gusto - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

Vai ai contenuti

Menu principale:

Dipendenza dallo zucchero: ecco alcuni segnali da non sottovalutare!

Pubblicato da in dipendenza da zucchero ·
Tags: zuccheropalatosalutesapereconsaporeEnricoFonticellisintomipellecariebattericorpoenergiaflatulenzasistemaimmunitariogustolibidopesoinsonniadolciGiuglianoFuorigrottaPianuraNa
Dipendenza dallo zucchero: ecco alcuni segnali da non sottovalutare!

sapereconsapore

Gradevole al palato, ma pericoloso per la salute: lo zucchero è una delle sostanze più utilizzate nell’alimentazione moderna, in una grande quantità di prodotti raffinati.
Eccessive quantità di zucchero possono causare problemi al nostro corpo, farci prendere peso e portare alla comparsa di carie o insonnia. Sono molti gli alimenti in cui si nasconde lo zucchero (anche salati) che quotidianamente rischiamo di mangiare aumentando l’introito di questa sostanza senza rendercene conto.
Ma quali sono i sintomi che possono farci capire che abbiamo fatto il pieno di zucchero e che ne siamo ormai dipendenti? Ecco alcuni segnali da non sottovalutare:


  • Problemi alla pelle

L’acne può essere un sintomo importante di una presenza eccessiva di zucchero nella propria dieta. Un  grande consumo di questa sostanza può contribuire ad uno squilibrio degli ormoni femminili e causare,come conseguenza, la comparsa di acne. Lo zucchero, dal potere infiammatorio, può anche provocare danni a lungo termine alla pelle, portando alla comparsa di rughe e invecchiamento precoce.   

  • Aumento delle carie

I dentisti e i genitori avvertono sempre i bambini piccoli che mangiare troppi dolci fa male ai denti. Ed è proprio così. I batteri presenti nella bocca si nutrono di zuccheri, creano acidi nocivi e distruggono lo smalto dei denti. Nelle cavità che si formano, poi, si può andare a generare un’infezione batterica con conseguente comparsa di carie.

  • Desiderio costante di zucchero

Una dipendenza da zucchero crea continuo desiderio di zuccheri e dolci. Il corpo reagisce a questa sostanza al pari di un farmaco e ne richiede sempre di più. Gli alimenti ad alto contenuto di zucchero, infatti,  hanno dimostrato di attivare il cosiddetto sistema di ricompensa nel cervello, liberando la dopamina, simile a quella rilasciata da alcuni farmaci. Spesso non ci rendiamo neppure conto di trovarci in questa situazione.

  • Scarsa energia

Se all’inizio l'assunzione di zucchero ci dà una sensazione di carica, subito dopo questa sostanza ha la conseguenza di scaricare il nostro corpo delle sue energie. Il glucosio è infatti essenziale per la produzione di energia in tutto il corpo ma è anche importante mantenere i livelli equilibrati. Mangiando zuccheri,quindi,si ha un susseguirsi di picchi di energie e successivi crolli che ci fanno sentire stanchi e spossati.

  • Flatulenza

Sarebbe soprattutto il fruttosio, secondo gli esperti, a portare alla comparsa di flatulenza e gonfiore in quanto è uno zucchero che il nostro corpo non assorbe facilmente. I batteri e i lieviti nel nostro intestino producono gas quando il cibo non è digerito nel colon e dunque fermenta.

  • Alterazione del gusto

Le papille gustative, se eccessivamente sollecitate dal gusto dolce, si adattano all'alta percentuale di zuccheri che il corpo sta consumando e piano piano ne richiedono sempre di più per soddisfare le proprie richieste. La conseguenza è che, mentre prima un determinato cibo o bevanda si avvertiva particolarmente dolce, dopo un po’ di tempo, se si continua a consumare, sembrerà invece dal sapore normale e magari si aggiungerà ancora più zucchero.

  • Calo della libido

Alti livelli di zucchero nel sangue vanno a bloccare un gene responsabile della produzione di ormoni sessuali, causando un calo della libido. Gli uomini che consumano troppo zucchero potrebbero anche iniziare a soffrire di disfunzione erettile. Si è visto tra l’altro che tra il 50 e il 75% degli uomini che soffrono di diabete soffre anche di problemi di erezione, una percentuale di 3 volte superiore rispetto agli uomini sani.

  • Sistema immunitario debole

Troppo zucchero indebolisce le cellule del sistema immunitario. Quindi, mangiare troppi dolci, ci espone ad un maggior rischio di essere preda di virus e batteri. Una grande percentuale delle difese del nostro corpo si trovano infatti proprio nell’intestino ma, se seguiamo una dieta ad alto contenuto di zucchero, andiamo ad alimentare i batteri e i lieviti sbagliati che influenzano negativamente le difese del nostro corpo.

  • Aumento di peso

L’aumento di peso è uno dei segnali più evidenti che è necessario virare verso un’alimentazione più sana. Quando il nostro corpo deve gestire troppo zucchero è programmato per mantenerlo e conservalo in modo da poterlo trasformare in energia quando vi è bisogno. Nel frattempo, quindi, lo zucchero si deposita sotto forma di grasso in aree come ad esempio quella dello stomaco, dove tra l’altro l’accumulo lipidico mette maggiormente a rischio della comparsa di alcune malattie.

  • Insonnia

Anche problemi di sonno possono indicare la necessità di ridurre il consumo di zucchero. Se si mangiano dolci prima di andare a dormire sarà più difficile addormentarsi perché il picco di sostanze all’interno del sangue non favorisce il buon riposo

Dott.Enrico Fonticelli
Biologo Nutrizionista
cell. 3887304549
mail. sapereconsapore@gmail.com

Le visite o i controlli successivi possono essere effettuati anche a domicilio!

ricevo anche su appuntamento in:
-Via Fortunata del Forno 19Giugliano(Na)
-Viale Augusto 101/109 Fuorigrotta(Na)
-Via Domenico Padula 127/d Pianura(Na)




Perché il pane rafferma e "diventa duro"?

Pubblicato da in pane ·
Tags: panepaneraffermoacquafarinalievitoglutinesalefornoamidoamilopectinaamilosiocerealisapereconsaporegusto
Perché il pane rafferma e "diventa duro"?

sapereconsapore

Possiamo pensare che il pane raffermo raggiunga questo stato solamente perché ha perso l’acqua, si sia, in qualche modo “essiccato”. Gia nel 1852, però, Jean Baptiste Boussingault dimostrò che tale fenomeno si presentava anche con pane riposto in una confezione ermetica.

Prima di rispondere alla domanda iniziale partiamo dagli ingredienti che compongono il pane.
Schematizzando,esso è composto da : Farina, Acqua, Lievito e Sale miscelati, i quali  una volta cotti danno origine a questo prezioso alimento.
La farina, presente in maggior quantità, è composta principalmente da AMIDO. L’amido si compone di due elementi base: amilosio e amilopectina. Immaginate un gomitolo di lana compatto (amido) i cui lunghi fili di lana (amilosio) intrecciati (amilopectina) formano un maglione (pane).
Amilosio, amilopectina e acqua daranno la risposta al nostro quesito principale.
Ah…non dimentichiamo che un altro importante ruolo è giocato dal glutine (nelle farine di cereali che lo contengono).

Tornando a noi, e’ esperienza comune che la farina si idrati facilmente a contatto con l’acqua.
Quando si inforna la massa lavorata e lievitata (la lievitazione fa anche assumere al pane la caratteristica sofficità ed alveolatura), il gas sviluppato durante la fermentazione tende ad uscire dall’impasto ma viene imprigionato proprio dall’amido imbevuto di acqua. Allo stesso tempo l’acqua evapora e l’intreccio di amilosio, amilopectina e glutine si compattano più tenacemente all’esterno (crosta, meno umida) e più morbidamente all’interno (mollica, più umida).
Una volta che il pane (maglione) è uscito dal forno, l’amilosio (fili) e l’amilopectina (fili intrecciati) tendono a ritornare, più o meno velocemente, allo stato originario (gomitolo di lana) spingendo l’acqua della mollica verso la superficie.
Questo “ricompattamento” dovuto a vari fattori di natura chimica e fisica sono alla base del fenomeno del pane raffermo.
Niente paura però!Il fenomeno è reversibile tant’è che riscaldando il “pane vecchio” lo si può far ritornare allo stato iniziale, o quasi…visto che può anche essere ancor più gustoso e croccante!
…oppure sfruttiamo l’effetto e facciamo dei crostini per un’ottima zuppa o del pan grattato per una croccante panatura…

PS: il pane, nel suo involucro, si conserva meglio a temperatura ambiente che in frigo.



UMAMI: il gusto nascosto in ognuno di noi

Pubblicato da in umami ·
Tags: umamigustopapilleglutammatoamminoacidiproteineformaggioverdurecarnesaporesapereconsaporesapereconsaporesalutecibo
UMAMI: il gusto nascosto in ognuno di noi

sapere con sapore

  
Quando assaggiamo un qualsiasi alimento le nostre papille gustative sono in grado di percepire il gusto del cibo che abbiamo ingerito attraverso degli specifici recettori posizionati in aree ben contraddistinte all’interno della lingua e che suggeriscono al nostro cervello se si tratta di un alimento dolce, salato, amaro o aspro. Questi sono i quattro gusti fondamentali che l’ essere umano può riconoscere nel momento in cui sta mangiando, tutte le altre sensazioni come piccante, metallico, allappante sono solamente delle combinazioni dei quattro gusti essenziali. Tuttavia grazie a studi scientifici più approfonditi è stato scoperto che la nostra lingua è sensibile anche ad un altro gusto fondamentale : l’Umami; questo termine così particolare è dovuto alla parola giapponese che sta ad indicare “saporito”.

L’Umami, il quinto gusto

Ebbene sì il quinto gusto fondamentale è il gusto di saporito e la sua scoperta è da attribuire al dottor Kikunae Ikeda, docente di chimica all’Università Imperiale di Tokyo, il quale nel 1908 stava compiendo degli studi sul sapore del brodo dashi, elemento fondamentale della cucina giapponese, composto dalle alghe marine konbu. Ikeda riuscì ad isolare il glutammato monosodico, contenuto in grande quantità nelle alghe konbu, e lo indicò come fonte di un sapore che chiamò Umami.

Cosa intendiamo per Umami

La definizione ufficiale dell’Umami è stata stabilita dall’Umami Information Center e recita così : “è un si che viene dal glutammato e da diversi ribonucleotidi, tra cui inosinato e guanilato, che si trovano naturalmente in carne, pesce, verdura e prodotti lattiero-caseari”, difatti il glutammato è un aminoacido che si trova in cibi molto proteici, ad esempio la carne e il formaggio.  Nonostante sia stato scoperto nel 1909, quello del gusto Umami è un concetto abbastanza nuovo per il mondo occidentale, infatti fino agli anni ’80 la nostra cultura alimentare era ancora ferma alla convinzione che i gusti fondamentali fossero solamente quattro.

Gli Studi Scientifici sull’Umami

Pesce umami

Tuttavia numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’ Umami è un sapore completamente indipendente dagli altri ed è un elemento essenziale per il nostro apprezzamento del cibo. Molti studiosi, tra cui anche l’italiano Garattini, hanno accertato che il glutammato monosodico va a stimolare un’area celebrale diversa da quella coinvolta dagli altri quattro gusti fondamentali e che eccita i neurotrasmettitori del gusto. Pertanto nel 1985,  venne organizzato alle Hawaii il primo simposio internazionale sull’Umami dove venne riconosciuto ufficialmente come quinto gusto.

Gli effetti sulla salute

L’ Umami, oltre ad essere un importante punto di riferimento per riconoscere il sapore dei cibi, è anche molto importante per la salute: si rivela utile nelle diete degli anziani e delle  persone in chemioterapia, rinforza le difese immunitarie e consente di diminuire di moltissimo il sale con una conseguente riduzione del 30-40% nell’apporto di sodio al corpo umano. Insomma, l’amminoacido responsabile del gusto Umami è essenziale per il corpo umano, difatti ne sintetizziamo circa 50 gr al giorno. D’ altronde l’insensibilità al gusto Umami, specie nelle persone anziane, comporta perdita di appetito, riduzione della salivazione e diminuzione di peso, con conseguente peggioramento dello stato generale di salute.

L’Umami nelle cucine del Mondo

Il gusto Umami, a dispetto del suo nome orientale è molto presente anche nella cucina italiana che utilizza prodotti con un alto contenuto di glutammato. Vi basti pensare al Parmigiano che contiene circa 9 grammi di glutammato ogni 100 g di formaggio, ecco perché viene tanto apprezzato come condimento sopra ogni tipo di pasta, in pratica ne esalta il sapore. Tra le verdure troviamo i piselli con circa 5 grammi di glutammato ogni 100 grammi, mentre gli spinaci ne possiedono solamente 0,3 grammi, per quanto riguarda la carne in generale la quantità di glutammato si attesta intorno ai 2-3 grammi ogni 100.

sapere con sapore
Parmigiano

La pizza, piatto italiano per eccellenza, è condita con prodotti che contengono molto Umami, ad esempio i pomodori maturi che ne hanno tanto quanto la salsa di soia, la mozzarella oppure le acciughe, tutti alimenti che hanno una forte presenza del gusto Umami e che hanno contribuito in maniera significativa al successo mondiale di questa specialità della nostra cucina.



Nuvole
grasso ossidazione lipidi Germania PET crostata veg quaternium bifidobatteri resveratrolo free B patologie sistema pancreatite tumori acido pepe Fuorigrotta digestione benefici idrico crudo costipazione stracchino prugne celiachia stagionatura termophilus nespole mondo ceci folico ritenzione energizzante palma abitudini duodeno E141 sovrappeso Pozzuoli glicemia intolleranze sapere glutammato lipoproteine uva corporeo Posillipo aceto bosco tenero cannella colostro anice UVB ossido massa centrifugati avocado pancreas iatale ostriche omeostasi biscotti sali di odori melanoma gel castagne deodoranti balsamo addominale con mani Napoli primavera Varcaturo digerente gusto microsfere amilosio anticorpi caffeine mestruo ferro umami propoli bevande BHA enzimi polinsaturi sapereconspore stitichezza allergeni bulgaricus uricemia galateo glucidi mandorla visita ricette insaturi oli semi cellule artemisia radicchio conserve irraggiamento HDL reumatismo fegato solari stanchezza grano ginnastica antispossatezza timo linfodrenaggio cibo alcol alta microminerali aborto corpo cuore Additivi sostanze cicatelli carotenoide licopene fragole bollitura alimentare patatine psiche insalata shampoo glicole lamponi aloe cosmetici prostata sapereconsapore.blogspot.it clorogenico capelli antibiotico albicocche formaldeide temperatura zirconio brucia nutrizionale microbioma alimenti sapore carotenoidi nocciole spiaggia torte vegetariano centrifugato 1 zinco patate sapone Quarto molecole sale calcoli zucca selenio bocca utero naturali frutti pancia astaxantina lattoferrina naturale olive carne triptofano allium vitamina Enrico cadenti burro sapereconsapore limenti sudorazione studio ovaio sogliola donne rame carcinoma convezionne buoni menta formaggio biberon gruppo acidità cutanee zucchero insonnia intero additivi nutrizione pomodoro liberi cancro frittura brodo apparato UVA ultravioletti afrodisiaco cacao circolazione laurilsolfato colore pera zafferano salmonella corretta negozio biliari bevanda vasetti caldarroste equilibrio articolazioni vegan congelare depressione sodio #nutrizionista cake lattosio iperacidità forma epigenetica organi patologia visite internazionale pangrattato c manganese pressione pesce tintura 15 fisia fico caffe tossiche sanguigno ombretti 31 cisteina capsicum wellness calore lactobacillus macedonie papille agrumi in 6 campylobacter disbiosi luteina difesa educazione GIugliano magnesio uova fredda alimentazzione fitosteroli tossine lisina streptococcus ananas melone mattina metionina cellula sciroppo allattamento nervoso aminoacidi carboidrati forno estrusione endorfine secca invecchiamento erbe antociani sensibità more Thailandia prurito Licola frigo aureus vasi verdura antiossitanti caseina nutriente A parmiggiano adolescenti raffermo palpebre cistite conservanti tiroide lecitina attività amminoacidi anemia bivalvi merendine ortaggi microonde spigola antinfiammatorio meteorismo microbi propilenico facciale clorofilla cervello fibre minerale polifenoli sanguigni farina carie carota Berrino vera neurologico policistico tumore dott.Enrico mediterranea bambino zanzare scaduto fluoruro fitoterapia tiroidei degradazione solare antibiotici antitumorale LDL microrganismi.Lugdunin adinopectina sport vitamine buccia freschezza diuresi emulsionanti gym paziente amaranto concentrazione antiossidante biomagnificazione secondi estrogeni cattive oligoelementi A. omega pesche calcio stomaco agave fichi vongole insalate ciliegie orale legumi aerobico peperoni addome progesterone alimentari estate succo secchezza ribes oxybenzone piatti punture Fonticelli caglio mirtillo pasti danni intestino Lucifero antitraspiranti solfiti immunità etichette osteoporosi sangue osteopatia consigli ciclo premestruale curcuma liposolubile cioccolato cure Staphylococcus quercetina cosmesi fermenti peperoncino erba autunno primo feste dolci idrosolubile respiro macchie calorie yogurt menopausa dietanolammina surgelare + pasta sintomi endometriosi acqua allergie idrochinone controlli molluschi idratazione fisico proprietà chiampagne tocoferolo Mercurio C stagione integrale ustione pelle solfato dormire nitriti alimento mare gonfia anguria zuccheri tummori fame frutto birra gassate ulcera nitrati pane foto parabeni torcicollo lievito gravidanza grana obesità irritabile ossidativo zucchina glucosio bilancia crusca Vera rucola combinazioni stabilizzanti ernia latticini dadi crema kiwi tradizioni perdite bambini cipolla carbidrati tessuti ormoni fresca spuntino sterilizzare integratore proteine a neuroni diabete frutta aspartame ipocalorico batteri metodi micronutrienti freezer duro cheese herpes donna maggio monoammino infanzia fagiolini diagnosi ossidasi saturi benessere iperglicemia idrogenati digiuno congestione bassa fumo Calcio polmoni betacarotene insulina minerali carote prevenzione yang hdl aromi asparagi inquinamento fruttosio esercizio sole aglio soia contraffazione E indice contaminanti arance junk Vomero influenza elasticità sapereconsaporee DHA risotto Qualiano asma ipertensione sapereconapore sapereconsapore.blogspot.com rossetti addensante glicemico urico yin sindrome catechine semola disidratazione riso personale scottature gonfiore dentifricio noci integrali macrobiotica artrite salsa fisica amilopectina adipose crostacei batterio lavaggio Dott.Enrico natale dolori vegetali tempo radicali essenziali food età pulizia complessi salute pomodori glucagone caldo inci metabolismo funghi gas protezione spezie antidolorifico creatinina cavo Pianura seno gelificante sano avena feci extravergine raggi colite prodotti ipocaloriche Aloe nutrienti amido epiderma cortisolo cucina libido pistacchi mangiare saraceno acidi modificato immunitario cancerogeni glutamina biologo ayurveda iodio Caserta usanze massaggi truffe Giugliano olio piatto bio oliva piante frigorifero cibi umore dolore melagrana addensanti igiene serotonina malattie massaggio colesterolo antidepressivo limone omogenizzati istamina cereali flavonoidi integratori conduzione padano miele mate emulsionante verdure tensioattivi triclorosan cottura raffinati ascelle noradrenalina fosforo Na gluten casa cetriolo lattici banana essenziale mais correttori potassio reflusso alimentazione cellulite diarrea immunitaria albume palato gram dimagrire Giappone pesanti 3 D pollo coloranti antocianine quinoa verde dolcificanti Cina secche brufoli INCI sdorazione apoptosi Vitamina latte domicilio allergia yo sedano Iodio greco antinfiammatoria gestazione diet fibra probiotici confezionati gerani azoto nutrition sviluppo creme marroni connettivo #nutrizione coal flatulenza colorante ormone stabilizzante dietetici listeria antitumorali alluminio rimedi cipollina tuorlo antiossidanti crescita tar stress branzino Villaricca calda conservazione India Sant'Antimo grassi frullati raffreddore energia riposo infezioni verza nutrizionista stracci Monterusciello toluene comfort malto fortificanti oligoelemento glutine broccoletti botulino idrica furano Francia dieta Dott nutrire psicologia ossa cotto vitaminaA melanina peso colazione metalli IGF reumatoide primi ricotta inositolo
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu