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YOGURT : LA SCELTA GIUSTA PER UN ALIMENTO FONDAMENTALE

YOGURT : LA SCELTA GIUSTA PER UN ALIMENTO FONDAMENTALE

YOGURT : LA SCELTA GIUSTA PER UN ALIMENTO FONDAMENTALE

L'offerta di yogurt è molto ampia e diversificata e non tutte le scelte sono corrette da un punto di vista nutrizionale, quindi occorre fare attenzione.
E’ un alimento la cui acidità piuttosto elevata inibisce lo sviluppo dei microorganismi patogeni. Infatti lo yogurt si conserva bene anche per 20-25 giorni, senza l'utilizzo di conservanti: è dunque un alimento assolutamente sicuro se si rispettano le date di scadenza e una corretta conservazione in frigorifero.

Lo yogurt bianco intero ha caratteristiche nutrizionali uniche: è un alimento completo, contenente carboidrati, proteine e grassi in proporzioni quasi ottimali.
È più digeribile del latte, grazie alle fermentazioni che favoriscono l'assimilazione di tutti i nutrienti del latte: infatti può essere assunto anche da coloro che hanno lievi intolleranze al lattosio, pur contenendo il 3% di lattosio.
L'acido lattico, presente nella misura dell'1%, favorisce la digeribilità delle proteine e dei grassi e migliora l'assorbimento dei minerali come il calcio. Lo yogurt contiene una grande quantità di calcio, e rispetto alle altre fonti di questo minerale ha meno calorie, è più saziante e più digeribile.

I microorganismi presenti nello yogurt migliorano la microflora intestinale ostacolando i processi putrefattivi e fermentativi.
Lo yogurt intero bianco dovrebbe quindi far parte di una alimentazione corretta.
Gli yogurt magri, con un tenore di grassi inferiore all'1% (di solito lo 0.1%), non sono da preferire perché oltre ad essere molto meno appetibili, saziano anche meno rispetto allo yogurt intero.
Gli yogurt alla frutta sono sempre addizionati con zucchero (o dolcificanti), il che ne aumenta notevolmente l'appetibilità e le calorie con il rischio di assumerne troppe.

A parità di tecnologia di produzione, le caratteristiche dello yogurt dipendono da due fattori: la proporzione tra i microorganismi fermentanti (Streptococcus termophilus e Lactobacillus bulgaricus) e la qualità del latte di partenza. Queste caratteristiche assumono una grande importanza nella produzione casalinga di yogurt.

Gli yogurt interi bianchi in commercio hanno più o meno gli stessi valori nutrizionali e possono essere scelti in base alle preferenze di gusto.
Gli altri yogurt, alla frutta, ai cereali, ecc. vanno valutati anche in base al contenuto calorico: è facile rendere buono uno yogurt aggiungendo zuccheri o grassi.

Come sceglierlo allora?

La scelta migliore dal punto di vista nutrizionale ricade sullo yogurt intero bianco.
Si può acquistare lo yogurt bianco (o autoprodurre) e assumerlo come tale, oppure si può addizionare con marmellata a basso tenore di zuccheri (40% di zuccheri), nella misura di 10-15 grammi di marmellata per 100 grammi di yogurt. Si otterrà un prodotto con circa 80-85 kcal per 100 grammi. Ancora meglio se lo si addiziona con frutta fresca come banane, mele, pere, pesche, ecc. Si può anche dolcificare con miele, o sciroppo d'acero. Il prodotto risultante non dovrebbe mai avere un tenore in zuccheri superiore al 10%.
Lo yogurt greco magro contiene il 10% di proteine (quasi tre volte lo yogurt tradizionale) e nonostante non contenga grassi, ha un potere saziante notevole. Questo prodotto è molto cremoso e si presta benissimo ad essere addolcito in misura maggiore rispetto allo yogurt intero, dunque utilizzato come base per produrre dolci ipocalorici. Ne trovate alcuni nei nostri menu Mediterraneo e Vegetariano.



Alimentazione ed ernia iatale

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Alimentazione ed ernia iatale



Ernia iatale

Dolori al petto e alla schiena, formicolio e addormentamento del braccio sinistro, bocca amara, difficoltà a respirare, annebbiamento della vista, tachicardia. Il quadro esatto di un attacco cardiaco. Ma non è sempre così. Anche l'ernia iatale può avere gli stessi sintomi. Una patologia di cui non si conoscono le cause e di cui si può solo controllare gli effetti più dolorosi.
Arrivano all'improvviso. Proprio in un momento di maggior tranquillità e rilassatezza fisica. Si caratterizza con dolori acuti, continui e fastidiosi.  Ma il fatto che questi dolori tipici dell'infarto siano in realtà motivati dalla presenza di un'ernia iatale non deve farci sottovalutare il problema. Come molte malattie tra il somatico e il patologico l'ernia iatale non trova ancora una spiegazione univoca e razionale da parte della scienza medica. Ciò che rimane costante è che ad un certo punto la piccola apertura posizionata a sinistra del diaframma, lo iato, si allarga più del dovuto permettendo ad una parte dello stomaco di fuoriuscire verso l'alto nella cavità toracica. Questa è l'ernia iatale. Le ernie iatali sono molto frequenti e si rilevano fino a sei persone su dieci prima dei 60 anni con questa patologia. Sono tre i tipi individuati di ernia iatale e che si differenziano per come si comporta l'ernia all'interno della cassa toracica e per la loro rarità...nonché per i sintomi dolorosi che ciascuna forma provoca.  Quando l'ernia iatale fa male i sintomi sono inconfondibili: bruciore di stomaco e rigurgito, disturbi nella digestione, perché gli acidi prodotti dallo stomaco rifluiscono verso l’esofago. In casi più gravi il reflusso gastro-esofageo è cronico a tal punto da dare origine con il tempo ad ulcere, sanguinamento, anemia e persino asma. Fino alla difficoltà stessa nella deglutizione e nel passaggio del cibo nello stomaco. Ci sono poi sintomi dolorosi molto simili ad un attacco cardiaco. In questi casi è meglio evitare sia di giustificarli con l'attacco di ernia iatale o preoccuparsi in modo spropositato temendo di trovarci di fronte ad un attacco cardiaco. L'importante è non sottovalutare lo stato. Un escalation di dolori al centro del petto, irradiamento del dolore dietro alla schiena e sotto le scapole, dolore, formicolio e addormentamento del braccio sinistro, occhi pesanti, mal di testa, bocca amara, difficoltà a respirare, annebbiamento della vista, tachicardia. Sembra la descrizione perfetta di un infarto in bello stile. Ma è l'ernia iatale che si fa sentire. Solitamente, infatti, chi soffre di ernia iatale si è sottoposto almeno una volta ad una visita cardiologica per scongiurare eventuali rischi di cardiopatie. E allontanato lo spettro dell'infarto la diagnosi si può effettuare con la pH-metria per misurare la quantità di acido, la manometria esofagea per valutare la funzione del cardias ed il movimento dell'esofago, la gastroscopia per vedere l'ernia. Altri esami come la scintigrafia e la radiologia con bario sono oggi entrati in secondo piano. Non conoscendo le cause precise dell'ernia iatale e quindi la definitiva soluzione, le cure sono finalizzate a calmare i sintomi più invalidanti e dolorosi: gli antisecretori gastrici, I procinetici, antispastici per l’intestino, i farmaci che bloccano i canali del calcio e alcuni antidepressivi indeboliscono i muscoli che formano il tratto inferiore dell’esofago. Modificare la dieta e eliminare alcune abitudini scorrette nella propria vita, come il fumo e troppi caffè possono allungare il tempo tra un attacco ed un altro.  In casi estremi sarà necessario sottoporsi ad un intervento chirurgico.



Le cure ufficiali

La medicina accademica, propone farmaci antiacidi o antisecretivi in modo continuo o al bisogno. Oppure l’intervento chirurgico.
A proposito dell’intervento chirurgico, qualche anno fa uno studio ha messo a confronto i benefici dell’intervento con la terapia farmacologica e ha scoperto che i pazienti che erano finiti sotto i ferri continuavano comunque ad aver bisogno dei farmaci antireflusso. Ancora peggio: la sopravvivenza a 10 anni tra gli operati era significativamente più bassa e le morti per cause cardiovascolari maggiori. Inoltre, ufficialmente l’intervento dovrebbe prevenire il tumore, tuttavia, i ricercatori non solo hanno dichiarato che il rischio di tumore nel reflusso gastroesofageo è stato oltremodo esagerato dalla medicina, ma hanno anche dimostrato che, operazione o no, il rischio di cancro all’esofago rimane comunque molto basso (J Am Med Assoc, 2001: 285: 2331-8).



Le alternative
Contrariamente all’approccio della medicina ufficiale, quello naturale dovrebbe occuparsi del malato, più che della malattia. La valutazione della costituzione, della patobiografia, delle tendenze ereditarie e dello stato energetico globale dell’organismo sono più importanti dei singoli sintomi contingenti, come il bruciore o l’acidità. Questo non toglie il fatto che, anche con la medicina naturale, non si possano utilizzare, all’occorrenza o inizialmente, dei farmaci antiacidi (erbe, polvere di ostrica, bicarbonato di sodio, calcio carbonato, ecc.) per alleviare i sintomi. Tuttavia, la cura sintomatica deve essere subordinata alla cura globale della persona: abitudini di vita, alimentazione, attività fisica, peso, attitudine mentale.



Alimentazione
Il reflusso gastroesofageo ed eventuali processi infiammatori-ulcerativi possono essere totalmente curati e guariti senza i farmaci dell’allopatia e, a parte rari casi, senza chirurgia, indipendentemente dalla presenza di un’ernia iatale o dell’Helicobacter pylori. La base fondamentale dell’intervento terapeutico è la dieta. Non solo intesa sotto il profilo di quello che si deve o non si deve mangiare, ma anche riguardo ad alcuni fondamentali aspetti:
modalità - mangiare con calma, seduti, in ambiente tranquillo e non freddo,  senza il disturbo di telefoni,  televisione o discussioni impegnative. Masticare tutto molto bene. Come dice il saggio: “Mastica la tua acqua e bevi il tuo cibo”. La saliva contiene sostanze che tamponano l’acidità e riparano le mucose. Addirittura, pare che masticare la chewing gum dopo i pasti sia un toccasana per chi soffre di reflusso: stimola la produzione di molta saliva e aumenta il ritmo di deglutizione…l’importante è non usare quelle con aspartame e acesulfame. Nell’ambito delle “modalità”, una cosa da non fare mai è sdraiarsi dopo i pasti o infossarsi nella poltrona, ma anche impegnarsi in attività fisiche intense;
tempi -  per esempio, non bisogna abbuffarsi la sera e poi saltare la colazione;
ritmi -  avere pasti regolari, evitare digiuni prolungati;
associazioni - non mischiare di tutto durante il singolo pasto. Dissociare il più possibile;
qualità – consumare alimenti altamente nutrienti, freschi e vitali. Evitare il forno a microonde, i cibi confezionati, ecc. Ridurre globalmente i carboidrati. Alcuni alimenti potrebbero peggiorare decisamente la situazione: caffè, cioccolata, menta, alcol, spezie, dolciumi, ecc.
quantità – fare piccoli pasti. Mai riempirsi. Non mangiare se non si è ancora digerito il pasto precedente.

Il sovrappeso è una condizione che aggrava notevolmente il reflusso. In questo caso, allora, bisogna modificare la dieta anche in senso dimagrante.
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Fitoterapia
Offre una vasta gamma di piante medicinali che si sono dimostrate efficaci nel riflusso, nelle gastrite e perfino nelle ulcere gastro-duodenali. Non è possibile in questa sede elencarle e descriverle tutte. Posso solo segnalarne alcune. Hanno principalmente proprietà antinfiammatorie, regolarizzanti l’acidità, calmanti viscerali, adattogene (antistress) e amaricanti (amare). Queste ultime sono di notevole importanza perché, somministrate alle giuste dosi, hanno la proprietà di tonificare la valvola del cardias, di favorire la digestione, stimolare la motilità dello stomaco (azione procinetica) e far così procedere in avanti il contenuto alimentare, senza farlo tornare indietro.
A proposito di acidità, voglio segnalare che alcuni affermano che il reflusso gastro-esofageo non è affatto un problema di iperacidità, come la medicina ufficiale ci vuole far credere, ma esattamente il contrario. Tanto che una delle cure proposte è proprio l’uso di integratori a base di acido cloridrico ed enzimi da assumere prima dei pasti.

PIANTA MEDICINALE                                                                           PROPRIETÁ

Liquirizia, Glycyrrhiza glabra               Antinfiammatoria, antisecretiva, cicatrizzante, protettiva delle mucose.

Olmaria, Spirea ulmaria                       Normalizzante l’acidità gastrica, lenitiva e protettiva delle mucose.

Altea, Althaea officinalis                        Lenitiva, emolliente, antinfiammatoria, cicatrizzante.Aloe vera, Aloe barbadensis                                            Antinfiammatoria, antiulcerativa, cicatrizzante.

Calendula, Calendula officinalis         Cicatrizzante, riepitelizzante, antinfiammatoria.

Shatavari, Asparagus racemosus       Antiulcera, emolliente.
Centella, Centella asiatica                    Antiulcera, riepitelizzante, adattogena.

Amalaki, Emblica officinalis                  Emostatica, antiossidante.
Scutellaria, Scutellaria sp                      Sedativa, tonico-nervina, antispastica e leggermente amara.

Uncaria, Uncaria tomentosa                 Adattogena, antiossidante, antinfiammatoria, antimicrobica.

Melissa, Melissa officinalis                    Sedativa, antidepressiva, antispastica.

Genziana, Gentiana lutea                      Digestiva, procinetica.

Cicoria, Cichorium intybus                    Coleretica, digestiva, procinetica.

Zenzero, Zingiber officinale                   Digestiva, spasmolitica, antinfiammatoria, carminativa.


Trattamenti integrativi

Fermenti lattici – sono di straordinaria importanza per il tratto gastro-intestinale e certamente da inserire nella cura per il reflusso. Meglio orientarsi su prodotti non “gastro-resistenti”, ma che possano agire già nell’esofago e nello stomaco. Lattobacilli, bifidobatteri e altri simili producono vitamine, enzimi e numerosi fattori che concorrono al ripristino dell’ecologia delle nostre mucose. Alcuni sono anche in grado di tenere sotto controllo l’Helicobacter pylori.

Glutamina – è usata come integratore per curare l’ulcera gastro-duodenale. Le cellule delle mucose la utilizzano come “carburante”. In caso di danno cellulare, infiammazione e ulcerazione il fabbisogno cellulare aumenta.

Colostro – è una speciale sostanza secreta dalle ghiandole mammarie di tutti i mammiferi al momento della montata lattea. E’ uno straordinario liquido che ha la funzione di proteggere la salute e la vitalità del nuovo nato. E’ stato in assoluto il vostro primo pasto, se avete avuto la fortuna di essere allattati al seno.  Contiene ormoni, vitamine, fattori di crescita e molto altro. Per scopi commerciali, si utilizza quello ricavato dal latte di mucche molto selezionate. Recenti studi dimostrano che il colostro può essere utile per la cura di numerose patologie gastrointestinali (American Journal of Clinical Nutrition, Vol. 72, No. 1, 5-14, July 2000) e che alcune sue componenti possiedono un notevole effetto rigenerante e riepitelizzante (Beth Ley, PhD, Colostrum, Nature's Gift to the Immune System).

Osteopatia e chiropratica - Il trattamento cranio-sacrale può spesso correggere il reflusso, soprattutto nei bambini.

Multienzimi - l’assunzione durante e dopo il pasto di integratori enzimatici aiuta la digestione e riduce il ristagno nello stomaco del cibo. Sono dei sintomatici che accompagnano una terapia più profonda.

Vitamine e minerali – può costituire una terapia di supporto, soprattutto nei casi cronici. Uno studio ha messo in evidenza che una minore incidenza di cancro all’esofago è associato a più alti livelli nel corpo di vitamine A, B2, acido folico, zinco e altri fattori protettivi.

Succo fresco di cavolo - è un’ottima cura antiulcera che si può utilizzare anche nel reflusso. Se ne bevono 3-5 bicchieri al giorno. E’ molto efficace, ma non tutti sopportano il sapore forte di questa bevanda.

Sali di Schuesller -  devono essere scelti in base ai sintomi. I principali sono: Natrum Phos, Natrum Sulph, Silica, Magn Phos.


Ayurveda – l’iperacidità è normalmente una condizione Pitta, ma il ristagno di cibo nello stomaco con conseguente fermentazione può essere Vata o Kapha.

Pitta – prevale la sensazione di bruciore, rigurgiti acidi e, a volte, nausea e vomito. Le cause possono essere un consumo eccessivo di zuccheri, dolciumi, cibi acidi, alcol e, più in generale, di pasti copiosi. Spesso si associano aspetti mentali come la collera, lo stress, l’impazienza e la competizione.
Vata – sono meno presenti sintomi come il bruciore e i rigurgiti acidi. Prevale il dolore. La persona si sente vuota, ha freddo ed è in uno stato di ansia. Possono esserci altri sintomi, come le palpitazioni, l'insonnia, il meteorismo e la stipsi. L’appetito e la digestione sono irregolari e le secrezioni acide squilibrate. Una borsa di acqua calda può aiutare, così come bevande e pasti caldi.
Kapha – la condizione Kapha si caratterizza per la presenza di catarro, secrezioni acquose, ma raramente acide, mancanza d’appetito, digestione lenta, dolore sordo e sensazione di pesantezza. I sentimenti negativi che si accompagnano possono essere di attaccamento, di avidità e di dolore.  C’è un problema di sovrappeso e di eccessi alimentari, orientati soprattutto verso carboidrati, dolciumi e grassi.



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