latte - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

Vai ai contenuti

Menu principale:

Alimenti che contengono vitamina D

Pubblicato da in alimenti con vitamina D ·
Tags: vitaminaDalimentisapereconsaporeossasistemaimmunitarioalimentazionenutrizionepesceuovalatteburrocerealiverdurebenesserepressionealtasalutecibofoodEnricoFonticelli
Alimenti che contengono vitamina D

sapereconsapore

La vitamina D è una vitamina molto importante per l'intero organismo perchè aiuta a proteggere le ossa e a rinforzare il sistema immunitario. Scopriamola meglio.

Proprietà e benefici della Vitamina D

La vitamina D migliora la salute generale del corpo. Il colecalciferolo (vitamina D3), derivante dal colesterolo, è sintetizzato negli organismi animali, mentre l'ergocalciferolo (vitamina D2) è di provenienza vegetale.
Tra le funzioni fondamentali della vitamina D vi sono la protezione e il rafforzamento delle ossa e del sistema immunitario. La vitamina D contribuisce all’assorbimento del calcio, fondamentale per le ossa e le strutture portanti dell’organismo, e al mantenimento dei corretti livelli di fosforo nel sangue. La sua azione è fondamentale anche per la prevenzione del cancro e della sclerosi multipla.
La vitamina D cura ugualmente l’osteoporosi, i dolori muscolari, l’ipertensione, il diabete, la psoriasi e la debolezza muscolare. Si è dimostrato che le persone sofferenti di pressione alta e di malattie autoimmuni traggono beneficio dall’assunzione di vitamina D.

La vitamina D negli alimenti

Buone fonti alimentari di vitamina D sono: il pesce e gli oli che esso contiene, in particolare trota, sogliola, sgombro, salmone, pesce spada, storione, tonno e sardine; le uova, soprattutto il tuorlo; il latte, il burro; il fegato e i grassi animali, come quelli contenuti nelle carni di pollo, di anatra e di tacchino; corn flakes e cereali e le verdure verdi ne sono ugualmente ricchi.

Fabbisogno giornaliero di Vitamina D

Il dosaggio di vitamina D giornaliero varia da persona a persona e dipende anche dall'esposizione ai raggi solari, che ne incrementa la sintesi e l'assorbimento attraverso il colesterolo.
Se una persona segue già di per sé una dieta ricca di vitamina D ed espone la pelle a circa un quarto d’ora di raggi solari al giorni, circa 400 UI quotidiani sono sufficienti.
In altri casi, ovvero patologie, carenze, impossibilità di esporsi al sole, la dose di vitamina D da assumere potrebbe anche essere maggiore, compresa cioè tra 1.000 e 2.000 UI.


I 10 alimenti più ricchi di Vitamina D

  • Olio di fegato di merluzzo
  • Sgombro
  • Anguilla
  • Trota
  • Salmone affumicato
  • Pesce spada
  • Sgombro o maccarello
  • Storione, affumicato
  • Uova di pesce
  • Uovo



Tumore: possiamo scegliere di non nutrirlo… Possiamo scegliere la via della Prevenzione

Pubblicato da in prevenzione ·
Tags: prevenzionezuccherotumorefruttosioBerrinosciroppodiglucosiopatologiacaloriecibiraffinatilatteIGF1salutebenesserecancrocibofruttaverduraPETalimentazionenutrientinutrizione
Tumore: possiamo scegliere di non nutrirlo… Possiamo scegliere la via della Prevenzione

sapereconsapore.it

Fin dal secolo scorso è noto  che le cellule tumorali si nutrono di glucosio.
Alcuni medici continuano a sostenere: “Ma cosa c’entra lo zucchero o l’alimentazione con il cancro o con le malattie in genere?”
Purtroppo, l’informazione popolare, come anche quella dei medici (non avendo un background in campo alimentare) si basa sulla disinformazione mediatica, a sua volta pilotata dall’industria alimentare.
Tra le altre, anche expo, che si prefiggeva di nutrire il Pianeta (qualcosa comunque ha nutrito!) aveva organizzato un incontro (28 settembre 2015) sul tema “Lo zucchero: un ingrediente fondamentale e valido nutriente per una dieta sana e bilanciata“.
Tale propaganda si è resa necessaria a causa di un calo nella produzione e consumo di zucchero. Qualcosa bisognava fare. Si è pensato bene di promuovere come principale nutriente un alimento dietro il quale si nascondono le cause principali di molte patologie, tra cui i tumori.

“Mangiare senza giudizio quando si è sani, significa costruire la propria malattia.
Mangiare senza giudizio quando si è ammalati, significa nutrire la propria malattia.”
Ippocrate (400 a.C.)

Lo zucchero qualcosa nutre. Ma non certamente il Pianeta, tanto meno la nostra salute.
Nel 1931, un certo Otto Heinrich Warburg vinse il premio Nobel per la medicina per aver individuato uno strano meccanismo che riguardava le nostre cellule. Warburg si rese conto che mettendo a confronto una cellula sana ed una cancerosa, quest’ultima consuma più velocemente lo zucchero, di una sana.
Non è un caso che la PET sfrutti proprio questo principio: infatti questo sistema di diagnosi non fa altro che rilevare le zone del corpo dove c’è un maggiore consumo di zuccheri per individuare le cellule tumorali. E se possiamo utilizzare questa conoscenza per un sistema di diagnosi, perché non usarla per la prevenzione‪‬?
Le cellule tumorali, per crescere, hanno bisogno di molto zucchero, di molta insulina e di ormoni simili a essa (come l’insulin-like growth factor 1 o Igf1).
Glicemia (livello di glucosio nel sangue), insulina, livelli di infiammazione, fattori di crescita. “Si tratta di fattori che con diversi meccanismi stimolano la proliferazione cellulare” riporta Franco Berrino, nel documento I 4 Pilastri alimentari nelle recidive del cancro.
Lo zucchero, come anche i prodotti raffinati (farina 00, ecc), fanno aumentare la glicemia. Tenere bassa la glicemia, aiuta a tener bassa l’insulina, e quindi i fattori di crescita. Anche un eccesso di fruttosio interferisce con il buon funzionamento dell’insulina, favorendo l’incremento dei fattori di crescita: sarebbe bene, quindi evitare fruttosio, sciroppo di glucosio e fruttosio, sciroppo di agave. E’ prudente, inoltre, anche non esagerare con la frutta, specie quella molto zuccherina (come la frutta tropicale!).
Anche “le proteine favoriscono la crescita del cancro… Stando alle evidenze scientifiche il consumo di proteine dovrebbe aggirarsi intorno ai 0,6-0,7 grammi pro Kg al giorno. Il 10% di calorie totali della dieta energia giornaliera consigliate dal WHO, World Health Organization, è troppo…” riferisce Massimo Bonucci, medico oncologo presidente di una associazione di ricerca integrata che in Italia collabora da anni con gli USA.
Le proteine sono importanti: sono il materiale per costruire il corpo, le cellule. “Ma quando si assumono troppe proteine”,  chiarisce Franco Berrino (medico epidemiologo, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano), “i fattori di crescita nel nostro sangue sono più alti, e chi ha questi fattori di crescita più alti, si ammala di più di cancro”.
Per questo si raccomanda un uso moderato di proteine, privilegiando quelle di origine vegetale, come ad esempio i legumi.
Anche il latte fa aumentare i fattori di crescita. “Ogni bicchiere di latte di mucca raddoppia la quantità dell’ormone IGF-1 (uno dei più importanti fattori di crescita) nel corpo umano, sostanza che sostiene l’aumento di dimensioni del cancro” riporta Robert Cohen, nel suo libro Milk, A-Z.
“Il 30% del cancro è imputabile a fattori alimentari e il 20% allo stile di vita. Solo un 5% arriva dai nostri geni.” (Stefano Magno medico chirurgo e senologo del Policlinico Gemelli).
Come ci suggerisce il Prof. Franco Berrino: “Possiamo cambiare l’alimentazione al fine di cambiare il nostro ambiente interno, in modo che le eventuali cellule tumorali non si riproducano”. Franco, al fine di diffondere la cultura della prevenzione tumori-cibo e condividere le conoscenze che ha sviluppato nel corso della sua vita professionale, ha fondato  l’associazione La Grande Via.
Le raccomandazioni ci vengono dal Fondo Mondiale per la ricerca sul cancro: basiamo la nostra alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinate, verdure (non amidacee, quindi non le patate!) – meglio se di stagione -, un po’ di legumi e un po’ di frutta (meglio se di stagione e del nostro clima!).
Sono indicazioni analoghe a quelle che ci suggerisce la Macrobiotica che, attraverso la semplice e naturale visione dello Yin e Yang, aveva definito alcuni cibi (in particolare lo zucchero, ma anche i cibi raffinati e trattati, il latte) particolarmente espansivi. E il tumore è una forma di espansione.
Ecco che possiamo scegliere la Via della Prevenzione…. possiamo scegliere di non nutrire la malattia, conservando la salute.



Cibi scaduti :fino a quando si possono consumare oltre la data di scadenza

Pubblicato da in cibi scaduti ·
Tags: ciboscadutoformaggiouovalatteconservetempoetichettesalutesapereconsaporesaperesaporefruttaverdurafreschezza
Cibi scaduti :fino a quando si possono consumare oltre la data di scadenza

sapere con sapore


Quanto durano dopo la data di scadenza i cibi confezionati? Si possono consumare anche dopo tale data? Quante volte ce lo siamo chiesto, ma soprattutto in tempo di crisi piange il cuore dover buttare un cibo scaduto. In realtà non sempre è necessario buttarlo immediatamente, ma questo dipende dal tipo di alimento e da come è stato conservato.

Cosa dice la legge

Dal momento in cui la data di scadenza viene superata, il consumo dell’alimento può essere pericoloso per la salute a causa della proliferazione di batteri. La legge pone degli obblighi di scadenza a seconda della tipologia di prodotto alimentare.

Scadenza per prodotti freschi

La data di scadenza riportata sulle confezioni di prodotti alimentari indica la data fino alla quale il prodotto è idoneo a essere consumato rispettando le regole di conservazione suggerite dal produttore. Tutte le confezioni di prodotti alimentari come come per carni e formaggi freschi, latte e prodotti lattieri freschi, pasta fresca ecc., devono per legge riportare la dicitura “da consumarsi entro” seguita dalla data e dalle condizioni di conservazione. La legge inoltre vieta la vendita di prodotti alimentari la cui data di scadenza sia stata oltrepassata.

Scadenza per prodotti non soggetti a rapida deperibilità

In questo caso la dicitura “da consumarsi entro” viene sostituita dalla dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” seguita dal cosiddetto TMC, termine minimo di conservazione, cioè il tempo necessario affiché un alimento mantenga, sempre se conservato in maniera corretta, le sue caratteristiche specifiche.

Scadenza per prodotti conservabili dai 3 ai 18 mesi

Per i prodotti che si conservano per 3 mesi è sufficiente indicare il giorno e il mese di scadenza; per i prodotti alimentari conservabili da 3 ai 18 mesi, è sufficiente indicare mese e anno di scadenza; infine, per i prodotti conservabili per un periodo superiore ai 18 mesi, è sufficiente indicare l’anno.

Scadenza per frutta e verdura fresca

Se integre, cioè non sbucciate o tagliate, l'indicazione del termine minimo di conservazione non è obbligatorio così come per vino, aceto, sale e zucchero allo stato solido, pane, focacce, prodotti di pasticceria fresca, bevande alcoliche con percentuale di alcool non superiore al 10%, chewingum ecc.

È scaduto! Lo butto o non lo butto?

Come si diceva non tutti i cibi scaduti vanno buttati immediatamente nella spazzatura, di seguito alcune dritte per sapere come comportarsi. Attenzione però! Queste regole valgono se il prodotto è stato conservato correttamente e comunque è sempre bene annusarlo o fare un piccolo assaggio prima di darlo;per esempio, ad un bambino e comunque è sempre buona norma usare il buon senso.
Yogurt scaduto
Gli yogurt possono essere consumati fino a 6 o 7 giorni dopo la data di scadenza; si tenga però presente che le loro proprietà nutritive risulteranno ridotte; per quanto riguarda invece le proprietà organolettiche, la perdita è praticamente irrilevante.
Latte fresco scaduto
La data di scadenza del latte fresco pastorizzato e del latte fresco pastorizzato di alta qualità sono determinate, per legge, nel sesto giorno successivo a quello del trattamento termico. La data di scadenza del latte microfiltrato fresco pastorizzato è invece stabilita nel decimo giorno successivo a quello del trattamento termico. Oltrepassate queste scadenze è consigliabile astenersi dal consumo di questi prodotti, anche se alcuni affermano che un superamento della data di scadenza di uno o due giorni non dovrebbe creare problemi.
Formaggio scaduto
Formaggi freschi: è meglio attenersi alla data di scadenza indicata sulla confezione.
Formaggi stagionati e a pasta dura: oltrepassata la data di scadenza hanno la tendenza a mettere su un po’ di muffa; è sufficiente però rimuoverla accuratamente per poterli consumare senza alcun problema. Vedi La muffa del formaggio e Come conservare il formaggio.
Conserve scadute
Conserve sottaceto: hanno scadenze variabili da 2 a 3 anni; non vi sono problemi se tali alimenti vengono portati in tavola entro due mesi dalla scadenza.
Conserve pomodoro: hanno scadenze variabili dai 12 ai 20 mesi; il consumo entro due mesi dalla scadenza non crea alcun problema.
Salumi affettati scaduti
I salumi affettati e confezionati vanno consumati entro la data di scadenza indicata sulla confezione. Andare oltre è pericoloso perché si rischiano tossinfezioni.
Succhi di frutta scaduti
Queste bevande hanno scadenza variabile dai 6 ai 12 mesi. Meglio rispettare la data di scadenza per non perderne il gusto.
Olio scaduto
Se è di ottima qualità può essere consumato anche dopo 8 mesi dalla data di scadenza riportata sull'etichetta. Al massimo potrebbe perdere una minima quantità di proprietà organolettiche.
Pesce e surgelati scaduti
Pesce e piatti surgelati: se conservati correttamente il loro consumo può essere effettuato fino a 2 mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione. Se per esempio si devono consumare gamberetti surgelati crudi è meglio rispettare il termine di scadenza per evitare il rischio di listeriosi. Se invece prevede la cottura, si può andare oltre il tempo minimo di conservazione.
Pesce in scatola: con una corretta conservazione il pesce in scatola può essere consumato tranquillamente entro uno o due mesi dalla data di scadenza.
Pasta e biscotti scaduti
Pasta secca e riso: hanno solitamente una scadenza che varia dai 2 ai 2 anni e mezzo; anche se consumati dopo qualche mese non creano alcun tipo di problema, ma devono essere stati conservati correttamente come riportato dalla confezione.
Biscotti secchi e cracker: come la pasta e il riso anche se può avvenire un peggioramento delle caratteristiche organolettiche e una minima perdita di consistenza.
Uova scadute
Le uova crude o alla coque dovrebbero essere consumate al massimo 3 giorni dopo la data di scadenza; se fritte si possono consumare al massimo entro una settimana dalla data di scadenza. Oltrepassare questi limiti espone a un inutile rischio alimentare.
Panettoni, pandori e colombe scaduti
Questi tradizionali dolci legati alle festività natalizie e pasquali hanno scadenze di circa 4-5 mesi. Possono essere consumati tranquillamente fino a due settimane dopo la loro scadenza, anche se perderanno un po' di fragranza e morbidezza.

Alimenti senza la data di scadenza

Molti alimenti rientrano in questa categoria come per esempio bevande alcoliche, aceto, sale, zucchero ecc.

Intossicazioni da cibi scaduti

Se si ingerisce del cibo scaduto rispetto all’indicazione dell'etichetta, possono manifestarsi alcuni sintomi, da fastidiosi, ma altrettanto innocui e passeggeri, come mal di pancia e malessere, fino a quelli più seri, che compaiono in caso di intossicazioni e tossinfezioni alimentari. Sintomi più gravi come vomito, dissenteria, nausea e febbre possono manifestarsi dopo aver ingerito alimenti scaduti o contaminati da microrganismi pericolosi, come virus, batteri ofunghi.

Accortezze e consigli

Nel caso di confezioni aperte si deve verificare che sull’alimento non siano presenti muffe e che abbia un bel colore, nonchè un buon odore. Nel caso di confezioni sigillate si deve far attenzione a cattivi odori o rigonfiamenti della confezione. Nei mesi più caldi gli alimenti tendono a deperire più velocemente. È quindi utile consumarli senza attendere la data di scadenza. Alimentipedia non si assume alcuna responsabilità per possibili intossicazioni da cibo scaduto in quanto non può garantire la buona conservazione dello stesso.





fonte : www.alimentipedia.it




Crostata Macrobiotica alla Frutta Fresca

Pubblicato da in dolci vegan ·
Tags: crostatamacrobioticafruttafrescasapereconsaporefarinalatteavenarisomaltooliocremadolcivegancurcuma
Crostata Macrobiotica alla Frutta Fresca



Chi ha detto che dolce è sinonimo di non sano? Questa squisita crostata è l'esempio di come dolce e salutare possano sposarsi alla perfezione.



Ingredienti (per 10 persone) :
ingredienti per la frolla:
250 gr di farina di grano duro
1 pizzico di sale
Latte di avena q.b.
2 cucchiai colmi di malto di riso
buccia di limone grattugiata a piacere
1/2 bicchiere scarso di olio di mais o girasole
una bustina di cremor tartaro
Per la crema:
300 ml di latte di avena
30 g di farina
20 g burro di soia
2 cucchiai colmi di malto di riso
1/2 cucchiaino di curcuma
2 cucchiai di panna di soia
1 cucchiaino di vaniglia in polvere
Frutti di Bosco
Kiwi
Banana



Procedimento:

Impastate bene tutti gli ingredienti della frolla fino a creare un composto sodo ed omogeneo. Mettetelo a riposare in frigorifero. Nel frattempo preparate la crema pasticcera. Fate sciogliere in un pentolino il burro di soia e andate ad aggiungere, a fuoco spento, la farina mescolando bene con una frusta. Aggiungete un po' alla volta il latte vegetale facendo attenzione a non formare grumi. Mettete sul fuoco ed unite la vaniglia, la curcuma e il malto di riso. Continuate a mescolare e portate a bollore, attendete 3-4 minuti e spegnete. Fate raffreddare.

Stendete la frolla e andate a ricoprire una tortiera oliata e infarinata. Bucherellate la superficie ed infornatela per 20 minuti circa a 180°.
Ricoprite la base con la crema preparata in precedenza e guarnitela a piacere con della frutta fresca!








Nuvole
inositolo peso cucina neurologico cattive serotonina greco fragole endometriosi cuore mattina sogliola betacarotene ceci microbioma osteoporosi duro indice Giappone patatine raffinati Mercurio antociani psiche soia dadi acidità ernia crema biscotti D correttori perdite fegato aureus ossido maggio intestino calorie sale zucchero corpo alimentazzione C sviluppo alimentari microbi vitamina allergeni fitoterapia cheese food modificato frigo propilenico metionina salsa bevande crusca stanchezza Licola clorogenico antibiotico gonfia additivi sapere ciliegie confezionati gonfiore metabolismo idratazione psicologia connettivo bosco lecitina umami allergia luteina lattosio Giugliano aerobico palpebre 1 antiossidante spiaggia naturale glicemico lactobacillus alta junk cisteina gel adinopectina toluene grasso 15 surgelare lipoproteine fortificanti noradrenalina di ulcera tradizioni intolleranze Na contraffazione farina nutriente gestazione carotenoidi zuccheri energia probiotici frullati usanze vegetariano Iodio salute prevenzione alimentazione cicatelli rimedi in microminerali biomagnificazione carota domicilio shampoo solfiti sapereconsaporee secchezza monoammino erbe addensante saturi funghi Fuorigrotta manganese sapereconapore olive cannella integratori triclorosan sano limenti etichette anemia tossiche crostacei diuresi nutrizionista insalata dietetici vegan ortaggi riposo visita antidepressivo asma foto brufoli oligoelementi cavo rossetti iperacidità verde coal solfato Sant'Antimo immunitario fisica congelare tumori nutrire forma polmoni mangiare fame capsicum omogenizzati A. Vitamina integratore kiwi Pozzuoli raffreddore ginnastica ritenzione integrali apparato burro B frutto nutrizione sapereconsapore.blogspot.com nervoso capelli dimagrire omega grana Villaricca dolore patate sport primo benefici raffermo 3 caldo + nutrizionale birra azoto autunno freschezza aborto campylobacter calore fagiolini Caserta contaminanti alimenti gassate listeria tocoferolo wellness miele albicocche zafferano zucchina vitamine digerente tempo apoptosi paziente tar yogurt carotenoide flatulenza idrochinone reflusso brodo glicole calda anice mandorla rucola agrumi Dott.Enrico Aloe galateo quaternium colorante solare linfodrenaggio aspartame sostanze UVA crostata polifenoli addensanti carie microsfere papille grassi internazionale enzimi semola personale feste ustione concentrazione piante crudo sudorazione cereali gusto more tintura sapereconsapore.blogspot.it convezionne cancerogeni peperoni liposolubile pulizia bilancia antitraspiranti sintomi quinoa avocado cure afrodisiaco calcio nutrition omeostasi neuroni fresca emulsionante feci infezioni massa verza menopausa naturali diet stabilizzante melanoma allium adipose caglio Berrino bambini ultravioletti a glutine aromi cistite c pelle antocianine reumatoide peperoncino acqua sistema ossidativo sodio lipidi freezer macrobiotica India stracci banana difesa torte cadenti bollitura hdl massaggi sovrappeso piatti minerali ayurveda digiuno primi melanina forno ricette spezie dormire fruttosio glutammato alcol resveratrolo colazione infanzia epiderma avena mondo costipazione menta tensioattivi allergie addome fluoruro corretta cacao articolazioni liberi glucosio colesterolo pera caffeine INCI formaldeide yo gym sali lattoferrina Vomero limone tiroide acidi truffe zirconio vitaminaA furano osteopatia epigenetica radicchio fumo batterio cottura risotto dentifricio metalli raggi punture cosmesi cancro emulsionanti verdura insonnia donna pomodori sdorazione adolescenti latte iperglicemia fosforo ombretti umore yang Pianura artrite anticorpi E141 frigorifero primavera curcuma Francia fredda microrganismi.Lugdunin palma antitumorali gravidanza sensibità cioccolato carbidrati influenza ciclo zanzare ferro scottature mediterranea batteri idrosolubile BHA artemisia stabilizzanti pesce carne mestruo duodeno stracchino oxybenzone malattie E iatale aloe melone sterilizzare GIugliano lavaggio amminoacidi antispossatezza timo mate molluschi sanguigni cortisolo tenero piatto integrale frittura lamponi pepe antidolorifico gelificante antinfiammatoria estrusione nocciole disbiosi negozio carboidrati prostata biliari spigola molecole abitudini massaggio verdure cipolla utero protezione microonde lattici fichi circolazione invecchiamento pasta buccia pistacchi prugne A cellulite creatinina frutti riso LDL ostriche alimento magnesio fisia succo erba bambino odori sedano secca palato visite dolori castagne sole Additivi urico fermenti irraggiamento prurito radicali allattamento zucca dietanolammina sapone conduzione progesterone cotto celiachia policistico glucagone scaduto frutta vasetti intero benessere uva Cina dieta complessi tossine pancreatite aceto PET facciale uricemia HDL nitriti oligoelemento patologia conserve addominale conservanti termophilus anguria quercetina idrogenati energizzante età ribes pollo bivalvi dolci centrifugato fisico ananas mais disidratazione cellule stomaco premestruale #nutrizione Posillipo cutanee immunità endorfine bevanda pancreas inquinamento nutrienti noci fibre fitosteroli caldarroste caffe pasti Germania #nutrizionista Enrico secondi sangue torcicollo ipocaloriche micronutrienti reumatismo streptococcus temperatura broccoletti gruppo nespole free tuorlo pane casa colite Vera amaranto pesche orale pangrattato fibra inci digestione malto stitichezza cellula Qualiano glucidi libido alimentare carote yin grano amilosio formaggio degradazione creme semi dolcificanti parabeni idrico cervello colostro conservazione amido acido glicemia merendine Monterusciello sapore istamina antitumorale esercizio essenziali mare lievito UVB catechine olio equilibrio glutamina vegetali bocca parmiggiano cipollina danni Dott colore aglio meteorismo clorofilla irritabile nitrati cosmetici combinazioni extravergine tummori iodio spuntino latticini pancia gram DHA dott.Enrico sindrome ascelle proteine ipocalorico asparagi padano antiossitanti folico secche insaturi vongole mirtillo controlli ovaio ricotta herpes centrifugati comfort macedonie ormoni lisina immunitaria Fonticelli coloranti veg respiro licopene natale educazione stagionatura macchie insalate arance legumi solari ipertensione antinfiammatorio estrogeni gluten gas bassa saraceno stagione marroni cetriolo biologo Quarto uova mani idrica flavonoidi selenio Thailandia laurilsolfato sciroppo patologie minerale 31 pesanti Calcio branzino donne albume 6 seno Staphylococcus elasticità buoni estate Lucifero tessuti bifidobatteri metodi ormone melagrana Napoli carcinoma sapereconsapore caseina balsamo triptofano gerani fico IGF cibo potassio deodoranti attività oli aminoacidi cake diabete propoli biberon depressione diarrea diagnosi tiroidei zinco oliva sanguigno crescita polinsaturi ossidazione astaxantina bulgaricus con proprietà corporeo alluminio prodotti consigli calcoli bio pomodoro organi antiossidanti rame essenziale insulina amilopectina agave tumore congestione Varcaturo brucia antibiotici igiene vasi stress cibi studio ossa chiampagne sapereconspore vera salmonella ossidasi pressione obesità botulino
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu