate soltanto di integrarli lentamente nella vostra dieta fino a quando il vostro corpo non si adatterà ai composti dei fagioli che possono causare inizialmente il gonfiore”.

9. Mangiate piccoli pasti con maggiore frequenza

Invece di tre pasti abbondanti al giorno, provate a mangiare piccoli pasti ma più spesso. Questo può tenervi liberi della sensazione di gonfiore che segue spesso i pasti di grandi dimensioni (pensate ai ricevimenti). Mangiare più spesso può anche aiutare a controllare il livello di zucchero nel sangue e a gestire la fame.
L’ideale sarebbero cinque o sei piccoli pasti al giorno, ma assicuratevi che la quantità di cibo e le calorie siano proporzionate alle vostre esigenze.

10. Provate una dieta e delle bevande anti-gonfiore

Alcuni studi suggeriscono che il tè alla menta, lo zenzero, l’ananas, il prezzemolo e lo yogurt che contengono probiotici (batteri buoni) possono contribuire a ridurre il gonfiore.
“Si tratta di alimenti sicuri che sono utili quando usati in modo appropriato, quindi perché non provare e vedere se aiutano a sgonfiarvi?” afferma Blatner, autore di ‘La dieta Flexitarian’.

Qualche informazione in più sul gonfiore di pancia

Gli esperti concordano sul fatto che i lassativi e il digiuno non sono raccomandati nè per sgonfiarvi né per perdere peso.
Se state cercando di appiattire la pancia nel lungo termine, non ci sono altri modi che cercare di perdere qualche chilo.
“Molti sono concordi sul fatto che quando si perde il grasso corporeo totale, il corpo tende a ridurre preferenzialmente il grasso nel ventre. Anche se le persone perdono peso in modo diverso, c’è sempre un po’ più di grasso perso nella regione addominale che non altrove”.
Gli esperti dicono anche che facendo esercizi addominali per tutto il giorno non aiuta a sbarazzarsi della pancia in eccesso, sebbene non sia possibile ridurre necessariamente peso in zone specifiche del corpo è possibile però rafforzare i muscoli addominali con esercizi di routine come il Pilates e con gli allenamenti col pallone. E muscoli più forti possono aiutare la vostra pancia ad apparire più piatta.
“La tonificazione e il potenziamento dei muscoli addominali possono aiutare a ridurre il grasso e a migliorare il proprio aspetto, il tono muscolare e la postura, il che è positivo anche per la schiena”, afferma Jensen.



A dieta con pochi grassi, ma buoni. "Non vale la pena eliminarli del tutto"

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A dieta con pochi grassi, ma buoni. "Non vale la pena eliminarli del tutto"



Non è esattamente un contrordine, ma forse un po' sì, a pensarci bene : una dieta mediterrane, che prevede già l'utilizzo di olio d’oliva, arricchita con frutta a guscio, entrambi alimenti con un alto contenuto di grassi vegetali,  non provocherebbe aumento di peso. Quantità limitate di grassi vegetali infatti comporterebbero minore accumulo di grasso nel girovita (fattore di rischio per patologie cardiometaboliche), rispetto a un regime a scarso contenuto di lipidi. Lo sostiene uno studio condotto da ricercatori spagnoli su un campione di quasi 7.500 persone, elaborato su dati raccolti dal 2003 al 2010 in 11 ospedali iberici e pubblicato on line il 6 giugno  su The Lancet Diabetes & Endocrinology. Un'indagine questa spagnola, che è parte di Predimed, il progetto catalano che indaga gli effetti della dieta mediterranea sulla prevenzione delle patologie cardiovascolari, www.predimed.es/), e  i cui risultati, come scrivono gli stessi autori: “avvalorano l’indicazione di non ridurre l’assunzione di grassi sani per il mantenimento del peso corporeo”. Ridurre i grassi buoni insomma non serve.

Lo studio e i risultati.  Gli autori hanno arruolato 7.447 uomini e donne di età compresa tra 55 e 80 anni, tutti ad alto rischio cardiovascolare o con diabete di tipo 2, e per più del 90% in sovrappeso o obeso. In modo casuale (lo studio è randomizzato) i ricercatori hanno distribuito i partecipanti in tre gruppi: chi avrebbe seguito una dieta mediterranea priva di restrizioni caloriche e ricca di olio d’oliva (un litro a settimana a famiglia), chi si sarebbe sottoposto a un regime mediterraneo, sempre senza restrizioni caloriche ma arricchito questa volta di frutta a guscio (30 grammi al giorno: 15 di noci, 7,5 di mandorle, e 7,5 di nocciole), e infine chi avrebbe seguito una dieta ipolipidica, a limitato contenuto di grassi. Dopo cinque anni, nel gruppo della dieta a basso contenuto lipidico l’assunzione totale di grassi era diminuita, passando dal 40% al 37,4%mentre era leggermente aumentata nei due gruppi a dieta mediterranea. Nei quali però si era ridotta la percentuale di energia introdotto da proteine e carboidrati.

Il peso. Come è andata col peso? In media tutti ne hanno perso un po'. Ma chi ne ha perso di più sono stati coloro a dieta arricchita con olio di oliva (0,88 chili in meno), seguiti a ruota da chi aveva seguito una alimentazione povera di grassi (0.60 chili) e quindi da chi aveva aggiunto alla sua dieta mediterranea un po’ di frutta secca (0,40 chili). La  circonferenza addominale era aumentata in tutti  tre i gruppi, ma l’incremento maggiore era stato misurato tra coloro che avevano seguito un egime ipolipidico con 1,2 centimetri in più rispetto a 5 anni prima. Nel gruppo "olio d’oliva" i centimetri in eccesso erano 0,85 e 0,37 nel gruppo "frutta a guscio".

Qualcosa da rivedere?  “Il nostro studio – ha commentato Ramon Estruch, dell’istituto di Fisiopatologia de la obesidad y nutrición di Barcellona e primo autore dell’indagine - mostra che una dieta mediterranea ricca di grassi vegetali come olio di oliva e frutta a guscio ha un piccolo effetto sul peso corporeo o sulla circonferenza addominale se paragonata a quella di persone che seguono una alimentazione a basso contenuto di grassi. La dieta mediterranea ha noti benefici per la salute e include grassi sani, come oli vegetali, pesce e frutta a guscio”. Detto ciò, a scanso di qualsivoglia equivoco, Estruch ha voluto ricordare però che i risultati di Predimed non significano ovviamente che una dieta senza restrizioni caloriche particolari ma con alti livelli di grassi come burro, carni lavorate, bevande zuccherate, dolci o fast-food sia salutare.

Non solo grasso. Secondo Estruch andrebbe abbandonato “il mito che prodotti a basso contenuto calorico e a basso contenuto di grassi diano come effetto un ridotto aumento di peso” sul lungo periodo,  perché – dice l’esperto - si tratta di una “illusione che conduce a politiche paradossali che si concentrano sul totale delle calorie, piuttosto che sulla qualità del cibo” e induce in errore i consumatori, che finiscono per scegliere gli alimenti in base al contenuto totale di grassi e calorie, piuttosto che ai loro reali effetti sulla salute.

Il modo migliore per perdere peso. Ma le diete senza grassi sono efficaci per perdere peso? "Che decenni di suggerimenti di diete ipolipidiche non hanno ridotto i numeri dell’obesità nel mondo è un dato. Anche la qualità di quello che mangiamo è un dato e risulta fondamentale ,  per esempio l’olio d’oliva e il  burro anche a parità di calorie non sono la stessa cosa per le arterie. Detto ciò, e ovviamente, le calorie sono importanti, ma la questione vera è quello che si vuole ottenere: se si vuole perdere peso in tre mesi vanno bene molte diete, anche quelle più fantasiose, perché se si tolgono calorie, in qualsiasi modo si tolgano, il peso si perde.  Poi però bisogna campare in salute per qualche decina di anni e sul lungo periodo (che poi sono i tempi lunghi che impattano significativamente sulla salute cardiometabolica e sull’obesità) la questione cambia. Se si vuole mantenere il peso perduto la dieta mediterranea funziona bene: è salutare ed è ricca di alimenti che saziano: cerali integrali, legumi, frutta e verdura, e di grassi vegetali insaturi".

I consigli. Milioni di persone ossessionate dalle calorie e dai grassi di qualsivoglia origine, per esempio limitano l’olio d’oliva, anche come condimento. "E non ha senso non condire l’insalata, i grassi risparmiamoli non dai condimenti ma dagli alimenti che ne contengono tanti, e magari saturi, come carni e salumi, sia scegliendo tagli più magri, sia riducendo i consumi quando eccessivi”.  Come è privo di senso scegliere prodotti light, evitare il  latte o lo yogurt  interi e poi aggiungere zucchero, c’è già, o acquistare prodotti a zero grassi ma troppo ricchi di zucchero. Se nella dieta scendono i grassi, inevitabilmente sale qualcos’altro, cioè carboidrati o proteine.

E non c’è guadagno né in termini di salute e  nemmeno di perdita ponderale. La dieta mediterranea - coi suoi grassi  è ancora il modo migliore non solo per perdere o mantenere il peso, ma per guadagnare e mantenere salute".





fonte :www.repubblica.it



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