glucosio - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

Vai ai contenuti

Menu principale:

L'importanza della prima colazione

Pubblicato da in colazione ·
Tags: colazionecarboidratimattinasapereconsaporeEnricoFonticellibenessereglucosioglicemiainsulinafibrezucchericomplessisalute
L'importanza della prima colazione

sapereconsapore

Costanti evidenze scientifiche dimostrano l’importanza, al fine del mantenimento della salute e del benessere, di una prima colazione qualitativamente e quantitativamente bilanciata.
I consumatori abituali di un’ adeguata prima colazione sembrano essere meno predisposti al sovrappeso e all’obesità,mentre gli adolescenti normopeso che la saltano spesso andranno più facilmente, in età adulta, incontro all’aumento dell’ indice di massa corporea.
Inoltre, l’abitudine a “saltare” regolarmente la prima colazione è risultata essere, in particolare nei giovani studenti, maggiormente associata al consumo di bevande alcoliche e ad inattività fisica.
Ancora, i soggetti che consumano con regolarità il primo pasto della giornata, includendo in esso cereali integrali a basso indice glicemico e frutta, hanno rivelato una significativa riduzione di fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, il diabete mellito, la dislipidemia ed il sovrappeso.
Nonostante gli effetti benefici della prima colazione siano ampiamente dimostrati, solo poche persone  sono abituate a consumarla regolarmente e, di questi, la maggioranza non si concede un pasto adeguato dal punto di vista qualitativo e quantitativo per affrontare la giornata, limitandosi ad un caffè o al massimo ad un cappuccino. L’abitudine, la fretta e la mancanza di appetito sembrano essere tra le cause principali del “non fare colazione”.
Immagino vi sia capitato di saltare la prima colazione, arrivare affamati, stanchi e privi di vitalità al pranzo e di eccedere nelle porzioni condizionando, di conseguenza, in maniera negativa anche il rendimento pomeridiano per il grosso impegno digestivo a cui viene sottoposto l’ organismo; oppure di evitare la prima colazione e di concedervi per la fame eccessiva uno spuntino troppo sostanzioso in tarda mattinata, arrivare al pranzo già sazi e consumare perciò un pasto abbondante per giungere infine alla cena affamati, mangiare in eccesso risvegliandovi il mattino seguente nuovamente senza appetito (evitando la colazione!).
Questo circolo vizioso è determinato proprio dal “salto” del primo pasto della giornata : eliminando la colazione al mattino i livelli di glucosio nel sangue (glicemia) calano al di sotto della norma, si avverte fame e mancanza di energia; si ricercano ed assumono, di conseguenza, carboidrati ad alto indice glicemico (snack, cioccolato, biscotti in tarda mattinata, pasta e pane in abbondanza a pranzo e/o cena) che provocano un immediato aumento dei livelli di glucosio nel sangue, con conseguente rilascio dell’insulina prodotta dalle cellule beta del pancreas per ovviare all’innalzamento della glicemia.
L’azione dell’insulina determina, a sua volta, un repentino abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue che indurrà nuovamente l’assunzione di alimenti ad alto indice glicemico.Queste fluttuazioni accentuate della glicemia ed i conseguenti picchi insulinici durante l’arco delle 24 ore, se prolungati, determinano un maggior rischio di sviluppare resistenza all’insulina e diabete mellito di tipo 2 (vedi grafico).



E’, dunque, evidente che il salto della prima colazione è un’abitudine che dobbiamo assolutamente perdere!
Miglioriamo il nostro stile di vita svegliandoci 10 minuti prima al mattino per consumare la colazione o, nel caso di uscita all’alba, preparando la sera prima ciò che serve o facendo, anche al bar, una sana prima colazione.




Tumore: possiamo scegliere di non nutrirlo… Possiamo scegliere la via della Prevenzione

Pubblicato da in prevenzione ·
Tags: prevenzionezuccherotumorefruttosioBerrinosciroppodiglucosiopatologiacaloriecibiraffinatilatteIGF1salutebenesserecancrocibofruttaverduraPETalimentazionenutrientinutrizione
Tumore: possiamo scegliere di non nutrirlo… Possiamo scegliere la via della Prevenzione

sapereconsapore.it

Fin dal secolo scorso è noto  che le cellule tumorali si nutrono di glucosio.
Alcuni medici continuano a sostenere: “Ma cosa c’entra lo zucchero o l’alimentazione con il cancro o con le malattie in genere?”
Purtroppo, l’informazione popolare, come anche quella dei medici (non avendo un background in campo alimentare) si basa sulla disinformazione mediatica, a sua volta pilotata dall’industria alimentare.
Tra le altre, anche expo, che si prefiggeva di nutrire il Pianeta (qualcosa comunque ha nutrito!) aveva organizzato un incontro (28 settembre 2015) sul tema “Lo zucchero: un ingrediente fondamentale e valido nutriente per una dieta sana e bilanciata“.
Tale propaganda si è resa necessaria a causa di un calo nella produzione e consumo di zucchero. Qualcosa bisognava fare. Si è pensato bene di promuovere come principale nutriente un alimento dietro il quale si nascondono le cause principali di molte patologie, tra cui i tumori.

“Mangiare senza giudizio quando si è sani, significa costruire la propria malattia.
Mangiare senza giudizio quando si è ammalati, significa nutrire la propria malattia.”
Ippocrate (400 a.C.)

Lo zucchero qualcosa nutre. Ma non certamente il Pianeta, tanto meno la nostra salute.
Nel 1931, un certo Otto Heinrich Warburg vinse il premio Nobel per la medicina per aver individuato uno strano meccanismo che riguardava le nostre cellule. Warburg si rese conto che mettendo a confronto una cellula sana ed una cancerosa, quest’ultima consuma più velocemente lo zucchero, di una sana.
Non è un caso che la PET sfrutti proprio questo principio: infatti questo sistema di diagnosi non fa altro che rilevare le zone del corpo dove c’è un maggiore consumo di zuccheri per individuare le cellule tumorali. E se possiamo utilizzare questa conoscenza per un sistema di diagnosi, perché non usarla per la prevenzione‪‬?
Le cellule tumorali, per crescere, hanno bisogno di molto zucchero, di molta insulina e di ormoni simili a essa (come l’insulin-like growth factor 1 o Igf1).
Glicemia (livello di glucosio nel sangue), insulina, livelli di infiammazione, fattori di crescita. “Si tratta di fattori che con diversi meccanismi stimolano la proliferazione cellulare” riporta Franco Berrino, nel documento I 4 Pilastri alimentari nelle recidive del cancro.
Lo zucchero, come anche i prodotti raffinati (farina 00, ecc), fanno aumentare la glicemia. Tenere bassa la glicemia, aiuta a tener bassa l’insulina, e quindi i fattori di crescita. Anche un eccesso di fruttosio interferisce con il buon funzionamento dell’insulina, favorendo l’incremento dei fattori di crescita: sarebbe bene, quindi evitare fruttosio, sciroppo di glucosio e fruttosio, sciroppo di agave. E’ prudente, inoltre, anche non esagerare con la frutta, specie quella molto zuccherina (come la frutta tropicale!).
Anche “le proteine favoriscono la crescita del cancro… Stando alle evidenze scientifiche il consumo di proteine dovrebbe aggirarsi intorno ai 0,6-0,7 grammi pro Kg al giorno. Il 10% di calorie totali della dieta energia giornaliera consigliate dal WHO, World Health Organization, è troppo…” riferisce Massimo Bonucci, medico oncologo presidente di una associazione di ricerca integrata che in Italia collabora da anni con gli USA.
Le proteine sono importanti: sono il materiale per costruire il corpo, le cellule. “Ma quando si assumono troppe proteine”,  chiarisce Franco Berrino (medico epidemiologo, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano), “i fattori di crescita nel nostro sangue sono più alti, e chi ha questi fattori di crescita più alti, si ammala di più di cancro”.
Per questo si raccomanda un uso moderato di proteine, privilegiando quelle di origine vegetale, come ad esempio i legumi.
Anche il latte fa aumentare i fattori di crescita. “Ogni bicchiere di latte di mucca raddoppia la quantità dell’ormone IGF-1 (uno dei più importanti fattori di crescita) nel corpo umano, sostanza che sostiene l’aumento di dimensioni del cancro” riporta Robert Cohen, nel suo libro Milk, A-Z.
“Il 30% del cancro è imputabile a fattori alimentari e il 20% allo stile di vita. Solo un 5% arriva dai nostri geni.” (Stefano Magno medico chirurgo e senologo del Policlinico Gemelli).
Come ci suggerisce il Prof. Franco Berrino: “Possiamo cambiare l’alimentazione al fine di cambiare il nostro ambiente interno, in modo che le eventuali cellule tumorali non si riproducano”. Franco, al fine di diffondere la cultura della prevenzione tumori-cibo e condividere le conoscenze che ha sviluppato nel corso della sua vita professionale, ha fondato  l’associazione La Grande Via.
Le raccomandazioni ci vengono dal Fondo Mondiale per la ricerca sul cancro: basiamo la nostra alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinate, verdure (non amidacee, quindi non le patate!) – meglio se di stagione -, un po’ di legumi e un po’ di frutta (meglio se di stagione e del nostro clima!).
Sono indicazioni analoghe a quelle che ci suggerisce la Macrobiotica che, attraverso la semplice e naturale visione dello Yin e Yang, aveva definito alcuni cibi (in particolare lo zucchero, ma anche i cibi raffinati e trattati, il latte) particolarmente espansivi. E il tumore è una forma di espansione.
Ecco che possiamo scegliere la Via della Prevenzione…. possiamo scegliere di non nutrire la malattia, conservando la salute.



La dieta dello studente: prepararsi alla sessione d’esame scegliendo i giusti alimenti

Pubblicato da in studio e cibo ·
Tags: studiocibostressvitaminealimentazionegrassicarboidratiglucosioneuronisapereconsaporesapereconsaporesalute
La dieta dello studente: prepararsi alla sessione d’esame scegliendo i giusti alimenti

sapere con sapore

La vita degli studenti è da sempre accompagnata a periodi di stress e stanchezza che precedono la sessione d’esame e spesso, per la mancanza di tempo, di voglia o per un carico di studio elevato, si può incorrere in errori nutrizionali, come l’abuso di caffè, saltare i pasti oppure il consumo di snack ipercalorici come sostituti dei pasti. Alla lunga, queste scelte possono produrre effetti anche opposti a quelli sperati, interessando il rendimento e le performance.

Un’alimentazione equilibrata, che garantisce l’apporto di tutti i nutrienti necessari soprattutto al cervello, può rappresentare un contributo positivo non solo durante il periodo di studio più intenso, ma anche nei giorni d’esame veri e propri.

Il cervello, consumando energia per provvedere alla sopravvivenza dei neuroni e all’efficienza delle prestazioni, deve essere sempre rifornito di un’adeguata quantità di ossigeno e glucosio, sopratutto in situazioni di maggiore carico emotivo, mentale o di stress. Da questo si comprende come l’apporto corretto dei nutrienti, che sono la fonte di energia primaria, evita un calo nelle funzioni cognitive stesse.

Dunque, di cosa si compone la dieta dello studente? di tre pasti principali, due spuntini, evitando assolutamente di saltare i pasti.

LA COLAZIONE, che apre la giornata, oltre a interrompere il digiuno notturno e il conseguente calo glicemico, migliora le capacità mnemoniche e cognitive durante tutto l’arco della mattinata: tra gli alimenti più indicati, si consigliano i carboidrati semplici (frutta o latte ad esempio) e complessi (come biscotti, pane tostato e fette biscottate).

Il PRANZO E LA CENA, dovrebbero presentare pane, pasta, riso, pane, patate ecc. ricchi in amido, in equilibrio con proteine e acidi grassi polinsaturi, della serie ω-3 (presenti soprattutto nel salmone, sgombro, merluzzo, sardine, tonno, con grassi) e ω-6 (contenuti nelle noci, nei cereali e in alcuni tipi di oli vegetali, come in quello di mais, di girasole e di arachidi). Scegliendo sempre l’olio di oliva per condire, perché ricco dell’acido oleico, grasso monoinsaturo.

GLI SPUNTINI, con la combinazione di frutta fresca, secca e a guscio, yogurt e cereali si ha un’ eccellente ricarica energetica che aiuta la prosecuzione dell’attività di studio.

Attenzione ai prodotti industriali, come snack salati o merendine, ricchi di grassi saturi, zucchero e sale proposto in diverse formulazioni che spesso sfuggono al consumatore poco attento, additivi e conservanti, formaggi troppo stagionati, condimenti come burro e margarina, eccesso di bevande nervine come caffè, coca cola e tè.

Chiudono il menù dello studente, i micronutrienti alleati della memoria,  come le vitamine C, A, E B12 , nell’ordine presenti negli agrumi e nei pomodori, nelle carote e nelle crucifere, nella frutta secca ed esotica, nei prodotti animali e infine i minerali tra cui selenio, zinco, ferro, magnesio, iodio.



Proteine delle sardine per contrastare il diabete?

Pubblicato da in proteine del pesce ·
Tags: pescesapereconsaporeglicemiadiabetefruttosioglucagonestressossidativocaseinainsulinaobesitàiperglicemiacreatininaacidouricoglucosio
Pesce contro zucchero



Proteine delle sardine per contrastare il diabete?

Uno studio ha esaminato se la proteina della sardina mitiga gli effetti negativi del fruttosio sul plasma-like peptide glucagone-1 (GLP-1) e sullo stress ossidativo nei ratti.

I ratti sono stati nutriti con caseina (C) o proteine della ​​sardina (S) e con una dieta alta in fruttosio (HF) per 2 mesi. Sono stati analizzati i valori di glicemia, insulina, GLP-1, lipidi, proteine,  ​​ossidazione e enzimi antiossidanti.

I ratti HF hanno sviluppato obesità, iperglicemia, iperinsulinemia, insulino-resistenza e  stress ossidativo nonostante le ridotte assunzioni energetiche e alimentari.

Creatinina plasmatica elevata e livelli di acido urico, oltre a albuminuria stati osservati in questi ratti grazie alla dieta con alto fruttosio.

I ratti in S-HF avevano ridotto glucosio, insulina, creatinina, acido urico e HOMA, tuttavia avevano aumentati livelli di GLP-1 rispetto a quelli in dieta C-HF.

Gli idroperossidi sono stati ridotti nel fegato, rene, cuore e muscoli di ratti S-HF ai C-HF, così come i carbonili nel fegato, rene e cuore e l’ossido nitrico (NO) nel fegato, rene e cuore dei ratti nutriti S-HF.

La dieta S-HF rispetto alla dieta C-HF ha aumentato i livelli di superossido dismutasi, catalasi epatica e muscolare, glutatione perossidasi e l’acido ascorbico epatico.

Insomma, tutte queste prove confermano l’ipotesi che una dieta a base di proteine del pesce possa invertire la resistenza all'insulina e lo stress ossidativo.

Tradotto nella pratica, una dieta a base di pesce può avere benefici nei pazienti con sindrome metabolica.

Autori: Madani Z, Sener A, Malaisse WJ, Dalila AY
Fonte: Mol Med Rep. 2015 Sep 14



Nuvole
additivi Giappone con comfort cisteina pressione Varcaturo monoammino glucagone gram maggio solari formaggio caffe ultravioletti papille vegetariano peso quaternium sostanze riposo Posillipo tumori folico ananas yang uva lievito massa depressione cheese potassio anguria caglio zucchero prostata raffinati cavo equilibrio sciroppo yo pera melagrana sensibità patologie endorfine asparagi lipoproteine prevenzione LDL omega fisia energia alcol ipertensione combinazioni cutanee bambino influenza ginnastica colostro donna macedonie protezione yin oligoelemento in ritenzione crostacei grasso naturale fico risotto idrogenati lactobacillus kiwi clorogenico artemisia ulcera pasti frigo allergia alimentazione obesità energizzante verza frigorifero inositolo piante ombretti chiampagne cacao palpebre duro microbi Staphylococcus wellness antitraspiranti mattina brufoli GIugliano diagnosi vasetti tocoferolo consigli alimentare menta Cina micronutrienti extravergine cadenti pancreatite probiotici sali #nutrizione iatale ostriche degradazione rimedi ferro rame mare massaggio diabete ricotta nutrire serotonina cottura Quarto stanchezza colazione frutto ipocaloriche sapereconsapore.blogspot.com arance pomodori costipazione bevande tiroidei cancerogeni formaldeide curcuma malto meteorismo clorofilla laurilsolfato albume polmoni cellula nutriente emulsionanti oxybenzone confezionati calorie banana DHA immunitario Monterusciello danni essenziale minerale verdura fortificanti carota marroni spigola Vera fruttosio #nutrizionista brucia modificato HDL intestino naturali sapereconapore flavonoidi free grana sapereconsapore.blogspot.it pelle metodi esercizio conduzione deodoranti dieta cibi ossa Additivi mandorla natale mestruo addominale dietetici stracchino olio urico cellulite colite educazione riso stagione Vitamina dolori foto 1 adolescenti acidi surgelare colesterolo allergie frullati premestruale India digiuno bollitura sviluppo oliva rucola salmonella zanzare + bosco anticorpi aborto carie fragole cipolla fitosteroli calore primi triptofano mirtillo cucina osteopatia microbioma pesanti rossetti yogurt irritabile metalli carbidrati cicatelli A pancia Lucifero luteina a castagne addensanti forno tempo gusto erbe melanina propilenico fichi stitichezza frutta intero idrica facciale minerali radicchio palma lisina immunitaria solfiti omeostasi antiossitanti asma Fuorigrotta ossidazione lamponi insalata fredda primo agave Vomero ormoni nespole mani proprietà connettivo prodotti bio età succo crema lipidi disbiosi fibra abitudini E neurologico Calcio igiene fisico studio carne Pianura quinoa Sant'Antimo nutrienti sapereconsapore mais glicole piatto cibo semi pane grassi C allergeni irraggiamento ormone truffe mate epigenetica streptococcus amilopectina epiderma antibiotici parabeni seno pesce psiche attività dormire emulsionante ovaio spuntino integrale invecchiamento Napoli personale acido astaxantina galateo cistite torte polinsaturi vegetali glucosio diuresi stress fisica glicemico addensante timo secondi patate sdorazione cervello nutrition burro limone calcio prugne sovrappeso solare patatine amido mangiare conservanti avocado Germania hdl congestione infanzia apoptosi nitrati alta sano pulizia prurito molluschi controlli Na ciclo sedano vitamine proteine idrosolubile Villaricca nitriti carote coloranti insaturi raffreddore anice corpo crusca tintura antidolorifico bifidobatteri sindrome infezioni azoto caldarroste ayurveda primavera Dott.Enrico crescita aminoacidi sistema bevanda policistico batteri nutrizione massaggi tensioattivi colorante zafferano biomagnificazione secca alimento grano cellule antitumorale estrogeni antocianine gelificante tossiche gestazione linfodrenaggio 6 Licola ricette conserve lecitina cake visite bilancia antiossidante colore spiaggia dentifricio estate zirconio antinfiammatorio pesche feci omogenizzati veg food gravidanza neuroni IGF perdite sapone Pozzuoli raggi zucchina sport reflusso balsamo indice ustione freezer creme duodeno verdure glucidi afrodisiaco fosforo pistacchi centrifugati carotenoide menopausa freschezza cipollina A. benefici sudorazione fluoruro corporeo cuore tossine resveratrolo tumore pepe pangrattato secche internazionale vegan aureus fibre enzimi difesa Mercurio tenero fitoterapia biologo elasticità bassa crudo pollo amilosio Caserta stomaco licopene cancro raffermo lattici capsicum sanguigni latte endometriosi disidratazione farina gas listeria fresca oligoelementi ossidativo oli Dott tessuti sapore vitaminaA piatti ossido quercetina botulino stabilizzante metabolismo concentrazione Berrino gel gonfia sole legumi brodo donne biliari caldo cortisolo cereali aloe utero Aloe adinopectina magnesio noci ossidasi stagionatura spezie domicilio gonfiore dolore essenziali alluminio tuorlo bocca insulina osteoporosi 31 campylobacter odori agrumi insonnia uricemia capelli D antibiotico allium carcinoma fame junk cioccolato stabilizzanti scaduto flatulenza latticini semola calda caseina ciliegie propoli glicemia 3 nutrizionista selenio antitumorali miele fagiolini fegato buoni pancreas melone antinfiammatoria birra nutrizionale integratore soia usanze aspartame digestione c toluene zuccheri temperatura Francia inquinamento libido estrusione liberi dolci BHA cannella broccoletti polifenoli albicocche merendine microrganismi.Lugdunin saraceno sapereconspore sapereconsaporee olive tummori iperglicemia nervoso gruppo ernia vongole etichette bivalvi frittura microminerali stracci immunità punture manganese cetriolo greco liposolubile acidità alimentazzione funghi lattosio betacarotene Giugliano crostata macrobiotica herpes dimagrire fermenti termophilus dadi aglio solfato Enrico aromi organi zinco feste buccia integrali tiroide carotenoidi digerente mondo dolcificanti 15 metionina gassate idrico malattie bulgaricus ascelle vitamina alimentari salute more articolazioni coal biscotti iperacidità antiossidanti lattoferrina furano autunno intolleranze Iodio fumo dietanolammina molecole progesterone sangue palato secchezza ortaggi contraffazione triclorosan INCI torcicollo convezionne Qualiano sanguigno corretta centrifugato nocciole reumatoide paziente Thailandia shampoo cosmesi PET calcoli idratazione amaranto patologia bambini peperoni acqua gerani aceto inci melanoma istamina noradrenalina aerobico radicali iodio contaminanti B UVB mediterranea microsfere complessi branzino respiro congelare gluten glutammato salsa lavaggio caffeine reumatismo sapere integratori padano tar di E141 frutti orale psicologia ribes apparato limenti diet verde umami anemia addome insalate uova cosmetici ipocalorico adipose pasta circolazione sale glutamina visita microonde pomodoro carboidrati macchie cure alimenti forma cotto sterilizzare avena peperoncino benessere antispossatezza sintomi correttori antidepressivo antociani allattamento saturi zucca scottature erba batterio dott.Enrico conservazione biberon casa tradizioni vera amminoacidi umore glutine UVA celiachia diarrea Fonticelli negozio sogliola idrochinone vasi ceci artrite gym cattive catechine parmiggiano sodio creatinina
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu