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Benefici nutrizionali della carne di spigola? Vediamolo insieme...

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Benefici nutrizionali della carne di spigola? Vediamolo insieme...

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La spigola, chiamata anche branzino, è un pesce di mare che fa parte della famiglia dei Moronidi, il quale è molto diffuso nelle acque del territorio italiano. il suo nome scientifico è Dicentrarchus Labrax, ed è disponibile sia in qualità di specie ittica coltivata in allevamento che allo stato selvatico. In questo articolo ci occuperemo delle proprietà nutrizionali della sua carne, tanto gustosa quanto prelibata, e dei benefici che questa reca al nostro organismo.

Proprietà nutrizionali della carne di branzino

Nonostante la sua carne sia una delle più costose in pescheria, il branzino rappresenta un pesce estremamente pregiato, soprattutto per la composizione delle sue carni: infatti facendo riferimento ai valori relativi ad una porzione di 100 grammi di carne  di branzino, al suo interno sono presenti 21,3 grammi di proteine e solo 6,8 grammi di lipidi, i quali vanno divisi tra gli acidi grassi saturi e quelli polinsaturi, i quali ammontano a 2,56 grammi, contro i soli 1,44 dei primi. Gli acidi grassi monoinsaturi ammontano invece a 2,13 grammi su 100.
Dal punto di vista dell’apporto di sali minerali, la spigola è ricca di potassio, ferro (4 milligrammi su 100 grammi di porzione), ma soprattutto di fosforo, il quale si attesta attorno ai 1150 milligrammi.
Per quanto riguarda invece le vitamine, non mancano la Niacina e le vitamine A,C ed E. Nello specifico la presenza della vitamina A e di sali minerali, oltre alla qualità delle sostanze nutritive rendono la carne di branzino un alimento particolarmente salutare nel periodo estivo, dato che essa fornisce un congruo apporto di elementi nutritivi, senza tuttavia appesantire il nostro sistema digerente; inoltre la carne di branzino contribuisce a ripristinare i corretti livelli salini e di idratazione, grazie all’abbondanza di acqua, che sono di norma inficiati dall’abbondante sudorazione, la quale a sua volta è causata dalle elevate temperature.
La scarsa quantità di grassi rende la sua carne  apparentemente magra, anche se la maggior parte dei grassi in essa contenuti la si riduce notevolmente mediante l’eliminazione della pelle.
Questa sua magrezza la rende quindi di facile digeribilità e commestibilità, adatta quindi a persone con problemi di ipertensione e colesterolo, dato che il contenuto di quest’ultimo ammonta a soli 48 grammi su 100.
La carne di spigola è inoltre molto ricca, come del resto lo è tutto il pesce in generale, di Omega 3, acidi grassi dei quali il nostro organismo necessita per mantenere pulito ed efficiente il sistema cardiocircolatorio.
Per quanto riguarda invece i valori energetici, le calorie contenute in una porzione di 100 grammi di carne di branzino ammontano a solo 82 calorie, il che rende questo cibo edibile in qualunque regime di dieta, stando ovviamente attenti a non esagerare coi condimenti.
Dal punto di vista nutrizionale, vi è tuttavia da sottolineare una sostanziale differenza tra le cosiddette spigole d’allevamento e quelle allo stato selvatico, la quale risiede  in un contenuto di proteine e grassi più elevato da parte delle prime rispetto agli esemplari che si pescano regolarmente in mare aperto. Questa discrepanza è causata dal tipo diverso di alimentazione al quale vengono sottoposte le spigole di allevamento, il che fa lievitare i valori di grassi e le calorie rispetto ai loro corrispettivi selvatici.
Da sottolineare infine come ulteriore nota positiva della carne di branzino la sua quasi totale assenza di lische, che la rende appetibile anche da parte dei bambini, evitando così il rischio di ingestione accidentale di spine, che alle volte si rivela di particolare gravità, con il conseguente ricorso al più vicino pronto soccorso.

L’unica nota negativa di questo pesce in apparenza così salutare e ricco di benefici per la salute, è costituito, come dicevamo all’inizio della nostra disamina, dal suo elevato costo al dettaglio, specie se si desidera consumare una spigola pescata in mare.

Dott.Enrico Fonticelli
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Noci: Proprietà e Benefici

Noci: Proprietà e Benefici

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Le noci sono il frutto dell’albero Juglans regia che appartiene al genere Juglans ed alla famiglia Juglandaceae. Nel suo genere questa pianta è la più conosciuta e la più importante da un punto di vista economico.
La pianta delle noci è imponente e maestosa con foglie molto voluminose.Oltre che per i suoi pregiati frutti, è una pianta molto apprezzata per la qualità e le proprietà del suo legno.
L’albero delle noci fiorisce in primavera con fiori di color verde a cui faranno seguito i frutti. Questi sono di forma ovale e ricoperti da una sorta di guscio verde compatto, chiamato mallo.
Quando le noci giungono a maturazione il mallo si secca e si apre lasciando cadere la noce al suolo. Prima di poter essere consumate le noci hanno bisogno di un periodo in cui devono essere lasciate asciugare. Questo a causa della forte umidità accumulata all’interno del mallo.
Il periodo di raccolta delle noci è l’ autunno, precisamente da metà settembre a fine ottobre. Prima di poter essere messe in commercio devono essere sottoposte alla privazione del mallo, così da evitare che il guscio si annerisca e al lavaggio per eliminare i residui del mallo.

Composizione Chimica

Le noci secche contengono il 64 % di grassi, carboidrati, il 15,5 % di proteine, il 6,7 % di fibre, l’1,1 % di zuccheri, il 4,5 % di acqua, 0,2 % di amido ed il 2,3 % di ceneri.

I minerali contenuti nelle noci sono:

  • Fosforo
  • Calcio
  • Ferro
  • Sodio
  • Magnesio
  • Zinco
  • Rame
  • Manganese
  • Selenio
  • Potassio

Le noci rappresentano  i frutti più ricchi in Zinco e Rame, elementi che solitamente attingiamo dalla carne. Per questo motivo sono particolarmente indicate in una dieta vegetariana.

Le vitamine contenute nelle noci sono:

Vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B6, B12, vitamina C, Vitamina E, K e J. Le noci contengono inoltre beta-carotene, luteina e zeaxantina.

Gli aminoacidi contenuti nelle noci sono:

acido aspartico, acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Ecco alcune proprietà e benefici delle noci :

  • Antitumorali

Secondo una ricerca americana le noci, oltre ad essere ipercaloriche, hanno proprietà antitumorali. In particolare il loro regolare consumo previene l’insorgere del tumore al seno. Questa proprietà è dovuta all’ abbondante presenza di acidi grassi omega 3, oltre ad un alto contenuto di antiossidanti.
Uno studio condotto sui topi ha rivelato che un consumo regolare di noci sarebbe in grado di ridurre i tumori alla prostata o rallentarne la crescita.

  • Abbassano il Colesterolo

Le noci sono un alimento molto interessante dal punto di vista del contenuto di grassi vegetali. Contengono acido oleico, un grasso monoinsaturo presente anche nell’olio di oliva, che si è rivelato molto efficace nelle riduzione dei livelli di colesterolo cattivo LDL.
Anche l’abbondanza di acidi grassi polinsaturi, acido linoleico ed alfa-linoleico, è molto importante per la salute. È infatti utile per abbassare il colesterolo nel sangue con conseguenti benefici per la salute del cuore e dell’apparato cardiocircolatorio. Mangiare regolarmente noci infatti è una buona abitudine che aiuta a prevenire malattie cardiovascolari come infarto ed ictus.

  • Radicali Liberi

Una ricerca condotta all’Università di Scranton in Pennsylvania, ha confermato l’altissimo potenziale antiossidante di questo frutto con guscio.
Le noci contengono alti livelli di antiossidanti polifenolici, più di qualsiasi altro tipo di frutta con guscio. Il loro consumo regolare contrasta l’attività dei radicali liberi. Si hanno così grandi benefici per la prevenzione di tumori, invecchiamento precoce, infiammazioni e malattie degenerative.
Sono inoltre ricche di vitamina E, un potente antiossidante liposolubile, essenziale per mantenere l’integrità della membrana cellulare delle mucose.

  • Pressione Arteriosa

Recenti studi hanno dimostrato che le proprietà benefiche dei grassi monoinsaturi non solo sono valide per abbassare il colesterolo LDL ma sono anche in grado di aumentare l’elasticità delle arterie, di impedire la formazione di coaguli (sangue più fluido) e ridurre la pressione arteriosa.

  • Salute del Cuore

Si è calcolato che mangiare noci 5 volte a settimana, in sostituzione ai grassi animali, è un buon metodo per prendersi cura della salute del proprio cuore.
Altri studi suggeriscono che il regolare consumo di questo frutto contribuirebbe ad abbassare il rischio di sviluppare una coronaropatia. Il loro consumo inoltre offre molteplici benefici vascolari a chi soffre di malattie cardiache.

  • Pelle e Capelli

Lo zinco, in abbinamento ai polifenoli ed alla vitamina E, apporta notevoli benefici alla pelle. In abbinamento con gli acidi grassi Omega 3 ed Omega 6, mantiene in salute i capelli.

  • Arteriosclerosi

Rilevante anche la presenza di un aminoacido essenziale, chiamato arginina, molto importante per la salute delle nostre arterie. L’arginina fornisce alle pareti delle arterie il nitrossido, una sostanza in grado di combattere e prevenire l’arteriosclerosi.

  • Prestazioni Fisiche

L’arginina ha anche ha la capacità di dilatare i vasi sanguigni che portano il sangue ricco di sostanze energetiche ai muscoli. In tal modo di conseguenza, aumentano anche le prestazioni fisiche.

  • Proprietà Digestive

Grazie alla presenza di acido alfa-linoleico, hanno anche proprietà digestive e diuretiche.

  • Diabete

Da un recente studio è emerso che il grasso contenuto nelle noci migliora i parametri metabolici delle persone affette da diabete di tipo 2.

  • Energetiche

Il loro elevato potere energetico da un lato rappresenta un fattore negativo per chi ha problemi di sovrappeso. Dall’altro invece può rappresentare un elemento molto interessante per chi svolge attività sportiva.

  • Salute delle Ossa

Il loro consumo migliora l’assorbimento del calcio. Allo stesso tempo ne riduce la quantità espulsa attraverso le urine a tutto beneficio della salute delle ossa.

  • Astringente

L’olio di noci, utilizzato in modiche quantità, ha proprietà astringenti. Si può utilizzare per condire l’insalata ma anche sulla carne e sul pesce.

  • Benefici al Cervello

Fino ad ora gli studi sono stati condotti solamente sugli animali. Vi sono però tutti i presupposti per dimostrare, in un prossimo futuro, che le noci hanno proprietà utili alla memoria ed alla funzione cognitiva in generale.

  • Protezione dai raggi Solari

L’olio del mallo di noce protegge la pelle dai raggi solari. Questa sua capacità è dovuta ad un composto aromatico che prende il nome di juglone.

  • Altre Proprietà

Oltre ai benefici sopra descritti, possiamo affermare che le noci hanno ulteriori proprietà.
Sono anti anemiche, drenanti, energetiche, lassative, nutrienti, rimineralizzanti, vermifughe.

  • Calorie

Le noci sono un frutto oleoso e di conseguenza ricco di sostanze nutrienti. Il loro potere calorico è molto alto, 100 grammi di noci forniscono 654 calorie.

  • Precauzioni e Controindicazioni

Le noci non possono essere conservate a lungo in quanto sono soggette ad irrancidimento. Inoltre con il passare del tempo tendono ad aumentare la loro oleosità.
Per questi motivi le noci devono essere consumate fresche al fine di non diminuire la loro digeribilità.
Possibilmente, visto il loro alto potere energetico e calorico, è sconsigliato consumarne troppe, soprattutto al termine di un pranzo abbondante. Per godere di tutte le loro proprietà e benefici ne bastano sette al giorno.
Se siete soggetti all’herpes, evitate o limitate il consumo di noci, in quanto i loro alti livelli di arginina possono innescare la comparsa dell’ herpes.
Vi sono persone che hanno sviluppato un’ipersensibilità nei confronti della frutta a guscio e che possono quindi essere allergici anche alle noci. In questo caso i sintomi si manifestano con vomito, dolore addominale, difficoltà di respirazione e labbra gonfie.

Curiosita

La noce è un frutto di cui si hanno testimonianze antiche, pare che provenga dall’Asia e sia stata introdotta in Italia dai greci. Le prime testimonianze del suo utilizzo risalgono addirittura a 9.000 anni fa! Le prime testimonianze scritte compaiono nell’opera Naturalis historia di Plinio il Vecchio. Qui, il naturalista romano scrive delle importazioni delle noci operate dai coloni greci che dall’Asia minore le trasportavano in Grecia.
Spesso, in ambito cosmetico, viene utilizzato l’olio estratto dal mallo delle noci. Con quest’olio si preparano creme solari protettive  e lozioni fortificanti per i capelli.
L’olio di noce è utilizzato come olio vettore in aromaterapia e per i massaggi ed anche nell’industria cosmetica e farmaceutica.
L’estratto di noce ha la proprietà di riuscire a penetrare in profondità la fibra capillare donandole un aspetto estetico più morbido e ostacolandone la caduta.
Vanno conservate in un contenitore ermetico, in frigorifero o nel congelatore.

Lo strato esterno delle noci sgusciate è amaro e spesso viene rimosso. È un grave errore perché si ritiene che fino al 90% dei potenti antiossidanti delle noci, risiedano proprio in quello strato che spesso viene buttato via.

Se non amate il sapore delle noci, potete godere delle loro proprietà e benefici semplicemente sbriciolandone qualcuno in un frullato di frutta e/o verdura.

Dott.Enrico Fonticelli
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Aloe vera? Scopriamo insieme le proprietà, gli usi e le controindicazioni...

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Aloe vera? Scopriamo insieme le proprietà, gli usi e le controindicazioni...



L’Aloe vera (Aloe barbadensis Miller) è solo una tra le tante specie di aloe ma indubbiamente la più utilizzata sia in campo cosmetico e sia nel campo alimentare. Si tratta di una pianta nota fin dai tempi antichi per le sue interessanti proprietà e che ancora oggi torna utile in diverse situazioni. In particolare, è il gel che si estrae da questa pianta ad essere interessante per i benefici che può offrire. Con esso si realizza il succo di aloe da bere, pomate per uso esterno o altri prodotti di salute e bellezza. La ricchezza di proprietà della pianta di aloe è dovuta in particolare alla grande concentrazione nelle sue foglie di vitamine, sali minerali, aminoacidi, enzimi e altri principi attivi utili al benessere del nostro organismo.
Scopriamo adesso le principali proprietà terapeutiche dell’aloe vera.

Proprietà e benefici

Le proprietà dell’aloe vera sono numerose ed è per questo che la pianta viene utilizzata a scopi diversi e in varie modalità a seconda dei benefici che si vogliono ottenere.
  • L’aloe come depurativo. Tante persone scelgono di assumere succo di aloe visto il potere disintossicante di questa pianta che permette di depurare l’organismo dalle tossine accumulate. Con l’aloe vera il sistema immunitario è più forte. Altrettanto interessante è il potere immunomodulante dell’Aloe vera che consente, sempre se assunta per via interna, di migliorare la risposta immunitaria all’attacco di virus, batteri e altri microrganismi. Il principio attivo conosciuto come Acemannano in essa contenuto stimola infatti la produzioni di globuli bianchi, in particolare i macrofagi. L’aloe contro i batteri e i virus Oltre a rafforzare il sistema immunitario, l’aloe è anche efficace in maniera diretta contro i batteri, ecco perché spesso viene utilizzata ad esempio nei prodotti per l’igiene orale o intimo.
  • Aloe antitumorale. Un’altra importante proprietà riconosciuta all’aloe vera ma anche all’aloe arborescens è quella antitumorale soprattutto in fase preventiva della malattia. Si è visto poi come assumere questa pianta possa aiutare anche quando si seguono terapie antitumorali come chemioterapia e radioterapia per ridurre gli effetti collaterali.
  • L’Aloe aiuta la digestione. L’effetto positivo della pianta di aloe vera sul nostro organismo si esplica anche a livello del sistema digestivo: da una parte migliora la digestione dei cibi, dall’altra aiuta il loro corretto assorbimento nell’intestino grazie anche all’effetto benefico sulla flora batterica.
  • L’Aloe per la pelle. Tra le proprietà terapeutiche dell’aloe vera ve ne sono diverse che riguardano la salute della pelle. Il gel estratto da questa pianta aiuta a cicatrizzare le ferite,ad idratare la pelle, ad alleviare la sensazione di prurito o bruciore.

Aloe vera: consigli per l’uso

Innanzitutto bisogna specificare che l’aloe vera si utilizza principalmente sotto due forme: succo da bere o gel per uso esterno. Questa pianta è poi spesso presente all’interno di prodotti per l’igiene personale e la bellezza dunque creme, shampoo, bagnoschiuma, dentifricio, ecc. L’Aloe vera, sia sotto forma di succo che di gel per uso esterno, è un prodotto naturale davvero versatile che sarebbe bene tenere sempre in casa pronto da utilizzare al bisogno.

Ecco alcuni suggerimenti per usare correttamente l’aloe vera:

  • Per rafforzare il sistema immunitario Se volete essere più forti soprattutto in vista della stagione fredda quando è più facile contrarre raffreddore ed influenza, potete stimolare naturalmente le difese immunitarie assumendo succo di aloe. Scegliete un prodotto privo di aloina (sostanza irritante) ottenuto da 100% aloe vera e seguite il dosaggio consigliato sulla confezione o chiedete aiuto ad un esperto.
  • Per la digestione e la depurazione Uno o due misurini di succo di aloe vera puro possono essere assunti ogni giorno per aiutare il sistema digestivo ed intestinale nelle sue funzioni (può migliorare anche un’eventuale stitichezza). Allo stesso tempo l’aloe sostiene il lavoro del fegato e aiuta la depurazione dalle tossine, si può assumere dunque ciclicamente anche a questo scopo associandovi però una sana alimentazione e aumentando il quantitativo giornaliero di acqua.
  • Su scottature, punture di insetti, bolle, eritemi, ecc. Tenete a portata di mano un gel di aloe vera per fronteggiare le più comuni problematiche della pelle: punture di insetti, bolle, brufoli, scottature, eritemi, ecc. Il potere lenitivo e rigenerativo sui tessuti di questa pianta permetterà di risolvere fastidi e bruciori accelerando tra l’altro la guarigione.
  • Contro le mani secche Dato il potere idratante dell’aloe vera, il gel può essere utilizzato anche al posto della normale crema in caso di mani secche e screpolate. Lo stesso uso si può fare per la secchezza che compare in altre zone del corpo.
  • Per la salute del cavo orale Dato il suo potere antibatterico, il succo di aloe vera può essere utilizzato anche per fare sciacqui del cavo orale in caso di afte e gengiviti. Aiuta anche a contrastare la placca.
  • Per la cura dei capelli Anche i capelli possono beneficiare dell’utilizzo di aloe vera, soprattutto in caso di forfora. Un impacco a base di questa pianta da applicare un paio di volte a settimana può contribuire ad alleviare o risolvere il problema. Si può anche utilizzare al posto del balsamo per rendere i capelli più lucidi.

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Endometriosi? Ecco alcuni consigli alimentari...

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Endometriosi? Ecco alcuni consigli alimentari...

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Questo argomento  è dedicato a tutte le donne che ogni giorno, con tenacia e speranza, combattono una patologia così seria ma poco conosciuta come l'endometriosi.
L'endometriosi è una patologia estrogeno-dipendente caratterizzata dalla presenza di cellule dell'endometrio (ossia del tessuto che riveste l'interno della cavità uterina) al di fuori dell'utero, in sedi anomale, le più frequenti delle quali sono le ovaie, le tube, i legamenti che circondano l'utero e il peritoneo (membrana che riveste l'interno della cavità addominale e pelvica).
Talvolta l’endometrio può localizzarsi nella vescica e nell'intestino e, più raramente, in organi lontani dalla cavità peritoneale (ad esempio nei polmoni).
I sintomi principali di questa malattia sono: il dolore, gonfiore addominale,perdite di sangue anomale o affaticamento cronico, i quali devono far accendere un campanello d’allarme.
La patologia purtroppo è spesso sottovalutata e per riuscire a dare una soluzione globale alla donna affetta da endometriosi è importante che lavorino insieme un team multidisciplinare di professionisti tra i quali: medici di medicina generale, ginecologi, chirurghi,nutrizionisti, anestesisti, urologi, gastroenterologi, endocrinologi, immunologi, psicoterapeuti, fisioterapisti. Questi professionisti con le loro specifiche attitudini svolgono un ruolo molto importante nel fornire alla donna un trattamento individuale. In questo modo l’attenzione è rivolta non soltanto alla comprensione della malattia ma soprattutto verso la donna e le sue specifiche esigenze.

Ruolo della dieta

I più recenti studi scientifici hanno suggerito che cambiamenti dietetici possono migliorare i sintomi dell’endometriosi. La dieta è prescritta per contribuire alla diminuzione di livelli circolanti di estrogeni (ormoni che determinano un aumento delle cellule endometriali) e all'incremento di sostanze naturalmente antinfiammatorie per contrastare la sintomatologia dolorosa.
Di seguito sono riportati alcuni esempi di alimenti e gli effetti prodotti:

Omega 3 e Omega 6

Sono particolari tipi di acidi grassi che l'organismo, da solo, non è in grado di produrre. Hanno una naturale azione antinfiammatoria utile a ridurre i sintomi dolorosi dell'endometriosi.
Gli alimenti ricchi di omega 3 sono :
  • il pesce (salmone, alici, sarde, sgombro, pesce spada, trota, tonno),
  • l'olio di pesce (fegato di merluzzo),
  • la frutta secca oleosa (noci), alcuni oli vegetali (soia e colza) e semi (tra i più comuni quelli di lino).

Quelli ricchi di omega 6 sono :
  • la frutta secca oleosa (noci, mandorle, arachidi),
  • cereali (avena e crusca),
  • oli vegetali (tra i più comuni mais e girasole) e ceci.

Infine, un adeguato rapporto tra questi 2 tipi di acidi grassi essenziali (rapporto ideale omega 6 : omega 3 non superiore a 4/5 : 1) è utile alla prevenzione e al trattamento di disordini immunitari e infiammatori.
E' possibile raggiungere un rapporto ottimale privilegiando gli alimenti ricchi di omega 3 rispetto a quelli ricchi di omega 6.

Fibra

L’aumento del consumo di fibre determina una riduzione degli estrogeni circolanti nel sangue con un minore impatto sui tessuti sensibili agli estrogeni. Dunque, preferire pane, pasta e riso integrali rispetto a quelli raffinati, oltre a frutta e verdura fresche.
I legumi, quali fagioli, ceci, piselli, fave, lenticchie e soprattutto soia meritano un discorso a parte in quanto oltre alla fibra, contengono un livello variabile di fitoestrogeni (la soia ne contiene di più) che simulano gli ormoni naturalmente prodotti dal corpo (estrogeni) ma ne limitano l'azione fisiologica (i fitoestrogeni sono decisamente meno potenti rispetto agli estrogeni naturali).
Per chiarezza, aggiungiamo che sono in atto ulteriori studi scientifici riguardanti l'effetto dei fitoestrogeni sulla riduzione dell'azione degli estrogeni naturali (alcuni dati in letteratura sono contrastanti).

Acqua

L'acqua svolge un ruolo di vitale importanza nei processi biologici del nostro organismo. Una corretta idratazione è indispensabile per tutte le funzioni organiche e aiuta a prevenire situazioni di spasticità e rigidità con conseguente riduzione di dolori addominali e pelvici.
Si consiglia un apporto giornaliero di almeno 1,5-2 litri di acqua.

Antiossidanti, vitamine e sali minerali

Alcune molecole antiossidanti appartenenti alla famiglia dei flavonoidi come quercitina (es. nella mela), apigenina (nel prezzemolo, sedano, carciofo, camomilla e basilico), narigenina (negli agrumi), resveratrolo (nella buccia e semi dell’uva) e oleuropeina (foglie di olivo) sono capaci di ridurre l'effetto di un enzima (aromatasi) fondamentale nella produzione degli estrogeni.
Inoltre vitamine come la A, C, la E e tutte quelle del gruppo B, e minerali come zinco e selenio sono in grado di controllare i sintomi premestruali e ridurre i marcatori dello stress ossidativo nelle donne con endometriosi (lo stress ossidativo sembra sia anche alla base della sterilità, uno dei problemi che si accompagna all’endometriosi).
Un discorso a parte merita il ferro. Infatti, donne con endometriosi riferiscono di mestruazioni non soltanto dolorose ma ricche di perdite ematiche (che si aggiungono a quelle dello spotting, cioè piccole perdite ematiche tra un ciclo mestruale e l'altro).
In questi casi, dunque, il bilancio di ferro tende a essere negativo e per tale motivo gli alimenti consigliati sono il pesce (alici, scorfano, spigola, sarde, sgombro, tonno, cozze, vongole, polipo, gamberi), ma anche i legumi e alcune verdure come asparagi, broccoli, cavoli, cicoria, rucola, lattuga (legumi e verdure hanno un tipo di ferro poco assorbibile dunque deve essere associato alla vit. C).

Peso corporeo e attività fisica

Il modo più efficace per mantenere nella norma i livelli di estrogeni è tenere sotto controllo il proprio peso corporeo. Nell'organismo femminile, infatti, una parte della produzione di estrogeni avviene anche nel tessuto adiposo grazie all' enzima aromatasi che converte gli androgeni prodotti dai surreni in estrogeni.
Inoltre, un'attività fisica regolare contribuisce in maniera rilevante ad avere un peso corporeo nella norma e migliora la normale funzionalità ed elasticità di tutti gli organi e i tessuti.

Indice Glicemico (IG)

E' la capacità di un alimento, contenente carboidrati, di innalzare il livello di glucosio nel sangue rispetto al glucosio o al pane bianco ed è espresso in percentuale.
In condizioni fisiologiche, ad un aumento di glucosio plasmatico corrisponde un aumento di un ormone chiamato insulina. L'insulina, a sua volta, stimola intensamente l'attivazione dell'enzima aromatasi responsabile della produzione degli estrogeni.
Dunque per mantenere bassi i livelli di estrogeni bisogna preferire cibi a medio-basso indice glicemico come legumi, verdure, frutta fresca e secca oleosa (bisogna fare comunque attenzione poiché l' Indice Glicemico (IG) può variare tantissimo in relazione ad alcuni fattori, ad esempio la cottura, la maturazione, la lavorazione, il formato, la presenza di altri nutrienti nell'alimento).
All'Indice Glicemico (IG) dovrebbe sempre essere associato un altro parametro quale il Carico Glicemico (CG) del quale, però, discuteremo in argomenti più attinenti.

Grassi

Gli estrogeni sono ormoni prodotti a partire dai grassi e più precisamente dal colesterolo.
In generale, dunque, riducendo il contenuto di grassi e colesterolo della dieta si riduce la produzione di estrogeni e ciò accade per tutti i tipi di grassi, sia animali (che contengono colesterolo) che vegetali (non contengono colesterolo).
In più, una particolare attenzione deve essere rivolta agli acidi grassi saturi e agli acidi grassi trans poiché numerosi studi hanno dimostrato una stretta relazione tra questi tipi di acidi grassi e sviluppo di endometriosi.
Gli acidi grassi saturi si trovano in grandi quantità nel grasso delle carni, nei salumi, formaggi, panna, burro, cocco, olio di cocco e alcuni dolci.
Quelli trans invece nei prodotti industriali da forno quali merendine, biscotti, panini e alcuni dolci.
Da preferire rimane l'olio extravergine di oliva in quantità idonee alle specifiche necessità della donna.

Latte e derivati

Tali prodotti possono contribuire a stimolare la produzione di sostanze coinvolte in alcuni processi infiammatori (prostaglandine E2 e F2A).
Inoltre, vari studi dimostrano un legame tra la diossina e lo sviluppo di endometriosi (ricordiamo che livelli variabili di diossina possono essere riscontrate nei formaggi in quanto è una sostanza solubile nei grassi e naturalmente tossica e cancerogena per l'uomo)  
Si consiglia pertanto un'assunzione ridotta di tali prodotti.

Carni
Il consumo di carni (soprattutto carne di manzo e prosciutto) può promuovere la produzione di sostanze responsabili di alcuni processi infiammatori (prostaglandine E2 e F2A). Inoltre, le carni possono talvolta contenere ormoni estrogeni.
Pertanto si consiglia di ridurne il consumo e di preferire le proteine animali del pesce e/o le proteine vegetali dei legumi associate a quelle dei cereali integrali.

Zucchero

Lo zucchero da tavola (saccarosio) può aumentare i processi infiammatori derivanti dall' endometriosi.
Stesso effetto provocherebbe il consumo di cioccolato, dolcificanti naturali e artificiali, bevande zuccherate e dolci con alti livelli di zucchero.
Inoltre, il saccarosio e i cibi sopraindicati hanno tutti un alto Indice Glicemico (IG) e sono scarsi di fibra.
Pertanto si consiglia di ridurre al minimo il consumo di questi alimenti.

Alcool

L' alcool se in eccesso peggiora la capacità del fegato di processare gli estrogeni circolanti nel torrente ematico.
Limitando il consumo di alcool, dunque,si provoca un minore stress per la funzione fisiologica del fegato.

Caffeina

La caffeina, soprattutto quando consumata in quantità elevate, aumenta i livelli di estrogeni.
Alimenti ricchi di caffeina sono caffè, tè e alcune bevande.
Si consiglia di non superare le 2 tazzine di caffè al giorno.

Bibliografia:
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Reprod Biomed Online. 2013 Apr;26(4):323-36. doi: 10.1016/j.rbmo.2012.12.011. Epub 2013 Jan 21.
- Dairy-food, calcium, magnesium, and vitamin D intake and endometriosis: a prospective cohort study.
Harris HR, Chavarro JE, Malspeis S, Willett WC, Missmer SA. Am J Epidemiol. 2013 Mar 1;177(5):420-30. doi: 10.1093/aje/kws247. Epub 2013 Feb 3.
- Nutrient intake, anthropometric data and correlations with the systemic antioxidant capacity of women with pelvic endometriosis. Savaris AL, do Amaral VF. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2011 Oct;158(2):314-8. doi: 10.1016/j.ejogrb.2011.05.014. Epub 2011 Jun 22.

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Verdure: meglio crude o cotte? Scopriamolo insieme...

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Verdure: meglio crude o cotte? Scopriamolo insieme...

verdure e ortaggi

Che cosa gustare al naturale e che cosa passare in padella o bollire. Ecco alcuni consigli da seguire per  non disperdere i nutrienti di insalate e pomodori.

Fare il pieno di verdura tutti i giorni fa bene alla salute. I prodotti dell’orto sono ricchi di preziose sostanze, a partire dalle vitamine fino ad arrivare alle fibre e ai sali minerali. Ma è meglio consumarli crudi o cotti? Non c’è una regola assoluta, l’importante è mangiarne in abbondanza, preferendo le verdure di stagione e variandole. Il tutto tenendo presente che ci sono dei nutrienti, come le fibre e i sali minerali – come calcio o ferro – che rimangono sostanzialmente inalterati dopo la cottura e altri, come le vitamine, che invece possono subire dei cambiamenti. Per esempio la vitamina C e l’acido folico, di cui sono ricchi diversi ortaggi, sono molto termolabili per cui durante la cottura, specie se prolungata, si disperdono. Lo stesso vale per gli antociani, i pigmenti che danno il colore rosso-viola ad alcune verdure, come le melanzane e il cavolo rosso.
Al contrario i carotenoidi si assimilano meglio quando le verdure vengono cotte e condite con un filo d’olio. Insomma, va sfatato il mito secondo cui il crudo è sempre meglio. Inoltre, non bisogna dimenticare che, quando si mangia la verdura cotta, si tende ad assumerne di più di quanta se ne mangerebbe cruda, il che è senz’altro positivo e in parte compensa la parziale perdita di alcuni nutrienti. Pensiamo agli spinaci: cotti ne consumiamo almeno 250 grammi, crudi ne mangeremmo solo 50-80 grammi. Se poi quelli cotti li condiamo con un po’ di limone, o meglio ancora la sua scorza, recuperiamo un bel po’ di vitamina C, che oltretutto aiuta ad assorbire meglio il ferro contenuto negli spinaci.
Partendo dal presupposto che la strategia migliore è alternare il modo di magiare le verdure, ecco qualche indicazione pratica.

I meglio cotti: zucca, carote e pomodori

Se si vuole fare il pieno di carotenoidi le verdure che in assoluto sarebbe meglio consumare cotte sono la zucca, le carote e i pomodori. La zucca e le carote sono ricche di betacarotene, mentre il pomodoro è una fonte di licopene, un altro carotenoide dalle molteplici proprietà benefiche. Come già accennato è importante anche il modo di condirle: un filo di olio extra vergine di oliva aiuta ad assimilare meglio queste sostanze liposolubili (solubili nei grassi).

I meglio crudi: insalata, cavolo rosso e peperoni

Le insalatine varie, il radicchio rosso, la rucola, i cetrioli, il cavolo rosso, gli spinaci novelli, la cipolla di Tropea e i peperoni sono tutte verdure ottime da consumare al naturale. In questo modo ci si garantisce un apporto perfetto di vitamina C, acido folico e antociani.

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Estate? Vediamo cosa mangiare e cosa evitare!

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Estate? Vediamo cosa mangiare e cosa evitare!

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Curare l'alimentazione è sempre importante ma durante l'estate, quando il caldo si fa sentire, alimentarsi in modo appropriato e corretto è fondamentale per conservare un buono stato di salute. Innanzitutto, per contrastare la perdita di acqua e di sali minerali dovuta alla sudorazione particolarmente abbondante, quando la temperatura e l'umidità sono elevate è indispensabile introdurre molti liquidi, in particolare acqua che, come è noto, è anche ricca di sali minerali quanto mai importanti per l'organismo. Quindi,in estate è necessario bere limitando però il consumo di bibite gasate o molto zuccherate,evitando anche  l’assunzione di bevande molto fredde che potrebbero causare la comparsa di una congestione anche grave. E’ buona norma evitare le bevande alcoliche che aumentano la sudorazione e la sensazione di calore e limitare anche i caffè.
Si consiglia di non assumere integratori salini senza avere preventivamente consultato un medico.
Attenzione alle persone anziane che rischiano più facilmente la disidratazione perché con l'età avanzata diminuisce lo stimolo della sete: è quindi necessario aiutarle a comprendere quanto sia importante per la loro salute bere frequentemente acqua durante la giornata anche se non ne sentono il bisogno.
Con il caldo anche i processi digestivi sono meno efficienti per cui si raccomanda il consumo di cibi leggeri. E’ opportuno diminuire l’apporto di grassi, carni e fritti, evitare i condimenti troppo elaborati ed i cibi piccanti e dare invece la preferenza al pesce per l’alta digeribilità ed il minor apporto calorico.
Una dieta sana e ben bilanciata deve prevedere il consumo regolare di frutta e verdura, alimenti che in particolar modo in estate dovrebbero essere consumati in grandi quantità: contengono molti liquidi e sono ricchissimi di sali minerali e di vitamine contrastando efficacemente la disidratazione causata da una sudorazione eccessiva. Inoltre il loro contenuto in fibre favorisce il buon funzionamento dell’apparato gastrointestinale.
Con l’arrivo del caldo aumentano notevolmente i rischi di contaminazione degli alimenti da parte di microrganismi patogeni per cui è consigliabile porre la massima attenzione all’acquisto, alla conservazione ed al trattamento dei cibi:
  • controllare sempre la data di scadenza prima di consumare un alimento
  • programmare la spesa immediatamente prima di far ritorno a casa per evitare di lasciare gli alimenti deperibili troppo a lungo fuori dal frigorifero
  • cuocere la quantità di cibo che si prevede di consumare al momento
  • evitare agli alimenti lunghe permanenze a temperatura ambiente
  • non consumare pesci e frutti di mare crudi o poco cotti,
  • evitare dolci con panne e creme.

Se durante l’estate si prevede di trascorrere un periodo all’estero, magari in un Paese esotico dove le condizioni ambientali e le condizioni igieniche potrebbero favorire l’insorgenza di qualche malattia trasmessa da acqua o alimenti contaminati ricordarsi alcune fondamentali regole di comportamento:
  • bere solamente acqua o bevande da bottiglie assolutamente sigillate
  • evitare il consumo di ghiaccio e quindi di granite, ghiaccioli e cocktail
  • non bere latte di dubbia provenienza evitando naturalmente di mangiare gelati sfusi, frullati, creme e yogurt
  • non mangiare verdura cruda e sbucciare sempre la frutta dopo averla lavata, consumare solamente cibi cotti
  • non mangiare uova poco cotte e quindi evitare anche il consumo di maionese.

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Nespole: Proprietà e Benefici

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Nespole: Proprietà e Benefici

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Le nespole sono i frutti di due differenti piante entrambe appartenenti alla famiglia delle Rosaceae. Il nespolo comune, nome scientifico Mespilus Germanica è originario del Caucaso e il nespolo del Giappone, nome scientifico Eriobotrya Japonica, è originario dell’ Estremo Oriente.
La maturazione delle nespole comuni ha tempi lunghi ed i frutti si raccolgono nel tardo autunno quando non sono ancora ben maturi, probabilmente per prevenire il cattivo tempo tipico della stagione, e per tradizione si fanno maturare in casa distese sulla paglia.
La maturazione è completa quando i frutti assumono una colorazione marrone scuro e la polpa diventa soffice. Bisogna però sottolineare che le nespole danno il meglio, in termini di prelibatezza della polpa, quando vengono fatte maturare sulla pianta.

Composizione Chimica

Le nespole sono composte per l’ 85,3 % da acqua, lo 0,4% di proteine, 0,4% di grassi, carboidrati, fibra 1,70 %, zuccheri 6,1 % e lo 0,5 % di ceneri.

Questi i minerali: sodio, il potassio, il ferro, il rame, il manganese, il calcio ed il fosforo, magnesio, selenio e zinco.

Vitamine: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B6 e vitamina C. Le nespole contengono inoltre acidi grassi Omega 3 ed Omega 6.

Aminoacidi: acido aspartico e acido glutammico, alanina, arginina, cistina, glicina, fenilalanina, istidina, isoleucina, leucina, lisina, prolina, metionina, serina, tirosina, triptofano, valina e treonina.

Proprietà e Benefici delle Nespole

  • Regolano l’intestino
Le nespole, pur avendo proprietà astringenti dovute all’abbondanza di tannini, non danno luogo a stitichezza prolungata ma si comportano piuttosto come naturali regolatori dell’intestino.

  • Diarrea
In caso di diarrea le proprietà delle nespole non del tutto mature possono fornire un valido aiuto per la soluzione del problema.

  • Proteggono il Colon
Il consumo di nespole mature invece, grazie al buon contenuto di pectina, una fibra solubile, ha effetti leggermente lassativi. La pectina inoltre, diminuendo il tempo di esposizione alle sostanze tossiche ha proprietà protettive nei confronti del colon.

  • Colesterolo
È stato anche dimostrato che la pectina è in grado di tenere sotto controllo la quantità di colesterolo cattivo nel sangue, diminuendo il suo riassorbimento nel colon e facilitandone l’espulsione.

  • Emorroidi
Hanno proprietà diuretiche ed aiutano a far regredire le infiammazioni emorroidali.

  • Rimineralizzanti
Possono anche essere utilizzate da chi fa molto sport per recuperare i sali minerali persi durante un’attività sportiva particolarmente intensa.

  • Utili per dimagrire
Se dopo averle mangiate bevete un buon bicchiere d’acqua otterrete un effetto saziante che risulta utile a chi sta seguendo una dieta dimagrante.

  • Antipiretiche
Sembrano avere blande proprietà antipiretiche, la loro assunzione può quindi rivelarsi utile in casi di lieve febbre.

  • Radicali Liberi
Oltre ad essere una buona fonte di vitamina A, 100 grammi di frutta forniscono il 51 % del fabbisogno giornaliero, le nespole hanno anche un buon contenuto di flavonoidi antiossidanti come ad esempio l’acido clorogenico, l’acido idrossibenzoico, l’acido ferulico, l’acido epicatechina e l’acido cumarico. Queste sostanze, con le loro proprietà antiossidanti, contrastano l’attività di radicali liberi.

  • Benefici alla Pelle
La vitamina A presente nelle nespole mantiene le mucose in salute ed apporta benefici alla pelle.

  • Glicemia
Uno studio pubblicato nel 2012 sul Journal of Pharmacy and BioAllied Sciences afferma che bere il tè fatto con le foglie del nespolo ha proprietà utili al controllo della glicemia. Tuttavia lo studio è stato eseguito solo su animali ed occorrono ulteriori studi su esseri umani per confermare tale proprietà.

  • Fanno Bene alle Ossa
Un’altro studio, sempre condotto su animali e pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry  nel 2014, sostiene che il tè di foglie di nespolo, aiuterebbe a contrastare la perdita di densità ossea causata dalla carenza di estrogeni.

  • Pressione Sanguigna
Le nespole contengono un buon quantitativo di potassio, questo elettrolita ha due importanti funzioni: provvede a mantenere l’equilibrio dei fluidi corporei ed è necessario per regolare i livelli di sodio. La sua attività ha quindi come conseguenza quella di regolare la pressione arteriosa evitando così l’ipertensione e prevenendo attacchi di cuore ed ictus.

  • Disturbi Renali
Il consumo di nespole è consigliato in caso di eccesso di acido urico, gotta, insufficienza renale e calcoli renali. Avendo proprietà diuretiche le nespole facilitano l’espulsione dei liquidi e dell’acido urico in essi contenuto.

  • Disintossica il Fegato
Le foglie delle nespole contengono amigdalina una sostanza che ha effetti benefici sul fegato in quanto facilità l’espulsione delle tossine dal suo interno.

  • Precauzioni Tè di Foglie di Nespolo
Le foglie contengono composti bioattivi per cui bere il tè può provocare effetti collaterali o interazioni con farmaci.  In caso di assunzione è sempre meglio ricorrere prima ad un parere medico.

Varietà di Nespole

Oltre alla varietà Giapponese che è ormai la più diffusa e produce frutti con buccia liscia a colorazione giallo/arancio e grandi semi, vi è anche la varietà Cinese che produce frutti più grandi ed allungati con polpa arancio intenso.
Le qualità più diffuse sono la Precoce di Palermo, la Mogi, la Tanaka, la Early Red, la Champagne, il Nespolone di Trabia e la Nespola di Ferdinando.

Nespole e Calorie

100 gr di nespole hanno una resa calorica pari a 45 calorie.

Nespole e Curiosità

Questi frutti erano già apprezzati nei tempi antichi, in particolar modo in epoca romana e nel medioevo, quando, grazie alle loro proprietà, venivano impiegati per apportare benefici in caso di disturbi allo stomaco.
Il Nespolo del Giappone fu introdotto in Europa nel Settecento.
Il nome scientifico del Nespolo Giapponese, “Eriobotrya” deriva dai due termini “erion” e “botrys” che significano rispettivamente “peloso” e ” grappolo” proprio ad indicare la conformazione a grappolo ricoperto di peli che le nespole assumono quando sono ancora acerbe.
I nespoli cominciano a fruttificare dopo un periodo di 8/10 anni da quando sono stati piantati.
Il famoso proverbio “Col tempo e con la paglia maturano le nespole” ci ricorda che la nespola comune deve essere lasciata maturare in un luogo asciutto e fresco in quanto, appena colta, avrebbe un sapore acidulo ed allappante.
Questo proverbio potrebbe anche richiamare il fatto che nella vita bisogna aver pazienza per vedere maturare i frutti del proprio lavoro.

Nespole Controindicazioni

I semi del frutto, sebbene vengano utilizzati per preparare il liquore Nespolino, non possono esser consumati crudi in quanto tossici per l’organismo umano.





I minerali che eliminano la stanchezza

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I minerali che eliminano la stanchezza

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Se ti senti spesso stanco, probabilmente soffri di una carenza di minerali. La stanchezza cronica è una condizione che colpisce milioni di persone, e che può essere alleviata in modo naturale, facendo scelte coscienti sull’alimentazione e fornendo all’organismo tutti i nutrienti di cui ha bisogno. In questo articolo ti elenco la lista dei minerali che eliminano la stanchezza, rivitalizzando il corpo.

Zinco. Le persone che soffrono di una carenza di questo minerale sono più propense a sentirsi stanche, e ammalarsi di raffreddore. 10 mg di questo minerale al giorno possono darci l’energia di cui abbiamo bisogno, dimezzando il rischio di soffrire di raffreddore, secondo uno studio dell’Università della California. Lo zinco stimola i muscoli a bruciare più glucosio per ottenere energia, e aumenta la formazione di cellule immunitarie capaci di lottare contro i virus.

Magnesio. Se non riesci a dormire (e riposare) bene, probabilmente soffri di una carenza di magnesio. Questo minerale essenziale aumenta la produzione dell’enzima ATP e della melatonina, un ormone che stimola il sonno. Se presi prima di andare a dormire, 400 mg di magnesio possono farci sentire meno stanchi del 50%, migliorando la qualità del sonno, secondo uno studio della Duke University (Stati Uniti).

Ferro. La carenza di ferro è una delle più diffuse, sopratutto a causa di una alimentazione scorretta. Il ferro può ridurre del 50% la stanchezza sia fisica che mentale, migliorando le prestazioni cerebrali (memoria inclusa). La quantità consigliata di ferro è di 14 mg al giorno.

Iodio. Secondo una stima, circa il 20% delle persone soffre di carenza di iodio, causata sopratutto dalla riduzione del sale nella dieta. Secondo vari studi, lo iodio stimola la tiroide a produrre tiroxina, un ormone che regolano direttamente il famigerato metabolismo basale, eliminando la stanchezza. la quantità consigliata di iodio è di 150 microgrammi al giorno



Verdura e frutta da bere : alleate di benessere

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Verdura e frutta da bere : alleate di benessere

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Non sempre è facile garantirsi un apporto adeguato di vitamine, minerali e fibre. L'abitudine di bere ogni giorno un buon succo di verdura o di frutta aiuta a fornire tutti i micronutrienti necessari per mantenersi in forma.
Abitudini poco corrette, aumentati fabbisogni non soddisfatti, per esempio in corso di gravidanza o durante la crescita e lo sviluppo, in caso di malattia o di stress prolungato, possono comportare un insufficiente apporto di vitamine , minerali e fibre, di cui frutta e verdura sono la principale fonte. Sicuramente è una condizione di carenza da non sottovalutare. In un'alimentazione equilibrata e varia, infatti, insieme agli zuccheri, alle proteine ed ai grassi è essenziale un'adeguata presenza di fibre e micronutrienti, tra i quali vitamine e minerali. Tuttavia spesso e per molteplici fattori, non riserviamo a queste preziose risorse l'attenzione che esse meritano . Viviamo in città e siamo costretti a consumare veloci pasti fuori casa, ecco allora che la prima cosa a cui rinunciamo è un bel frutto o un ricco piatto di verdure. Anche per il pasto serale, non sempre si trova il tempo per selezionare con cura e cucinare in modo corretto gli alimenti, nella giusta quantità e varietà. Oltretutto frutta e verdura perdono facilmente il loro contenuto vitaminico durante la conservazione e la preparazione domestica. Insomma, a ben riflettere, risulta quanto mai difficile essere sempre certi di fornire al nostro organismo la quota giornaliera di micronutrienti essenziali consigliata dagli esperti. Una valida opportunità alle nostre esigenze nutrizionali ci viene offerta da prodotti alimentari in forma di succo e polpa che assicurano in ogni stagione e in ogni momento della giornata un adeguato apporto di micronutrienti. Ortaggi come la carota, il cavolo, il pomodoro, la cipolla , la barbabietola, il sedano, il cetriolo così come le mele, le prugne, la frutta di bosco, contengono nelle proporzioni adeguate sia sali minerali che vitamine indispensabili al buon funzionamento del nostro organismo, soddisfacendo contemporaneamente il fabbisogno in fibre solubili e insolubili.



Differenza tra Farine: Farina 00, 0, 1, 2, Integrale

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Differenza tra Farine: Farina 00, 0, 1, 2, Integrale

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A tutti noi è capitato di vedere sui banchi degli ipermercati diversi tipi di farine come ad esempio la farina 00, la 0, oppure la farina integrale.
Ovviamente esiste una differenza tra le farine, questa è dovuta principalmente al tipo di materia prima ed al metodo di lavorazione.
In questa pagina vediamo quindi di spiegare in modo semplice la differenza tra farine ed il loro impiego in cucina. La farina classica, quella bianca che tutti per tradizione conosciamo, si ottiene dalla macinazione dei cereali ma esistono anche altri tipi di farina che si ricavano da altri tipi di vegetali.
Quando si parla di differenza tra farine la prima distinzione va fatta tra quella di grano tenero e quella di grano duro: questi infatti sono i prodotti più utilizzati al mondo per la preparazione della pasta e del pane.

Tipi di Farina

Farina di grano tenero: si ottiene dalla macinazione dei chicchi della pianta del grano Triticum Aestivum, prende il nome di tenero in quanto i suoi chicchi si rompono facilmente. Ha una consistenza soffice e polverosa, si utilizza per la preparazione del pane, dei dolci e anche per la pasta fresca.
Si differenzia con quella di grano duro per la sua maggior elasticità negli impasti, per un minor contenuto di proteine e glutine e per un minor assorbimento d’acqua.

Farina di Grano duro: si ottiene dalla macinazione dei chicchi della pianta Triticum durum che, come si intuisce dal nome della pianta, presenta chicchi più duri rispetto al grano tenero.
La farina che si ottiene da questo tipo di grano contiene più proteine, assorbe quantità maggiori di acqua durante la sua lavorazione mentre l’impasto ha una minor elasticità rispetto al grano tenero. Si utilizza prevalentemente per la panificazione e per la produzione di pasta.

Differenza tra Farina e Semola

La farina si ottiene dalla macinazione del grano tenero, è di colore bianco e la sua consistenza è molto fine e impalpabile. Viene utilizzata per la preparazione di pane, biscotti, brioches, torte etc.
La semola è il risultato della macinazione del grano duro, è caratterizzata da un colore tendente al giallognolo e da grani più grossi che le conferiscono una consistenza quasi “sabbiosa”. Si utilizza principalmente per la produzione della pasta.

Differenza tra Farine
Prima di passare in rassegna quali sono le principali differenze tra le farine che si trovano in commercio è necessario chiarire cosa stabilisce la legge italiana in termini di farine.
La differenza tra farine è definita da una legge del 2001 (DPR 9 febbraio 2001, n° 187) che stabilisce i vari contenuti di ceneri residue per tipo di farina. Le ceneri sono il residuo che rimane bruciando le farine a 55o°. Per esempio la farina integrale di grano tenero deve avere un residuo massimo di ceneri pari all’1,70 % mentre la farina di grano tenero tipo 00 deve avere un residuo massimo di ceneri pari allo 0,55 %.

Differenze
Farina 00: è la farina bianca che si acquista normalmente al supermercato ma forse non tutti sanno che è anche quella più raffinata, quella che in pratica viene privata di tutte le parti più nutrienti del grano come ad esempio la crusca che contiene le fibre alimentari, il germe di grano che contiene i minerali e le vitamine.
Tutto questo ha come risultato un prodotto bianchissimo ma quasi nullo dal punto di vista nutrizionale, quello che resta sono l’amido ed il glutine. Questo prodotto si utilizza molto per la preparazione dei dolci ed ha tempi di lievitazione più brevi rispetto alle farine meno raffinate.

Farina 0: è un po’ meno raffinata della precedente, ha un colore che tende leggermente al giallino ma ha comunque perso gran parte dei suoi nutrienti. Si utilizza molto per la preparazione del pane, delle pizze e delle focacce.

Tipo 1: rappresenta un buon compromesso tra i prodotti raffinati e quelli integrali. Ha un buon contenuto di fibre alimentari, vitamine e sali minerali, in pratica questo prodotto, a differenza delle farine raffinate, contiene un quantitativo maggiore di crusca e di germe di grano. È consigliata per la preparazione della pizza e delle piadine.

Tipo 2: è anche conosciuta come farina semi-integrale, ha grani più grossi rispetto alle precedenti e la differenza sta nel contenuto ancora maggiore di crusca e germe di grano. La sua lavorazione è più facile rispetto all’integrale, ideale per la panificazione.

Integrale: è sul gradino più alto per quanto riguarda il profilo nutrizionale e contiene tutte le parti del chicco di grano cioè le vitamine, i sali minerali, l’amido, la crusca e gli aminoacidi, ed è quindi un prodotto molto più completo rispetto ai precedenti. Questa farina è l’ideale per la panificazione, per ottenere prodotti sani e nutrienti.

Differenza tra Farine: Resistenza
Un altro fattore importante di cui bisogna tenere conto nella differenza tra farine è la forza, ovvero la sua resistenza misurata nel tempo alla lavorazione. La forza della farina è direttamente proporzionale alla qualità del grano utilizzato per produrla, per essere più precisi, dal suo contenuto di proteine e quindi di glutine, la sostanza che costituisce la struttura portante dell’impasto.
La forza di una farina viene espressa con la lettera W, dove un valore alto sta ad indicare un alto contenuto di glutine e quindi la capacità della farina di assorbire molta acqua e di formare un impasto resistente a lenta lievitazione.
Un valore basso invece indica che la farina assorbirà poca acqua e la lievitazione sarà veloce ma con un prodotto finale leggero.
Qui di seguito sono indicati i valori e le relative caratteristiche:

Valore\tIdeale per:
170 W                   Dolci friabili
da 170 W a 260 W  Pane, pizza e Pasta
da 260 W a 350 W  Pane, pizza e prodotti da pasticceria

Dobbiamo però segnalare che purtroppo non tutti i produttori inseriscono questo valore sulla confezione, per cui non sempre è possibile accertare la differenza tra farine da questo punto di vista.

Differenza tra Farine: Non Cereali
Come accennato in precedenza esistono anche tipi di farina che vengono prodotte da vegetali non cereali, qui di seguito le principali:

Amaranto: si produce da una pianta che oggi viene coltivata in tutto il mondo, anche a scopo ornamentale. L’amaranto non contiene glutine.

Quinoa: si produce dalla quinoa, una pianta erbacea originaria del Sud America, anche questa farina non contiene glutine.

Grano saraceno: dai semi del grano saraceno si ricava una farina che non contiene glutine e che viene utilizzata per la preparazione dei pizzoccheri.

La differenza tra queste farine e le altre sopra menzionate è l’assenza di glutine che le rendono idonee per essere consumate dai celiaci.
Oltre a queste esistono altri tipi di farine che vengono preparate con alcuni tipi di legumi, le più note sono quella di soia, di fagioli, di ceci e di fave.
In ultimo, in questa pagina dedicata alla differenza tra farine, citiamo quella di castagne, una farina abbastanza diffusa nel nostro paese che viene utilizzata per la preparazione di alcuni dolci tra cui il famoso castagnaccio.



Alimentazione e Concentrazione

Alimentazione e Concentrazione

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Sapevi che alimentazione e concentrazione  sono in qualche modo legate? Quando abbiamo bisogno di concentrazione per poter affrontare un esame o un lavoro impegnativo è importante adottare una corretta alimentazione al fine di rendere disponibile al nostro cervello una giusta dose di energia.
Quando ci concentriamo e mettiamo quindi sotto sforzo la nostra mente, il cervello consuma circa il 20 % delle energie che il nostro corpo ha prodotto attraverso l’alimentazione. Se il lavoro di concentrazione richiede uno sforzo prolungato nel tempo, come ad esempio quando si devono affrontare degli esami, l’energia richiesta sarà maggiore.

Alimentazione e Concentrazione

Con una corretta alimentazione si può favorire la concentrazione così da poter sfruttare pienamente le ore di lavoro senza perdite di energie e quindi di tempo prezioso.
Il nostro cervello ha bisogno di circa 40 sostanze diverse per funzionare in modo corretto, tra queste vi sono le vitamine, i minerali, gli acidi grassi essenziali, gli aminoacidi e gli oligoelementi ma la sostanza preferita dal cervello è il glucosio che viene ricavato dal metabolismo dei carboidrati.

Ovviamente non esiste un unico alimento che contenga al suo interno tutte le sostanze necessarie per il buon funzionamento del cervello. Per essere sicuri di fornire il giusto apporto energetico al cervello quando è sotto sforzo a causa del forte lavoro di concentrazione a cui è sottoposto è necessario adottare una corretta alimentazione.
Per evitare improvvisi cali di energia, e quindi di concentrazione, è necessario assumere carboidrati con un basso indice glicemico e che siano metabolizzati lentamente dal nostro organismo. Una corretta alimentazione prevede di mangiare legumi come piselli, fave, lenticchie, fagioli e soia, frutta, in particolare pompelmo, mele, banane e pesche. Anche il cioccolato fondente è un ottima fonte di energia per favorire la concentrazione in caso di studio o altri lavori che richiedono un’alta concentrazione.

Una Corretta Alimentazione per Gestire Ansia e Stress

Ansia e stress sono due dei nemici principali per chi ha bisogno di concentrazione ma anche in questo caso un’ alimentazione corretta può venirci in aiuto per contrastare questo eventuale problema. Consumare un buon piatto di riso equivale ad aumentare la secrezione da parte dell’organismo di triptofano.
Il triptofano si trasforma in seguito in serotonina, una sostanza con funzione di neurotrasmettitore, tra le cui funzioni vi è quella della regolazione dell’umore. Consumare una piccola dose di dolce a fine pranzo provoca invece il rilascio di endorfine che hanno un effetto calmante e rilassante in caso di stress.

Una Corretta Alimentazione per Combattere la Stanchezza

Quando si sta preparando un esame o un lavoro particolarmente impegnativo a causa dell’eccessiva concentrazione è normale accusare un po’ di stanchezza; per non peggiorare ulteriormente la situazione è quindi necessario adottare un corretto stile di vita ed in particolare una corretta alimentazione.

Qui di seguito alcuni suggerimenti:

– Alla sera mangiare un pasto leggero, in caso contrario la qualità del sonno potrebbe risentirne a causa della digestione prolungata, compromettendo così il recupero delle energie.

– Adottare una corretta alimentazione in termini di copertura delle esigenze nutritive giornaliere dell’organismo; una dieta equilibrata deve fornire il giusto apporto di vitamine, minerali, oligoelementi e proteine. Eventuali carenze vanno a compromettere la forma fisica.

Esercizio Fisico e Sonno

– Uno stile di vita sedentario contribuisce ad aumentare la stanchezza. È importante ritagliarsi un’ora al giorno da dedicare al movimento fisico, un po’ di corsa o una bella passeggiata sono molto utili.

– Per essere sicuri di lavorare con la concentrazione giusta è basilare dedicare il giusto tempo al sonno. Non tutte le persone sono uguali per cui qualcuno ha bisogno di dormire di più rispetto ad altri ma in generale è bene dedicare al sonno dalle sette alle otto ore.
Concludendo, per mantenere il giusto equilibrio tra alimentazione e concentrazione, è necessario evitare sia il digiuno che l’esagerazione, sono da evitare cibi che possono indurre agitazione ed insonnia come ad esempio caffè, tè, patatine confezionate ed alcolici.
È importante invece non saltare la colazione in quanto recenti studi hanno dimostrato che una buona colazione a base di frutta di stagione e cereali integrali è in grado di aumentare concentrazione e memoria.




Zucca: perché fa bene? Proprietà, usi e ricetta

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Zucca: perché fa bene? Proprietà, usi e ricetta

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La  “zucca” è un  frutto appartenente alla famiglia delle Cucurbitaceae originaria dell’America e oggi coltivata in tutti i climi caldi e temperati.
Le  proprietà  e  gli  impieghi  della  zucca  sono  molteplici:  fitoterapia,  cosmesi,  alimentazione  e cucina. Vediamoli meglio.

Principi nutritivi della Zucca

Della  zucca  si  possono  consumare  sia  la  polpa  che  i semi  ed  entrambi  possiedono  buone proprietà nutrizionali.
La  polpa  di  zucca  è  ricca  di  sali  minerali,  fibre  e carotenoidi,  i  precursori  della  vitamina  A; questa  è  utilizzata  dal  nostro  organismo  per  la  formazione  di  cute  e  mucose  e  per  mantenerne l’integrità contro infezioni o scottature. La vitamina A è anche uno dei componenti dei pigmenti visivi,  pertanto  promuove  il  buon  funzionamento  della  retina  e  il  mantenimento  di  una  buona visione.
Ha  proprietà  antiossidanti,  favorisce  lo  sviluppo  dello  scheletro,  ha  effetti  diuretici  e  calmanti contro  ansia,  nervosismo  e  insonnia  e  favorisce  la digestione.  E’  utilizzata  per  le  proprietà  date dal colore giallo-arancio nella Medicina Cinese e nella Cromoterapia.
Apporta  infine  fibre  che  promuovono  la  depurazione intestinale  e  principi  che  regolano  gli zuccheri nel sangue. I  semi  di  zucca  contengono sali  minerali  come  Zinco,  Manganese  e  Selenio  che,  insieme  alla vitamina E presente, svolge un’azione  antiossidante. Contengono inoltre principi attivi utili per disturbi  dell’apparato  urinario  come  cistiti  ed  infiammazioni  della  vescica  e  sostanze  come  le curcubitine utilizzate in fitoterapia contro i vermi e la tenia intestinale .

Proprietà in fitoterapia della Zucca

Il  principio  attivo  utilizzato  dalla  fitoterapia  è la  curcubitina  contenuta  nei  semi  di  zucca, somministrato  come  estratto,  che  ha  proprietà  antielmintiche,  cioè  nei  confronti  di  parassiti intestinali  tra  cui  vermi  e  tenia  in  particolare.  La  funzione  della  curcubitna  è  quella  di immobilizzare  i  parassiti  che  poi  dovranno  essere  allontanati  dall’intestino  con  gli  opportuni lassativi.  Sono  state  evidenziate  anche  attività  nei  confronti  dei  disturbi  correlati  all’ipertrofia prostatica, alle infiammazioni della vescica, all’i
ncontinenza e all’enuresi notturna.  
Per ottenere questi effetti occorre assumere un’adeguata quantità di semi o di estratto secco.

Proprietà cosmetiche della Zucca

La polpa possiede ottime proprietà lenitive in caso di scottature ed infiammazioni della pelle. Con  la  polpa  si  possono  poi  preparare  maschere  per il  viso  in  grado  di  idratare  e  pulire profondamente la pelle. Consumata come alimento, i carotenoidi contenuti sono utili per fissare l’abbronzatura.

Come preparare una maschera per il viso?  

Schiacciare  insieme  alcuni  semi  e  un  pezzetto  di  polpa,  poi  mescolare  con  un  po’  di  miele  ed applicare sul viso per alcuni minuti.

Il  colore  giallo  e  arancio  della  Zucca  nella  Medicina  Cinese,  nella Cromoterapia e nella Medicina Indiana dello Yoga edell'Ayurveda

Ultimi  studi  hanno  verificato  che  i  pigmenti  che  colorano  frutta  e  verdura  non  hanno  solo  un aspetto estetico, ma svolgono azioni differenti con effetti benefici in funzione del loro colore. In  particolare  il  colore  giallo-arancio,  come  quello  della  zucca,  rinforza  la  vista,  il  cuore  ed  il sistema immunitario grazie ad elevate presenze di vitamina A o carotenoidi.
Nella  Medicina  Cinese  il  colore  giallo  è  associato all’elemento  Terra  a  cui  sono  associati  gli organi  stomaco,  pancreas  e  milza  con  funzioni  digestive,  pertanto  tutti  gli  alimenti  di  questo colore  stimolano  e  sostengono  le  funzioni  di  assimilazione  e  digestive.  Dal  punto  di  vista emozionale  il  movimento  Terra  è  legato  alla  riflessione  che,  nello  stato  di  squilibrio  porta  al rimuginìo  mentale  ed  alla  eccessiva  preoccupazione; l’assunzione  di  questa  qualità  di  alimenti riporta allo stato di equilibrio e quindi al rilassamento in caso di ansia, nervosismo, insonnia.
Nella  Medicina  Ayurvedica  e  nello  Yoga  l’arancione è  il  colore  associato  al  chakra  intestinale, anch’esso legato, dal punto di vista fisico, alla digestione ed assimilazione.
Nella  Cromoterapia  il  giallo  aiuta  la  digestione  stimolando  la  produzione  di  succhi  gastrici  e aiuta   nell’autoaffermazione   migliorando   l’autostima.   E’   legato   al   3°   chakra   che   governa
stomaco, fegato e pancreas.


Risotto alla zucca gialla

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Tempo totale di preparazione: 45 minuti

Risotto alla zucca gialla preparato in maniera molto semplice. Il risotto spesso mette d’accordo un po’ tutti proprio perché può essere utilizzato con diversi alimenti, dai funghi al pesce, dalla carne, alle verdure, per creare gustosi piatti. Il risotto preparato con la zucca gialla seguendo questa ricetta è davvero ottimo, tutti gli ingredienti trovano un giusto equilibrio di sapore, dove nessuno predomina sull’altro.

Ingredienti per4 persone:

400g di riso
500g di zucca gialla
1 cipolla
3 foglie di salvia
1 spicchio d’aglio
Olio extra vergine di oliva
Burro
Parmigiano grattugiato
Sale
Pepe

Preparazione:

1 Riscaldare 1 litro e mezzo di acqua salata (potete sostituire l’acqua con il brodo vegetale, se lo avete)
2 Tritare la cipolla e pulire la zucca dai semi e dalla buccia.
3 Tagliare la zucca e metterla in una casseruola insieme alle foglie di salvia, all’aglio e 3 cucchiai di olio.
4 Coprire e lasciare che le verdure si ammorbidiscano su fiamma bassa per circa 15 minuti (se  attacca aggiungere un bicchiere di acqua).
5 con un cucchiaio spappolare la zucca fino ad ottenere una purea (togliete l’aglio se non vi piace trovarlo nel piatto).
6 Versare 1 litro e mezzo di acqua salata bollente .
7 Alzare la fiamma e attendere che ritorni a bollire.
8 Versare il riso e mescolare.
9 Toglere dal fuoco quando, assaggiando il riso,sembra ben cotto.
10 Condire con una noce di burro, pepe, Parmigiano grattugiato.
11 Lascia riposare a pentola coperta un paio di minuti prima di servirlo a tavola.





Verdure: sai come è meglio cuocerle?

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Verdure: sai come è meglio cuocerle?

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Sono una miniera di salute, ma con la cottura sbagliata si rischia di vanificare il loro potere. Ecco alcuni consigli  per scegliere la miglior cottura dei cibi

Vitamine, sali minerali, fibre.
Tutto questo è contenuto nelle verdure, fondamentali per il nostro organismo perché aiutano a svolgere funzioni fondamentali: per esempio rafforzano il sistema immunitario, regolarizzano l’intestino, combattono i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare. Per mantenere tutte queste proprietà è fondamentale non solo sceglierle fresche e di stagione, ma anche mangiarle nel modo giusto: crude o cotte in un certo modo a seconda dei casi.
La cottura consente l’eliminazione di microrganismi e tossine, e può rendere un alimento più digeribile, ma ogni ortaggio è diverso: ciascuno contiene determinate vitamine e sali minerali che possono essere più o meno sensibili a un determinato modo di cucinarli.

LE VERDURE CHE TEMONO IL CALDO

Le vitamine A, D, E, K sono liposolubili e resistono discretamente ad alte temperature. Al contrario vitamine idrosolubili come quelle del gruppo B o la vitamina C, sono termosensibili, perciò non bisognerebbe sottoporre ad alte temperature le verdure che le contengono, altrimenti si rischia di distruggere tutto il loro potere».

LE COTTURE

In linea generale a meno che non si possano mangiare crude, meglio preferire una cottura a bagnomaria o al vapore anziché la bollitura, perché quest’ultima disperde quasi tutte le sostanze nell’acqua privando le verdure delle loro proprietà. Oppure una veloce stufatura: ovvero la cottura in padella (con un filo d’olio e senza aggiunta di acqua) che, se fatta in tempi rapidi, non ne altera eccessivamente la qualità.

In certi casi, poi, una frittura in un olio vergine (cioè mai usato prima) è meglio di una cottura al forno: perché se è vero che aumenta l’apporto calorico dell’alimento, non rischia (come può succedere in forno con una teglia scoperta) di carbonizzare superficialmente i cibi producendo sostanze tossiche. Non rinunciate alla comodità del forno? Allora optate per il cartoccio: gli alimenti cuociono nel loro liquido ed essendo sigillati non perdono nemmeno il profumo.





IODIO : a cosa serve?In quali alimenti è presente? Benefici e controindicazioni.

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IODIO : a cosa serve?In quali alimenti è presente?  Benefici e controindicazioni.



E' il componente degli ormoni tiroidei.

 
AZIONE FISIOLOGICA
La maggior parte dello iodio presente nell'organismo fa parte degli ormoni tiroidei T3 e T4, perciò la sua principale funzione è quella legata all'attività di questi ormoni nel processo di crescita e nella morfogenesi di vari apparati e organi. Lo iodio contenuto nell'organismo è legato alla tireoglobulina. Lo iodio della dieta è assorbito nell'intestino tenue e trasportato nel plasma verso quei tessuti che lo concentrano, primo fra tutti la tiroide. L'eliminazione è soprattutto urinaria.

FONTI ALIMENTARI
Fonte naturale maggiormente ricca di iodio è il pesce. La sua presenza negli ortaggi e nella frutta dipende dalla loro coltivazione in terreni più o meno ricchi di iodio. Si trova nel latte e nelle uova, mentre nella carne il suo contenuto varia molto. Nonostante ciò nella nostra dieta la quantità di iodio introdotta con il latte, la carne e con i vegetali è spesso superiore di quella introdotta con il pesce. La massima parte del territorio è caratterizzata da un carente apporto di iodio. Questo potrebbe facilmente essere evitato dall'uso regolare di sale iodurato/iodato sia nell'alimentazione quotidiana sia nell'industria. Alcuni alimenti come il cavolo, la rapa, la manioca, la cipolla e la noci contengono sostanze gozzigene, che inibiscono cioè la captazione dello iodio.

FABBISOGNO
Il livello di assunzione raccomandato per entrambe i sessi è di 150 µg/giorno, mentre durante l'allattamento si deve aumentare la dose di 50 µg/giorno , in gravidanza l'aumento è di 25 µg/giorno.

CARENZE
La patologia determinata da carenza è il gozzo, dovuto a un aumento dell'ormone dell'ipofisi, il TSH, che stimola maggiormente la tiroide, determinandone il conseguente ingrandimento, per aumentare la captazione e la fissazione dello iodio circolante nel plasma. Alcuni difetti genetici, una malnutrizione proteico-energetica e l'ingestione di sostanze gozzigene possono determinare la formazione del gozzo. La carenza di iodio durante la gravidanza può causare aborti, incrementare la mortalità peri-neonatale, determinare anomalie congenite, alterazioni neurologiche e deficit mentale. Un apporto eccessivo di iodio causa il gozzo tossico nodulare e l'ipertiroidismo. L'ipertiroidismo, più frequente nel sesso femminile, è caratterizzato da un aumento degli ormoni tiroidei circolanti dovuti ad iperplasia della tiroide. Il gozzo tossico nodulare si rileva soprattutto in persone che precedentemente si trovavano in una situazione di carenza di iodio, quindi con bassi livelli serici di ormoni tiroidei e con aumento del TSH ipofisario. L'azione prolungata nel tempo del TSH determina la comparsa dei noduli multipli che possono portare a ipertiroidismo.



Fichi: Proprietà e Benefici

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Fichi: Proprietà e Benefici



Fico

I Fichi (Ficus carica), tanto freschi, quanto secchi, rappresentano un’importante fonte naturale di energia, non contengono grassi, colesterolo e ne Sodio, ma abbondano di tanta fibra solubile. Il Fico è un ottimo amico del cuore grazie all’elevato contenuto di Polifenoli (Antiossidanti Naturali).



I Fichi, per le loro proprietà nutritive, sono un alimento sano ed è possibile integrarli nella dieta di bambini, anziani, donne incinte ed atleti, per il loro ottimo contributo di energia e per l’elevato contenuto di fibre, molto efficaci nei disturbi intestinali. Tuttavia, i Fichi sono un alimento sconsigliato per chi soffre di Diabete e per le persone obese, rispettivamente per la notevole presenza di zuccheri e per l’elevato apporto calorico.
Alta è anche la concentrazione di Polifenoli, sostanze antiossidanti che combattono i rischi di malattie cardiovascolari e tumorali.
Inoltre, i Fichi contengono una fibra vegetale chiamata Lignina molto efficace per contrastare disturbi intestinali o stipsi cronica.
Minerali
Buono il quantitativo di Calcio, minerale essenziale nella formazione delle ossa, aumenta la densità ossea e ne facilita il corretto sviluppo.
I Fichi sono ricchi di Ferro, utile nelle persone con Anemia o per problemi di crampi. In modeste quantità, i fichi contengono: Potassio, Magnesio e Fosforo.

Vitamine:
Vitamine A, B1, B2, B3 e C sono particolarmente presenti nei Fichi.
Calorie: I Fichi Freschi forniscono solo 65 calorie per 100 grammi. Al contrario, i Fichi Secchi, ricchi di Zucchero, arrivano a fornire 280 calorie per 100 grammi.
Fichi Freschi: I Fichi freschi sono composti dall’ 80% di acqua e il 12% di zuccheri. Il contenuto di grassi e proteine è minimo mentre è ricco di acqua, minerali e fibre.
Fichi Secchi: I Fichi Secchi hanno un valore nutritivo molto elevato. Con la perdita d’acqua il fico secco si arricchisce di Zuccheri (glucosio, saccarosio e fruttosio) e Vitamina C.



Nuvole
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