frutta - Blog - Dott.Enrico Fonticelli Biologo Nutrizionista cell. 3887304549 visite e piani alimentari personalizzati anche a domicilio!

Vai ai contenuti

Menu principale:

proprietà e benefici dell'ananas

Pubblicato da in frutta ·
Tags: ananasfruttaDottEnricoFonticellisapereconsaporefoodnutritiondietbenesserePozzuoliNapolidomicilionutrizionista
Dott Enrico Fonticelli



Melagrana? Un frutto dalle molteplici proprietà e benefici!!!

Pubblicato da in melagrana ·
Tags: melagranafruttacibobenesseresapereconsaporestagioneautunnoEnricoFonticellisaluteinvecchiamentopolifenolivitamineGiuglianoPianuraFuorigrottaNadomiciliovisita
Melagrana? Un frutto dalle molteplici proprietà e benefici!

sapereconsapore

Tra i frutti di stagione che ci offre l’autunno,ormai prossimo, il primo posto in termini di qualità e di benefici sull’intero organismo se lo merita sicuramente la melagrana. Questo frutto non può, infatti, mancare sulle tavole di chi ha scelto di alimentarsi in modo sano e preservare al meglio la propria salute ed il proprio benessere fisico in generale.
La melagrana, che è il frutto dell’albero di melograno, è stata fin dall’antichità considerata il simbolo della longevità e dell’abbondanza, le sue proprietà terapeutiche erano conosciute già dai tempi di Ippocrate (il padre della medicina) ,ma solo da pochi anni anche la medicina moderna, dopo una serie di studi dettagliati, ha riconosciuto gli effetti benefici e le proprietà terapeutiche della melagrana sulla salute dell’uomo.
Lotta al cancro, alle malattie cardiache e danni al cervello: questi sono solo alcuni dei benefici che possono essere ricollegati alla melagrana. Inoltre questo frutto contribuisce a nutrire e ringiovanire la pelle, aumentando la rigenerazione delle cellule, combattendo così i segni dell'invecchiamento .
Grazie al suo alto contenuto di polifenoli antiossidanti,la melagrana, frutto nativo dell’Iran, è stato a lungo considerato uno dei frutti più straordinari della natura grazie alle sua lotta contro i radicali liberi e all’invecchiamento.
Vediamo insieme alcuni benefici di questo frutto:

  • Sono ricchi di potenti antiossidanti

La prossima volta che avrete sete, provate a bere del succo di melagrana, grazie alle sostanze fitochimiche contenute in essa, quali tannini e antociani, entrambi noti per la lotta contro il cancro, riduce il rischio di aterosclerosi e contribuisce a rendere perfetta la vostra pelle.

  • Aiutano la rigenerazione cellulare

Non solo la melagrana è considerata come un antinfiammatorio naturale, essa ha anche un alto contenuto di acidi grassi essenziali, aiuta a promuovere la rigenerazione cellulare e la riparazione della pelle. Tutto ciò lo rende uno dei pochissimi ingredienti naturali che possono realmente fare la differenza per il nostro aspetto (in tanti modi).
E' stato dimostrato che la melagrana può stimolare le cellule "cheratinociti" della pelle,le quali sono coinvolte nella rigenerazione cellulare, rendendolo così un fantastico ingrediente anti-invecchiamento .

  • Aiuta a prevenire le malattie cardiache

Le proprietà della melagrana sono anche note per ridurre le probabilità di un attacco di cuore e dell'ictus, mantenendo i vasi sanguigni in condizioni perfette. L'acido ellaico, il principale ingrediente antiossidante presente nel succo di melograno, non si trova in nessun altro luogo in natura ed è pensato per abbassare il colesterolo cattivo, una delle principali cause dell'insufficienza cardiaca.


  • Può aiutare a ridurre il rischio di cancro al seno

Un alimento che può aiutare il cancro in stallo? Sembra che i melograni possono fare la cosa giusta...
Gli ellagitannini sono polifenoli bioattivi che si trovano nei melograni. Questi polifenoli possono aiutare a prevenire la formazione delle cellule del cancro al seno attraverso l'inibizione dell'aromatasi. Il melograno è anche un adattogeno naturale, aumentando i livelli di estrogeni quando il corpo ne necessita, ma bloccando gli estrogeni più forti quando i livelli sono troppo alti. Questa intelligenza innata di adattare la sua funzione per le esigenze del corpo è una delle caratteristiche di questo frutto straordinario.

  • Può risolvere i tuoi sbalzi d'umore

Siete emotivi, irritati e arrabbiati?Nel caso delle donne,se soffrite di sbalzi d'umore da sindrome premestruale o soffrite di diserbi legati alla menopausa, la  melagrana vi aiuterà.
I Melograni contengono vitamine E e C, selenio e beta-carotene, utile per alleviare o ridurre le vampate di calore (soprattutto durante la menopausa ) e gli sbalzi d'umore.

  • Aiuta a mantenere le ossa forti

Consumare la melograna regolarmente può contribuire ad aumentare il livello di calcio, una notizia eccellente per le ossa!
E' importante ottenere la giusta quantità di calcio al giorno, al fine di prevenire le malattie legate alla perdita di densità ossea come l'osteoporosi. Bere o mangiare melograni è particolarmente utile se la perdita ossea è dovuta ai cambiamenti dati dalla menopausa.
Questo perché i semi di melograno contengono estrogeni, l'ormone che durante la menopausa le donne perdono gradualmente a causa del depauperamento delle uova nelle loro ovaie .

  • Vi manterrete giovani!

Quando si tratta della cura della pelle, i melograni non mancano mai di stupire. Mentre aiutano a proteggere e a nutrire la pelle, i melograni aiutano anche a combattere i segni dell'invecchiamento con un pelle più giovane.
​Il derma (strato esterno della pelle) , è costituito da fibre di collagene ed elastiche. Le rughe che si verificano nel derma sono dovute alla degradazione di collagene ed elastina. La vitamina C è parte integrante della formazione del collagene permettendo alle proteine ​​di diventare più forti, e la buona notizia? Solo un melograno possiede il 48 per cento del valore giornaliero di vitamina C.

  • Può aiutare ad esfoliare la pelle

I semi di melograno schiacciati sono perfetti per l'esfoliazione! Perché non fare uno scrub fai da te per viso e corpo con un po' di zucchero? E 'molto più facile di quanto si pensi...
Per aiutare ad eliminare le cellule morte della pelle basterà unire una purea di semi di melograno con olio di cocco e zucchero .

  • Aiutano a proteggere contro i danni UV

Grazie alla presenza di antiossidanti, tra cui gallico e ellagico , questo frutto 'magico' aiuta a proteggere la pelle contro i danni UVB, proteggendo le cellule  dai danni dei radicali liberi .
Inoltre,la melagrana contribuisce ad evitare il cancro della pelle, gli effetti dell'invecchiamento cutaneo e anche  ad alleviare i sintomi delle scottature.

  • Protegge il tuo cervello

La melagrana aiuta il corpo e la pelle a neutralizzare i radicali liberi, prevenendo le malattie e nutrendo la pelle , ma può anche fare molto per il vostro cervello proteggendolo contro le diverse malattie come il morbo di Alzheimer

Dott.Enrico Fonticelli
Biologo Nutrizionista
cell. 3887304549
mail. sapereconsapore@gmail.com

Le visite o i controlli successivi possono essere effettuati anche a domicilio!

ricevo su appuntamento in:
-Via Fortunata del Forno 19Giugliano(Na)
-Viale Augusto 101/109 Fuorigrotta(Na)
-Via Domenico Padula 127/d Pianura(Na)



Conservare frutta e verdura? Vediamo insieme i 5 errori che si fanno spesso

Pubblicato da in frutta e verdura ·
Tags: fruttaverdurasapereconsaporevisitecontrolliGiuglianoFuorigrottaPianuraNaEnricoFonticelli
Conservare frutta e verdura? Vediamo insieme i  5 errori che si fanno spesso

sapereconsapore

A chi non è capitato di aprire il frigorifero e trovarsi travolto da una improvvisa ondata di cattivo odore che lo ha colpito in pieno volto?
E dopo le cose sono andate anche peggio: dallo scomparto della frutta e verdura ci guardavano malignamente nell’ordine gli spicchi di aglio germogliati e l’insalata sfatta. Tristissimo spettacolo nonché spreco senza senso.
Col caldo oltretutto le cose peggiorano ancora di più, frigorifero e dispensa corrono il rischio di camminare da soli trasportati da orde di germi, batteri e muffette varie.
Come fare allora? Rinunciare ai nostri sani vegetali solo perché non siamo capaci di conservarli al meglio né di assicurare loro una vita libera da muffa e caldo, e soprattutto un po’ più lunga?
Ma no, basterà qualche attenzione, qualche errore da correggere per conservare e gustare le nostre verdure anche col caldo torrido dell’estate.

  • Non conoscere il proprio frigo

Consideriamo il frigorifero, questo sconosciuto: se all’interno la temperatura media è di 4°C. (sottolineo, MEDIA), consideriamo che non tutte le zone del frigo sono uguali. Ci sono variazioni di temperatura notevoli: si va dagli 8/10°C. del reparto verdure (quello chiuso, in basso) ai 2°C. circa delle zone più fredde.
Conoscere le temperature dei vari ripiani del frigo permette una conservazione migliore degli alimenti: infatti, se nelle zone più fredde sistemiamo quelli altamente deperibili come ad esempio la carne, è bene tenere il cibo delicato nelle zone meno fredde.
Prendete frutta e verdura: è vero che in teoria hanno uno scomparto dedicato, ma spesso è piccolo, non basta. Dove conserviamo allora, nel nostro frigo, gli alimenti appena comprati? In una zona fresca ma non troppo. E qual è questa zona?
Ci viene in aiuto la regoletta di fisica imparata alle medie: l’aria calda va in alto, ricordate? Succede lo stesso anche nel frigo.
Quindi, esaurita la capienza dello scomparto apposito sistemiamo i vegetali a partire dall’alto, la zona meno fredda, cercando di non arrivare allo scomparto in basso, quello proprio sopra al vano verdure, il più freddo.

  • Non dare del tu all'etilene

Guai a non conoscerlo. Guai a scambiarlo per un additivo chimico per vini “pregiati” o per un disinfettante da ospedali.
L’etilene è un ormone vegetale gassoso prodotto dalle piante responsabile della maturazione dei vegetali.
Tutti i vegetali producono etilene. Infatti tutti i vegetali maturano. Però non ne producono in ugual maniera. Qui sta l’importanza di conoscere un po’ di più questo ormone.
Infatti i vegetali come mele o banane che ne emettono parecchio (li chiameremo “climaterici”) maturano prima e fanno maturare più velocemente quelli collocati vicino.
I vegetali avari di etilene, invece (“non climaterici”), come le fragole, gli agrumi e i frutti di bosco, traggono sicuramente vantaggio dalla vicinanza con i loro "fratelli", i climaterici, perché li fanno maturare più in fretta.
Ecco spiegato come mai le nostre nonne per far maturare della frutta che proprio non ne voleva sapere la mettevano spesso vicino alle mele: le mele producono parecchio etilene e lo spargono nell’ambiente con dovizia, così come le banane.
E quindi, attenzione: se avete già della frutta quasi matura, in più la temperatura esterna è di trenta gradi all’ombra, mettere assieme banane e mele, magari fuori dal frigo, non è l’idea più giusta. Se invece avete delle arance sempre acerbe, lasciarle sole solette tra loro mentre nell’altra stanza sono presenti delle belle mele è un altro errore.
In pratica, una volta capito il ragionamento dell’etilene e dei frutti climaterici, nessuno vi ferma più: potete giocarvi le vostre carte per far maturare o, al contrario, per non agevolare la maturazione di tutto ciò che vi capita sotto tiro. Anche se solo di origine vegetale.

Per maggiore chiarezza ecco alcuni esempi di vegetali climaterici e non.

Climaterici: mela, albicocca, caco, avocado, banana, fico, kiwi, mango, nettarina, papaya, pesca, pera, prugna, cocomero, melone, pomodoro, broccoli, asparagi, spinaci, cavolfiore.
Essendo  questi vegetali a maturazione veloce sarebbe consigliabile tenerli in frigorifero, dove la bassa temperatura ne rallenta il metabolismo e la “respirazione”.

Non climaterici (essenzialmente uva, agrumi e frutti di bosco): mirtilli, more, lamponi, fragole, ciliege, cetrioli, uva, pompelmi, limoni, lime, olive, arance, peperoni, ananas, melanzana, zucca, melograno, patate.

  • Mettere in frigo i pomodori

Per i pomodori vale un discorso a parte: la bassa temperatura del frigo rompe le membrane esterne interrompendo il processo di maturazione a scapito (anche) della consistenza.
Oltretutto, il freddo riduce alcune sostanze chimiche che donano ai pomodori il tipico sapore. Avete presente i pomodori del supermercato? Ecco perché non sanno di nulla.
Anche se fa caldo, fuori dal frigo i pomodori riescono a resistere circa quattro o cinque giorni.

  • Mettere in frigo le patate

Con il freddo l’amido della patate si trasforma rapidamente in zucchero e accelera il processo di germogliazione favorendo la formazione di solanina, una sostanza tossica (avete tutti presente, vero, le patate quando diventano verdi? Ecco, quello è l’effetto della solanina).
Oltretutto quest'ultima dona alle patate un sapore sgradevole, in più causa un imbrunimento eccessivo una volta fritte, con maggior produzione di acrilamide, sostanza potenzialmente nociva. E non va bene, per nulla.
Va bene invece riporre le patate in un luogo fresco e possibilmente buio in quanto anche la luce fa aumentare la quantità di solanina. Tenerle al buio per un paio di settimane, lo zucchero si ri-trasforma in amido permettendovi di gustarle tranquillamente.

  • Mettere in frigo erbe aromatiche,aglio e cipolla

Ma allora ditelo! Pure il basilico, l’aglio e la cipolla mettete in frigo, ma cos’è un refugium peccatorum?
Aglio e cipolle non vanno perché l’umidità li fa germogliare  
mentre le erbe aromatiche si ossidano.
Mettete invece i primi due vegetali in una retìna impilandoli uno sopra l’altro.
Le erbe aromatiche? Quelle stanno bene in un vasetto colmo di acqua come se fossero fiori. I più industriosi invece possono tritarle, mescolarle, unire dell’olio e congelarle nel contenitore dei cubetti di ghiaccio: avranno così una scorta di sapore bella e pronta all’uso, solo da scongelare.
E ora che abbiamo finito con gli errori, ecco due consigli utili per l'estate.

  • Frutti di bosco : fragole,lamponi,mirtilli e more

Delicati oltremisura,la muffa per questi frutti è dietro l’angolo. Si evita lavandoli con una soluzione composta da dieci parti di acqua e una di aceto di mele, premurandosi di asciugarli prima di riporli in frigorifero.

  • Insalata moscia

Volete darle un po’ di vigore? Lasciatela sotto il getto dell’acqua fresca per qualche minuto.

  • Congelatore

Non di solo frigo vive l’uomo ma di ogni cosa che esce dalla porta del congelatore: se la frutta patisce troppo le bassissime temperature, potrete invece congelare la verdura dopo averla preferibilmente tagliata a quadretti e magari –passaggio non necessario– averla sbollentata per qualche minuto.
Messa poi negli appositi sacchetti freezer rappresenta il vostro personalissimo minestrone d’emergenza.

Dott.Enrico Fonticelli
Biologo Nutrizionista
cell. 3887304549
mail. sapereconsapore@gmail.com

Le visite o i controlli successivi possono essere effettuati anche a domicilio!

ricevo anche su appuntamento in:
-Via Fortunata del Forno 19Giugliano(Na)
-Viale Augusto 101/109 Fuorigrotta(Na)
-Via Domenico Padula 127/d Pianura(Na)



Anguria: benefici e proprietà nutritive del frutto simbolo dell’estate

Pubblicato da in anguria ·
Tags: anguriafruttaestateEnricoFonticellisapereconsaporenutrientivitaminebenesserelicopeneacquaNapoliPozzuolinutrizionistabiologocibo
Anguria: benefici e proprietà nutritive del frutto simbolo dell’estate

sapereconsapore

Effetti benefici Anguria

L’estate è prossima  e con essa anche il caldo con temperature altissime. Se vi sentite stanchi e spossati, un soluzione c’è, oltretutto priva di qualsiasi controindicazione e che vi permette di vincere questo tipo di sensazioni, tipiche dei mesi estivi in un modo semplicissimo. Stiamo parlando dell’anguria: mangiandola possibilmente fresca o perfino fredda, vi permetterà in pochi minuti di recuperare i sali minerali che avete perso con l’inevitabile sudorazione. Uno dei tanti benefici che arrivano da questo frutto voluminoso quanto prezioso, composto per il 92 per cento di acqua, combinata con il licopene, antiossidante tipico del pomodoro, in grado di conferire alla polpa dell’anguria la colorazione rossa. Questo frutto rinforza il sistema immunitario, ha proprietà antinfiammatorie, depura l’organismo, migliora l’aspetto della pelle e dei capelli, aiuta la circolazione e la solidità delle ossa.
E' molto povera di calorie :150 g contengono solo 48 calorie,ma è ricca di vitamina , betacaroteni,licopene(150 g forniscono il 19,5% del fabbisogno giornaliero di vitamina C e,attraverso i betacaroteni,il 13,9% del fabbisogno giornaliero di vitamina A. L'anguria è anche una buona fonte di vitamine B1 e B6,di acido pantotenico,di biotina,di magnesio,di potassio e di fibre. La presenza di vitamina C e potassio in particolare avrebbe un’azione depurativa e detossificante che rende l’anguria un frutto ideale per contrastare in maniera naturale la ritenzione dei liquidi, il gonfiore alle gambe e l’ipertensione.

Tutte le proprietà nutritive dell'anguria

L’anguria è inoltre ricca di carotenoidi in grado di combattere l’azione dei radicali liberi e quindi l’invecchiamento delle cellule. Tra questi, come già detto, il licopene, un nutriente importante in quanto sarebbe in grado di ridurre il rischio di ammalarsi di diversi tipi di cancro.
E ancora: l’anguria è ricca di citrullina, un amminoacido che assicura l’equilibrio della pressione e mantiene elastiche le pareti arteriose e sarebbe quindi in grado di prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache. Secondo alcune ricerche, una fetta di anguria al giorno sarebbe addirittura in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Infine, essendo ricca di acqua e quindi povera di calorie, l’anguria è infine un frutto perfetto per chi segue una dieta ipocalorica.

Le controindicazioni

Dato che le angurie sono tra i frutti su cui si trovano più frequentemente residui di pesticidi, si raccomanda di acquistare prodotti di coltivazione biologica.

Come si sceglie e si conserva

L'anguria si batte con le nocche della mano per verificare se suona vuoto(ed è quindi matura ) anche se questa tecnica non sempre funziona.Preferite le angurie che abbiano una superficie liscia e la parte inferiore color crema.Nonostante tutte le precauzioni,è tuttavia difficile giudicare le qualità di un anguria se non la si taglia a metà.Quando è tagliata,indici di bontà sono una polpa soda  e succosa e semi marrone scuro o neri. La presenza di zone bianche o semi bianchi indica che non è matura.
Per mantenere freschezza e sapore, va conservata al fresco. Se non entra nel frigorifero,tagliatela a pezzi(il meno possibile),che manterrete coperti per evitare che si asciughino e che assorbano gli odori di altri cibi.

Dott.Enrico Fonticelli Biologo Nutrizionista
cell. 3887304549
mail. sapereconsapore@gmail.com

ricevo per appuntamento in:
-Via Fortunata del Forno 19 Giugliano(Na)
-Via degli innamorati 143 Giugliano(Na)
-Viale Augusto 101/109 Fuorigrotta(Na)
-Via Domenico Padula 127/d Pianura(Na)
Le visite o i controlli successivi possono essere effettuati anche a domicilio!



Nespole: Proprietà e Benefici

Pubblicato da in nespole ·
Tags: nespolemaggioprimaverasapereconsaporeEnricoFonticellifruttavitaminemineralibenessere
Nespole: Proprietà e Benefici

sapereconsapore

Le nespole sono i frutti di due differenti piante entrambe appartenenti alla famiglia delle Rosaceae. Il nespolo comune, nome scientifico Mespilus Germanica è originario del Caucaso e il nespolo del Giappone, nome scientifico Eriobotrya Japonica, è originario dell’ Estremo Oriente.
La maturazione delle nespole comuni ha tempi lunghi ed i frutti si raccolgono nel tardo autunno quando non sono ancora ben maturi, probabilmente per prevenire il cattivo tempo tipico della stagione, e per tradizione si fanno maturare in casa distese sulla paglia.
La maturazione è completa quando i frutti assumono una colorazione marrone scuro e la polpa diventa soffice. Bisogna però sottolineare che le nespole danno il meglio, in termini di prelibatezza della polpa, quando vengono fatte maturare sulla pianta.

Composizione Chimica

Le nespole sono composte per l’ 85,3 % da acqua, lo 0,4% di proteine, 0,4% di grassi, carboidrati, fibra 1,70 %, zuccheri 6,1 % e lo 0,5 % di ceneri.

Questi i minerali: sodio, il potassio, il ferro, il rame, il manganese, il calcio ed il fosforo, magnesio, selenio e zinco.

Vitamine: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B6 e vitamina C. Le nespole contengono inoltre acidi grassi Omega 3 ed Omega 6.

Aminoacidi: acido aspartico e acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Proprietà e Benefici delle Nespole

  • Regolano l’intestino
Le nespole, pur avendo proprietà astringenti dovute all’abbondanza di tannini, non danno luogo a stitichezza prolungata ma si comportano piuttosto come naturali regolatori dell’intestino.

  • Diarrea
In caso di diarrea le proprietà delle nespole non del tutto mature possono fornire un valido aiuto per la soluzione del problema.

  • Proteggono il Colon
Il consumo di nespole mature invece, grazie al buon contenuto di pectina, una fibra solubile, ha effetti leggermente lassativi. La pectina inoltre, diminuendo il tempo di esposizione alle sostanze tossiche ha proprietà protettive nei confronti del colon.

  • Colesterolo
È stato anche dimostrato che la pectina è in grado di tenere sotto controllo la quantità di colesterolo cattivo nel sangue, diminuendo il suo riassorbimento nel colon e facilitandone l’espulsione.

  • Emorroidi
Hanno proprietà diuretiche ed aiutano a far regredire le infiammazioni emorroidali.

  • Rimineralizzanti
Possono anche essere utilizzate da chi fa molto sport per recuperare i sali minerali persi durante un’attività sportiva particolarmente intensa.

  • Utili per dimagrire
Se dopo averle mangiate bevete un buon bicchiere d’acqua otterrete un effetto saziante che risulta utile a chi sta seguendo una dieta dimagrante.

  • Antipiretiche
Sembrano avere blande proprietà antipiretiche, la loro assunzione può quindi rivelarsi utile in casi di lieve febbre.

  • Radicali Liberi
Oltre ad essere una buona fonte di vitamina A, 100 grammi di frutta forniscono il 51 % del fabbisogno giornaliero, le nespole hanno anche un buon contenuto di flavonoidi antiossidanti come ad esempio l’acido clorogenico, l’acido idrossibenzoico, l’acido ferulico, l’acido epicatechina e l’acido cumarico. Queste sostanze, con le loro proprietà antiossidanti, contrastano l’attività di radicali liberi.

  • Benefici alla Pelle
La vitamina A presente nelle nespole mantiene le mucose in salute ed apporta benefici alla pelle.

  • Glicemia
Uno studio pubblicato nel 2012 sul Journal of Pharmacy and BioAllied Sciences afferma che bere il tè fatto con le foglie del nespolo ha proprietà utili al controllo della glicemia. Tuttavia lo studio è stato eseguito solo su animali ed occorrono ulteriori studi su esseri umani per confermare tale proprietà.

  • Fanno Bene alle Ossa
Un’altro studio, sempre condotto su animali e pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry  nel 2014, sostiene che il tè di foglie di nespolo, aiuterebbe a contrastare la perdita di densità ossea causata dalla carenza di estrogeni.

  • Pressione Sanguigna
Le nespole contengono un buon quantitativo di potassio, questo elettrolita ha due importanti funzioni: provvede a mantenere l’equilibrio dei fluidi corporei ed è necessario per regolare i livelli di sodio. La sua attività ha quindi come conseguenza quella di regolare la pressione arteriosa evitando così l’ipertensione e prevenendo attacchi di cuore ed ictus.

  • Disturbi Renali
Il consumo di nespole è consigliato in caso di eccesso di acido urico, gotta, insufficienza renale e calcoli renali. Avendo proprietà diuretiche le nespole facilitano l’espulsione dei liquidi e dell’acido urico in essi contenuto.

  • Disintossica il Fegato
Le foglie delle nespole contengono amigdalina una sostanza che ha effetti benefici sul fegato in quanto facilità l’espulsione delle tossine dal suo interno.

  • Precauzioni Tè di Foglie di Nespolo
Le foglie contengono composti bioattivi per cui bere il tè può provocare effetti collaterali o interazioni con farmaci.  In caso di assunzione è sempre meglio ricorrere prima ad un parere medico.

Varietà di Nespole

Oltre alla varietà Giapponese che è ormai la più diffusa e produce frutti con buccia liscia a colorazione giallo/arancio e grandi semi, vi è anche la varietà Cinese che produce frutti più grandi ed allungati con polpa arancio intenso.
Le qualità più diffuse sono la Precoce di Palermo, la Mogi, la Tanaka, la Early Red, la Champagne, il Nespolone di Trabia e la Nespola di Ferdinando.

Nespole e Calorie

100 gr di nespole hanno una resa calorica pari a 45 calorie.

Nespole e Curiosità

Questi frutti erano già apprezzati nei tempi antichi, in particolar modo in epoca romana e nel medioevo, quando, grazie alle loro proprietà, venivano impiegati per apportare benefici in caso di disturbi allo stomaco.
Il Nespolo del Giappone fu introdotto in Europa nel Settecento.
Il nome scientifico del Nespolo Giapponese, “Eriobotrya” deriva dai due termini “erion” e “botrys” che significano rispettivamente “peloso” e ” grappolo” proprio ad indicare la conformazione a grappolo ricoperto di peli che le nespole assumono quando sono ancora acerbe.
I nespoli cominciano a fruttificare dopo un periodo di 8/10 anni da quando sono stati piantati.
Il famoso proverbio “Col tempo e con la paglia maturano le nespole” ci ricorda che la nespola comune deve essere lasciata maturare in un luogo asciutto e fresco in quanto, appena colta, avrebbe un sapore acidulo ed allappante.
Questo proverbio potrebbe anche richiamare il fatto che nella vita bisogna aver pazienza per vedere maturare i frutti del proprio lavoro.

Nespole Controindicazioni

I semi del frutto, sebbene vengano utilizzati per preparare il liquore Nespolino, non possono esser consumati crudi in quanto tossici per l’organismo umano.





La frutta secca: guida a una scelta di qualità

Pubblicato da in frutta secca ·
Tags: fruttaseccaglucidilipiditocoferolosapereconsaporeEnricoFonticellicibonutrientialimentibenessere
La frutta secca: guida a una scelta di qualità

sapereconsapore

La frutta secca si può suddividere in due categorie: quella glucidica (ricca di zuccheri e povera di grassi), e quella lipidica (ricca di grassi e, viceversa, povera di zuccheri).
Quasi tutta la frutta che consumiamo abitualmente fresca si può essicare: da essa si ottiene la frutta secca glucidica (mele, uva, banane sono i tipi di frutta secca glicidica più diffusi).
In questo articolo prenderemo in considerazione le caratteristiche della frutta secca lipidica, che in realtà comprende sia frutti veri e propri ma anche i semi di alcune piante e i legumi, nel caso delle arachidi.
La frutta secca lipidica è diffusa in tutto il mondo. In Italia non è facile trovare tutte le varietà: noci, nocciole, pinoli e arachidi, noci brasiliane sono facilmente reperibili mentre macadamia, anacardi, pecan si trovano solo nei grandi supermercati e nei negozi specializzati.

Sicurezza

I prodotti confezionati garantiscono la totale sicurezza del prodotto dal punto di vista delle contaminazioni di microorganismi patogeni.
Grazie allo scarso contenuto di acqua e alle proporzioni tra i macronutrienti questi alimenti difficilmente vengono aggrediti da microorganismi patogeni, una buona conservazione del prodotto in luogo fresco e asciutto è sufficiente per garantirne la sicurezza una volta aperta la confezione.
La frutta secca in guscio può essere aggredita da larve di insetti, il fenomeno è invisibile dall'esterno ma lo è chiaramente una volta sgusciato il prodotto: dunque basta scartarlo.

Qualità nutrizionali

La frutta secca lipidica, nut per gli anglosassoni (traducibile con il termine generico di noccioline), è ricchissima di grassi, poiché ne contiene una quantità dal 50% al 65%, e quindi di calorie (più di 500 kcal per 100 grammi).
Il potere nutritivo così elevato le rende un alimento con indice di sazietà piuttosto basso, sebbene più elevato rispetto ad altre fonti di grassi come gli oli, la maionese e il burro.
Occorre quindi valutare sempre con attenzione le quantità assunte, per non compromettere il bilancio calorico giornaliero.
Tuttavia può essere importante assumere una certa quantità di frutta secca lipidica ogni giorno (soprattutto le noci), in quanto i grassi in essa contenuti sono in prevalenza mono e polinsaturi (nel caso dei semi fungono da "antigelo" per conservarli intatti anche in inverno), e quindi benefici per la salute delle arterie.
Le noci, per esempio, sono una delle rare fonti di acido alfa linolenico, un acido grasso essenziale (appartenente alla famiglia degli omega 3) che dobbiamo necessariamente assumere con l'alimentazione.
Alcuni tipi di frutta secca lipidica sono buone fonti di vitamina E, che funge da protettrice contro l'irrancidimento dei grassi insaturi presenti all'interno di questi alimenti.
La frutta secca lipidica non è una buona fonte di proteine, né di minerali o di altre vitamine (esclusa la vitamina E).
Infatti, anche se 100 grammi di frutta secca contengono quantità discrete di proteine e di alcuni minerali e vitamine, bisogna considerare che una porzione ragionevole non supera i 20 grammi al giorno (100 grammi di frutta secca apportano in media 600 kcal!), il che ridimensiona di molto le quantità di proteine, vitamine e minerali assumibili, di fatto, da questi alimenti.
Per esempio, 20 grammi di arachidi (120 kcal) forniscono solo 3 grammi di proteine, per di più di basso valore biologico. Una buona fonte proteica come la carne magra, con le stesse calorie fornisce una quantità di proteine superiore di sei volte.

Qualità organolettiche
La freschezza è di certo il requisito fondamentale conservare le caratteristiche organolettiche del prodotto.
I grassi polinsaturi presenti nella frutta secca lipidica vanno facilmente incontro ad irrancidimento provocando lo scadimento del sapore, inoltre un prodotto mal conservato o troppo vecchio perde la croccantezza dovuta alla tostatura.

Come scegliere

La frutta secca lipidica andrebbe acquistata in confezioni sottovuoto o comunque sigillate in modo opportuno, soprattutto se sgusciata. Il guscio, infatti, è la migliore confezione disponibile: è stato progettato dalla natura per conservare il frutto al suo interno per molto tempo.
Se la acquistate sfusa, in guscio o senza, bisogna accertarsi che il negozio abbia un grande ricambio del prodotto.
La frutta secca in guscio deve essere pesante, e il frutto deve essere aderente al guscio stesso.



Vogliamo evitare l'Ictus? Mangiamo più frutta e verdura

Pubblicato da in frutta e verdura benefici ·
Tags: fruttaverdurasalutebenessereEnricoFonticellisapereconsaporecibonutrienticolesterolocarotenoidi
Vogliamo evitare l'Ictus? Mangiamo più frutta e verdura

sapereconsapore

Vogliamo evitare l'Ictus? Mangiamo più frutta e verdura Questa volta lo studio arriva dalla Cina, e precisamente dalla Qingdao University, ed è stato pubblicato sulla rivista specializzata "Stroke". Gli alleati preziosi per la nostra salute sono questa volta frutta e verdura. Mangiare abbondantemente questi due alimenti, secondo lo studio, contribuisce a ridurre il rischio di avere un ictus in media del 20%. I ricercatori hanno combinato i risultati di venti studi diversi effettuati negli ultimi 19 anni e sono giunti al risultato che mangiando 200 grammi di frutta al giorno si ha una diminuzione del rischio di ictus pari al 32%. Un pò meno per la verdura, mangiandone sempre 200 grammi/die il rischio diminuisce dell'11%.
Sembra che il merito di ciò sia imputato ai carotenoidi, un genere di antiossidanti presenti in molti tipi di frutta e verdura. In un altro studio è stato notato che pazienti con bassi valori di tre carotenoidi, e precisamente l'alfa-carotene, il beta-carotene e il licopene erano soggetti ad un rischio più elevato di ictus. Mangiando quindi più frutta e verdura abbiamo la capacità, oltre che fornire il nostro organismo di carotenoidi, di controllare la pressione sanguigna, e di migliorare il microcircolo; non solo, ma controlliamo anche il colesterolo, la massa corporea e le infiammazioni, tutti fattori, questi, che aumentano il rischio di ictus.



Cibo e umore: benessere psicofisico

Pubblicato da in cibo e umore ·
Tags: ciboumoreserotoninatriptofanoalimentazionesalutebenesserepsichecomfortfoodpescevitaminaDgrassicioccolatofruttaverduraEnricoFonticelliantidepressivoendorfinepatateacidofolico
Cibo e umore: benessere psicofisico

sapereconsapore

Cibo e umore sono da sempre due alleati. Infatti è noto come l’alimentazione e il rapporto con il cibo influiscano notevolmente sull’umore. Infatti vengono chiamati comfort food gli alimenti capaci di placare i malumori influendo positivamente sulla psiche.

La serotonina: l’ormone del buonumore

Il legame tra cibo e umore è dettato dalla serotonina, denominata anche come l’ormone del buonumore. Si tratta di un neurotrasmettitore presente nel sistema nervoso, capace di regolarizzare l’umore, la memoria, il sonno e l’appetito. La sua carenza può quindi portare a stati ansiosi e depressivi. Questa sostanza, normalmente prodotta dal nostro organismo viene stimolata da alcuni alimenti. Basti pensare infatti allo stato di nervosismo che segue i primi giorni in cui si intraprende una dieta alimentare ferrea, o al senso di benessere che si avverte quando si assumono cibi particolarmente graditi.

Cibo e umore: l’alimentazione per essere felici

Il nostro organismo produce la serotonina a partire dal triptofano, una sostanza che possiamo assumere attraverso l’alimentazione, proprio grazie a questa sostanza vi è un collegamento tra cibo e umore. Il cibo quindi può far tanto sul nostro umore e spesso per essere felice basta mangiare i giusti alimenti. Tra i cibi che mettono di buon umore vi è il pesce, ricco di acidi grassi Omega 3, di vitamina D e di antiossidanti, come ad esempio il salmone. Le patate sono anch’esse ricche di triptofano.Vi sono poi alcuni frutti come i frutti di bosco, i kiwi, ananas, banane e prugne che influiscono sul nostro umore in quanto sono ricchi di sostanze, come la vitamina C, che hanno un effetto positivo sul nostro sistema nervoso. La verdura, come spinaci, lattuga, valeriana è ricca di acido folico che è particolarmente d’aiuto per combattere la depressione. Fondamentali per l’umore sono anche il caffè e il tè verde. E infine vi è il famosissimo cioccolato fondente, da sempre noto come l’antidepressivo per eccellenza in quanto favorisce la produzione di endorfine che danno la giusta carica all’organismo.

Alimenti che influiscono negativamente sull’umore

Naturalmente vi sono alcuni alimenti che, al contrario, influiscono negativamente sull’umore come ad esempio:

cibi troppo grassi in quanto a causa della loro lenta digestione provocano stanchezza
l’alcol in quanto fa passare in tempo breve da uno stato di euforia ad uno stato depressivo
gli zuccheri, in quanto causano picchi e cali improvvisi di insulina.



I minerali che eliminano la stanchezza

Pubblicato da in minerali ·
Tags: mineralicibofruttaverduraiodioferrozincostanchezzamagnesioraffreddoresalutebenesseresapereconsaporeEnricoFonticellialimentazione
I minerali che eliminano la stanchezza

sapereconsapore

Se ti senti spesso stanco, probabilmente soffri di una carenza di minerali. La stanchezza cronica è una condizione che colpisce milioni di persone, e che può essere alleviata in modo naturale, facendo scelte coscienti sull’alimentazione e fornendo all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno. In questo articolo ti elenco la lista dei minerali che eliminano la stanchezza, rivitalizzando il corpo.

Zinco. Le persone che soffrono di una carenza di questo minerale sono più propense a sentirsi stanche, e ammalarsi di raffreddore. 10 mg di questo minerale al giorno possono darci l’energia di cui abbiamo bisogno, dimezzando il rischio di soffrire di raffreddore, secondo uno studio dell’Università della California. Lo zinco stimola i muscoli a bruciare più glucosio per ottenere energia, e aumenta la formazione di cellule immunitarie capaci di lottare contro i virus.

Magnesio. Se non riesci a dormire (e riposare) bene, probabilmente soffri di una carenza di magnesio. Questo minerale essenziale aumenta la produzione dell’enzima ATP e della melatonina, un ormone che stimola il sonno. Se presi prima di andare a dormire, 400 mg di magnesio possono farci sentire meno stanchi del 50%, migliorando la qualità del sonno, secondo uno studio della Duke University (Stati Uniti).

Ferro. La carenza di ferro è una delle più diffuse, sopratutto a causa di una alimentazione scorretta. Il ferro può ridurre del 50% la stanchezza sia fisica che mentale, migliorando le prestazioni cerebrali (memoria inclusa). La quantità consigliata di ferro è di 14 mg al giorno.

Iodio. Secondo una stima, circa il 20% delle persone soffre di carenza di iodio, causata sopratutto dalla riduzione del sale nella dieta. Secondo vari studi, lo iodio stimola la tiroide a produrre tiroxina, un ormone che regolano direttamente il famigerato metabolismo basale, eliminando la stanchezza. la quantità consigliata di iodio è di 150 microgrammi al giorno



Verdura e frutta da bere : alleate di benessere

Pubblicato da in frutta e verdura ·
Tags: verdurafruttamineralimicronutrientibenesseresuccovitaminealimentazionesapereconsaporesalute
Verdura e frutta da bere : alleate di benessere

sapereconsapore

Non sempre è facile garantirsi un apporto adeguato di vitamine, minerali e fibre. L'abitudine di bere ogni giorno un buon succo di verdura o di frutta aiuta a fornire tutti i micronutrienti necessari per mantenersi in forma.
Abitudini poco corrette, aumentati fabbisogni non soddisfatti, per esempio in corso di gravidanza o durante la crescita e lo sviluppo, in caso di malattia o di stress prolungato, possono comportare un insufficiente apporto di vitamine , minerali e fibre, di cui frutta e verdura sono la principale fonte. Sicuramente è una condizione di carenza da non sottovalutare. In un'alimentazione equilibrata e varia, infatti, insieme agli zuccheri, alle proteine ed ai grassi è essenziale un'adeguata presenza di fibre e micronutrienti, tra i quali vitamine e minerali. Tuttavia spesso e per molteplici fattori, non riserviamo a queste preziose risorse l'attenzione che esse meritano . Viviamo in città e siamo costretti a consumare veloci pasti fuori casa, ecco allora che la prima cosa a cui rinunciamo è un bel frutto o un ricco piatto di verdure. Anche per il pasto serale, non sempre si trova il tempo per selezionare con cura e cucinare in modo corretto gli alimenti, nella giusta quantità e varietà. Oltretutto frutta e verdura perdono facilmente il loro contenuto vitaminico durante la conservazione e la preparazione domestica. Insomma, a ben riflettere, risulta quanto mai difficile essere sempre certi di fornire al nostro organismo la quota giornaliera di micronutrienti essenziali consigliata dagli esperti. Una valida opportunità alle nostre esigenze nutrizionali ci viene offerta da prodotti alimentari in forma di succo e polpa che assicurano in ogni stagione e in ogni momento della giornata un adeguato apporto di micronutrienti. Ortaggi come la carota, il cavolo, il pomodoro, la cipolla , la barbabietola, il sedano, il cetriolo così come le mele, le prugne, la frutta di bosco, contengono nelle proporzioni adeguate sia sali minerali che vitamine indispensabili al buon funzionamento del nostro organismo, soddisfacendo contemporaneamente il fabbisogno in fibre solubili e insolubili.



Mangiare le verdure aiuta a combattere la depressione

Pubblicato da in frutta e verdura ·
Tags: fruttaverduracibodepressionepomodorispeziemonoamminoossidasisapereconsaporebenesseresalutealimentazione
Mangiare le verdure aiuta a combattere la depressione

sapereconsapore

Mangiare frutta e verdura può davvero aiutare a tenere alla larga la depressione?
La depressione è una condizione che spaventa molte persone. Non si tratta infatti di una semplice tristezza passeggera, ma di un disturbo ben più profondo, un disturbo che però può essere tenuto alla larga. In che modo? Seguendo innanzitutto uno stile di vita sano, facendo della regolare attività fisica, cercando di mantenere un umore “positivo”, e seguendo un’alimentazione sana, un’alimentazione che possa proteggere sia il corpo che la mente.
Come riportato sul Daily Mail infatti, degli alimenti comuni, dalle verdure a foglia verde fino ai pomodori e alle spezie come l’origano e la cannella, possono fare la differenza, e ridurre il rischio di soffrire di depressione.
La scienza dimostra che maggiore è il consumo di verdura, minore è il rischio di soffrire di depressione. E non è tutto! Maggiore è il consumo di frutta e verdura (circa sette porzioni di frutta o otto porzioni di verdura al giorno), maggiore sarà anche la sensazione di felicità provata dal soggetto, che si sentirà più calmo e sereno.
Secondo gli esperti, frutta e verdura contengono inoltre delle sostanze che inibiscono la produzione di un enzima chiamato monoamino ossidasi (MAO), i cui livelli sono particolarmente elevati nelle persone che soffrono di depressione. Tale enzima è collegato ai livelli di una classe importante di neurotrasmettitori, chiamati monoammine (che comprendono serotonina e dopamina). Ebbene, molti vegetali, tra cui mele, frutti di bosco, uva, cipolle e tè verde, contengono fitonutrienti che sembrano inibire i MAO, e lo stesso vale per spezie come chiodi di garofano, origano, cannella e noce moscata.
Numerosi studi suggeriscono infine che i radicali liberi - molecole che causano danni ai tessuti e contribuiscono all'invecchiamento - possono svolgere un ruolo importante nello sviluppo di disturbi psichiatrici come la depressione. Per tenere alla larga tale rischio, è anche in questo caso utile assumere più frutta e verdura, alimenti ricchi di antiossidanti, che aiutano a combattere i radicali liberi e riducono quindi il rischio di depressione.



Antiossidanti: perché sono importanti per la nostra salute

Antiossidanti: perché sono importanti per la nostra salute

sapereconsapore

Sei in sovrappeso? Fumi? Utilizzi farmaci?
Bevi alcolici? Conduci una vita stressante?
Sei uno sportivo? D’estate adori stare al sole?
Vuoi prevenire malattie e influenze stagionali?

Se fai parte di una di queste categorie, hai assolutamente bisogno di antiossidanti. In questa pagina scoprirai cosa sono, a che servono, in quali alimenti reperirli e come…

Cosa sono gli antiossidanti:

Gli antiossidanti sono sostanze in grado di neutralizzare i radicali liberi e proteggere l’organismo dalla loro azione negativa. Le proprietà anticancerogene di molti alimenti sono legate proprio al loro prezioso contenuto in antiossidanti. Nel corso dei numerosi processi metabolici una piccola quantità di ossigeno dà origine a molecole chimicamente molto reattive a causa della presenza nell’orbitale più esterno di uno o più elettroni spaiati. Tali molecole, chiamate radicali liberi, sono in grado di danneggiare le strutture cellulari come la membrana plasmatica ed il DNA.
L’azione negativa dei radicali liberi si ripercuote sulla salute dell’intero organismo: accelerando i processi di invecchiamento cellulare, deprimendo il sistema immunitario, favorendo l’insorgenza di numerose malattie e forme tumorali. Il nostro organismo riesce a tenere sotto controllo l’attività dei radicali liberi attraverso speciali sostanze antiossidanti endogene (sintetizzate autonomamente) ed esogene (presenti negli alimenti).

A cosa servono:

Da studi recenti, è stato confermato che molte delle malattie più comuni sono associate ad una carenza di nutrienti antiossidanti. Come lo scorbuto è segno di carenza di Vitamina C, la carenza di antiossidanti può essere la causa di: Malattia di Alzheimer, Tumori, malattie cardiovascolari, cataratta, diabete, ipertensione, infertilità, degenerazione maculare del cristallino, morbillo, malattie mentali, parodontopatie, infezioni delle vie respiratorie, artrite reumatoide. Il fattore del processo degenerativo di invecchiamento cellulare è il danno ossidativo, i radicali liberi.
L’ossigeno è alla base della vita sia animale che vegetale è il nutriente più importante per ogni cellula, ma l’ossigeno è anche chimicamente reattivo può diventare instabile ed in grado di ossidare le molecole vicine con conseguente danno cellulare, i radicali liberi sono degli ossidanti corporei equivalenti a dei residui nucleari radioattivi. Il processo di ossidazione che si instaura per generare energia vitale, forma anche delle molecole instabili dette radicali liberi, molecole reattive, caricate elettricamente che possono provocare danni al tessuto delle cellule. La posizione dell’elettrone al’interno di una molecola ne determina la sua stabilità, il composto è stabile se gli elettroni sono in coppia, ma se un elettrone è libero se ne determina l’instabilità. Questa molecola “spaiata” è chiamata Radicale libero. Innesca una serie di reazioni a catena che tendono a formare altri radicali liberi, ìn un processo ossidativo esponenziale, se non viene bloccato in tempo.
I radicali liberi si formano dal fumo di sigarette, dalla combustione del petrolio che crea i gas di scarico, le radiazioni, la frittura, la cottura alla brace dei cibi. I normali processi chimici del nostro organismo, gli antiossidanti sono in grado di disarmare i radicali liberi

Fattori scatenanti: stress, prodotti di scarto del metabolismo, fumo di sigarette, consumo di alcol, farmaci, prodotti chimici tossici, radiazioni ionizzanti, esposizione a raggi X, raggi ultravioletti solari, pesticidi, esercizi fisici molto faticosi, assunzione di farmaci, antibiotici.
Gli antiossidanti che svolgono un ruolo primario sono la vitamina C, la Vitamina A, la Vitamina E, il beta-carotene, il precursore della Vitamina A che si trova nella frutta e nella verdura, lo Zinco e il Selenio, sono degli ottimi preventivi del benessere, insieme ad una alimentazione adeguata, biologica, moderata attività fisica quotidiana.
Per avere un’idea di ciò che vuol dire ossidazione, prendi una mela, tagliala a metà e lasciala per qualche minuto appoggiata su un piano, noterai che la polpa diventerà più scura.

In quali alimenti sono presenti gli antiossidanti:

Patate dolci, carote, crescione, piselli, broccoli, cavolfiori, limoni, mango, melone, peperoni, zucca, fragole, pomodori, cavoli, uva, kiwi, arance, semi e frutta secca, zucca comune, tonno, sardine, salmone, germe di grano, albicocche, fagioli. Essenzialmente frutta e verdure di colore rosso, arancione, giallo, frutta e verdura cruda, piselli, grano, fave, cereali integrali, cocomero, frutti di mare.
Per avere la giusta dose di antiossidanti giornaliera, una persona normale (NON fumatore, NON sportivo, NON stressato, NON utilizzatore di farmaci, NON divoratore di grassi, NON bevitore di alcolici, NON amante delle tintarelle) dovrebbe assumere da 6 a 8 porzioni di frutta e verdura. Per avere un’idea una porzione di frutta corrisponde a 150gr, quindi da 300 a 600 gr di frutta al giorno. Una porzione di verdura corrisponde a 250gr se cotta o 50gr se cruda, quindi almeno 1kg se cotta o almeno 200gr se cruda al giorno. Diciamo mediamente.. 1 Kg di frutta al giorno.
Una persona normale. Se invece fumi, o fai sport, o sei stressato, o utilizzi regolarmente farmaci, o mangi cibi grassi, o bevi alcolici, o ami la tintarella, ovviamente le tue porzioni devono essere più consistenti. Almeno il doppio. Un esempio: Un fumatore, ad ogni singola aspirata assume
MILIONI DI RADICALI LIBERI!!!



Igiene in cucina, ecco gli errori più comuni.

Igiene in cucina, ecco gli errori più comuni.



Le abitudini stanno cambiano, si ha sempre meno tempo per cucinare e di conseguenza si cerca di comprare alimenti che richiedono meno tempo per la preparazione e cuociono in fretta, ma tutto ciò comporta un maggiore rispetto delle norme igieniche.
In Italia, come nel resto del mondo, la Salmonella è la causa principale delle infezioni alimentari seguita da Listeria, capace di riprodursi anche all’interno del frigorifero, e Campylobacter.
I motivi principali sono: il trasferimento dei batteri dal cibo crudo a quello cotto, errati metodi di conservazione, igiene scarsa in cucina ed una serie di comportamenti sbagliati.


Vediamo ora gli errori più comuni.

Nel frigorifero.
Tutti i cibi devono essere conservati in un contenitore di vetro o di plastica coperto, oppure nei sacchetti di plastica appositamente realizzati.
L’incidente classico si ha con le fettine di carne conservate in un piatto senza coperchio; Il liquido esterno ricco di sangue è un substrato ottimale per la crescita batterica e basta infatti un contatto occasionale con gusci di uova, che ospitano sulla superficie colonie di Salmonelle, per infettare le bistecche.

Cosa fare allora?
Asciugare bene la carne o il pesce con carta assorbente e conservarli in contenitori appositi; Inoltre è bene separare gli alimenti crudi da quelli cotti, evitando così qualsiasi contatto in grado di scatenare reciproche contaminazioni.

Insalata e verdura cosa fare?
Togliere la carta umida, la quale è destinata a diventare un ricettacolo di microbi, ed eliminare le foglie esterne sporche di terriccio.
Conservare la verdura in sacchetti speciali dotati di microfori che garantiscono una conservazione ottimale per 5-6 giorni.
Sono invece sconsigliati i sacchetti di plastica utilizzati per fare la spesa perché le foglie non respirano e marciscono prima.
La frutta può andare nei cassetti.

In caso di preparazione anticipata.
Altra abitudine è quella di preparare in anticipo il pasto del pranzo o della cena e magari uscire con i figli o con gli amici.
Il progetto è comprensibile ma bisogna prestare attenzione.
Quando il cibo ancora caldo viene tenuto sul ripiano della cucina per diverse ore, nel periodo in cui la temperatura supera i 30° C, i microrganismi si sviluppano a una velocità incredibile, è c’è il rischio di una rapida contaminazione.

Cosa fare?
Fare raffreddare per 20-30 minuti il cibo cotto al mattino, e poi conservarlo in frigorifero e riscaldarlo prima del pranzo. L’alternativa è tenere la pietanza al caldo, ad una temperatura superiore ai 65°C, fino al momento del consumo.

Cottura inadeguata.
Ancora in molti decidono di cucinare hamburger o polpettone lasciando la parte centrale cruda: il rischio è di consentire ai batteri patogeni di riprodursi con facilità proprio nella parte centrale dove la carne resta poco cotta e la temperatura varia da 30° ai 50°C.

Cosa fare?
Al centro della preparazione bisogna raggiungere almeno 65°C.
I più meticolosi possono comprare un termometro e controllare la temperatura, anche se è sufficiente lasciare sul fuoco qualche minuto in più la pietanza ed evitare la cottura al sangue; Stesso discorso vale anche per il pollo.

Scongelamento, nota dolente per molti.
L’abitudine di scongelare in fretta il cibo con METODI ATIPICI come, il sacchetto immerso nell’acqua calda, il forno tiepido, il calorifero è vivamente sconsigliato.
Lo scongelamento a temperatura ambiente è rischiosa perché la parte più esterna dopo qualche ora sgela e sulla superficie si creano le condizioni favorevoli alla proliferazione batterica.
Per correttezza va detto che una cottura lunga permette di eliminare i microrganismi inquinanti.

Cosa fare?
Scongelare sempre in frigorifero, è sufficiente un giorno per i pezzi più grandi e una notte negli altri casi.
Cucinare gli alimenti scongelati nell’arco delle 24 ore e non mettere in freezer la carne o il pesce una seconda volta, operazione possibile con le pietanze cotte (arrosto, brasato, spezzatino) anche se ottenute da carne scongelata.

Biberon.
Preparare 3-4 biberon, come fanno molte mamme prima di recarsi al lavoro non presenta problemi, ma bisogna rispettare alcune regole;
sterilizzare con cura i biberon e avere l’accortezza di conservarli sempre in frigorifero fino al momento della poppata.
Se per un motivo qualsiasi il piccolo non vuole il latte appena scaldato, conviene raffreddarlo sotto l’acqua fredda e rimetterlo in frigo.

Brodo.
Prima di metterlo in un contenitore di vetro coperto , da depositare nella parte bassa del frigorifero, è bene aspettare che si raffreddi.
Alternativa consiste nel congelare le porzioni di brodo già pronte e scongelarle quando occorre.
SI può conservare 2-3 giorni in frigorifero.

Conservazione della carne.
Le fettine vanno cucinate entro max 2-3 giorni;
I tagli più grossi resistono anche una settimana;
L’hamburger deve finire in padella entro 24 ore;
La carne trita destinata al ragù resiste due giorni perché viene cotta a lungo;
Le fettine di carpaccio sono in assoluto le più delicate, vanno conservate in frigorifero e servite a tavola al massimo entro 12-24 ore.
La carne cotta dopo la preparazione resiste 3-4 giorni nel frigorifero.

Stracci ed affini.
La paglietta, le spugnette e lo spazzolino per rimuovere gli avanzi di cibo dai piatti devono essere sanitizzati,  il sistema migliore è metterli in lavastoviglie durante un lavaggio a 65°C, per eliminare i batteri.



Tumore: possiamo scegliere di non nutrirlo… Possiamo scegliere la via della Prevenzione

Pubblicato da in prevenzione ·
Tags: prevenzionezuccherotumorefruttosioBerrinosciroppodiglucosiopatologiacaloriecibiraffinatilatteIGF1salutebenesserecancrocibofruttaverduraPETalimentazionenutrientinutrizione
Tumore: possiamo scegliere di non nutrirlo… Possiamo scegliere la via della Prevenzione

sapereconsapore.it

Fin dal secolo scorso è noto  che le cellule tumorali si nutrono di glucosio.
Alcuni medici continuano a sostenere: “Ma cosa c’entra lo zucchero o l’alimentazione con il cancro o con le malattie in genere?”
Purtroppo, l’informazione popolare, come anche quella dei medici (non avendo un background in campo alimentare) si basa sulla disinformazione mediatica, a sua volta pilotata dall’industria alimentare.
Tra le altre, anche expo, che si prefiggeva di nutrire il Pianeta (qualcosa comunque ha nutrito!) aveva organizzato un incontro (28 settembre 2015) sul tema “Lo zucchero: un ingrediente fondamentale e valido nutriente per una dieta sana e bilanciata“.
Tale propaganda si è resa necessaria a causa di un calo nella produzione e consumo di zucchero. Qualcosa bisognava fare. Si è pensato bene di promuovere come principale nutriente un alimento dietro il quale si nascondono le cause principali di molte patologie, tra cui i tumori.

“Mangiare senza giudizio quando si è sani, significa costruire la propria malattia.
Mangiare senza giudizio quando si è ammalati, significa nutrire la propria malattia.”
Ippocrate (400 a.C.)

Lo zucchero qualcosa nutre. Ma non certamente il Pianeta, tanto meno la nostra salute.
Nel 1931, un certo Otto Heinrich Warburg vinse il premio Nobel per la medicina per aver individuato uno strano meccanismo che riguardava le nostre cellule. Warburg si rese conto che mettendo a confronto una cellula sana ed una cancerosa, quest’ultima consuma più velocemente lo zucchero, di una sana.
Non è un caso che la PET sfrutti proprio questo principio: infatti questo sistema di diagnosi non fa altro che rilevare le zone del corpo dove c’è un maggiore consumo di zuccheri per individuare le cellule tumorali. E se possiamo utilizzare questa conoscenza per un sistema di diagnosi, perché non usarla per la prevenzione‪‬?
Le cellule tumorali, per crescere, hanno bisogno di molto zucchero, di molta insulina e di ormoni simili a essa (come l’insulin-like growth factor 1 o Igf1).
Glicemia (livello di glucosio nel sangue), insulina, livelli di infiammazione, fattori di crescita. “Si tratta di fattori che con diversi meccanismi stimolano la proliferazione cellulare” riporta Franco Berrino, nel documento I 4 Pilastri alimentari nelle recidive del cancro.
Lo zucchero, come anche i prodotti raffinati (farina 00, ecc), fanno aumentare la glicemia. Tenere bassa la glicemia, aiuta a tener bassa l’insulina, e quindi i fattori di crescita. Anche un eccesso di fruttosio interferisce con il buon funzionamento dell’insulina, favorendo l’incremento dei fattori di crescita: sarebbe bene, quindi evitare fruttosio, sciroppo di glucosio e fruttosio, sciroppo di agave. E’ prudente, inoltre, anche non esagerare con la frutta, specie quella molto zuccherina (come la frutta tropicale!).
Anche “le proteine favoriscono la crescita del cancro… Stando alle evidenze scientifiche il consumo di proteine dovrebbe aggirarsi intorno ai 0,6-0,7 grammi pro Kg al giorno. Il 10% di calorie totali della dieta energia giornaliera consigliate dal WHO, World Health Organization, è troppo…” riferisce Massimo Bonucci, medico oncologo presidente di una associazione di ricerca integrata che in Italia collabora da anni con gli USA.
Le proteine sono importanti: sono il materiale per costruire il corpo, le cellule. “Ma quando si assumono troppe proteine”,  chiarisce Franco Berrino (medico epidemiologo, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano), “i fattori di crescita nel nostro sangue sono più alti, e chi ha questi fattori di crescita più alti, si ammala di più di cancro”.
Per questo si raccomanda un uso moderato di proteine, privilegiando quelle di origine vegetale, come ad esempio i legumi.
Anche il latte fa aumentare i fattori di crescita. “Ogni bicchiere di latte di mucca raddoppia la quantità dell’ormone IGF-1 (uno dei più importanti fattori di crescita) nel corpo umano, sostanza che sostiene l’aumento di dimensioni del cancro” riporta Robert Cohen, nel suo libro Milk, A-Z.
“Il 30% del cancro è imputabile a fattori alimentari e il 20% allo stile di vita. Solo un 5% arriva dai nostri geni.” (Stefano Magno medico chirurgo e senologo del Policlinico Gemelli).
Come ci suggerisce il Prof. Franco Berrino: “Possiamo cambiare l’alimentazione al fine di cambiare il nostro ambiente interno, in modo che le eventuali cellule tumorali non si riproducano”. Franco, al fine di diffondere la cultura della prevenzione tumori-cibo e condividere le conoscenze che ha sviluppato nel corso della sua vita professionale, ha fondato  l’associazione La Grande Via.
Le raccomandazioni ci vengono dal Fondo Mondiale per la ricerca sul cancro: basiamo la nostra alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinate, verdure (non amidacee, quindi non le patate!) – meglio se di stagione -, un po’ di legumi e un po’ di frutta (meglio se di stagione e del nostro clima!).
Sono indicazioni analoghe a quelle che ci suggerisce la Macrobiotica che, attraverso la semplice e naturale visione dello Yin e Yang, aveva definito alcuni cibi (in particolare lo zucchero, ma anche i cibi raffinati e trattati, il latte) particolarmente espansivi. E il tumore è una forma di espansione.
Ecco che possiamo scegliere la Via della Prevenzione…. possiamo scegliere di non nutrire la malattia, conservando la salute.



Le creme solari: luci ed ombre

Pubblicato da in protezione solare ·
Tags: protezionesolarevitaminaDcremeraggiUVAUVBantiossidantiverdurafruttacarotenoideastaxantinasapereconsaporesapereconsaporebenesseresalutesoleestateoxybenzone
Le creme solari: luci ed ombre

sapereconsapore
Le indagini della American Academy of Dermatology hanno dimostrato che molte persone non sono consapevoli del corretto utilizzo delle protezioni solari.Tuttavia, anche se usati correttamente, non tutti i prodotti solari contengono ciò che è pubblicizzato sulla confezione.
In un test, i ricercatori hanno valutato il valore SPF di 65 prodotti disponibili sul mercato e hanno trovato che il 43 per cento aveva meno SPF di quanto indicato in etichetta. La protezione solare blocca anche la capacità del corpo di produrre vitamina D, nonostante che diversi studi abbiano dimostrato come la maggior parte delle persone non usino adeguate quantità di crema solare tali da influenzare negativamente i loro livelli di vitamina D. Questo è certamente un problema, soprattutto se si mantiene la protezione solare per tutto il tempo di esposizione al sole.
In tal caso, si consiglia di sottoporsi al controllo del livello di vitamina D con opportuni test e, nel caso che i valori risultino al di sotto del livello clinicamente rilevante di 40 nanogrammi per millilitro, sarebbe bene considerare l'assunzione di un supplemento di vitamina D. Anche se gli integratori non possono fornire i benefici al pari dell'esposizione al sole.
Aumentando la quantità di crema solare necessaria per proteggere la pelle dalle scottature aumenta anche la quantità di sostanze chimiche tossiche che si mettono sulla pelle.
Gli studi dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), dimostrano come il 97 per cento delle persone che vivono negli Stati Uniti siano contaminati con un ingrediente tossico ampiamente utilizzato nelle creme solari, chiamato oxybenzone.
L'oxybenzone si trova comunemente nelle creme solari e altri prodotti per la cura personale. L'EWG ha identificato quasi 600 diversi prodotti solari contenenti oxybenzone. Le mamme con alti livelli di questa sostanza chimica hanno un rischio maggiore di dare alla luce bambini a basso peso, un fattore di rischio importante legato a malattie cardiovascolari, diabete , ipertensione e altre patologie.

Le protezioni solari sono una truffa?


sapereconsapore
Fino al 1960, il melanoma era raramente diagnosticato. I numeri sono aumentati dopo l'introduzione  nel mercato delle "creme abbronzanti". L'idea dietro la crema solare è stata quella di poter rimanere più a lungo al sole senza scottarsi ed ottenere una bella abbronzatura.
Dopo gli anni '70 più melanomi vengono diagnosticati ogni anno anche se è aumentata la tendenza a far uso di protezioni solari.
È interessante notare che la prognosi o il risultato di una diagnosi di melanoma possono essere collegati ai livelli di vitamina D. In uno studio innovativo, i ricercatori hanno dimostrato un legame tra i livelli di questa vitamina e i risultati nei soggetti con diagnosi di melanoma dopo l'aggiustamento dei livelli di proteina C-reattiva. sapereconsapore
Studi precedenti hanno esaminato l'associazione tra la vitamina D, la risposta infiammatoria e la proteina C- reattiva in un campione di oltre 1.000 pazienti. L'indagine su diversi biomarcatori ha trovato che l'aumento dei livelli di vitamina D può migliorare i tassi di sopravvivenza a cinque anni.

Protezione dall'interno

È possibile aumentare la propria capacità interna di compensare i raggi UVA e UVB attraverso i nutrienti che si assumono giornalmente. Gli antiossidanti presenti nella frutta colorata, nella verdura, nel te verde e in molti altri alimenti hanno dimostrato di avere effetti protettivi. La vera "superstar" è il carotenoide astaxantina liposolubile, che conferisce al salmone, ai gamberi e ai fenicotteri il loro colore rosa.
L'astaxantina viene prodotta dalle microalghe Haematococcus pluvialis quando l'acqua in cui vivono si prosciuga, costringendole a proteggersi dalle radiazioni ultraviolette. E 'questo meccanismo di "scudo" che aiuta a spiegare come l'astaxantina, in modo simile, possa aiutare a proteggere l'uomo dalle radiazioni solari.
Quando si assume questo pigmento, essenzialmente ci si crea il proprio "schermo protettivo interno per il sole." La ricerca ha confermato che è un potente ammortizzatore per gli UVB che aiuta a ridurre il danno al DNA.
In realtà è uno dei più potenti antiossidanti noti che agisce contro l'infiammazione, lo stress ossidativo e i danni dei radicali liberi in tutto il corpo.
Queste funzioni migliorano la capacità della pelle di gestire sole senza scottature, con il vantaggio della produzione di vitamina D. Ciò non significa che si può trascorrere tutto il giorno al sole senza alcuna protezione fisica, tipo il cappello e l'abbigliamento con manica lunga, ma rappresenta una opzione più sana rispetto all'utilizzo di sostanze chimiche.





fonte :


Research indicates that many are using sunscreen incorrectly | American Academy of Dermatology. (2016). Aad.org. Retrieved 30 May 2016
Carina Storrs, S. (2016). Many sunscreens have lower SPF than labels claim. CNN. Retrieved 30 May 2016
Worried suncream blocks vitamin D? Here's good news.... (2013).Mail Online. Retrieved 30 May 2016
Does sunscreen block vitamin D?. The Sydney Morning Herald. Retrieved 30 May 2016
Does Chronic Sunscreen use Reduce Vitamin D Production to Insufficient Levels?. (2016). Medscape.
O’Connor, A. (2009). The Claim: Sunscreen Prevents Vitamin D Production. Nytimes.com. Retrieved 30 May 2016
CDC: Americans Carry Body Burden of Toxic Sunscreen Chemical. (2016). EWG. Retrieved 30 May 2016
Journal Of Clinical Oncology, 34(15), 1741-1747
Biological Activities and Its Commercial Applications—A Review. Marine Drugs, 12(1), 128-152.



Cibi scaduti :fino a quando si possono consumare oltre la data di scadenza

Pubblicato da in cibi scaduti ·
Tags: ciboscadutoformaggiouovalatteconservetempoetichettesalutesapereconsaporesaperesaporefruttaverdurafreschezza
Cibi scaduti :fino a quando si possono consumare oltre la data di scadenza

sapere con sapore


Quanto durano dopo la data di scadenza i cibi confezionati? Si possono consumare anche dopo tale data? Quante volte ce lo siamo chiesto, ma soprattutto in tempo di crisi piange il cuore dover buttare un cibo scaduto. In realtà non sempre è necessario buttarlo immediatamente, ma questo dipende dal tipo di alimento e da come è stato conservato.

Cosa dice la legge

Dal momento in cui la data di scadenza viene superata, il consumo dell’alimento può essere pericoloso per la salute a causa della proliferazione di batteri. La legge pone degli obblighi di scadenza a seconda della tipologia di prodotto alimentare.

Scadenza per prodotti freschi

La data di scadenza riportata sulle confezioni di prodotti alimentari indica la data fino alla quale il prodotto è idoneo a essere consumato rispettando le regole di conservazione suggerite dal produttore. Tutte le confezioni di prodotti alimentari come come per carni e formaggi freschi, latte e prodotti lattieri freschi, pasta fresca ecc., devono per legge riportare la dicitura “da consumarsi entro” seguita dalla data e dalle condizioni di conservazione. La legge inoltre vieta la vendita di prodotti alimentari la cui data di scadenza sia stata oltrepassata.

Scadenza per prodotti non soggetti a rapida deperibilità

In questo caso la dicitura “da consumarsi entro” viene sostituita dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” seguita dal cosiddetto TMC, termine minimo di conservazione, cioè il tempo necessario affiché un alimento mantenga, sempre se conservato in maniera corretta, le sue caratteristiche specifiche.

Scadenza per prodotti conservabili dai 3 ai 18 mesi

Per i prodotti che si conservano per 3 mesi è sufficiente indicare il giorno e il mese di scadenza; per i prodotti alimentari conservabili da 3 ai 18 mesi, è sufficiente indicare mese e anno di scadenza; infine, per i prodotti conservabili per un periodo superiore ai 18 mesi, è sufficiente indicare l’anno.

Scadenza per frutta e verdura fresca

Se integre, cioè non sbucciate o tagliate, l'indicazione del termine minimo di conservazione non è obbligatorio così come per vino, aceto, sale e zucchero allo stato solido, pane, focacce, prodotti di pasticceria fresca, bevande alcoliche con percentuale di alcool non superiore al 10%, chewingum ecc.

È scaduto! Lo butto o non lo butto?

Come si diceva non tutti i cibi scaduti vanno buttati immediatamente nella spazzatura, di seguito alcune dritte per sapere come comportarsi. Attenzione però! Queste regole valgono se il prodotto è stato conservato correttamente e comunque è sempre bene annusarlo o fare un piccolo assaggio prima di darlo;per esempio, ad un bambino e comunque è sempre buona norma usare il buon senso.
Yogurt scaduto
Gli yogurt possono essere consumati fino a 6 o 7 giorni dopo la data di scadenza; si tenga però presente che le loro proprietà nutritive risulteranno ridotte; per quanto riguarda invece le proprietà organolettiche, la perdita è praticamente irrilevante.
Latte fresco scaduto
La data di scadenza del latte fresco pastorizzato e del latte fresco pastorizzato di alta qualità sono determinate, per legge, nel sesto giorno successivo a quello del trattamento termico. La data di scadenza del latte microfiltrato fresco pastorizzato è invece stabilita nel decimo giorno successivo a quello del trattamento termico. Oltrepassate queste scadenze è consigliabile astenersi dal consumo di questi prodotti, anche se alcuni affermano che un superamento della data di scadenza di uno o due giorni non dovrebbe creare problemi.
Formaggio scaduto
Formaggi freschi: è meglio attenersi alla data di scadenza indicata sulla confezione.
Formaggi stagionati e a pasta dura: oltrepassata la data di scadenza hanno la tendenza a mettere su un po’ di muffa; è sufficiente però rimuoverla accuratamente per poterli consumare senza alcun problema. Vedi La muffa del formaggio e Come conservare il formaggio.
Conserve scadute
Conserve sottaceto: hanno scadenze variabili da 2 a 3 anni; non vi sono problemi se tali alimenti vengono portati in tavola entro due mesi dalla scadenza.
Conserve pomodoro: hanno scadenze variabili dai 12 ai 20 mesi; il consumo entro due mesi dalla scadenza non crea alcun problema.
Salumi affettati scaduti
I salumi affettati e confezionati vanno consumati entro la data di scadenza indicata sulla confezione. Andare oltre è pericoloso perché si rischiano tossinfezioni.
Succhi di frutta scaduti
Queste bevande hanno scadenza variabile dai 6 ai 12 mesi. Meglio rispettare la data di scadenza per non perderne il gusto.
Olio scaduto
Se è di ottima qualità può essere consumato anche dopo 8 mesi dalla data di scadenza riportata sull'etichetta. Al massimo potrebbe perdere una minima quantità di proprietà organolettiche.
Pesce e surgelati scaduti
Pesce e piatti surgelati: se conservati correttamente il loro consumo può essere effettuato fino a 2 mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione. Se per esempio si devono consumare gamberetti surgelati crudi è meglio rispettare il termine di scadenza per evitare il rischio di listeriosi. Se invece prevede la cottura, si può andare oltre il tempo minimo di conservazione.
Pesce in scatola: con una corretta conservazione il pesce in scatola può essere consumato tranquillamente entro uno o due mesi dalla data di scadenza.
Pasta e biscotti scaduti
Pasta secca e riso: hanno solitamente una scadenza che varia dai 2 ai 2 anni e mezzo; anche se consumati dopo qualche mese non creano alcun tipo di problema, ma devono essere stati conservati correttamente come riportato dalla confezione.
Biscotti secchi e cracker: come la pasta e il riso anche se può avvenire un peggioramento delle caratteristiche organolettiche e una minima perdita di consistenza.
Uova scadute
Le uova crude o alla coque dovrebbero essere consumate al massimo 3 giorni dopo la data di scadenza; se fritte si possono consumare al massimo entro una settimana dalla data di scadenza. Oltrepassare questi limiti espone a un inutile rischio alimentare.
Panettoni, pandori e colombe scaduti
Questi tradizionali dolci legati alle festività natalizie e pasquali hanno scadenze di circa 4-5 mesi. Possono essere consumati tranquillamente fino a due settimane dopo la loro scadenza, anche se perderanno un po' di fragranza e morbidezza.

Alimenti senza la data di scadenza

Molti alimenti rientrano in questa categoria come per esempio bevande alcoliche, aceto, sale, zucchero ecc.

Intossicazioni da cibi scaduti

Se si ingerisce del cibo scaduto rispetto all’indicazione dell'etichetta, possono manifestarsi alcuni sintomi, da fastidiosi, ma altrettanto innocui e passeggeri, come mal di pancia e malessere, fino a quelli più seri, che compaiono in caso di intossicazioni e tossinfezioni alimentari. Sintomi più gravi come vomito, dissenteria, nausea e febbre possono manifestarsi dopo aver ingerito alimenti scaduti o contaminati da microrganismi pericolosi, come virus, batteri ofunghi.

Accortezze e consigli

Nel caso di confezioni aperte si deve verificare che sull’alimento non siano presenti muffe e che abbia un bel colore, nonchè un buon odore. Nel caso di confezioni sigillate si deve far attenzione a cattivi odori o rigonfiamenti della confezione. Nei mesi più caldi gli alimenti tendono a deperire più velocemente. È quindi utile consumarli senza attendere la data di scadenza. Alimentipedia non si assume alcuna responsabilità per possibili intossicazioni da cibo scaduto in quanto non può garantire la buona conservazione dello stesso.





fonte : www.alimentipedia.it




Le proprietà benefiche del melone

Pubblicato da in frutta ·
Tags: melonevitaminecosmesifruttasapereconsaporesapereconsaporesalutedisidratazioneacqua
Le proprietà benefiche del melone



Il cucumis melo, meglio conosciuto con il nome di melone, è un’Angiosperma della famiglia delle Cucurbitacee. Originaria delle zone del Caucaso, questa pianta con il fusto rampicante viene generalmente coltivata nei Paesi con clima mite e i suoi frutti sono dolci e gustosi. Alcuni ritengono che il melone abbia origini asiatiche (i cinesi ne esaltano le virtù terapeutiche) ma secondo altre fonti la sua origine sarebbe invece africana. In Italia venne introdotto in età cristiana e veniva indicato dagli antichi autori latini con il nome di popones o melones, termini che sono rimasti negli anni (il primo più usato nell’Italia meridionale, il secondo al nord). In Europa il melone venne introdotto da Carlo VIII e raggiunse la sua massima diffusione dopo il XV secolo.
Il melone ha una forma rotonda o leggermente ovale; la buccia esterna ha un colore giallognolo e la sua polpa, ricca di semi piccoli e piatti, si presenta dolce e succosa. Esistono tre varietà di meloni: quelli estivi (cosiddetti retati, caratterizzati da striature in rilievo) e i cantalupi che hanno la buccia liscia e sono più aromatizzati e profumati; molto apprezzato e consumato è anche il melone invernale che si presenta con la scorza gialla o verde e la polpa chiara, generalmente dolce e saporita. Il 60% della produzione mondiale proviene dall’Asia, mentre in Europa i maggiori produttori sono Spagna, Romania, Francia e Italia.

Caratteristiche del melone

Il melone ha foglie alterne glauchescenti ed ha fiori sia maschili che femminili. La fecondazione incrociata avviene ad opera degli insetti, anche se per le colture in serra è più indicato ricorrere alla fecondazione artificiale. Per quanto riguarda il clima, questo frutto necessita di un clima temperato caldo e di un terreno esposto al sole. La terra in cui viene seminato deve essere profonda e ben drenata per evitare ristagni d’acqua. La semina avviene generalmente nei mesi di aprile-maggio e in questo modo: vengono create delle piccole buche in lunghe file distanti un metro l’una dall’altra e vi si lasciano cadere dentro quattro semi. Quando invece si vuole piantare i meloni anticipatamente, si procede nel mese di marzo creando un artificiale terreno piuttosto caldo che viene ricoperto da un tunnel di plastica trasparente. Per quanto riguarda la coltura, non esistono quindi cure particolari, tuttavia occorre non trascurare un’importante operazione: la cimatura. Quando le piantine hanno cinque e sei foglie, si cimano sopra le prime due e di conseguenza anche i rami che si sviluppano dopo questa operazione e dopo la formazione dei piccoli frutti, si cimeranno ancora i rami fruttiferi a due foglie sopra i frutti. Per quanto riguarda la raccolta, questa può essere eseguita tagliando il frutto quando il peduncolo manifesta le prime screpolature: contemporaneamente la scorza prende colore tipico della varietà e il frutto inizia ad emanare il “classico” profumo.

Vitamine e proprietà del melone


Il melone è considerato un frutto molto gustoso, mediamente saziante e abbastanza dissetante, grazie all’alto contenuto di acqua. Per questo motivo aiuta anche a prevenire la disidratazione. In tavola viene servito abbinato al prosciutto crudo e rappresenta un ottimo e poco calorico antipasto. Un vasetto di yogurt magro abbinato ad una fetta di melone tagliato a pezzettini è un ottimo spuntino per chi sta osservando una dieta; leggermente lassativo, è rinfrescante ed è inoltre adatto a chi soffre d’anemia essendo ricco di ferro. È anche ricco di vitamine A e C ed è considerato un ottimo ricostituente per chi è carente di questi elementi. La vitamina A, nella forma di betacarotene, previene la formazione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e delle smagliature. Anche la vitamina B è presente in questo frutto e oltre a tonificare, ricarica dal punto di vista “umorale” e si è anche rivelata ottima nel contrastare la fame nervosa.  Inoltre questa vitamina migliora la capacità visiva e rinforza le ossa e i denti. Il melone ha anche proprietà rinfrescanti, diuretiche, depurative e lassative ed è indicato in caso di stipsi e/o emorroidi e di dolori reumatici. La presenza minerali quali: calcio, fosforo, magnesio e potassio rende il melone un ottimo integratore naturale contro il caldo: ne basta una fetta per migliorare e riattivare l’intestino pigro (quando “soffre” eccessivamente le alte temperature) ed ottenere un effetto anti gonfiore. Quindi le sue proprietà disinfiammanti, diuretiche e fluidificanti per il sangue sono molto efficaci per la rigenerazione delle cellule. Il suo apporto bilanciato di acqua e fibra rinfresca l’apparato digestivo e migliora la circolazione, eliminando il colesterolo e i trigliceridi in eccesso. Infine la sua polpa viene utilizzata, sotto forma di impasto, per curare ferite e ustioni.

Il melone in cosmesi

Il melone si è rivelato anche un ottimo alleato di bellezza. In cosmesi viene utilizzato sotto forma di maschera che tonifica la pelle, rendendola morbida e vellutata. Ecco come preparare un’ottima crema per pelli secche: mescolare 1 dl di succo di melone ottenuto con la centrifuga, 1 dl di acqua oligominerale naturale e 1 dl di latte intero. Conservare il tutto in frigo (al massimo per una settimana) e agitare prima dell’uso. Molto utilizzata è anche la lozione rinfrescante “fai da te”, al melone e argilla: sbucciare un melone maturo, frullare la polpa e filtrarla attraverso un fitto colino. Raccogliere il succo in una terrina, aggiungere un cucchiaino di argilla verde e mescolare per un minuto. Lasciate riposare per 5 minuti. Dopo un’eccessiva esposizione al sole, se la pelle brucia particolarmente, immergere un batuffolo di cotone nel liquido e tamponare delicatamente le parti arrossate, ripetendo l’azione fino ad ottenere il sollievo desiderato. Lasciate agire per qualche minuto, quindi risciacquate con acqua tiepida. Il succo del melone ha un effetto rinfrescante ed astringente e attenua gli effetti negativi dell’eccessiva esposizione al sole. L’argilla dal canto suo, ha un effetto antiinfiammatorio, lenitivo e cicatrizzante.

Acquisto e conservazione del melone

Per conservare bene il melone, tenere presente che la temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 5 °C, altrimenti il frutto potrebbe deteriorarsi. L’ideale sarebbe conservarlo in frigorifero, per 2-3 giorni, separandolo dagli altri altrimenti che potrebbero rimanere “contaminati” dal forte aroma che la polpa emana. Piccoli accorgimenti per non sbagliare quando si acquista un melone: percuotere il frutto con le nocche e accertarsi che non emetta nessun suono; premere i due estremi del melone e accertarsi che non sia troppo duro, ma neanche eccessivamente molle; la buccia deve essere intatta, priva di ammaccature o macchie scure e deve avere un profumo intenso. Tenere anche presente che il melone più gustoso è quello maschio, che ha un punto nero nella parte opposta rispetto al picciolo.




fonte :www.benessere.com



Curarsi con frutta e verdura

Pubblicato da in rimedi naturali ·
Tags: fruttaverduraalimentazioneribesdolorireumatismoarticolazionicentrifugaticiliegiefragoleuricemiauvasapereconsporeverzacipollaanguriaperakiwicarotasedanocistitefruttidiboscomirtillo
Curarsi con frutta e verdura



Frutta e verdura dovrebbero essere una componente costante nella nostra alimentazione. Anche la moderna scienza dietetica infatti raccomanda di inserire regolarmente verdura nei due pasti principali e frutta almeno in tre occasioni giornaliere. Che questi cibi siano le fonti privilegiate di vitamine e minerali è ormai noto.
Ma oltre a garantirci un apporto adeguato di questi nutrienti, le numerose specie di vegetali che compaiono sulla nostra tavola possono essere utilizzati come dei veri e propri rimedi terapeutici, ognuno con le sue peculiarità.
Prendiamo in considerazione alcuni esempi.




Se soffrite di dolori reumatici
Potete trarre giovamento dalle ciliegie: possono essere infuse nella grappa (se ne beve un sorso tutti i giorni), oppure centrifugate intere con i piccioli. Ma anche la fragola, la prugna e il ribes sono dei buoni rimedi. Il ribes nero in particolare è efficace anche nel trattamento della gotta per la sua azione antiuricemica e può essere usato anche sotto forma di tintura madre. Una discreta azione antireumatica è propria anche dell'uva. Fra le verdure, in tema di dolori articolari, la più indicata è il sedano, specialmente come centrifugato da solo o con il pomodoro. In caso di articolazioni infiammate, un rimedio topico molto noto è costituito dalle foglie di verza o dalla cipolla bollite e usate come impacco.

Se dovete curare la tosse
Poniamo il caso che dobbiate curare una tosse secca e stizzosa: una ricetta semplice e gradevole potrebbe essere una macedonia ben zuccherata con anguria, fragola, pera e melone. Può funzionare anche una insalata di kiwi e cetriolo (quest'ultima dotata anche di proprietà lassative) o del succo di crescione. Se invece la tosse è accompagnata da catarro abbondante, si può ricorrere ad un centrifugato di rapa bianca o di ravanello, con poco miele. In tutti i casi di tosse specialmente se cronica e secca, la pera è sempre indicata.

La carota\tCruda e con la sua buccia, la carota è un eccellente rimedio per i disturbi visivi, tratta le anemie, ed ha un'azione disinfiammante sull'intestino e sulla pelle. Associata a sedano o a rapa bianca, è utile nel trattare i disturbi del fegato. Per le sue proprietà antinfiammatorie la troviamo in una ricetta per la cistite, in forma di centrifugato associata alla stessa quantità di sedano e di cetriolo.
Le verdure in foglia verde\tHanno, in generale, proprietà calmanti. In particolare la lattuga e la valeriana sono utili per chi soffre di insonnia e di irrequietezza. Per l'insonnia è un buon rimedio anche un infuso di sedano e cime di barbabietola.
I frutti di bosco\tAlcuni frutti di bosco, specialmente bevendone il succo un po' diluito con acqua, sono consigliati come febbrifughi. Fra questi in particolare il lampone ed il ribes rosso. Il succo del mirtillo può essere usato per fare degli sciacqui in caso di stomatite e anche nel mughetto (candidasi del cavo orale). Lo stesso succo o quello della mora del gelso sono utili per trattare le afte buccali e in caso di faringite o mal di gola (gargarismi col succo diluito).
Il sedano\tIn caso di gola molto infiammata, si può ricorrere a sciacqui con centrifugato di sedano. Il sedano infatti è molto efficace come antinfiammatorio e anche come sedativo. Viene usato per trattare l'ipertensione arteriosa (centrifugato), per le caldane della menopausa (centrifugato di sedano e uva). Un decotto di sedano (400 g in 1 litro d'acqua) è un efficace rimedio per le cistiti e per le prostatiti.

Alcuni utilizzi per medicazioni o applicazioni locali.

La lattuga fresca, schiacciata sino a ottenere una poltiglia viene usata per disinfiammare ascessi, foruncoli e anche nella terapia dell'acne.
Per calmare una dermatite o come impacco su un'ustione non grave possiamo applicare una fetta di patata cruda.
La fecola di patate dà buoni risultati nel trattamento di piaghe agli arti inferiori e apporta beneficio alla pelle screpolata.
Frutta e verdura quindi non solo rallegrano la nostra tavola, ma sono anche preziosi alleati nella cura della nostra salute. Non dobbiamo certo aspettarci effetti immediati e miracolosi dai rimedi citati, ma l'uso regolare e costante ottiene dei risultati degni di nota.





fonte : www.benessere.com



Crostata Macrobiotica alla Frutta Fresca

Pubblicato da in dolci vegan ·
Tags: crostatamacrobioticafruttafrescasapereconsaporefarinalatteavenarisomaltooliocremadolcivegancurcuma
Crostata Macrobiotica alla Frutta Fresca



Chi ha detto che dolce è sinonimo di non sano? Questa squisita crostata è l'esempio di come dolce e salutare possano sposarsi alla perfezione.



Ingredienti (per 10 persone) :
ingredienti per la frolla:
250 gr di farina di grano duro
1 pizzico di sale
Latte di avena q.b.
2 cucchiai colmi di malto di riso
buccia di limone grattugiata a piacere
1/2 bicchiere scarso di olio di mais o girasole
una bustina di cremor tartaro
Per la crema:
300 ml di latte di avena
30 g di farina
20 g burro di soia
2 cucchiai colmi di malto di riso
1/2 cucchiaino di curcuma
2 cucchiai di panna di soia
1 cucchiaino di vaniglia in polvere
Frutti di Bosco
Kiwi
Banana



Procedimento:

Impastate bene tutti gli ingredienti della frolla fino a creare un composto sodo ed omogeneo. Mettetelo a riposare in frigorifero. Nel frattempo preparate la crema pasticcera. Fate sciogliere in un pentolino il burro di soia e andate ad aggiungere, a fuoco spento, la farina mescolando bene con una frusta. Aggiungete un po' alla volta il latte vegetale facendo attenzione a non formare grumi. Mettete sul fuoco ed unite la vaniglia, la curcuma e il malto di riso. Continuate a mescolare e portate a bollore, attendete 3-4 minuti e spegnete. Fate raffreddare.

Stendete la frolla e andate a ricoprire una tortiera oliata e infarinata. Bucherellate la superficie ed infornatela per 20 minuti circa a 180°.
Ricoprite la base con la crema preparata in precedenza e guarnitela a piacere con della frutta fresca!








Tu cosa mangi, calorie o molecole?

Tu cosa mangi, calorie o molecole?



Quanti di voi sanno cosa stanno mangiando?
Ciò che mangiamo è fatto di sole calorie?
Quali sono gli alimenti che ci fanno bene e di cosa sono composti?
Per rispondere a queste domande è giusto partire dal corpo umano.
Il corpo umano possiamo definirlo come un sistema complesso ed aperto, ovvero un sistema costituito da diversi organi che permette l’ingresso di molecole come quelle contenute nel cibo, nei liquidi, nell’aria, negli inquinanti atmosferici presenti nell’ aria che respiriamo e permette l’uscita degli stessi, sia in quanto tali che sotto forma di metaboliti di scarto, energia, etc.
Il cibo è un potente modificatore ormonale, in grado di interagire con gli organi e i tessuti del nostro corpo.
Ecco perché bisogna conoscere il proprio organismo se si vuole stare bene.
Ci si sofferma molto sul contenuto calorico degli alimenti, ma di rado sul contenuto molecolare di questi, ovvero difficilmente ci si domanda: che cosa sto realmente mangiando?
Ad esempio una porzione di pasta, una porzione di formaggio o di un altro alimento possono produrre le stesse calorie, ma contengono molecole diverse; Agiranno allo stesso modo?
La pasta  contiene in prevalenza carboidrati, il formaggio contiene maggiormente proteine e lipidi e non contiene carboidrati, quindi anche il profilo ormonale che stimolerò  sarà diverso se assumo grassi piuttosto che  carboidrati.
Ecco che considerare l’obesità o il sovrappeso come il semplice  risultato di un eccesso “calorico” è riduttivo.
Il controllo del solo introito energetico giornaliero non è sufficiente a dimagrire o stare in forma!
Ricordiamo che dimagrire significa perdere solo massa grassa, un dato che, la sola bilancia alla quale molti fanno riferimento, non ci fornisce.
Le cellule adipose sono sensibili a delle molecole alimentari, le quali sono in grado di attivare i processi  di eliminazione dei trigliceridi, queste molecole vengono definite “modulatori epigenetici”.
I modulatori epigenetici li ritroviamo in maggior parte nei vegetali e nei legumi.
Non a caso le linee guida del World Cancer Research Fund,  raccomandano di assumere cinque porzioni di frutta e verdura al giorno.
La prima cosa che si elimina dalla tavola quando non si ha tempo o anche per pigrizia è la verdura e la frutta;
Le fibre regolano anche i livelli ormonali soprattutto dopo un pasto, magari ricco in zuccheri ed ecco che la sua carenza diviene così una causa dell’obesità!
Precisiamo che questi alimenti, oltre a contenere fibre sono ricche in vitamine, minerali e fitonutrienti che fungono da potenti antiossidanti.
Gli antiossidanti sono sostanze fitochimiche che agiscono a livello dei radicali liberi, molecole  dannose per il nostro organismo, in grado di agire a livello del DNA, causando diverse patologie.
Tra le verdure più ricche in antiossidanti ricordiamo quelle appartenenti alla famiglia delle crucifere (cavoli, broccoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles, etc.) ottime come antitumorali, naturalmente ricche in Indoli che agiscono a livello ormonale regolandolo e bilanciandolo.
Non dimentichiamo poi tutte le verdure “colorate” ricche in carotenoidi,  che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario, e non solo.
Una famiglia che viene spesso trascurata nell’ alimentazione attuale è quella dell’allium, nella quale si annoverano,  aglio, porro, cipolla, potenti antibatterici e stimolatori del sistema immunitario, che agiscono inoltre nel ridurre gli stati infiammatori.
Ecco che migliorando la propria alimentazione, prestando attenzione al tipo di alimento e non solo al contenuto calorico di questo, assumendo sempre verdura e frutta fresca e di stagione, possiamo rafforzare la capacità di guarigione del nostro organismo, rafforzare il nostro sistema immunitario, sentirci forti, energici ed attivi; ridurre gli stati infiammatori, caratteristici tra l’altro anche dell’obesità.
Come disse Ippocrate da kos  nel 460 a.c. “Lascia che il cibo sia la tua medicina, e la tua medicina sia il tuo cibo”.



Successivo
Nuvole
in diarrea essenziale glucagone furano ipocalorico diagnosi capelli idrochinone mandorla zinco iatale GIugliano enzimi fame Licola alimentari macrobiotica antiossidante ultravioletti pepe sapone ustione gel torcicollo dietanolammina mani 31 fruttosio antibiotici branzino addome melagrana Qualiano età A biologo prostata glutine antitumorali controlli clorogenico glicole diuresi policistico rossetti sapereconspore Fuorigrotta yogurt albicocche cipolla menopausa emulsionante di extravergine salmonella formaldeide scottature tumori brucia limone osteoporosi Na free cadenti donne selenio sapore utero fagiolini aloe Posillipo 6 cannella alimenti bevande mais crusca ossidazione tensioattivi avena facciale lavaggio quinoa energia primavera intolleranze propoli modificato colazione tenero tessuti oli prodotti ayurveda gusto uva antitraspiranti attività cotto spiaggia duodeno dolcificanti cellula frigorifero vitamina nutrition paziente abitudini cure yin antidepressivo aromi punture forno massaggi probiotici fermenti latte ananas Dott bambino ernia latticini epigenetica bifidobatteri freschezza tar ostriche carbidrati stitichezza colore pera IGF antibiotico sale chiampagne Staphylococcus radicali stagionatura pane pesanti C mondo tuorlo pesche elasticità obesità fibra colostro cacao alimento infezioni lamponi oligoelementi esercizio internazionale pancreas agave gruppo surgelare sodio radicchio zirconio yang miele sedano vegetali amido oligoelemento verdura insalate Aloe zucca cosmesi hdl solari circolazione depressione catechine osteopatia digerente balsamo benessere lievito verdure gravidanza LDL + nitriti vera nutriente etichette palato legumi psiche microrganismi.Lugdunin salute dolore antinfiammatoria luteina idrico gassate erbe allergeni metionina insulina invecchiamento bassa alimentazione parabeni allergia bambini folico grana fragole casa urico ribes iperacidità secche grano riposo peperoncino Sant'Antimo cheese apparato zucchina patatine congestione comfort alcol odori campylobacter azoto integratore quaternium shampoo batterio sdorazione fumo crescita toluene caldarroste food addensante ciclo sanguigno energizzante cellulite cosmetici sciroppo Cina equilibrio disbiosi organi metabolismo Fonticelli Vomero fredda uricemia vasi grassi glucosio bocca farina vasetti cibi maggio yo dormire B deodoranti fegato alimentare diet aspartame coloranti bilancia dolori pollo alta centrifugati caldo Berrino parmiggiano estrogeni proprietà primo Francia marroni irritabile sostanze biscotti batteri sindrome India calda Pozzuoli cortisolo flatulenza glutammato riso saraceno ipertensione frullati mirtillo tradizioni gram oxybenzone idratazione castagne tintura irraggiamento INCI Mercurio capsicum zucchero calorie botulino fico licopene antiossitanti sogliola primi Quarto asparagi banana nutrizione clorofilla laurilsolfato prurito reflusso monoammino corretta carotenoidi gonfiore studio brufoli pasta ascelle minerali amilosio gelificante omeostasi meteorismo pasti ceci succo salsa digiuno naturale crema frutta zanzare idrogenati ricette colite Pianura ormone tossine umami cavo rucola manganese Monterusciello torte sano crostata diabete danni cisteina adinopectina feci E polmoni omogenizzati aglio nutrizionista fosforo junk ricotta consigli complessi ossidativo respiro con nitrati cake verde grasso insaturi piatti apoptosi propilenico tempo burro gestazione nutrizionale stabilizzante neuroni dietetici fisica vongole frigo reumatismo immunità patologie pistacchi infanzia resveratrolo insonnia stress colorante cucina limenti digestione ginnastica gluten polifenoli noci spigola linfodrenaggio PET proteine rame Calcio corpo iperglicemia raffreddore antocianine soia sapere massaggio conduzione endometriosi bivalvi microbi forma Giugliano micronutrienti nervoso avocado raggi acido difesa sensibità amminoacidi truffe Thailandia liposolubile solfato sviluppo patologia allium omega 1 metalli intestino dentifricio stanchezza sistema semi sovrappeso raffinati pulizia sapereconsapore articolazioni colesterolo psicologia spezie liberi acidi sudorazione fresca zuccheri sangue mestruo stracci Enrico carote fortificanti igiene pangrattato E141 veg duro antispossatezza crudo nutrienti pancreatite cervello protezione carboidrati melone malattie pressione molluschi palpebre emulsionanti contraffazione melanina aborto calcoli microbioma molecole oliva premestruale patate cipollina macedonie risotto buoni vegan 15 ombretti mare amaranto nutrire inquinamento carie glutamina bio degradazione cioccolato piatto orale sapereconsaporee antinfiammatorio cancro BHA frutto solare adolescenti rimedi indice c prevenzione ossa vegetariano HDL Caserta dieta merendine peso autunno albume D erba triclorosan usanze kiwi combinazioni libido stomaco Villaricca anice palma tossiche tumore antiossidanti frittura sapereconapore alluminio disidratazione pomodori cetriolo quercetina costipazione solfiti lecitina ulcera astaxantina 3 antociani iodio uova cereali listeria Additivi benefici cistite olio afrodisiaco dimagrire betacarotene funghi stracchino anguria Varcaturo Giappone nespole alimentazzione Iodio caffe secca fitoterapia dolci conserve pelle calcio fitosteroli padano stabilizzanti zafferano sole fluoruro Germania tocoferolo ossido cottura microonde carota ferro visita mattina biliari educazione acqua UVA saturi carcinoma connettivo endorfine more fisia integrale bevanda polinsaturi semola UVB tiroide seno umore epiderma estrusione cicatelli fichi pomodoro cancerogeni birra glucidi lattoferrina magnesio inositolo timo brodo asma insalata anticorpi caseina A. aureus addensanti lisina glicemico scaduto curcuma visite nocciole stagione caglio addominale ipocaloriche neurologico antidolorifico DHA frutti influenza tummori aceto immunitaria naturali allergie convezionne glicemia coal carotenoide donna allattamento antitumorale mediterranea bosco serotonina ciliegie artemisia piante fibre caffeine temperatura cuore domicilio microsfere correttori ossidasi lipidi a vitamine wellness gas microminerali congelare conservanti freezer verza galateo creatinina cibo olive Vera minerale amilopectina concentrazione istamina formaggio aerobico gonfia biomagnificazione sapereconsapore.blogspot.it secondi prugne malto aminoacidi triptofano immunitario sanguigni conservazione additivi progesterone estate fisico ovaio sport pancia contaminanti dadi potassio menta gerani broccoletti Lucifero sapereconsapore.blogspot.com celiachia herpes crostacei flavonoidi peperoni buccia mangiare pesce calore idrosolubile papille lattici personale bollitura integratori melanoma sterilizzare cattive mate creme sali biberon raffermo ortaggi carne sintomi Napoli perdite inci essenziali
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu